Connect with us

Generico

I Palloni d’Oro più contestati dal 2008 ad oggi

Pubblicato

:

Nella giornata di ieri, al Théâtre du Châtelet di Parigi si è tenuta la classica cerimonia di premiazione del Pallone d’Oro 2019. A spuntarla è stato Lionel Messi, destando non poche perplessità. La Pulga, difatti, a livello individuale non ha vinto nessun trofeo di caratura europea (la Champions League) o internazionale (la Copa America), a differenza di altri contendenti come Van Dijk o Alisson.

Si protrae dunque l’assoluto dominio sul trofeo di Ronaldo e Messi, iniziato nel 2008 e che ha visto solamente l’anno scorso una differenziazione, con Luka Modric come vincitore ultimo. I Palloni d’Oro assegnati ai due assi di Barcellona e Juventus sono stati sempre meritati? La risposta appare molto soggettiva, ma di certo qualche discussione in merito si può decisamente aprire.

2010

La stagione 2009/2010, in campo europeo, ha visto la definitiva affermazione di due realtà calcistiche rimaste sempre in penombra sino a quel momento: l’Inter e la federazione spagnola. I nerazzurri, guidati da José Mourinho, hanno vinto tutto. La Spagna invece, con la vittoria del mondiale in Sudafrica, si è affermata come la migliore nazione del mondo e ha dato continuità aò progetto che aveva visto i propri albori nella vittoria dell’Europeo del 2008.

Il Pallone d’Oro è stato assegnato a Lionel Messi. In quella stagione aveva conquistato, oltre alla Scarpa d’Oro, il campionato spagnolo, la Supercoppa Europea, la Supercoppa spagnola ed il Mondiale per Club. Riconoscimenti importanti, senza dubbio, ma non nelle due maggiori competizioni in palio: in Champions League, il Barcellona di Guardiola si era fermato solamente in semifinale, battuto proprio dall’Inter; al Mondiale, invece, l’Argentina era stata eliminata con un fragoroso 4-0 dalla Germania.

Fonte: profilo Instagram @andresiniesta8

A chi assegnare quindi il trofeo? Forse il candidato principale poteva essere un altro blaugrana come Andrés Iniesta, autore peraltro della rete decisiva in finale di Coppa del Mondo contro l’Olanda. Lo stesso compagno di club e di nazionale, Xavi poteva raccogliere le insegne regali, avendo disputato una stagione sontuosa e difficilmente ripetibile. A lasciare esterrefatti è stata però l’assenza di calciatori dell’Inter dalla Top 3. Wesley Sneijder, giocatore in grado di cambiare volto alla formazione interista, è arrivato solamente quarto, nonostante la vittoria del Triplete e la finale del Mondiale (in cui peraltro concluse da capocannoniere con 5 gol). Altrettanto incredibile è stata l’esclusione di Diego Milito, addirittura fuori dai primi 23 posti.

2013

La decretazione di questo Pallone d’Oro è stata fra le più incredibili degli anni passati. Nell’estate 2012 si era tenuto l’Europeo in Polonia ed Ucraina, competizione che aveva visto primeggiare la Spagna, fautrice di un calcio quasi totale e netta dominatrice del torneo. A vincere la Champions League, nella stagione 2012-2013, era stato invece stato il Bayern Monaco di Jupp Heynckes. Facile dunque pensare che il vincitore del titolo potesse provenire da una delle due compagini. Invece fu Cristiano Ronaldo a mettere le mani sul premio. Al di là delle performance individuali, Ronaldo con il Real aveva solamente ottenuto una Supercoppa di Spagna.

Anche per quest’edizione, risulta illogico pensare ad un vincitore che abbia ottenuto solamente un trofeo nazionale. Illogico soprattutto considerando i rivali maggiormente accreditati. Franck Ribéry in quella cerimonia si era solamente classificato al 3° posto, realizzando una stagione da assoluto protagonista nel Bayern vincitore di tutto. Incredibile inoltre vedere il primo giocatore spagnolo, Andrés Iniesta, solamente al 6° posto, quasi come la vittoria dell’Europeo, per la Spagna, fosse un atto dovuto. Ciò che lascia più sgomenti, tuttavia, è il posizionamento di Manuel Neuer, estremo difensore tedesco che in quella stagione aveva definitivamente raggiunto l’Olimpo calcistico: solamente 23°. Votazioni molto dubbie, quasi a voler continuamente proporre l’eterna rivalità Messi-Ronaldo e null’altro.

