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Michele Besaggio, MVP del Campionato Primavera ad ottobre

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Come sempre l’occhio di Numero Diez sul Campionato Primavera è ben vigile. Per dare spazio ai giovani talenti delle squadre italiane la nostra redazione sceglierà l’MVP del campionato ogni mese. In tal modo si potrà offrire una maggiore conoscenza ed un costante approfondimento su quelli che potranno essere i talenti del domani.

Il calciatore che maggiormente si è distinto nel mese di ottobre è Michele Besaggio. Numero 10 e capitano del Genoa, il giovane attaccante è stato l’assoluto trascinatore del Grifone mettendo a referto 5 reti in 3 partite.

PRESTAZIONI

Nella prima partita Genoa-Torino, finita 2-2, ha messo a segno una doppietta. In occasione del primo gol agisce da vero numero 9, attaccando gli spazi in area di rigore e facendosi trovare pronto in seguito ad un cross basso proveniente da destra. Il secondo gol invece arriva dal dischetto in pieno recupero. Besaggio dimostra nuovamente di avere una discreta personalità e le spalle larghe, regalando alla sua squadra un insperato pareggio.

Anche nel match contro la Spal (vinto 3-1 dal Genoa) mette a segno due gol, entrambi dal dischetto. Con il primo regala il pareggio ai suoi, allo scadere della prima frazione di gioco. La partita rimane bloccata, ma verso l’ottantesimo minuto un suo preciso assist, con l’esterno destro, libera il compagno a tu per tu con il portiere. Il difensore della Spal tenta disperatamente di recuperare il pallone ma falcia nettamente l’avversario e l’arbitro lo espelle. Anche in questo caso il pallone che Besaggio deve calciare dagli undici metri è pesante, ma lui è glaciale e spiazza il portiere.

I rossoblù nell’ultima partita del mese, contro il Bologna, non sono riusciti a portare punti a casa. Dopo il vantaggio iniziale degli emiliani, Besaggio ha comunque segnato il gol dell’1-1 tagliando sul secondo palo, eludendo la marcatura del difensore avversario. Nonostante una partita dominata, in cui Besaggio ha servito numerosi assist, non sfruttati dai suoi compagni, un’indecisione difensiva ha permesso al Bologna di sfruttare al meglio un contropiede nei minuti finali del match.

CONOSCIAMOLO MEGLIO

Michele Besaggio nasce il 18 aprile 2002. Inizia a giocare a calcio fin da piccolo, calciando i suoi primi palloni nel Merlara, società dilettantistica in provincia di Padova. A 14 anni viene ingaggiato dal Vicenza, dove inizia la sua trasformazione calcistica. Arrivato come calciatore prettamente offensivo, gioca negli Allievi del club solitamente nel ruolo di mezz’ala, maturando doti che gli permettono di crescere e di farsi notare.

Nel 2018 il Genoa è il club più lesto ad acquistarlo. Anche in rossoblù è schierato nei tre di centrocampo, tuttavia non mette da parte quei suoi guizzi offensivi maturati in giovanissima età. Nella stagione 2020-21 il raggio d’azione gli viene spostato in avanti, venendo schierato tra le linee. I compiti tattici da svolgere sono di meno, il che gli permette di avere maggiore libertà per mettere in mostra il suo estro e la sua fantasia. Conseguentemente, ha maggiori occasioni per attaccare l’area avversaria ed i suoi numeri offensivi migliorano decisamente: chiude la stagione con 9 gol e 8 assist in 31 partite.

Nella stagione in corso cambia nuovamente il ruolo. Mister Luca Chiappino lo schiera nei tre d’attacco, spesso nel ruolo di ala sinistra. Sicuramente è un’ala atipica che non predilige rimanere staticamente sulla fascia di competenza, ma ha la libertà di andare in giro per il campo ricoprendo le funzioni di mezz’ala, trequartista e persino di attaccante. I numeri sono eloquenti: 7 partite, 6 gol e 3 assist.

