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Coppie gol, le migliori della Serie A negli ultimi 3 anni

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Inter

L’intesa è da sempre una protagonista indiscussa del calcio, soprattutto quando di mezzo c’è una rete. È cosi che nascono le ”coppie del gol”: ovvero due giocatori, dei quali uno (l’assitman) fornisce il passaggio decisivo per la rete dell’altro (il cannoniere). Tra i due calciatori si crea un’armonia perfetta, tanto da sembrare una singola entità che si muove in campo alla ricerca di un unico obiettivo: gonfiare la rete. Nella storia ne abbiamo conosciute tantissime: dai ”gemelli del gol” Vialli-Mancini alla storica coppia Ronaldo-Rivaldo, passando per le prodezze di Totti e Batistuta. Ed ancora oggi, a decine di anni di distanza, la Serie A è costellata dalle coppie del gol, formate per lo più da un assistman ed un bomber o da due centravanti complementari. Basta pensare ai laziali ImmobileMilinkovic o alla riunita coppia nerazzurra LukakuLautaro. Ma, tra le tante, quali sono le migliori coppie del gol della Serie A negli ultimi 3 anni? Scopriamolo insieme grazie a questa interessante classifica.

2019-2020: Ronaldo-Dybala e Immobile-Luis ALberto

Nella stagione 20192020 troviamo il primo ex aequo. Si tratta delle due coppie gol Ronaldo-Dybala e Immobile-Luis Alberto. Entrambe sono riuscite a portare a casa un bottino di ben 6 reti. Nel duo bianconero è stato Dybala che ha servito 6 dei suoi 11 assist al compagno e bomber Cristiano Ronaldo, che oltre alle 6 marcature siglate con l’aiuto di Dybala, ne ha messi a referto altre 25. Nella Lazio, invece, i 6 assist dello spagnolo sono stati fondamentali per permettere al suo compagno Ciro Immobile di arrivare a quota 36 gol stagionali, eguagliando il record di Gonzalo Higuain con la maglia del Napoli.

2020-2021: Immobile-Milinkovic; Lukaku-Lautaro e Zapata-Malinovskyi

L’annata successiva troviamo ben 3 coppie del gol a pari merito. Ancora una volta è presente Ciro Immobile, assistito però dal sergente Milinkovic-Savic. Oltre a loro, figurano anche i gemelli del gol Lu-La, ovvero Lukaku e Lautaro, e i due bergamaschi Zapata e Malinovskyi. Tutti e tre i tandem hanno registrato la bellezza di 6 reti realizzate in complicità. Tra tutte, la più importante potrebbe essere stata la diade nerazzurra, dal momento in cui grazie anche alle loro spettacolari prestazioni l’Inter di Conte è riuscita a portare a casa lo scudetto.

2021-2022: Immobile-Milinkovic

Nella passata stagione, tanto per cambiare, troviamo ancora una volta Ciro Immobile. Questa volta il bomber italiano figura in solitaria grazie alle sue 7 reti messe a segno sugli assist, nuovamente, del sergente Milinkovic-Savic. Oltre a permettere alla Lazio di accedere all’Europa League, le assistenze del centrocampista serbo hanno aiutato Immobile a sedere di nuovo sul trono di Capocannoniere della Serie A, grazie alle sue 27 reti in 31 partite.

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Calcio Internazionale

Da Del Piero fino a Ronaldo: i campioni che hanno chiuso la carriera in campionati minori

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Ronaldo

Cristiano Ronaldo, secondo alcune fonti, sarebbe vicino all’accordo record con l’Al-Nassr, squadra del campionato saudita. Secondo l’insider di mercato Fabrizio Romano l’accordo proposto al portoghese, concentrato ancora a pieno a quello che sarà il suo ultimo Mondiale, sarebbe di 200 milioni all’anno fino al 2025. Cifre spaventose, che andrebbero a superare anche i numeri del contratto stilato da Mbappè questa estate per rimanere al Paris Saint-Germain. Se così dovesse essere, Ronaldo andrebbe a chiudere la sua gloriosa carriera lontano dagli importanti palcoscenici che per tanti anni ha dominato, superando record su record. Inoltre, non andrebbe a chiudere la sua carriera in uno dei club iconici o che lo hanno lanciato nel panorama europeo e mondiale come lo Sporting Lisbona, squadra da dove tutto è iniziato. Come però è stato ribadito tempo fa anche dall’allenatore Ruben Amorim, la società portoghese non avrebbe la possibilità economica alla portata:

