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Mercato: da dove viene la nostra Serie A?

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Millecinquecentosettantasei è il numero di trattative complessive che fino ad oggi ha interessato la Serie A 2018/2019. Settecentonovantotto calciatori giunti nel massimo campionato italiano, a fronte di 778 scappati via, attratti da possibilità di guadagno migliore o, come nella maggior parte dei casi, destinati a prestiti in Serie B per trovare continuità. Analizzando i dati riguardanti tutte le società impegnate nel calciomercato che ha composto la stagione attuale, si nota come il numero di scambi interni allo campionato stesso sia percentualmente rilevante, così come il numero di calciatori trasferiti in realtà minori del nostro calcio in virtù di prestiti e accordi interni tra le società. Diversa la situazione per i trasferimenti da e all’estero, in cui i campionati minori come quello portoghese, turco e olandese fanno da mattatori delle trattative.

Ronaldo: il colpo di mercato della Juventus per puntare al sogno Champions League.

PREMIER LEAGUE: SACCHEGGIO DELLA SERIE A

Stando ai dati Trasfermarkt riguardo, in media, i dieci acquisti e le dieci cessioni più importanti di ogni squadra di Serie A, notiamo come la Premier League dimostri anche in sede di mercato la sua forza economica e attrattiva. 15 i calciatori giunti nel nostro campionato, quasi tutti in cerca di rilancio e non dell’effettivo salto di qualità, come il neo acquisto nerazzurro Cedric Soares, giunto per sostituire l’infortunato Vrsaljko e arrivato in prestito con diritto di riscatto fissato intorno ai dieci milioni. Dall’altro lato, le uscite in direzione Premier League hanno fatto scalpore: 200,95 milioni per sole sei operazioni che hanno portato in Inghilterra giocatori del calibro di Alisson (62,5 milioni), Jorginho (57 milioni), Felipe Anderson (38 milioni), Lucas Torreira (30 milioni), Gonzalo Higuaìn (la cui formula prevede 9 milioni per il prestito e ben 39 per il riscatto al verificarsi di alcune condizioni) e Carlos Sanchez (4,5 milioni). Di questi, ben cinque hanno scelto Londra come nuova casa, dove sopratutto in casa Chelsea c’è una forte tradizione di scambi con il nostro campionato.

Alisson, il giocatore più importante della Roma, si trasferisce a Liverpool per 62,5 milioni di euro.

LIGA: SCAMBI DI SPERANZE

Con la Liga spagnola le trattative di mercato rispecchiano invece le necessità reciproche dei campionati: l’arrivo di Cristiano Ronaldo in casa Juventus risponde alla crescita esponenziale avuta dal club di Torino nelle ultime stagioni, crescita che l’ha portata a sedersi allo stesso tavolo del Real Madrid portandosi a casa il giocatore più rappresentativo della squadra campione di tutto. Fatta dunque eccezione per il trasferimento di CR7, sono 24 le trattative concluse tra Spagna e Italia (16 in entrata e 7 in uscita) che coinvolgono diritti di riscatto della stagione precedente (esempio ne sono giocatori come Kondogbia o Joao Cancelo) e nuove speranze di rinascita. A quest’ultima categoria corrispondono i tre attaccanti del Milan finiti nella penisola iberica: Carlos Bacca, riscattato dal Villareal e titolare dei sottomarini gialli, André Silva, cannoniere del Siviglia rivelazione della stagione e Nicola Kalinic, croato in fase discendente che Simeone ha voluto a Madrid per dar fiato ai suoi cavalli migliori. In entrata sono da evidenziare i ritorni di Simone Zaza (Torino), Roberto Soriano e Nicola Sansone, entrambi accasati al Bologna con una parentesi granata per il centrocampista ex Samp. Ultimi in ordine di tempo l’approdo di Kevin Prince Boateng al Barcellona tra lo stupore generale e il ritorno di Sanabria dal Betis al Genoa, attaccante già in goal nella partita di esordio contro l’Empoli dell’ultimo turno di Serie A.

Dopo sei mesi ottimi al Sassuolo, Kevin Prince Boateng lascia per l’ultima volta la Serie A direzione Barcellona.

BUNDES E LIGUE 1: POCHI MA BUONI

Dei campionati maggiori in Europa la Ligue 1 e la Bundesliga sono tra quelli che intrattengono il numero minori di scambi con la nostra Serie A: solo tre le trattative complessive con il campionato tedesco (due in entrata, una sola in uscita), mentre undici quelle portate a termine con il campionato francese, di cui otto in entrata e solamente tre in uscita. Sintomo del migliore stato economico della Bundesliga, i calciatori approdati nella nostra Serie A rispondono ai nomi di Douglas Costa (riscatto esercitato dalla Juventus) e Albin Ekdal, acquistato dalla Sampdoria e subito titolare al rientro in Serie A nel centrocampo di Gianpaolo. In uscita, il solo Ante Rebic, mattatore della stagione tedesca con 7 goal e 3 assist collezionati nelle 19 gare giocate. La Fiorentina lo ha ceduto in estate al Francoforte per 2 milioni di euro, mentre il suo valore attuale si aggira intorno ai 35 (Dati tasfermarkt). Con i vicini francesi invece gli scambi sono stati più corposi con gli arrivi di Pastore (Roma), Lafont (Fiorentina) Meité (Torino) e Malcuit (Napoli) e le cessioni di Strootman (Marsiglia) e Barreca (all’interno dell’affare Meité) per un totale di undici operazioni che hanno fruttato per entrambe le parti.

L’acquisto più oneroso proveniente dalla Germania parla portoghese: è il brasiliano Douglas Costa, che la Juve si è assicurata esercitando il diritto di riscatto fissato a 40 milioni.

