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Massimiliano Allegri, la Juventus ha il suo nuovo manager

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Max Allegri, atto II. Aprite pure il sipario.

In casa Juventus è molto difficile accettare il fallimento, quasi impossibile. Vincere due trofei come la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, senza altri grandi risultati conseguiti, ha le sembianze di una pacca sulla spalla con frase annessa, molto simile ad un: “La prossima stagione faremo sicuramente meglio”.

Ciò non significa che i cambiamenti e gli esperimenti debbano essere poco graditi all’ambiente bianconero ma se ci si può basare su di una o più certezze, tutto il resto passa in secondo piano. L’esperimento Andrea Pirlo ha rapidamente lasciato spazio al grande amore Massimiliano Allegri, un uomo che ha significato tanto per le ambizioni bianconere; a lui sono affidate le speranze di una risalita verso l’olimpo del calcio italiano.

Allegri Allianz Stadium

Massimiliano Allegri è tornato a casa, con l’Allianz Stadium pronto a riaccoglierlo a braccia aperte (Fonte foto: www.juventus.com)

Bisogna, per forza di cose, mettere in conto la questione temporale. Il tecnico livornese si è reso protagonista di una sosta che non può passare in secondo piano e ha scelto anche lui di accettare una sfida che ha il sapore di casa. Resta pur sempre l’incognita, dettata dal rifiuto, riguardante la possibilità di poter allenare i migliori club del mondo, scegliendo di fare ritorno al passato. Si è trattato per davvero della scelta numero uno oppure il primo ad avere dubbi sulle sue capacità è stato proprio Massimiliano Allegri? Veramente poteva vantare tutto il mercato di cui si è parlato senza sosta per mesi e mesi?

Difficile dirlo con certezza. Solamente con il passare del tempo emergeranno determinate verità, ma le chiacchiere devono lasciare spazio all’estrema concretezza, perché le idee sono chiare a proposito del livello di ambizione richiesto. Per ciò che riguarda, invece, il salto di qualità, il lavoro da svolgere è davvero consistente.

MAX, IL MANAGER

Con l’addio di Paratici, sempre più vicino a trasferirsi all’estero per fare coppia con Antonio Conte, la struttura societaria della Vecchia Signora necessita di un restyling. Nonostante ciò il punto principale non è questo.

Massimiliano Allegri assumerà un ruolo molto simile a quello del manager all’inglese, con un potere decisionale più ampio a quello che lo ha riguardato nella sua prima esperienza in bianconero. La sua capacità di eccellere sotto il profilo decisionale lo ha portato a ricevere una responsabilità di questo tipo; sembra chiaro come non ci sia stata una richiesta esplicita da parte sua, bensì si è trattato di un processo decisamente naturale. Lo scenario che Allegri sta ritrovando in casa Juventus è diverso da quello vissuto negli ultimi momenti sulla panchina bianconera. La sfida è molto stimolante, il risultato è tutto da conquistare e le certezze sono poche.

Di sicuro si parla già di alcune indicazioni che il tecnico livornese ha comunicato alla proprietà e che, senza troppi giri di parole, possono spaccare in due l’opinione di tifosi e addetti ai lavori.

Allegri Pogba Juventus

Paul Pogba, un eterno pallino per il tecnico livornese. Torneranno a lavorare insieme? (Fonte foto: www.juventus.com)

Innanzitutto, la volontà di trattenere Álvaro Morata in bianconero, come per apporgli l’etichetta dell’attaccante con la giusta esperienza che conosce a memoria ciò che Allegri vuole. Oltre che, e non è di poco conto, un uomo che si è dimostrato spesso e volentieri in grado di risolvere situazioni intricate. Ciò che, forse, in pochi si aspettavano è stata la necessità di rinnovare Paulo Dybala. E non si intende di certo la semplice volontà di averlo in rosa. Si parla di uno stipendio da 10 milioni di euro annui, più bonus. Se si guarda alla sua permanenza in bianconero, con oltre 250 presenze e 100 reti realizzate, senza parlare degli oltre 40 assist, allora sembrerebbe tutto normale e quasi dovuto. Nell’ultima stagione ha collezionato 26 presenze totali, con 5 reti messe a segno. Statistiche che non andrebbero a giustificare un investimento tale; tuttavia è necessario considerare l’annata vissuta da tutti i giocatori della Juventus, tra alti e bassi simili alle montagne russe. 

Se a queste due richieste, andiamo ad aggiungere come la ciliegina sulla torta del mercato Paul Pogba, la ricerca di una soluzione per riportare alla Continassa il buon Miralem Pjanić e un rinnovo già pronto per Giorgio Chiellini, ecco che qualche domanda sorge spontanea. Il ritorno al passato rischia di diventare realtà al 100%, con tanto di utilizzo degli stessi elementi che tante gioie hanno regalato al popolo bianconero. Potrebbe trattarsi dell’ultimo anno di Cristiano Ronaldo con la casacca della Vecchia Signora. Una sorta di Last Dance per tornare in paradiso prima di dirsi addio con una miriade di considerazioni a proposito dell’acquisto più oneroso della storia della Juventus. 