“Risponderò come sempre, non è la prima volta che mi fate questa domanda: Ronaldo è un giocatore del Manchester United. Tutti allo Sporting sognano il ritorno di Cristiano ma noi non abbiamo i soldi per pagargli lo stipendio. Penso che sia felice a Manchester ma non sta giocando, questo è il problema”.

Ruben Amorim, prima della gara di Champions League di ottobre contro il Tottenham

Ma chi sono gli altri campioni che per diversi motivi hanno deciso di trascorrere gli ultimi anni della carriera lontano dai riflettori?

THIERRY HENRY

Il francese, che ha segnato la storia della Premier League con l’Arsenal nei primi anni 2000 sfiorando anche l’impresa di conquistare una Champions League nel 2006 (poi conquistata in seguito proprio con la vincente di quell’anno, il Barcellona) è stato uno dei primi vicino agli anni del 2010 ad andare oltre oceano per concludere la sua carriera fantastica, dove gli è solo mancato il Pallone d’Oro. Henry infatti si è accordato con i New York Red Bulls prima per due anni (2009 e 2010), tornando addirittura in prestito all’Arsenal segnando anche un gol nelle ultime 4 partite con i Gunners, per poi come da contratto concludere dal 2012 al 2014 la sua carriera diventando il terzo marcatore nella storia del club (52 reti).

ALESSANDRO DEL PIERO

Il capitano e leggenda della Juventus Alessandro Del Piero, dopo 19 anni in cui ha conquistato tutto con la maglia bianconera, conquistando anche la Coppa del Mondo con l’Italia, per alcuni contrasti con la società non rinnova il contratto che lo legava alla Juventus oltre la stagione 2011/2012. Nonostante il gesto, pur di restare con la Juventus, di firmare un contratto in bianco, con Andrea Agnelli e Beppa Marotta non favorevoli ad una sua permanenza, la società non ha voluto fare sconti decidendo di mettere definitivamente fuori il numero 10. Per questo, Del Piero non ha comunque appeso gli scarpini al chiodo, accordandosi con il club australiano del Sydney Fc per due stagioni, per poi concludere in India con il Delhi Dynamos, oggi Odisha Football Club, nel 2015.

DANIELE DE ROSSI

Daniele De Rossi è stato uno dei giocatori più rappresentativi della Roma, dove ha praticamente condiviso tutti gli anni della carriera insieme al compagno di club e Nazionale, Francesco Totti, prendendo il suo posto come capitano dei giallorossi nel momento del bisogno. A differenza del numero 10 però, la sua carriera non è finita con la squadra capitolina.

“Un addio sarebbe stato comunque difficile anche se avessi deciso io in primis. Non ho rancore verso la società, ma qualche piccola diversità di vedute c’è stata. Io avrei continuato, ma devo accettare le loro scelte. Ora non ho direzioni particolari per il futuro, ma io mi sento ancora calciatore e ho ancora voglia di giocare a calcio.”

Per questo, De Rossi prima di diventare l’allenatore che conosciamo oggi sulla panchina della Spal, ha concluso la sua carriera in uno dei club più iconici del Sud America e dell’Argentina come il Boca Juniors.

FRANK LAMPARD

Leggenda del Chelsea, Frank Lampard ha vissuto una carriera gloriosa diventando bandiera e capitano dei Blues, raggiungendo il sogno di alzare la Champions League nel 2012 dopo svariati campionati inglesi. Il marcatori all-time del club londinese a fine stagione 2013/2014 annuncia che quella passata sarebbe stata la sua ultima stagione al Chelsea. Inizialmente, il New York City, annunciano di aver ingaggiato il calciatore, ma a sorpresa per 6 mesi non avrebbe giocato nella Grande Mela, ma addirittura in un club di Premier, contende diretto del Chelsea: il Manchester City. Dopo il caso mediatico, si scopre che Lampard è a tutti gli effetti un giocatore dei Citizens vincolato comunque dal dover finire a fine stagione nel club statunitense. Piccola curiosità, il suo primo gol con la maglia del Man City è stato proprio contro i Blues.