ALTRI CAMPIONATI: UN COACERVO DI SOLUZIONI

I campionati minori invece hanno composto la stragrande maggioranza delle trattative con l’estero ben riuscite: di quelle analizzate, venticinque quelle in entrata e ben dodici quelle in uscita: calciatori sul crepuscolo della propria carriera come Mhedi Benatia (trasferitosi in Qatar in quest’ultima sessione di mercato per circa 8 milioni di euro) o in cerca di riscatto come Adem Ljajic (destinazione Besiktas) hanno scelto lidi con meno pressioni come la Turchia e, appunto, il Qatar per tornare sui propri livelli, mentre molti sono i rientri nella nostra Serie A, il più importante dei quali è forse quello di Juraji Kucka,approdato al Parma nel corso del mercato invernale dopo l’esperienza in Turchia., unito a Justin Kluivert, giunto a Roma in estate come promessa.

Justin Kluivert si esibisce in una delle sue ultime esultanze con la maglia dell’Ajax.

 CHE SERIE A SARA’?

Se dunque mancano ancora alcuni giorni alla conclusione del mercato invernale e alla composizione finale delle rose di Serie A per la seconda parte di stagione, si possono già tirare alcune conclusioni riguardo la tipologia di mercato fatto da chi riempie le nostre domeniche calcistiche: tolta la Juventus, oggettivamente collocata su un’altra dimensione a livello economico e mediatico, le altre squadre hanno investito su calciatori già a conoscenza del nostro campionato, calciatori pronti per essere buttati nella mischia uniti a giovani prospetti che tanto bene hanno fatto nelle precedenti squadre; insomma, giocatori che hanno dimostrato nella prima parte di stagione di potersi adattare adeguatamente al nostro campionato. Gli esempi più eclatanti sono quelli di Fabian Ruiz del Napoli, arrivato in estate dal Betis per circa 30 milioni di euro e diventato imprescindibile per Ancelotti, e sopratutto Krystof Piatek. Il centravanti ora al Milan ha messo in mostra qualità da vero killer offensivo e, dopo l’esigua spesa di 4,5 milioni messa in conto dal Genoa per prelevarlo dal suo club in Polonia, ecco che il Milan ha addirittura messo sul piatto 35 milioni sonanti per assicurarsi quello che in patria, per cattiveria e senso del gol, affiancano a Robert Lewandosky. Un mix di talento ed esperienza, che risponde alle esigenze di rinascita del nostro campionato e affianca la crescita dei giovani provenienti dai vari settori giovanili italiani che, nonostante tutto, restano un bacino da cui attingere in continuazione.

Fabian Ruiz: è lui la rivelazione del napoli 2018/2019. Fortemente voluto da Davide Ancelotti, il centrocampista spagnolo si sta sempre di più calando nella realtà italiana ottenendo grandissimi risultati.

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Flash News

Genoa-Cittadella, le probabili formazioni: rischio turnover per Coda

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Genoa

Dopo una settimana decisamente movimentata in casa Genoa, il focus è ora tutto sulla sfida di domenica 4 dicembre contro il Cittadella. I rossoblù tornano al Ferraris, che si preannuncia gremito come al solito. La Gradinata Nord, per i primi 15 minuti, protesterà rimanendo in silenzio.

La protesta è rivolta non alla squadra, come la situazione di crisi potrebbe far pensare, bensì contro la giustizia sportiva che ha comminato severe sanzioni ad alcuni tifosi genoani rei di aver violato delle norme esultando in occasione del gol dell’1-2 di Yeboah in Venezia-Genoa. Garantito il massimo sostegno a giocatori e staff dunque, nonostante gli striscioni comparsi in settimana a Marassi e al Pio.

Dal canto suo, il gruppo ha soprattutto pensato a ricompattarsi in questi giorni di preparazione, come testimoniano le dichiarazioni di Bani e Strootman a margine della festa di Natale del settore giovanile. I due hanno dato ragione a Blessin riguardo alle pesanti critiche mosse dal tecnico per l’atteggiamento della squadra e si sono detti concentrati a migliorare il rendimento.

Bisognerà farlo in fretta, poichè dopo la sfida al Cittadella a Genova l’8 dicembre arriverà il Sudtirol. Il weekend seguente, poi, ci sarà la trasferta di Ascoli. Intanto, però, ecco le probabili scelte dei due allenatori per Genoa-Cittadella.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI GENOA-CITTADELLA

In ragione del tour de force in arrivo, Blessin pensa a un turno di riposo per Massimo Coda: al suo posto potrebbe giocare Puscas. Il rumeno non ha brillato nella trasferta di Perugia, ma la prima occasione da titolare in casa potrebbe galvanizzarlo. A centrocampo ancora indisponibile Badelj, mentre il ristabilito Sturaro si candida a una maglia dal primo minuto. Dopo l’esito negativo dell’esperimento in Umbria, si dovrebbe tornare al 4-2-3-1.

Nel Cittadella di Gorini sono tre le assenze pesanti: a Felicioli e Baldini si è aggiunto anche Beretta, che non partirà per un problema al polpaccio. Antonucci agirà alle spalle dei due attaccanti, centrocampo a 3 con Carriero, Pavan e Branca.

Genoa (4-2-3-1): Semper; Hefti, Bani, Dragusin, Sabelli; Strootman, Sturaro; Gudmundsson, Aramu, Jagiello; Puscas. All.: Blessin

Cittadella (4-3-1-2) Kastrati; Vita, Perticone, Frare, Cassandro; Carriero, Pavan, Branca; Antonucci; Tounkara,Varela. All.: Gorini

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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