Allegri non è banale, e tantomeno stupido, e di sicuro conosce a fondo cosa significhi donare tranquillità ad una società senza portarla a tutti i costi indietro nel tempo. Alcune modifiche devono essere apportate, forse stravolgendo in primis il centrocampo; ma da buon manager Massimiliano Allegri non ha alcune intenzione di distruggere e ricostruire gli assetti di una rosa tutt’altro che da buttare.

IL RITORNO ALLE COSE SEMPLICI

Prima che Allegri e la Juventus si separassero, una delle critiche principali riguardava l’incapacità di proporre un gioco spumeggiante e confronti vinti con largo scarto. Sarri e Pirlo ci hanno provato, ma i risultati sono ormai chiari a tutti e fanno parte della recente storia bianconera. La conquista della qualificazione alla prossima Champions è diventato il vero obiettivo di una stagione che, diversamente, sarebbe stata fallimentare.

Un’ulteriore incognita riguardante le prime mosse della seconda permanenza di Allegri in bianconero risiede nella possibilità di poter disputare ciò che è stato guadagnato sul campo. Purtroppo spinosa è la questione Superlega. Motivo che sta continuando a produrre scontri tra UEFA e Juventus, Barcellona e Real Madrid. Verranno prese delle decisioni, e ci saranno una serie di contromosse che di certo non faranno annoiare nessuno; anche se l’attenzione andrebbe spostata sull’Europeo che sta per iniziare e la preparazione alla prossima stagione.

Agnelli Allegri Ronaldo Juventus

Andrea Agnelli e Cristiano Ronaldo, insieme a Max Allegri, per quello che sarà un trio chiamato a dare soddisfazioni al popolo bianconero (Fonte foto: www,juventus.com)

Ovviamente con o senza Champions League non sarà la stessa cosa e la voglia di riscatto è tanta. L’eliminazione per mano del Porto, nell’ultima edizione, è stato uno dei punti più bassi delle ultime stagioni bianconere. La cosa ha suscitato una sorta di lieve arrabbiatura per non aver raggiunto l’obiettivo di arrivare ad un buonissimo punto in campo europeo. Ciò non fa bene alle ambizioni della Juventus: ora la situazione obbliga Allegri e la squadra a cambiare decisamente registro.

Sono passati due anni e in due anni il calcio cambia, si evolve, fornisce nuovi spunti per altrettante interpretazioni. Se sei abituato a vincere poi, come lo è stato lo stesso Allegri, hai l’obbligo morale e professionale di portare con te qualcosa di innovativo e che possa sposarsi al meglio con l’organico di cui si dispone. Piuttosto che operare un restyling massiccio, occorre prima pensare all’effetto che avrà Massimiliano Allegri sugli elementi della rosa che hanno deluso le aspettative. Prima di pensare ad approcci, a moduli di ogni tipo, è necessario occuparsi del materiale umano di cui ci si vuole servire per raggiungere obiettivi importanti.

Il lavoro è già iniziato, ora anche dal punto di vista formale. E si tornerà per davvero alle cose semplici. Parola di Max Allegri.

Fonte immagine in evidenza: www.juventus.com

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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Calciomercato

Guarnieri esamina la Cremonese: “Peccato di inesperienza”

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Nicola Guarneri, direttore responsabile di CuoreGrigiorosso.com, in un’intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb, ha analizzato la prima parte di stagione della Cremonese. I lombardi sono attualmente al terzultimo posto, con 7 punti.

La situazione attuale è molto chiara, sicuramente ha pesato molto l’inesperienza dell’allenatore e della rosa di fronte all’approdo nella massima categoria. Al resto ha contribuito la sorte, che ha privato la squadra di un giocatore come Chiriches ormai a metà settembre.

Guarneri ha preso le difese di Alvini, rimproverando invece, qualche giocatore in più.

In assenza di giocatori la Cremonese proverà a salvarsi con le idee del suo allenatore. La dirigenza è rimasta soddisfatta del gioco espresso dalla squadra, in fin dei conti non si può ottenere molto se non si hanno giocatori di qualità che possano fare l’ultimo passaggio dalla trequarti in su. Lo stesso Dessers col passare delle partite si è un po’ spento, sbagliando anche un rigore.

Non mancano infine informazioni su quello che potrebbe essere la strategia di mercato del club lombardo in vista della finestra di gennaio.

Credo che arriverà almeno un acquisto per reparto. Servirebbe un portiere di riserva, un difensore esperto, un centrocampista di qualità e un attaccante abituato alla Serie A. In uscita qualche giovane come Ndiaye Milanese verrà mandato in prestito in Serie B. Mentre qualcun altro come Radu Baez potrebbe lasciare definitivamente Cremona. Mi auguro più che altro che rimanga Castagnetti, a mio avviso il miglior centrocampista della rosa.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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