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Il pianto delle milanesi

Il pianto delle milanesi

Più che un derby per l’Europa League, i botta e risposta a distanza di Milan e Inter sono un qualcosa di assolutamente folle,  somigliano a una partita dove vince chi totalizza il minor numero di punti possibile. Icardi e compagnia ne beccano cinque a Firenze? Il Milan evita di allungare e si fa infilare a San Siro dall’Empoli quart’ultimo. Montella pareggia a Pescara? Pioli si fa battere in casa dalla Samp. E così via. Ma qui c’è poco da ridere, perché a cinque giornate dalla fine la corsa all’Europa si complica per entrambe. Le milanesi si giocheranno di qui al 28 maggio l’accesso all’Europa League dalla porta di servizio del sesto posto, con la Fiorentina, clamorosamente rientrata, a fare da terzo rischiosissimo incomodo.

SOLITO BRUTTO VIZIO

Il Milan cade ancora, e lo fa in casa prendendo due goal da uno degli attacchi peggiori del campionato. E’ davvero inspiegabile come una squadra che debba lottare per l’Europa possa fallire appuntamenti così importanti, soprattutto contro squadre che non dovrebbero dare tutti questi problemi ad una compagine come quella rossonera. Evidentemente la lezione di Pescara non è servita a nessuno. I rossoneri si sono presentati ad un altro match del genere con la stessa, poca, concentrazione, cattiveria e voglia di vincere. La squadra di Montella ha quindi raccolto un solo punto contro Pescara ed Empoli, macchia grossa quanto una voragine sul cammino del gruppo. Ormai il “vizio” del Milan è noto a tutti. Contro le piccole si fa un enorme fatica a strappare punti e di questo passo l’Europa resta una chimera. Forse, anzi probabilmente, la mancanza di continuità in questi anni è stata pagata a caro prezzo…

La sesta stagione fallimentare consecutiva, quella che sta portando l’Inter a restare ancora una volta fuori dall’Europa, ha il colpevole (la società), i soldi per uscirne e gli elementi per cambiare modello di lavoro. Ai giocatori che attualmente indossano il nerazzurro, al pari dei loro predecessori, non interessa particolarmente vincere. Nel prendere 4 gol in 13 minuti non c’è dignità e nemmeno professionalità. A fine partita il consueto faccia a faccia e poi a casa, con musica e cuffie. Sei stagioni con l’identico andamento, fatto di vittorie consecutive e sconfitte in serie, giocatori a cui dell’Inter interessa poco o zero. L’unico rimedio da sei anni è quello di cacciare l’allenatore che viene stolidamente ritenuto non all’altezza. La resa nerazzurra, è la resa di un progetto mai nato, mai decollato. E adesso a pagarne le conseguenze sarà Pioli, se non con le ore contate, sicuro con i giorni.

COME IN ALTO, COSÌ IN BASSO..

Una celebre frase tratta da uno dei videogiochi più belli che si collega attraverso cenni storici, Uncharted 3, può essere quasi considerato un emblema, per i due club milanesi. Già, come in alto così in basso, perché “le gesta” di Milan ed Inter negli ultimi anni sono lontane da ciò a cui siamo abituati. Puntualmente si parte con ambizioni, voglia di fare, di battere tutti.. Poi, come di consueto, crolla tutto. E questa volta rischia di essere l’ennesima e la peggiore. Perché c’erano grosse aspettative, perché sono stati fatti investimenti importanti, perché pensavamo di aver smesso di vedere due tra i club più blasonati al mondo, di nuovo a lottare per il preliminare di un misero posto in Europa, che naturalmente non è quella che conta.

CALENDARIO

La Fiorentina di Sousa è risalita a -1 dall’Inter e a -3 dal Milan, e nel prossimo turno potrebbe piazzare un colpaccio. Perché il calendario propone ai viola una abbordabilissima trasferta a Palermo, contro i siciliani in caduta libera, mentre Montella dovrà fare punti allo Scida contro un Crotone che lotta ancora per salvarsi e oggi ha battuto la Samp a Marassi, e Pioli ospiterà il Napoli. Giornata favorevole alla Fiorentina anche la 35sima: trasferta sul campo del Sassuolo, col Milan impegnato a San Siro contro la Roma e l’Inter in casa del Genoa. La 36sima propone Atalanta-Milan: per i rossoneri sarà il finale di un trittico da “tutto o niente”.

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