2015

Riguardo il Pallone d’Oro 2015 c’è in realtà poco da recriminare. Il trofeo è stato giustamente assegnato a Lionel Messi, vincitore uscente della Champions League, 2° nella corsa alla Scarpa d’Oro europea e finalista del Mondiale 2014. Un dominio totale, che non poteva lasciare spazio ad equivoci. Nonostante ciò, ci si aspettavano decisioni differenti soprattutto nei confronti della definitiva top 3. Ingiusta probabilmente l’esclusione di Thomas Müller, secondo solamente a James Rodríguez nella classifica marcatori del Mondiale con ben 5 reti siglate. Il Bayern inoltre era era arrivato in semifinale di Champions League, uscendo contro un Barcellona troppo superiore.

Fonte: profilo Instagram @esmuellert

Difficile da digerire inoltre le posizioni dei giocatori della Juventus, che al primo anno di gestione Allegri avevano sfiorato la vittoria della massima competizione europea, perdendo in finale proprio contro Messi e compagni. Il primo giocatore juventino, Paul Pogba, si posizionò solamente al 15° posto nonostante la definitiva consacrazione personale e sportiva. 17° posto per Arturo Vidal e neanche pervenuto Gianluigi Buffon.

2019

Doverosa un’analisi approfondita riguardo la vittoria del Pallone d’Oro di quest’anno. Il vincitore finale è stato Lionel Messi, autore di 51 reti e 22 assist nella stagione 2018-19: a numeri, decisamente una delle sue migliori stagioni in carriera. Principali rivali di quest’ultimo non potevano essere che Virgil Van Dijk e Alisson Becker, elementi fondamentali del Liverpool campione d’Europa e perni delle proprie nazionali, ai quali si potrebbe aggiungere anche Sadio Mané, autore di una formidabile stagione anche con il Senegal, finalista in Coppa d’Africa.

Fonte: profilo Instagram @francefootball

In tutto questo forse ci si dimentica forse colpevolmente della caratura tecnica di Lionel Messi, un calciatore dominante ed in grado di stupire quotidianamente anche all’età di 32 anni. Un posto nella top 3, per la Pulga, sarebbe stato comunque inevitabile. Qualche dubbio in più, invece, sull’esclusione di Mané e di Alisson, in senso assoluto, dalla top 3. Il gradino più basso del podio lo ha conquistato Cristiano Ronaldo, vincitore sì della Serie A e della Nations League, ma che a livello di prestazioni individuali è apparso mediamente al di sotto dei suoi suoi standard abituali.

Una cosa è certa: lasciare fuori dal podio così tanti giocatori del Liverpool, nonché leader delle rispettive nazionali, è stato inappropriato.

(Fonte immagine copertina: profilo Instagram @francefootball)

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Generico

Gzira 1-6 Inter, vittoria schiacciante per i nerazzurri

Pubblicato

:

Inter

Durante la sosta per il Mondiale in Qatar, l’Inter ne ha approfittato per tenere il ritmo partita, e si è concessa un’amichevole contro lo Gzira United, club che milita nella prima divisione del campionato maltese. La gara è terminata con il risultato di 1-6 per la squadra di Simone Inzaghi. I nerazzurri si sono portati subito in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora, con le reti di Bellanova e Kristjan Asllani. Il club di Malta ha poi accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Jefferson. L’Inter ha dilagato e chiuso il match con le reti di Hakan Calhanoglu, Robin Gosens, Dimarco e Mkhitaryan.

Continua a leggere

Flash News

Tito post Turris-Avellino: “Dedico la doppietta a mia figlia”

Pubblicato

:

Tito

Nel post partita di Turris-Avellino, Fabio Tito, autore di una doppietta, ha analizzato la gara vinta 1-3 e il momento di forma della squadra, reduce da tre risultati utili consecutivi.