Considerando che Davide Ballardini, l’allenatore della prima squadra, quest’anno ha già fatto esordire vari giovani (Kallon, Cambiaso, Bianchi, Buksa), non è da escludere un suo esordio in Serie A nel breve periodo.

CARATTERISTICHE TECNICHE

L’espressione con la quale è possibile definire al meglio l’apporto che Besaggio dà alla squadra è ‘leader tecnico tattico’. Con la personalità di un veterano è il principale punto di riferimento dei suoi, una presenza costante in ogni zona di campo in grado di amministrare il pallone ed orchestrare la manovra. La zona di campo che predilige è tra le due linee offensive, per somministrare palloni puliti negli spazi ai compagni di reparto. Nella scorsa stagione l’intesa con Yayah Kallon, che ora gioca stabilmente in prima squadra, è stata formidabile. Quest’anno invece gli attaccanti centrali Aleksander Buksa e Bilel Sahli stanno mostrando una certa propensione a finalizzare le giocate in rifinitura del capitano.

Si ispira a Philippe Coutinho ed il suo idolo è Alessandro Del Piero. In comune all’ex capitano della Juventus ha la propensione a calciare col destro al giro dalle zone del vertice sinistro dell’area di rigore. Il gol segnato alla Spal nella scorsa stagione è di una bellezza unica.

Si occupa di tutti i calci piazzati: oltre ad essere implacabile dagli undici metri, batte i calci d’angolo e le punizioni. Inoltre riesce a calibrare dei traversoni pericolosi anche dalle palle inattive molto distanti dalla porta avversaria. È abile nel dribbling sia nello stretto, sia in velocità; infatti cerca sempre di puntare gli avversari indipendentemente dalla zona di campo risultando imprevedibile. Sporadicamente tenta il tiro dalla lunga distanza, tuttavia ha tutte le capacità per migliorare questa dote.

Nonostante ami giocare al servizio dei compagni, negli ultimi mesi sta affinando le caratteristiche da attaccante d’area. Spesso attacca la profondità andando a finalizzare soprattutto i cross provenienti dalla destra.

Evidenti sono anche i miglioramenti nei duelli aerei. Altro aspetto che lo contraddistingue è la cattiveria agonistica e la forza di non mollare un centimetro. Nel pressing è sempre molto aggressivo, riuscendo a mettere in difficoltà i difensori avversari con la sua fisicità.

Unione di carattere, tecnica, senso tattico e qualità. Le aspettative nei suoi confronti sono elevate. Nella sessione estiva di calciomercato è stato cercato dal Palermo, tuttavia la trattativa è sfumata. Besaggio sta continuando a dare spettacolo nel Campionato Primavera, ma non è da escludere un suo trasferimento, in prestito, in una serie minore per fare esperienza già nel mercato di gennaio.

Fonte immagine di copertina: diritto Google creative commons

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Gzira 1-6 Inter, vittoria schiacciante per i nerazzurri

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Durante la sosta per il Mondiale in Qatar, l’Inter ne ha approfittato per tenere il ritmo partita, e si è concessa un’amichevole contro lo Gzira United, club che milita nella prima divisione del campionato maltese. La gara è terminata con il risultato di 1-6 per la squadra di Simone Inzaghi. I nerazzurri si sono portati subito in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora, con le reti di Bellanova e Kristjan Asllani. Il club di Malta ha poi accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Jefferson. L’Inter ha dilagato e chiuso il match con le reti di Hakan Calhanoglu, Robin Gosens, Dimarco e Mkhitaryan.

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Tito post Turris-Avellino: “Dedico la doppietta a mia figlia”

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Tito

Nel post partita di Turris-Avellino, Fabio Tito, autore di una doppietta, ha analizzato la gara vinta 1-3 e il momento di forma della squadra, reduce da tre risultati utili consecutivi.

