Se avete aperto questo articolo è probabilmente per due motivi: o avete preso Mikkel Damsgaard a 1 al fantacalcio, oppure il danese classe 2000 è diventato un vostro pupillo. Merito del suo incredibile impatto con la Serie A: la Sampdoria lo ha acquistato a febbraio per 6,5 milioni di euro e in estate si è presentato forse un po’ in sordina. Ma il campo, invece, sta dando ragione alla scelta della dirigenza blucerchiata e del direttore Osti, grande estimatore del giovanissimo talento scuola Nordsjælland.

Proprio da qui nasce la parabola ascendente di Damsgaard. In Danimarca è da tempo considerato uno dei prospetti più importanti del panorama nazionale: a 17 anni esordisce in campionato, a 19 vince il premio di miglior giovane del torneo e la scorsa stagione, quella della consacrazione, è leader indiscusso del suo Nordsjælland con 9 gol e 4 assist. Da qui, poi, la cessione.

Le prestazioni superlative del giovane gioiellino danese vengono notate dalla Sampdoria che decide di portare a termine un’operazione storica per la squadra scandinava, la seconda più remunerativa della storia del club. Superando, tra l’altro, la cessione di Skov Olsen al Bologna, pagato circa 4,5 milioni. Una volta conclusa l’operazione il Nordsjælland lo ha salutato tributandogli un video molto emozionante e commovente, come quando un padre di famiglia saluta orgogliosamente il proprio figlio diventato ormai adulto.

COME LAUDRUP

Per chi ha avuto la fortuna di ammirarlo nelle sue prime gare “italiane”, la sensazione è di essersi imbattuto in una regen di Michael Laudrup. Un paragone che azzardavano in patria già qualche tempo fa e che è prepotentemente tornato di attualità dopo la recente intervista di Flemming Pedersen, suo allenatore ai tempi del Nordsjælland, in esclusiva per GianlucaDiMarzio.com:

“Ho sempre grandi aspettative per i miei giocatori. Per Mikkel ancora di più. Molto tecnico, gran dribblatore: ha movimenti e rapidità di gioco di un campione. Entro il 2021 entrerà nel giro della Nazionale. Laudrup? Non ho più visto un giocatore come lui  fino, appunto, a Damsgaard”

Le parole di Pedersen sanno di investitura. In Danimarca, di Damsgaard, sono realmente innamorati. Il Nordsjælland, prima del suo definitivo addio, ha prodotto un docufilm pubblicato su Youtube in cui il giovane danese si racconta e viene raccontato. Lo hanno intitolato “Il Ragazzino“, come verosimilmente è stato chiamato una volta entrato nello spogliatoio genovese. Un’avventura iniziata nel migliore nei modi: nelle prime quattro giornate Damsgaard ha messo a referto un gol e un assist. Nella Serie A 2020/21 nessun giocatore nato dal 2000 in poi ci è ancora riuscito.

Di Laudrup, che ha avuto un grande passato anche in Italia – Lazio e Juventus -, ricorda soprattutto le movenze e il passo. La struttura fisica deve, ovviamente, ancora essere “costruita”; ma per quanto riguarda la tecnica e i fondamentali di base ci troviamo di fronte ad un giocatore maturo e al contempo dal potenziale importante. I primi controlli sono uno degli aspetti maggiormente emersi nelle sue prime apparizioni in blucerchiato. Ha, inoltre, dimostrato di aver sviluppato una certa confidenza con la porta avversaria. In Danimarca, infatti ha segnato 13 reti in totale: 11 solamente l’anno scorso. Una caratteristica notevolmente migliorata nel corso della stagione scorsa e che abbiamo avuto modo di apprezzare già quest’anno, nella schiacciante vittoria della Samp contro la Lazio.

Il primo gol in A di Mikkel Damsgaard.

Come Laudrup ha imparato fin da subito ad utilizzare la suola per divincolarsi dalle marcature più strette. Anche questo fa parte del suo ampio bagaglio di finte e di colpi da potenziale top player della sua generazione. Le movenze sono classiche di un calciatore che dà del tu al pallone. Contro la Fiorentina, alla prima da titolare, ha fatto intravedere cose interessantissime che ha poi confermato nelle successive gare contro Lazio e Atalanta, quarta e terza classificata dello scorso campionato.