Il difensore biancoverde, visibilmente emozionato, ha dichiarato:

“Mi conoscete da un bel pò. Ho sempre messo la squadra al primo posto, anche quando segnavo a raffica e sfornavo assist. È la prima volta che provo un’emozione del genere, in una gara così importante, in un derby così sentito, realizzare due gol è un qualcosa di stupendo. Sono 3 punti pesanti, che ci consentono di allontanarci dalla zona calda. Dedico la doppietta a mia figlia che domani compie un anno. È il miglior regalo che potessi farle”.

Poi, sull’atteggiamento messo in campo:

“Se capiamo che dobbiamo scendere in campo con questa grinta, possiamo toglierci enormi soddisfazioni e raggiungere il quarto posto. Se la cattiveria viene meno, possiamo far fatica con tutti. Prepariamo la gara con l’Andria con maggiore spensieratezza ma sappiamo che non sarà facile senza i nostri tifosi. Sappiamo bene ciò che è successo a Foggia ma stanno penalizzando entrambe le società. Sarà una gara anomala senza l’apporto del pubblico, dobbiamo vincere soprattutto per loro“.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

Continua a leggere

Flash News

Brasile-Corea del Sud, le formazioni ufficiali

Pubblicato

:

Alle 20:00 si disputerà l’ottavo di finale tra Brasile Corea del Sud, per il passaggio ai quarti, dove la vincente affronterà la Croazia. L’ago della bilancia sembrerebbe pendere tutto dalla parte della squadra di Tite, che vuole assolutamente cancellare il ricordo della sconfitta contro il Camerun. Dall’altra parte, Paulo Bento vuole continuare a far sognare una nazione, portando la Corea ai quarti di finale, dopo aver compiuto una vera e propria impresa contro il Portogallo. Arrivati nella fase a eliminazione diretta, ora più di prima, nessuno vuole rinunciare a sognare di alzare l’ambita coppa, chi per la prima volta nella sua storia, chi per la sesta, aumentando ancora di più il margine di distacco su Italia e Germania.

LE UFFICIALI

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinos, Thiago Silva, Alex Sandro; Casemiro, Lucas Paqueta; Raphinha, Neymar, Vinicius Junior; Richarlison. Commissario Tecnico: Tite.

COREA DEL SUD (4-3-3): Seung Gyu; Moon-hwan, Kim Min-jae, Young-gwon, Kim Jin-su; In-beom, Woo-young, Jae-sung Lee; Hee-chan, Gue-sung, Son Heung-Min. Commissario Tecnico: Paulo Bento.

 

Continua a leggere

Generico

Salvatore Carmando e la storia del fisioterapista amico di Maradona

Pubblicato

:

Maradona

“Lo sai che io ti amo

ovunque tu sarai, ti seguiremo

nella mente c’è un ricordo che non mi abbandona

Il bacio di Carmando a Maradona!”

C’è una storia forse poco nota al grande pubblico, una storia di amicizia e di sport, la storia di uno dei più grandi fisioterapisti che una squadra di calcio abbia mai avuto. Quel coro sopra riportato rappresenta la testimonianza dell’amore di un popolo, quello partenopeo, che ringrazia e rende omaggio ad un grande professionista.

Mai nella storia del calcio una tifoseria aveva dedicato cori ad un membro dello staff. Quindi, per una volta, non ci soffermeremo a parlare delle gesta di un numero diez ma approfondiremo l’importanza di un massaggiatore all’interno degli equilibri di una squadra e la sua storica amicizia con il numero diez più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.

GLI INIZI DELLA CARRIERA

Salvatore Carmando nasce a Salerno ma diventerà napoletano d’adozione, figlio di Angelo Carmando, fisioterapista della Salernitana a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, allora guidata da Gipo Viani (di cui approfondiremo nei prossimi articoli la sua importanza).

Salvatore approda al Napoli la prima volta nella stagione 1974-1975, dapprima nelle giovanili e poi nella stagione 1976-1977 come 1° massaggiatore ufficiale della squadra, che lascerà molti anni dopo, precisamente nel 2009.

