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Milan-Atletico Madrid 1-2: non basta il cuore, vince l’Atletico tra le polemiche

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Il Milan chi ha provato, ma non è bastato. Contro l’Atletico Madrid, i rossoneri non sono riusciti a portare a casa punti, nonostante una prestazione superlativa. Il risultato maturato a San Siro è oggettivamente ingiusto, in una partita che i rossoneri hanno dominato in lungo e in largo, soprattutto nel primo tempo. Non mancano le polemiche: saranno oggetto di discussione il cartellino rosso a Kessié e il rigore concesso agli ospiti al 95′.

PRIMO TEMPO

San Siro è una bolgia. Il Milan inizia subito fortissimo, l’Atletico fa fatica a superare la trequarti campo avversaria. Tomori monumentale, Bennacer onnipresente e Leao indiavolato: per 45′ i ragazzi di Pioli impartiscono una lezione di calcio agli uomini del Cholo. Ordine, pressing e velocità: Atletico Madrid completamente nel pallone.

Il primo a provarci veramente è Brahim Diaz, che al 17′ conclude con il mancino, ma Oblak blocca sicuro. Al 19′ il portiere sloveno compie una parata sensazionale su Rebic lanciato a rete: con il piede mette in angolo ed evita il vantaggio del Milan. Un minuto più tardi, Leao raccoglie l’assist di Diaz: stop e destro all’angolino, imprendibile per Oblak. San Siro impazzisce, il Milan è in vantaggio al minuto 20. Ci prova poi ancora Rebic, ma non riesce a servire di tacco l’accorrente Leao.

Al 29′ episodio chiave: Kessiè abbatte un avversario con un pestone: Cakir estrae il secondo giallo ed espelle l’ivoriano. Il fallo c’è, ma l’arbitro avrebbe potuto graziare il mediano rossonero, considerato il minuto e il contesto di gioco. Pioli decide quindi di correre ai ripari: dentro Tonali e fuori Rebic, al fine di limitare al massimo gli spunti offensivi di Suarez e compagni.

Al 37′ Leao mette in mostra tutte le sue qualità: rovesciata da acrobata, eccellente per coordinazione ed esecuzione. Il pallone si infrange contro la traversa a Oblak battuto, Milan a un passo dal raddoppio (nonostante la posizione di partenza di Leao fosse dubbia).

Al 45′ primo squillo dell’Atletico: Suarez gira al volo un cross di Koke e spedisce a lato di poco.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre con gli ospiti più coraggiosi, che si propongono in attacco con maggior insistenza, forti della superiorità numerica. Ci provano Kondogbia, Suarez e il neo entrato De Paul: tutte le conclusioni terminano fuori. Al 62′ ci prova Griezmann, ma salva tutto Maignan con un grande intervento.

Il Milan sembra essere a corto di fiato ed energie: la fatica derivante dall’inferiorità numerica si fa sentire, ma l’Atletico non riesce ad approfittarne fino ai minuti finali. All’84’ Griezmann raccoglie il colpo di testa di Renan Lodi e conclude al volo: il pallone si infila in rete per il pareggio degli spagnoli. Il Milan prova a rispondere con Florenzi: due tiri verso la porta nel giro di pochi minuti, ma in entrambi i casi il pallone termina sul fondo, seppur per una questione di centimetri.

Nei minuti di recupero Maignan salva su Lemar prima e su Lodi poi: ma al 95′ accade l’impensabile.

Lemar si aiuta con il braccio nel controllare il pallone, che carambola sulla mano di Kalulu: rigore per l’Atletico, una vera beffa per i rossoneri. Il Var non interviene, il penalty è confermato: Luis Suarez dagli undici metri non sbaglia e sigla il gol del definitivo 1-2.

Al Milan resta un po’ di amaro in bocca dopo una partita giocata con il cuore, e la consapevolezza di poter mettere in difficoltà chiunque. Il prossimo impegno in Champions per i rossoneri sarà il match contro il Porto, marted 19 ottobre.

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Juventus, occhio alla Ligue 2: interesse per un classe 2005

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Juventus zaccagni

Da qualche anno a questa parte, la Juventus ha iniziato un percorso di ringiovanimento. Lo ha fatto principalmente con i ‘canterani‘ del club, ma non ha mai smesso di cercare giovani talenti sparsi nel mondo. Infatti, come riportato da La Gazzetta dello Sport, il DS dei bianconeri, Giuntoli avrebbe messo sott’occhio Facinet Conte, giovane attaccante del Bastia, che attualmente milita in Ligue 2.

La fonte riporta che Giuntoli avrebbe parlato con un dirigente della squadra francese per avere maggiori informazioni sul calciatore che in patria chiamano ‘il nuovo Osimhen’. Di nazionalità guineana, è un classe 2005 alla prima stagione da professionista. È arrivato al Bastia da un’accademia di calcio guineana nel 2023, ed è stato integrato con i grandi in questa stagione. Ma i risultati sono stati subito molto interessanti. Tanto da attirare le attenzioni della Juventus.