Come da accordi, gioca sino al febbraio del 2017 dove annuncia il ritiro.

ANDREA PIRLO

Restando in tema New York City, ma parlando in casa, un campione del nostro calcio che è sbarcato fra i primi in America è stato Andrea Pirlo. Dopo la carriera fantastica fra Milan e Juventus dove ha ottenuto qualsiasi successo e quella con l’Italia dove ha conquistato il Mondiale del 2006, Pirlo decide di dire basta con il calcio ad alti livelli. La sua ultima partita con la Juventus prima del passaggio al New York City sarà la finale di Champions League contro il Barcellona, persa per 3-1. Celebre sarà la foto che lo vede rincuorato da Paul Pogba, con gli occhi gonfi dalle lacrime e con il volto che sa benissimo che quella sarebbe stata la sua ultima parte in bianconero.

Al New York City trova altri due campioni, il già citato Lampard e David Villa.

STEVEN GERRARD

Una delle ultime bandiere del nostro calcio, Steven Gerrard, ha trascorso tutta la sua carriera ad alti livelli con la maglia del Liverpool. Una storia durata dal 1987, anno in cui entra nella giovanili fino a quella dell’addio, annunciato nel 2015. Per Gerrard, ci sarà la gloria di alzare al cielo nel 2005 nella finale della clamorosa rimonta dei Reds contro il Milan di Ancelotti, la Champions League. Il rimpianto più grande invece, quello di non aver conquistato la tanto ambita Premier League, titolo che poi il Liverpool riuscirà a conquistare nel 2020 dopo ben 30 anni. Incredibile sarò lo scivolone contro il Chelsea in una delle sfide cruciali per il titolo a fine campionato, uno dei motivi per cui quel Liverpool di Brendan Rodgers non vincerà la Premier del 2013/2014 poi vinta per la seconda volta dal Manchester City.

Steven Gerrard si accorda per la sua ultima stagione de professionista con il Los Angeles Galaxy, club degli USA con la tradizione di ospitare grandi campioni.

DIDIER DROGBA

Altro campione della Premier League ed un’icona del Chelsea dagli anni 2004 in poi, Didier Drogba, segnando 164 gol e conquistando 14 titoli fra la Champions League del 2012, dove ha trascinato il Chelsea alla vittoria contro il Bayern sia nei 120 giocato sia ai rigori (il suo decisivo).

Drogba prima sceglie la Cina, grande meta di tanti calciatori per via degli alti stipendi, poi sbarca in Turchia al Galatasaray per poi tornare un’ultima volta ai Blues nel 2014/2015.

Annunciando di lasciare il club a fine stagione, firma prima col il Montreal Impact, squadra canadese della MLS. Dopo un anno e mezzo, per motivi anche imprenditoriali, passa al Phoenix Rising dove concluderà la sua carriera.

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Flash News

Esonero Blessin, le cause e i possibili sostituti

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ESONERO BLESSIN – Alla fine la decisione tanto attesa dai tifosi è arrivata: il board di 777 Partners ha sollevato dall’incarico di allenatore del Genoa Alexander Blessin. La panchina del Grifone sarà temporaneamente occupata da Alberto Gilardino, fino a questo momento protagonista di un ottimo campionato Primavera 2 alla guida dei Grifoncini primi in classifica. L’ex attaccante rossoblù sarà al timone della prima squadra sicuramente per la partita di giovedì contro il Sudtirol.

