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Derby di Milano femminile, cosa aspettarsi da Milan e Inter

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Derby di Milano femminile, cosa aspettarsi da Milan e Inter

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Domenica, allo stadio Breda di Sesto San Giovanni, ore 15, si terrà uno dei match più attesi di tutto il campionato femminile. Il Derby di Milano, da sempre accentratore di tutti gli interessi da parte degli appassionati, torna a giocarsi anche nel massimo campionato del gentil sesso. Una partita che tuttavia dovrebbe rivelarsi leggermente differente rispetto al derby maschile tenutosi il 21 settembre e terminato 2-0 a favore della società nerazzurra. Il Milan di Maurizio Ganz appare ad oggi come la reale squadra da battere insieme alla Juventus. L’Inter, d’altro canto, è una rosa in via di sviluppo e il calciomercato estivo da solo non può sopperire alle lacune tecniche e di esperienza della formazione.

Nonostante ciò il Derby sicuramente rappresenta una sfida fuori da qualsivoglia discorso logico. Emotività, spirito di appartenenza, voglia di primeggiare, sono tutte sensazioni che entrano a far parte del match e svolgono un ruolo di primaria importanza nella testa delle ragazze in campo.

UN MILAN CON I FAVORI DEL PRONOSTICO

Inevitabilmente il normale sviluppo del match dovrebbe essere leggermente sbilanciato a favore delle rossonere. Il club di Paolo Scaroni in questa stagione sembra aver ottenuto una piena maturazione dopo un campionato disputato da reale protagonista ma terminato al terzo posto. Un inizio di stagione inoltre arrembante per le ragazze di Maurizio Ganz: due vittorie, sette reti effettuate e solamente un gol subito che fanno della squadra sia il miglior attacco che la miglior difesa del campionato. Primato invidiabile che attesta una meticolosità di lavoro difficile da riscontrare in realtà di simile qualità tecnica.

Fonte: profilo Instagram ufficiale del Milan

L’arrivo del tecnico ex giocatore di Milan e Fiorentina era stato inizialmente accolto dagli addetti ai lavori in maniera alquanto negativo. L’allenatore di Tolmezzo non aveva precedenti esperienze nel mondo femminile e quindi un suo ambientamento appariva difficoltoso nel breve periodo. Aspettative però non confermate, dato che Ganz si è subito calato perfettamente nel contesto Milan, facendo agire le proprie ragazze su dettami tattici estremamente intriganti. Le giocatrici giocano un calcio che fondamentalmente parte dal basso con un possesso palla mai stantio, mai fine a se stesso. La ricerca della verticalizzazione è perenne, spasmodica, anche grazie al fatto che Valentina Giacinti, prima punta della squadra, è estremamente abile a correre negli spazi, tagliando perfettamente in profondità.

Come affermato precedentemente quindi, il Milan ad oggi è una squadra che non fatica a mietere vittime e probabilmente solamente la Juventus potrà reggere il passo. Le rossonere subito si sono calate all’interno di un contesto tattico e ambientale. La rosa, nella sessione estiva di calciomercato, era cambiata profondamente con anche le cessioni di alcuni pezzi pregiati della rosa. Ciò tuttavia non ha variato l’incessante ricerca di risultato da parte delle calciatrici.

INTER DA COSTRUIRE

L’Inter, d’altro canto, presenta una situazione totalmente differente rispetto a quella delle cugine. La squadra da fresca neo-promossa ha effettuato un calciomercato da reale protagonista, apportando nuove importanti acquisizioni anche dal mercato estero. Una rosa costruita in maniera completa per cercare di competere sin dal primo istante in un torneo presentante un’alto valore di competitività. Era però chiaro che si sarebbe potuto assistere ad alcune difficoltà iniziali. La rosa, pur rispondendo bene alle richieste di mister Attilio Sorbi, presenta importanti lacune nell’aspetto mentale, con qualche disattenzione difensiva di troppo. Sintomatico di ciò il pareggio della prima giornata di campionato contro l’Hellas Verona. La società milanese, passata in vantaggio per 2-1 dopo il perentorio svantaggio iniziale, ha subito la rete del pareggio al 94′ su calcio piazzato, con rete siglata da Benedetta Glionna.