Il difensore biancoverde, visibilmente emozionato, ha dichiarato:

“Mi conoscete da un bel pò. Ho sempre messo la squadra al primo posto, anche quando segnavo a raffica e sfornavo assist. È la prima volta che provo un’emozione del genere, in una gara così importante, in un derby così sentito, realizzare due gol è un qualcosa di stupendo. Sono 3 punti pesanti, che ci consentono di allontanarci dalla zona calda. Dedico la doppietta a mia figlia che domani compie un anno. È il miglior regalo che potessi farle”.

Poi, sull’atteggiamento messo in campo:

“Se capiamo che dobbiamo scendere in campo con questa grinta, possiamo toglierci enormi soddisfazioni e raggiungere il quarto posto. Se la cattiveria viene meno, possiamo far fatica con tutti. Prepariamo la gara con l’Andria con maggiore spensieratezza ma sappiamo che non sarà facile senza i nostri tifosi. Sappiamo bene ciò che è successo a Foggia ma stanno penalizzando entrambe le società. Sarà una gara anomala senza l’apporto del pubblico, dobbiamo vincere soprattutto per loro“.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Brasile-Corea del Sud, le formazioni ufficiali

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Alle 20:00 si disputerà l’ottavo di finale tra Brasile Corea del Sud, per il passaggio ai quarti, dove la vincente affronterà la Croazia. L’ago della bilancia sembrerebbe pendere tutto dalla parte della squadra di Tite, che vuole assolutamente cancellare il ricordo della sconfitta contro il Camerun. Dall’altra parte, Paulo Bento vuole continuare a far sognare una nazione, portando la Corea ai quarti di finale, dopo aver compiuto una vera e propria impresa contro il Portogallo. Arrivati nella fase a eliminazione diretta, ora più di prima, nessuno vuole rinunciare a sognare di alzare l’ambita coppa, chi per la prima volta nella sua storia, chi per la sesta, aumentando ancora di più il margine di distacco su Italia e Germania.

LE UFFICIALI

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinos, Thiago Silva, Alex Sandro; Casemiro, Lucas Paqueta; Raphinha, Neymar, Vinicius Junior; Richarlison. Commissario Tecnico: Tite.

COREA DEL SUD (4-3-3): Seung Gyu; Moon-hwan, Kim Min-jae, Young-gwon, Kim Jin-su; In-beom, Woo-young, Jae-sung Lee; Hee-chan, Gue-sung, Son Heung-Min. Commissario Tecnico: Paulo Bento.

 

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Salvatore Carmando e la storia del fisioterapista amico di Maradona

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Maradona

“Lo sai che io ti amo

ovunque tu sarai, ti seguiremo

nella mente c’è un ricordo che non mi abbandona

Il bacio di Carmando a Maradona!”

C’è una storia forse poco nota al grande pubblico, una storia di amicizia e di sport, la storia di uno dei più grandi fisioterapisti che una squadra di calcio abbia mai avuto. Quel coro sopra riportato rappresenta la testimonianza dell’amore di un popolo, quello partenopeo, che ringrazia e rende omaggio ad un grande professionista.

Mai nella storia del calcio una tifoseria aveva dedicato cori ad un membro dello staff. Quindi, per una volta, non ci soffermeremo a parlare delle gesta di un numero diez ma approfondiremo l’importanza di un massaggiatore all’interno degli equilibri di una squadra e la sua storica amicizia con il numero diez più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.

GLI INIZI DELLA CARRIERA

Salvatore Carmando nasce a Salerno ma diventerà napoletano d’adozione, figlio di Angelo Carmando, fisioterapista della Salernitana a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, allora guidata da Gipo Viani (di cui approfondiremo nei prossimi articoli la sua importanza).

Salvatore approda al Napoli la prima volta nella stagione 1974-1975, dapprima nelle giovanili e poi nella stagione 1976-1977 come 1° massaggiatore ufficiale della squadra, che lascerà molti anni dopo, precisamente nel 2009.

L’INCONTRO CON MARADONA

Salvatore Carmando è stato per Maradona un amico, un confidente, un fidato consigliere, non semplicemente un massaggiatore.