Eppure la Sampdoria di Ranieri ha portato a casa 6 punti, realizzando tre reti ad entrambe le squadre e subendo solo un gol, il rigore – dubbio – di Zapata. Damsgaard è risultato determinante in ambo i match, evidenziando le indubbie qualità anche sul piano della personalità. Nonostante i soli 20 anni, il giovane giocatore danese si è velocemente calato nell’ambiente con lo spirito di giusto di chi sa che ha ancora tanta strada da fare.

L’UOMO GIUSTO DELLA SAMP

Nel sorprendente inizio della Sampdoria c’è anche lo zampino del talentuoso danese. Ranieri ha collaudato la propria formazione attorno ad un sistema di gioco che prevede due esterni di centrocampo atipici. Nel 4-4-2 con il quale i blucerchiati hanno affrontato questo inizio di campionato Damsgaard è stato quasi sempre schierato come esterno di sinistra, mentre a destra ci hanno giocato sia Jankto, in crescita dopo le ultime stagioni un po’ negative, e Candreva, appena arrivato dall’Inter. Il ruolo di quarto di centrocampo comporta anche tanto sacrificio in fase difensiva, un aspetto sul quale il danese avrà tempo e modo di lavorare.

Ad oggi, però, le cose più illuminanti le combina nell’altra metà campo, quella offensiva. Nella grande vittoria contro l’Atalanta il ruolo di Mikkel è stato centrale, il faro della gran parte delle azioni blucerchiate. Il vantaggio doriano di Quagliarella arriva da un assist di Damsgaard perfetto: il danese controlla, con un po’ di fortuna, un pallone probabilmente non diretto a lui; a quel punto l’accelerazione e lo sprint del numero 38 sono letali per la difesa atalantina. Il filtrante per Quagliarella è preciso e dosato al millimetro.

Come nasce il 2-0 della Sampdoria.

Ma la giocata che più ha impressionato è questa. Damsgaard punta Depaoli, in evidente difficoltà nel contenere lo strapotere tecnico del danese anche nel primo tempo. Poi sul raddoppio di De Roon ecco una delle finte preferite del giovane classe 2000: prima sembra fermarsi, controlla la sfera con la suola e poi con il collo esterno del piede destro se la porta avanti creandosi lo spazio per entrare in area. A quel punto si trova di fronte Toloi, che gli chiude lo spazio per un eventuale tiro in porta: scarica su Thorsby e sarà lo stesso norvegese a segnare la rete del raddoppio, su successivo traversone a rientrare di Jankto, che nella gif vedete arrivare in basso a sinistra.

Ed è così che la Samp ha vinto le ultime due partite: con sfrontatezza, maturità e abilità nel saper soffrire. Al Nordsjælland Damsgaard giocava prevalentemente come ala sinistra nel 4-3-3. In passato ha ricoperto anche altri ruoli, giocando sia come mezzala di sinistra sia come attaccante centrale, oltre che trequartista. Alla Sampdoria, invece, Ranieri gli ha cucito un ruolo che ne sta esaltando le caratteristiche offensive. La presenza di Ekdal e Thorsby a centrocampo garantisce adeguata alla protezione alla solida difesa della squadra genovese, così Damsgaard – come anche Jankto dall’altra parte – ne sta beneficiando alla grande. Entrambi amano correre in avanti, puntare l’avversario e crearsi anche attraverso un dribbling difficile lo spazio per tentare il tiro a rete.

(Fonte: scoutedfootball.com)

Questa grafica viene riportata da scoutedfootball.com. È interessante dal momento che fa comprendere la qualità e la quantità dei colpi di cui è dotato il numero 38 della Sampdoria. Tra le ali/attaccanti dei migliori cinque campionato europei con meno di 23 anni e con almeno 1000 minuti giocati nella scorsa stagione, Mikkel Damsgaard ha maturato numeri simili a quelli di Coman, Rodrygo, Oyarzabal o Martinelli. Tutti giocatori protagonisti in grandi squadre di grandi campionati. Ovviamente le stats del danese vanno prese con le pinze, visto il livello della Superligaen. Ma è innegabile che la costante presenza del talento scandinavo in fase di conclusione e di realizzazione fa ben sperare per il futuro.

La Sampdoria ha acquistato un talento cristallino. Un giocatore dall’innata intelligenza sia dentro che fuori dal campo. In Danimarca i suoi compagni lo chiamavano “il direttore di banca“: a mettere a posto le cose, soprattutto con i numeri, ci pensava sempre lui. Oggi Damsgaard guarda altri numeri, quelli dello sport per cui sembra esser nato. Un ragazzo venuto dalla fredda Jyllinge per conquistare l’Italia.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @ucsampdoria)