Fonte: profilo Instagram ufficiale dell’Inter Women

La seconda sfida ha invece regalato una squadra con medesime intenzioni offensive ma alla ricerca di una perfezione difensiva maggiore. Contro un Empoli ben organizzato, le ragazze di Attilio Sorbi hanno vinto di misura per 1-0, mostrando saltuariamente sprazzi di grande calcio. Innegabilmente la squadra è in forte costruzione, ma prima di tutto le giocatrici devono forse intendere le proprie qualità, tanto individuali quanto collettive.

Di certo il campionato di Serie B per le ragazze non è stato così allenante nello sviluppo di una sinergia di squadra totale. Il valore tecnico delle avversarie era talmente basso che l’Inter non doveva svolgere un grande operato per vincere le sfide con ampio distacco. Alla squadra bisogna quindi concedere tempo, sia per ambientarsi nella nuova realtà che per affinare un gioco di squadra completo.

GIACINTI VS MARINELLI

La partita non può non essere vista anche come la sfida fra le due bomber delle rispettive squadre. Valentina Giacinti, di proprietà del Milan, ad oggi insieme a Cristiana Girelli è la miglior attaccante della nazionale italiana. Una continuità di prestazione che l’ha resa assoluta protagonista del massimo campionato nostrano. Valentina inoltre nelle ultime due stagioni ha vinto, per distacco, il titolo di capocannoniere della competizione e quindi rappresenta una solida realtà per tutto l’ambiente milanista. Un centravanti implacabile, con un fiuto del gol fuori dal comune, che per ora ha segnato in entrambi i match di campionato disputati.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Valentina Giacinti

Gloria Marinelli, invece, rappresenta inevitabilmente il futuro del bel Paese. La ragazza, all’età di 21 anni, è già leader offensiva indiscussa della squadra neroazzurra grazie ad un controllo delle situazioni di gioco disarmante e un killer instinct raramente riscontrabile in una collega della medesima età. Nella passata stagione, in Serie B, la ragazza ha effettuato ben 26 marcature divenendo capocannoniere del torneo. Questa stagione, per lei, non è iniziata nel miglior modo possibile. Solamente una rete realizzata su calcio di rigore ed una pericolosità mai realmente palesata nell’arco dei due match. Tuttavia la ct della Nazionale Milena Bertolini ha scelto lo stesso di convocarla per gli impegni contro Malta e Bosnia.

L’UNICO PRECEDENTE

Nella storia delle due compagini è riscontrabile solamente un precedente: la passata stagione in Coppa Italia. Un match entusiasmante, con continui ribaltamenti di fronte, disputato al Suning Youth Development Centre. Dopo il doppio vantaggio milanista con una doppietta di Daniela Sabatino, le ragazze interiste hanno cercato di replicare chiudendo l’intervallo con un’incredibile rimonta grazie alla doppietta di Gloria Marinelli e alla rete su calcio di rigore di Regina Baresi (figlia di Giuseppe Baresi e nipote di Franco Baresi). Nel secondo tempo tuttavia qualcosa nell’inerzia del match è completamente variato. Il Milan ha esternato sempre più la propria qualità tanto individuale quanto di squadra e per l’Inter rimanere in partita si è rivelato un compito eccessivamente arduo. Naturali quindi le conseguenti reti di Tucceri, Giugliano e Sabatino che hanno chiuso la gara sul 5-3 a favore delle rossonere.

Una tipologia di partita difficilmente replicabile anche in questa occasione. Le difese delle due squadre sono troppo organizzative per poter assistere ad un numero di gol così ingente. Tuttavia si può ben sperare che il divertimento della gara resti il medesimo, con uno spettacolo per gli appassionati ben sopra le righe.

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ESCLUSIVA – Morace: “Serve una risposta per far crescere il calcio femminile”

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Carolina Morace Italia Milan calcio femminile

Un simbolo indiscusso del calcio femminile in Italia. Con Carolina Morace, il calcio femminile è salito alle luci della ribalta nei primi anni Ottanta, trovando spazio anche nell’opinione pubblica. Al contempo, però, sono emersi anche tutti i problemi con cui il movimento, ormai non più neonato, si trovava a convivere.