Maradona e Carmando si trovano subito, nel primo ritiro di Castel del Piano, come afferma lo stesso Salvatore in un’intervista a “La Famiglia Cristiana” <<Mi osservò per un po’ di tempo mentre lavoravo, in silenzio. Poi Maradona mi scelse: sarai tu il mio unico massaggiatore. Non si faceva toccare da altri e per stendersi sul lettino dei massaggi aspettava che tutti i compagni fossero andati via dallo spogliatoio. Restavamo lì, da soli. Per ore. Nacque così un rapporto personale, oltre che professionale»

Ma per capire davvero l’importanza che Carmando aveva per Maradona basta sapere che nel 1986 il pibe de oro, in occasione dei Campionati del Mondo del 1986 che si sarebbero tenuti in Messico, volle Salvatore come massaggiatore della Nazionale Argentina, un’iniezione di stima e fiducia che Carmando ripagherà, anche nei momenti più difficili di quelle settimane.

Infatti come racconta lo stesso ex-fisioterapista, Carmando durante quegli interminabili giorni in Messico, fu per 10 giorni colpito da dissenteria, giorni terribili che misero a dura prova la sua permanenza con la nazionale Albiceleste, ma alla fine sappiamo tutti come ando’ a finire.

Carmando ricorda quei momenti in un’intervista rilasciata ad areanapoli.it “Arriviamo in Messico e per dieci giorni la dissenteria non mi dà tregua. A un certo punto avviso Diego che non ce la faccio più e che voglio andare via. Lui capisce che faccio sul serio solo quando mi vede preparare la valigia: viene in camera mia e mi ferma. ‘Resisti almeno un altro po’, dai’. Un attimo dopo Maradona lascia il ritiro con un componente dello staff della nazionale argentina e ricomparire dopo un’ora, trascinando due cassette d’acqua minerale italiana. Non seppi mai dove le aveva trovate, Ma il mal di pancia mi passò”.

La Nazionale Argentina vince la Coppa del Mondo e Carmando assiste al goal del secolo, dalle tribune del mitico stadio Azteca di Città del Messico e gioisce insieme all’amico Maradona una vittoria aspettata e sognata sin da bambino.

LA MONETINA DI ALEMAO

Un altro avvenimento curioso che rafforza ancora di più il rapporto tra Carmando e i suoi tifosi è rappresentato dal famoso episodio della monetina di Alemao, quel famoso 8 Aprile del 1990, dove in palio c’era uno scudetto e il Napoli di Maradona era ospite al Comunale di Bergamo per giocare contro l’Atalanta.

Vedete, se oggi per un calciatore è difficile giocare solo in alcuni stadi, dove si sente maggiormente la pressione del tifo di casa, un tempo era cosi’ per tutte le partite giocate in trasferta.

Quel giorno, a Bergamo, ci si giocava lo scudetto.

Al minuto 32′ del secondo tempo una monetina da 100 lire colpisce il capo di Ricardo Rogerio de Brito, al secolo “Alemao” che si accascia a terra.

Carmando corre verso il campo per prestare soccorso ed esclama quelle parole che ancora oggi a Napoli ricordano bene: “Statte ‘n terra”. Carmando disse queste parole semplicemente per curare meglio il calciatore brasiliano, ma vennero interpretate dal pubblico come una “bugiardata” fatta ad-hoc per ingigantire l’accaduto.

I tifosi dell’Atalanta si accanirono sul fisioterapista partenopeo per quelle parole che, secondo loro, avrebbero deciso il campionato.

Il Napoli infatti, a 3 giornate dalla fine, riceve la vittoria a tavolino e quella partita resterà negli annali della storia del calcio poichè il Napoli vincerà lo scudetto tre settimane dopo.

Salvatore Carmando, aldilà di questo episodio controverso, è considerato da tutti il re dei fisioterapisti e oggi tutti ne ricordano l’impegno e soprattutto l’amicizia profonda con El Diez più forte di tutti i tempi, Maradona.

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