ESONERO BLESSIN: LE CAUSE

L’esonero di Blessin arriva dopo 5 partite senza vittoria: 2 pareggi, contro Brescia e Como, e 3 sconfitte contro Reggina, Perugia e Cittadella. Fatale al tecnico tedesco è stata l’ultima, la prima disfatta in casa della stagione. Un ruolino di marcia assolutamente insoddisfacente per una squadra presentata all’inizio come la ‘corazzata’ di questa Serie B e – visto lo stato di forma – non all’altezza di tenere fede al motto più volte citato dalla dirigenza: “Only one year“, solo un anno in cadetteria per poi tornare in Serie A.

In più, Blessin in questa stagione è apparso più volte perplesso, quasi arrendevole alle prime difficoltà incontrate: più volte ci sono stati cambi non azzeccati o esperimenti di formazione senza successo. La squadra, poi, ha trasmesso questo atteggiamento sul campo con un gioco tutto fuorchè propositivo e con poche idee offensive, per non parlare di una difesa spesso distratta.

Insomma, per quanto il ds Spors abbia fatto di tutto per convincere la società della bontà del progetto Blessin, un avvicendamento in panchina sembrava inevitabile.

ESONERO BLESSIN: I POSSIBILI SOSTITUTI

Nel mentre, è già caccia ad un nuovo allenatore del Grifone, che potrebbe essere uno tra Bjelica, Semplici e – a sorpresa – l’ex Sampdoria Ranieri. Il primo, ex Spezia, è un profilo gradito alla proprietà. Il secondo pare essere il favorito del direttivo tecnico ed è un candidato più esperto, oltre che essere un profondo conoscitore della categoria. Infine, la suggestione Ranieri: sicuramente lascerebbe la tifoseria interdetta, ma la qualità del tecnico di Testaccio non può essere messa in discussione.

ESONERO BLESSIN: IL COMUNICATO

Pochi minuti fa è arrivato anche il comunicato ufficiale della società; lo riportiamo di seguito:

Il Genoa comunica che il tecnico Alexander Blessin è stato sollevato dall’incarico. Il Club ringrazia l’allenatore per il lavoro svolto in questi mesi e gli augura il meglio per il suo futuro professionale. La guida tecnica della Prima Squadra sarà affidata ad interim a mister Alberto Gilardino“.

 

 

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Calciomercato

Cosa serve alla… Fiorentina: i nomi per il mercato di Gennaio

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Fiorentina

Quello disputato dalla Fiorentina è stato un primo segmento di stagione molto altalenante. La formazione di Italiano non è stata capace di dare continuità ai propri risultati e al termine delle prime 15 giornate occupa un deludente decimo posto in classifica. La Viola, capace di superare agevolmente il proprio girone di Conference League, ha riscontrato difficoltà specialmente in fase realizzativa: a fronte delle 20 marcature subite sono solo 18 le reti messe a segno dai toscani in questo incipit di campionato. 

 L’affanno del Giglio nel concretizzare le proprie occasioni cozza con la natura della formazione, la quale forse propone il calcio più offensivo del campionato. Il tratto di Italiano è infatti impresso profondamente sulla squadra, la quale si esprime con fantasia e crea molto, ma raccoglie poco. 

Il tortuoso cammino della Fiorentina in campionato ha visto i toscani alternare grandi prestazioni a sconfitte deludenti (vedi Lazio e Inter). La Viola, mai vittoriosa contro le big e troppo spesso confusionaria, può utilizzare l’anomala pausa per ritrovare concentrazione e lucidità. La sosta dovuta allo svolgimento dei mondiali in Qatar diventa infatti un’occasione per ritrovare lucidità e concentrazione, per poter ripartire al meglio e aggiustare la rotta. Con due mesi di lavoro alle spalle e il mercato di riparazione alle porte il Giglio può cambiare faccia e, chi sa, mettere nel mirino l’Europa che conta

Vediamo allora i nomi di quei giocatori che, secondo la nostra redazione, potrebbero essere utili alla Fiorentina. Budget permettendo, ovviamente. 

