A 679 giorni di distanza dalla disfatta di Atene, il Milan torna a calcare il palcoscenico dell’Europa League. Proprio come allora, quando l’Olympiacos si impose per 3 a 1 ed eliminò la squadra di Gattuso, i rossoneri ricominciano da un’insidiosa trasferta. Questa volta gli uomini di Pioli dovranno vedersela con il Celtic, squadra che arriva dalla pesante sconfitta contro i Rangers e che non potrà contare sulla grande spinta del pubblico.

Nel Celtic Park infatti, i tifosi fanno davvero la differenza e mai come in questo caso è lecito parlare di dodicesimo uomo in campo. Lo sa bene il Barcellona che nel 2013 perse per 2 a 1, nonostante i 23 tiri verso la porta, di cui 14 nello specchio, dei blaugrana. La rosa di Neil Lennon può contare su diversi prospetti di importante caratura ma in questa fase il coronavirus e gli infortuni hanno decimato il roster. Domani sera infatti non ci saranno ben 5 giocatori: Edouard, Bitton e Elhamed fermati dal Covid, Forrest per un problema alla caviglia, Johnston per una lesione al legamento collaterale mediale.

L’AVVICINAMENTO

Nonostante un trend prettamente positivo per i bianco-verdi, con otto vittorie, un pareggio e soltanto una sconfitta nelle ultime dieci gare, in casa Celtic regna un clima di tensione. I più grandi strascichi li ha lasciati sicuramente l’Old Firm, vinto dai Rangers di Gerrard per 2 a 0 con un netto dominio sul campo. Mattatore della gara il difensore Goldson, nei panni del bomber per una giornata che con la pesante doppietta ha spedito a -4 i rivali storici, con una lotta al titolo di Scozia sempre più serrata. Certamente le assenze del centravanti Edouard e della fantasia di Christie sono risultate decisive ma Lennon ha dovuto affrontare un grattacapo ben più pesante, proveniente dallo spogliatoio.

Proprio al termine del match, il tecnico ha parlato di una “talpa” che prima di ogni comunicazione ufficiale, avrebbe rilasciato ai media la formazione anti-Rangers:

“Sono cose disgustose. Sto facendo i possibile per proteggere la privacy ma qualcuno spiffera i nostri segreti”.

Una situazione complicata e controversa per il team di Glasgow che rischia di minare le certezze dell’intero gruppo. Domani sera infatti, si presenterà un Milan che pur avendo perso Calhanoglu, fa proprio dell’unità di squadra la sua forza maggiore. Già in campionato, Lennon era stato costretto a schierare cinque esordienti nell’Old Firm e questo ha indubbiamente complicato ogni discorso. L’unica nota lieta è sembrata la difesa, con il norvegese Ajer (oggetto del desiderio rossonero) che è riuscito a limitare il passivo grazie ad un’ottima prestazione.

CHIIAVE TATTICA

Polemiche a parte, Lennon nella serata di domani confermerà il 3-4-3 mascherato che, soprattutto in Europa League, gli ha dato diverse soddisfazioni. Lo scorso anno, grazie a questo modulo, arrivò una fondamentale vittoria in casa della Lazio, decisiva per l’eliminazione dei biancocelesti già alla fase a gironi. In attacco, i biancoverdi si dispongono con un tridente offensivo composto da due punte accompagnate da un trequartista, in fase di copertura però gli esterni si abbassano fino a comporre una linea a cinque con i centrali.

In questo senso sarà fondamentale l’apporto dell’ex di turno, Diego Laxalt, accolto con grandi parole da una leggenda del club come McAvennie:

“Guardate che curriculum, credo proprio che Laxalt si rivelerà un grande acquisto per il Celtic. Ha giocato sia per il Milan che per l’Inter, e questo significa che è un giocatore di grande personalità. Poi è un nazionale dell’Uruguay: direi che nel calcio scozzese arriva uno dei 10 terzini sinistri più forti al mondo. Si tratta di un acquisto…decisamente wow!”

Semplice provocazione o reale stima, di fatto però l’uruguayano avrà un grande impatto in questa squadra. La sua spinta sulla fascia sinistra diventa risolutiva per un attacco che fa della rapidità e del contropiede la sua arma più affilata. L’ex Genoa ha debuttato proprio nell’Old Firm ma ha sofferto le sortite offensive degli avversari e in attacco non è mai riuscito a pungere. D’altronde i Bhoys hanno concluso con zero tiri verso lo specchio e non perdevano addirittura dal 2009 contro gli storici rivali.

L’esterno è però orgoglioso della scelta fatta e non vede l’ora di incontrare nuovamente i suoi ex compagni per dimostrare il suo reale valore. Domani sera scenderà in campo più agguerrito che mai e promette ai tifosi che questo esordio in Europa League riscatterà la brutta figura di sabato scorso.

PROBLEMI DI GOAL

Certamente peserà l’assenza di Edouard: l’attaccante francese ha nei piedi tanti goal e assist, frutto dell’innata capacità di puntare e saltare l’uomo in un battito di ciglia. La grande velocità è accompagnata da un fisico imponente (187 centimetri) che lo rende uno spauracchio dell’area di rigore. Nella scorsa stagione sono arrivati, in 45 presenze, 27 goal e 19 assist, contribuendo in gran parte alla produzione offensiva della squadra.

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L’assenza della stella del futuro francese sarà parzialmente colmata dal ritorno di Ryan Christie. Il numero 17 porta alla trequarti di Lennon tanta qualità ma anche molta sostanza. In grado di servire le punte grazie ad una visione di gioco davvero notevole, Christie non fa mancare mai il suo apporto alle retrovie. Questo permette al tecnico di giocare un calcio spregiudicato che spesso però lascia il fianco scoperto alle avversarie che in ripartenza non perdonano. Questo è forse il più grande punto debole di una squadra che fa della fisicità il suo calcio. I rossoneri dovranno aspettarsi dunque una partita molto tosta da questo punto di vista, proprio come accaduto nel derby contro l’Inter.

I PRECEDENTI

Al Celtic Park andrà quindi in scena un match molto tirato e sicuramente pieno di complicazioni per entrambe le compagini. In passato, Milan e Celtic si sono incontrate ben 10 volte, tutte in Champions League e con una sola vittoria a favore dei padroni di casa. Era il 2007 e i rossoneri di Ancelotti portarono poi a casa il trofeo. In questi anni però gli scozzesi hanno maturato grande esperienza in Europa League, rendendo il proprio stadio un fortino impenetrabile. Negli ultimi quattro match infatti sono arrivate tre vittorie ma senza il sostegno dei propri tifosi, qualche certezza si è sicuramente sgretolata.

Storicamente, il Celtic ha sempre portato fortuna al Diavolo: nelle prime tre edizioni in cui c’è stato un confronto diretto fra queste squadre, i rossoneri sono sempre arrivati in finale, con la vittoria nel 68/69 e 06/07 e l’incubo della finale di Istanbul nel 2005. Pioli, Ibra e tutti i ragazzi del Milan vogliono con forza arrivare in fondo a questa competizione ma per farlo non dovranno sbagliare l’esordio perché i più grandi successi si costruiscono su fondamenta solide.