Da Carolina Morace in poi, però, il calcio femminile ha fatto una sterzata importante, fino a diventare lo sport conosciuto e seguito che è oggi. Nel frattempo, Morace ha appeso gli scarpini al chiodo e ha iniziato la carriera da allenatrice, fino a diventare CT delle azzurre, tra il 2000 e il 2005, e del Canada (con cui ha vinto una CONCACAF Women’s Championship e una Cyprus Cup) dal 2009 al 2011. Oggi ricopre anche il ruolo di opinionista e commentatrice tecnica per alcune emittenti nazionali.

La redazione di Numero Diez l’ha intervistata, in esclusiva, per cercare di fare un quadro di quello che è il movimento del calcio femminile oggi. E, in particolare, della figura della donna nel calcio. Anche a margine dell’avvento del primo arbitro donna, Maria Sole Ferrieri Caputi, in Serie A. E del ritiro, dalla nazionale, di Sara Gama.

Buongiorno signora Morace, parliamo con lei che è un simbolo del calcio femminile in Italia. Negli ultimi anni l’onda del calcio femminile è salita alla ribalta: cosa è cambiato rispetto a qualche anno fa, quando era guardato con maggiore sospetto?

Quello che è cambiato è che si sono avvicinati i mass media, da Sky alla Rai a tanti altri. E quindi, la gente ha cominciato a guardare il calcio femminile. Il calcio femminile è piaciuto e da lì in poi, contemporaneamente, sono entrate anche le squadre professionistiche maschili e questo ha portato il boom del calcio femminile. Ma c’è ancora tanto da fare perché questa è la richiesta degli spettatori, della gente comune a cui piace anche il calcio femminile. Ora ci deve essere una risposta del movimento, nel senso che dobbiamo far crescere questo sport”.

A questo proposito, quale pensa che sia lo stato di salute del calcio femminile italiano in questo momento?

In generale, non è un calcio in salute. Di questo ce ne accorgiamo dalle due mancate qualificazioni ai Mondiali, per quanto riguarda il calcio maschile. Ma anche per quanto riguarda il calcio femminile, le cose non stanno andando benissimo. Quindi, direi che c’è problema è del calcio in generale, non solo del calcio femminile”.

Di recente l’Italia femminile ha dovuto salutare un altro simbolo: Sara Gama, capitano storico della nazionale femminile, ha lasciato la nazionale. Che ricordi ha di lei?

Io non ho mai allenato Sara Gama. Quello che posso dire è che la ricordo come la capitana della nazionale, un capitano come ce ne sono stati tanti altri. Sono stata capitano anche io, Patrizia Panico e Sara Gama. È stata eletta a simbolo, continuerà a essere simbolo perché è il ruolo che le hanno affidato. Continuerà a fare quello che sta facendo per il movimento”.

Le donne ora sfondano anche nel calcio maschile e non solo sul rettangolo di gioco: in Serie A maschile c’è Maria Sole Ferrieri Caputi come arbitro e la sua presenza è stata accolta come una novità straordinaria. Quanto influiscono queste cose, per infondere ancora di più la passione del calcio nelle ragazzine?

Secondo me si tratta anche di far capire alle famiglie che attraverso il calcio si può avere un futuro, anche lavorativo. Il fatto che il calcio femminile sia professionistico è importante perché questo avvicina le giocatrici e le ragazzine, e soprattutto spinge le famiglie. Perché un conto è fare uno sport che, tra virgolette, non diventerà mai il tuo lavoro. E un conto invece è investire il tuo tempo su quello che magari in un futuro sarà il tuo lavoro. Che sia fare la giocatrice, l’allenatrice, l’opinionista, fare la giornalista, tutto quello che ruota attorno. Io credo che bisognerebbe fare di più per allargare la base del calcio femminile. Del resto, se negli altri paesi simili alla cultura italiana ci sono oltre 100.000 tesserate, in Italia siamo 30.000. Quindi c’è qualcosa che non va nella comunicazione”.