CRAGNO

Il primo nome che proponiamo è quello di Alessio Cragno. Il portiere classe ‘94, divenuto un volto noto della Serie A con la maglia del Cagliari, non ha trovato spazio al Monza, dove un sorprendente Di Gregorio ha conquistato la titolarità. Il giocatore nativo di Fiesole, approdato al club brianzolo in seguito alla retrocessione dei sardi, non sembra accettare il ruolo di secondo guanto della squadra e gradirebbe cambiare aria. Un eventuale arrivo di Cragno a Firenze potrebbe rappresentare un cosiddetto affare win-win: il giocatore tornerebbe nella propria città natale e si giocherebbe il posto da titolare con Terracciano, mentre la Fiorentina potrebbe colmare il vuoto lasciato da un Gollini sempre più in rottura con la società. 

TORREIRA

Nelle ultime giornate di campionato la Viola ha faticato, e Italiano se ne è accorto. Il tecnico ex Spezia ha infatti avvertito la necessità di un cambiamento e ha optato per un 4-2-3-1 che potesse garantire maggiore copertura nella zona centrale del rettangolo da gioco. Il cambio di modulo ha scombussolato gli ordini dell’organico, il quale ora forse non soddisfa più le esigenze dettate dal campo. Ad agire al fianco di un Amrabat impeccabile nel ruolo di mediano è stato infatti Rolando Mandragora, centrocampista di sostanza che però fatica a fungere da cerniera tra i reparti. 

Per sostituire il calciatore italiano abbiamo pensato ad un ritorno di fiamma. Il nome è quello di Lucas Torreira, vecchia conoscenza del Franchi ora tra le fila del Galatasaray. Il classe ‘96 è un mediano puro e, se affiancato al collega marocchino, potrebbe rivelarsi utile alla causa della squadra di Rocco Commisso (il quale non lo riscattò nel corso dell’ultima sessione di calciomercato). Il calciatore non sembra essersi integrato nel club turco e, a detta del suo stesso agente, starebbe già trattando con due club per un ritorno in Serie A. Che tra questi ci sia anche la Fiorentina?

MALINOVSKYI

Un’altra esigenza di mercato dettata dal passaggio al nuovo modulo è rappresentata dalla figura del trequartista. Il centrocampista che agisce al centro del tridente a supporto della punta ha un compito fondamentale in questa disposizione e Bonaventura, nonostante i buoni spunti proposti, non sembra essere l’uomo adatto. In quella posizione agisce anche Barak, il quale (nonostante l’ultima sontuosa prestazione offerta in campionato) non ha la certezza di essere riscattato dal prestito. 

La Viola a riguardo è già attiva sul mercato e avrebbe preso contatti con l’entourage di Sabiri della Sampdoria e Pereyra dell’Udinese. Entrambi i giocatori stanno facendo bene e, con ogni probabilità, si dimostrerebbero ottime pedine nello scacchiere di Italiano. Nel proporre il nome del fantasista tuttavia abbiamo deciso di optare per un nome più importante, tanto ipotetico quanto intrigante. 

Sogniamo di vedere Ruslan Malinovsky con il giglio sul petto. L’ucraino, a causa di alcuni dissapori sorti nei confronti di Gasperini, ha visto poche volte il campo in questa stagione ed ha pronte le valigie. L’allenatore dell’Atalanta ha confermato tutta la fierezza del proprio carattere e ha dimostrato ancora una volta di non avere problemi nel privarsi, per motivi esterni al campo, di un giocatore chiave della rosa (come successo con Papu Gomez).

L’attaccante sarebbe, a nostro avviso, il profilo perfetto per la trequarti viola. Inserito in un ipotetico tridente completato da Nico Gonzalez e Ikonè (o Kouamè) il giocatore, che a Firenze acquisterebbe una posizione di assoluta centralità, sarebbe messo in condizione di rendere al meglio. I costi dell’operazione sono alti e al momento non sembra esserci alcun contatto tra le due dirigenze, ma sognare non costa nulla. 

ARNAUTOVIC

Il vero problema della Fiorentina in questo incipit di stagione è stato il rendimento del centravanti. L’acquisto di Jovic, il quale dopo la rete all’esordio in Serie A si è clamorosamente appassito, non ha sortito gli effetti desiderati e neanche le ultime buone prestazioni sembrano aver convinto la dirigenza viola. Quest’ultima non sarebbe soddisfatta neanche di Cabral, il quale è arrivato con le migliori premesse ma non ha saputo incidere. 