Conte ha il contratto in scadenza a giugno, ma il club, come specificato da Transfermarkt, ha l’opzione di prolungare l’accordo per altri due anni. Finora, ha segnato 5 gol in 15 presenze. E già a gennaio il Genoa, per quanto riguarda la Serie A, ha provato a prenderlo, senza riuscirci. Per Conte sono state rifiutate offerte da 4 milioni di euro, ma la cifra attorno alla quale potrebbe essere venduto è proprio quella.

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L’Udinese riflette su Cioffi: due i nomi al vaglio per sostituirlo

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Gabriele Cioffi a colloquio con Sandi Lovric e Kingsley Ehizibue Udinese Serie A

Secondo quanto riportato da Il Messaggero Veneto, la panchina di Gabriele Cioffi sarebbe a rischio, dopo il pareggio di ieri per 1-1 ottenuto contro la Salernitana.

L’allenatore attuale dell’Udinese ha si raccolto il triplo dei punti raccolti da Andrea Sottil nelle prime 9 partite di campionato: Sottil aveva raccolto solo 6 punti a seguito di 6 pareggi e 3 sconfitte. Mentre l’impatto di Cioffi, alla sua seconda esperienza sulla panchina dei friulani dopo la stagione 2021/22, è stato molto più positivo. Ma questi risultati non hanno allontanato i bianconeri dalla zona retrocessione. Infatti l’Udinese è in vantaggio di soli 4 punti dalla zona calda, occupata da Sassuolo, Cagliari e Verona (tutte a 20 punti), che significherebbe Serie B.

Il presidente dei friulani, Pozzo, sta pensando ai possibili sostituti di Cioffi. Sulla lista sono presenti Luca Gotti, ed anche per lui sarebbe un ritorno in Friuli, dato che si è seduto sulla panchina dell’Udinese tra il novembre 2019 ed il dicembre 2021, per 87 partite (25 vittorie, 25 pareggi e 37 sconfitte); e Leonardo Semplici, che non siede su una panchina dal giugno 2023, quando è subentrato a Luca Gotti sulla panchina dello Spezia. Panchina per lui però poco fortunata, essendo che i liguri scesero in Serie B, dopo aver perso il play-out contro l’Hellas Verona.

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Lotito contro Gravina: si potrebbe arrivare alla magistratura, il punto della situazione

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Lotito

Acque burrascose quelle di Formello in questi giorni. Dopo la gara contro il Milan, e le conseguenti parole di Lotito, proprio il numero uno della Lazio crede, come riportato dal Corriere di Roma, che i presunti errori arbitrali siano parte di uno schema più grande, orchestrato dai vertici federali.

La fonte capitolina riporta che i torti in campo siano concepiti da Lotito come un fattore politico, dato che Gravina e il patron della Lazio non sono in buoni rapporti. Lotito crede che l’elezione del presidente della FIGC sia un paradosso giuridico e che gli arbitri debbano slegarsi dall’Organo Federale. Le parole del presidente della Lazio non lasciano alcun dubbio: “Non ci sono le condizioni per trovare un punto d’incontro. È giunto il momento che la Lega abbia una condizione terza, perché il sistema non garantisce affidabilità”.

Il caso è letteralmente scoppiato al termine della gara tra Lazio e Milan finita per 1-0 per gli ospiti e con tre espulsioni per i biancocelesti. Di Bello, per la gestione della gara, è stato fermato per il mese di marzo. Lotito, intanto, come riportato dal Corriere dello Sport, potrebbe rivolgersi alla magistratura: “La Lazio si farà valere nelle sedi preposte. Certi episodi si ripetono da diverso tempo. Vedremo di farci valere con altre istituzioni”. Quello che filtra, dunque, è che siamo solo all’inizio della questione.

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La battaglia su due fronti dell’Inter: sul campo e dirigenziale

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Inter

L’incredibile cavalcata dell’Inter in campionato potrebbe presto chiudere il discorso scudetto. Con 12 punti di vantaggio sulla seconda, a 12 partite dalla fine della Serie A, i nerazzurri sono sulla buona strada per la seconda stella. Ma se, da un lato, gli uomini di Inzaghi stanno lottando per gli obiettivi sul campo, sul piano dirigenziale c’è tutta un’altra battaglia.

Come riporta Tuttosport, il presidente dell’Inter Zhang starebbe cercando un modo per prolungare il prestito con Oaktree. Le parti stanno trattando sul rinnovo del prestito, che scade a maggio. E che potrebbe comportare il pagamento degli interessi (che ammontano a 105 milioni di euro), per poter essere riattivato. Il numero uno nerazzurro conta di tornare in Italia a breve, magari in occasione degli eventuali quarti di finale di Champions League. E, in tale occasione, potrebbe fare il punto della situazione direttamente con i dirigenti della sua squadra.

Tornando al prato verde del pallone giocato, l’obiettivo di Inzaghi e i suoi potrebbe essere il record di punti della Juventus di Conte: 102 nella stagione 2013-2014. Con 12 partite rimaste, la proiezione potrebbe arrivare a 105. Naturalmente, però, si tratta di una proiezione basata sulla vittoria in tutte le prossime gare. Ma basterebbe un pareggio all’interno di queste 12 gare, per superare, comunque, il record di punti.

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