L’INCONTRO CON MARADONA

Salvatore Carmando è stato per Maradona un amico, un confidente, un fidato consigliere, non semplicemente un massaggiatore.

Maradona e Carmando si trovano subito, nel primo ritiro di Castel del Piano, come afferma lo stesso Salvatore in un’intervista a “La Famiglia Cristiana” <<Mi osservò per un po’ di tempo mentre lavoravo, in silenzio. Poi Maradona mi scelse: sarai tu il mio unico massaggiatore. Non si faceva toccare da altri e per stendersi sul lettino dei massaggi aspettava che tutti i compagni fossero andati via dallo spogliatoio. Restavamo lì, da soli. Per ore. Nacque così un rapporto personale, oltre che professionale»

Ma per capire davvero l’importanza che Carmando aveva per Maradona basta sapere che nel 1986 il pibe de oro, in occasione dei Campionati del Mondo del 1986 che si sarebbero tenuti in Messico, volle Salvatore come massaggiatore della Nazionale Argentina, un’iniezione di stima e fiducia che Carmando ripagherà, anche nei momenti più difficili di quelle settimane.

Infatti come racconta lo stesso ex-fisioterapista, Carmando durante quegli interminabili giorni in Messico, fu per 10 giorni colpito da dissenteria, giorni terribili che misero a dura prova la sua permanenza con la nazionale Albiceleste, ma alla fine sappiamo tutti come ando’ a finire.

Carmando ricorda quei momenti in un’intervista rilasciata ad areanapoli.it “Arriviamo in Messico e per dieci giorni la dissenteria non mi dà tregua. A un certo punto avviso Diego che non ce la faccio più e che voglio andare via. Lui capisce che faccio sul serio solo quando mi vede preparare la valigia: viene in camera mia e mi ferma. ‘Resisti almeno un altro po’, dai’. Un attimo dopo Maradona lascia il ritiro con un componente dello staff della nazionale argentina e ricomparire dopo un’ora, trascinando due cassette d’acqua minerale italiana. Non seppi mai dove le aveva trovate, Ma il mal di pancia mi passò”.

La Nazionale Argentina vince la Coppa del Mondo e Carmando assiste al goal del secolo, dalle tribune del mitico stadio Azteca di Città del Messico e gioisce insieme all’amico Maradona una vittoria aspettata e sognata sin da bambino.

LA MONETINA DI ALEMAO

Un altro avvenimento curioso che rafforza ancora di più il rapporto tra Carmando e i suoi tifosi è rappresentato dal famoso episodio della monetina di Alemao, quel famoso 8 Aprile del 1990, dove in palio c’era uno scudetto e il Napoli di Maradona era ospite al Comunale di Bergamo per giocare contro l’Atalanta.

Vedete, se oggi per un calciatore è difficile giocare solo in alcuni stadi, dove si sente maggiormente la pressione del tifo di casa, un tempo era cosi’ per tutte le partite giocate in trasferta.

Quel giorno, a Bergamo, ci si giocava lo scudetto.

Al minuto 32′ del secondo tempo una monetina da 100 lire colpisce il capo di Ricardo Rogerio de Brito, al secolo “Alemao” che si accascia a terra.

Carmando corre verso il campo per prestare soccorso ed esclama quelle parole che ancora oggi a Napoli ricordano bene: “Statte ‘n terra”. Carmando disse queste parole semplicemente per curare meglio il calciatore brasiliano, ma vennero interpretate dal pubblico come una “bugiardata” fatta ad-hoc per ingigantire l’accaduto.

I tifosi dell’Atalanta si accanirono sul fisioterapista partenopeo per quelle parole che, secondo loro, avrebbero deciso il campionato.

Il Napoli infatti, a 3 giornate dalla fine, riceve la vittoria a tavolino e quella partita resterà negli annali della storia del calcio poichè il Napoli vincerà lo scudetto tre settimane dopo.

Salvatore Carmando, aldilà di questo episodio controverso, è considerato da tutti il re dei fisioterapisti e oggi tutti ne ricordano l’impegno e soprattutto l’amicizia profonda con El Diez più forte di tutti i tempi, Maradona.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969