Per l’attacco della Fiorentina servirebbe un giocatore come Arnautovic. L’attaccante del Bologna rappresenta un profilo esperto, il quale potrebbe finalmente colmare una posizione che al Franchi è vacante ormai da troppo tempo. L’austriaco è un giocatore maturo, su cui si può fare affidamento. Lo sa anche il Bologna che ha già rifiutato un’offerta della Viola e continua a fare muro attorno al numero 9. Ma nei giorni di mercato si sa, tutto può succedere. 

 

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Flash News

Chi è Ilario Monterisi, il difensore col vizio del gol

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Ilario Monterisi è un calciatore originario di Trani che si sta facendo conoscere nel campionato cadetto italiano a suon di buone prestazioni. Dal Bari fino al Frosinone, dalla Serie C alla Serie A, passando per la sua duttilità e una maturità, calcistica e non, da grande calciatore.

GLI INIZI E L’ESORDIO IN SERIE A

Ilario Monterisi muove i suoi primi passi calcistici nel settore giovanile del Bari, compiendo tutta la trafila con il club biancorosso. Nel 2018 è il Lecce ad accaparrarselo ed ufficializza il passaggio di Monterisi a titolo definitivo, venendo poi spostato in Primavera 2. Il suo fisico strutturato (1,90 cm) e la pulizia nei contrasti permette al calciatore classe 2001 (di dicembre) di scalare le gerarchie fino a farsi notare dall’allora allenatore del Lecce, Fabio Liverani. Il tecnico in un primo momento lo convocherà, con una certa regolarità, in prima squadra facendo sempre panchina. Arriva, però, negli ultimi due minuti di Serie A di un Lecce ormai retrocesso, l’opportunità per Ilario, di scendere sul manto erboso in un match di Serie A: Lecce-Parma terminato 3-4. Il 2 agosto 2020 è la data che fa di un ricordo, la prima grande pietra miliare nella carriera di Monterisi.

 L’ESPERIENZA IN SERIE C

Ilario viene mandato a “farsi le ossa”: c’è il Catanzaro ad aspettarlo a braccia aperte in Serie C il 31 agosto 2021. Il “centraloneitaliano scende per la prima volta in C, ma l’esperienza con i giallorossi non durerà molto. Monterisi con il Catanzaro giocherà solamente in 3 occasioni, segnando anche un gol, venendo rilegato spesso in panchina. A gennaio, per lui, si fa avanti un’altra squadra di Serie C: la Fidelis Andria. “L’U.S. Lecce comunica di aver risolto con il Catanzaro la cessione in prestito del calciatore Ilario Monterisi e di aver ceduto contestualmente, a titolo temporaneo, il diritto alle prestazioni sportive del difensore classe 2001 alla Fidelis Andria.” Questo il comunicato ufficiale del club ai primi di gennaio. Con la Fidelis Ilario giocherà 13 delle 15 gare disponibili mettendo a referto una marcatura.

IL FROSINONE E IL PRIMO GOL IN B

Terminato il prestito all’Andria, il Lecce decide che un altro prestito farebbe al caso di Monterisi: ci pensa il Frosinone, in piena gestione Fabio Grosso. L’ex campione del mondo intuisce che le capacità del ragazzo, pulizia di contrasto e capacità di passaggio più che positiva (percentuale dell’83%), possono valere anche da terzino destro, ruolo che verrà impiegato dal classe 2001 ad inizio stagione 22-23 con il Frosinone. 4 ad oggi i match con la maglia gialloblù e un gol per Monterisi. Il primo gol in B non è scontato, perché è arrivato nell’ultima uscita del Frosinone, contro il Sudtirol, match terminato sull’1-1: la marcatura ha permesso agli 11 di Grosso di acciuffare un punto all’ultimo secondo. Primo posto consolidato e punto spartito con i padroni di casa solamente al 95′. Primo gol indimenticabile sotto tutti gli aspetti. Chissà se lo rivedremo in Serie A, con il Frosinone o con il Lecce si intende, perché la maturità di Monterisi emerge ogni partita di più.

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