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Brutto ko per l’Italia femminile: l’amichevole con l’Inghilterra termina 5-1

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italia femminile

ITALIA FEMMINILE – L’Italia femminile, impegnata quest’oggi in un’amichevole contro l’Inghilterra, riceve una severa lezione dalle campionesse d’Europa e finaliste del Mondiale 2023. Al Nuevo Mirador di Algeciras, in Spagna, la Nazionale del commissario tecnico Andrea Soncin perde con uno schiacciante 5-1 contro quella allenata da Sarina Wiegman.

INGHILTERRA-ITALIA, LA CRONACA DEL MATCH

Le Azzurre, che pochi giorni fa avevano pareggiato 0-0 in casa, allo Stadio Curva Fiesole all’interno del Viola Park, contro l‘Irlanda, vengono asfaltate da un Inghilterra troppo superiore: la sfida si mette male già dall’inizio perché, al 1′ di gioco, il centrale Wubber-Moy svetta più in alto di tutti su un corner e fa subito 1-0. Il raddoppio arriva al 20′, sempre da calcio d’angolo, ed è firmato da Hemp, che al 34′ si ripete e sigla la doppietta personale. 3-0 e partita già finita a poco più della prima mezz’ora di gara.

L’Italia però, nonostante la palese inferiorità, soprattutto fisica e atletica ma anche tecnica, rispetto alla squadra quarta nel ranking UEFA, durante i minuti di recupero del primo tempo, al 45+3’, trova il gol del provvisorio 3-1 con l’attaccante dell’Inter femminile Cambiaghi. Nella ripresa lo spartito dell’incontro non cambia – dominio inglese e qualche squillo improvviso delle italiane – e la Nazionale dei Tre Leoni arrotonda il risultato con le neoentrate Toone e Daly. Le Azzurre, dopo questa batosta, dovranno immediatamente voltare pagina e proiettarsi al percorso di qualificazione ad Euro 2025 che inizierà ad aprile (il 5 marzo ci sarà il sorteggio dei gironi).

ITALIA FEMMINILE, LE PAROLE DI SONCIN

Al termine del match, il CT Soncin ha analizzato la prestazione delle sue ragazze: “Siamo partiti un po’ a rilento, ma a tratti ho visto cose positive al di là del risultato queste partite ci devono dare la convinzione di ciò che possiamo fare. Non è una sconfitta contro una Nazionale così forte che ci fa perdere consapevolezza: potevamo fare più gol e questo ci deve convincere che si può fare di più anche contro campionesse di questo livello”.

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UFFICIALE – La Roma Femminile annuncia Alayah Pilgrim

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Pilgrim

ROMA FEMMINILE – Non solo il calciomercato maschile, anche il calcio femminile si rinforza in vista della seconda parte di stagione. La Roma Femminile di mister Alessandro Spugna, attualmente campione in carica, si arricchisce di un nuovo acquisto. La società giallorossa ha annunciato ufficialmente l’arrivo a titolo definitivo di Alayah Pilgrim dallo Zurigo. La giocatrice, classe 2003, inizia la sua carriera da professionista in Svizzera: Nel 2020, all’età di 17 anni, si trasferisce al Basilea, poi nel 2022 firma con lo Zurigo, contribuendo alla vittoria del campionato svizzero femminile e debuttando nella UEFA Women’s Champions League.

IL COMUNICATO – “L’AS Roma è lieta di annunciare l’ingaggio di Alayah Pilgrim. La calciatrice svizzera ha firmato un contratto che la legherà al Club fino al 30 giugno 2027. Alayah è un’attaccante e arriva dallo Zurigo, con il quale ha vinto il campionato nella passata stagione, disputando anche la Women’s Champions League”.

Pilgrim, prima del suo arrivo alla Roma Femminile, conta già alcune presenze con la nazionale svizzera. Nell’occasione della partita contro la Spagna lo scorso ottobre, ha segnato il primo gol della nazionale elvetica nella Nations League. Nonostante la giovane età, conta 81 presenze e 31 reti da professionista.

LE DICHIARAZIONI – “La Roma è un club con una storia illustre e credo che sia davvero l’opportunità migliore per continuare a migliorare e crescere come calciatrice. Spero di imparare qualcosa da ogni persona coinvolta in questa squadra, poiché vedo un’abbondanza di qualità in tutti”.

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ESCLUSIVA – Laura Giuliani: “Vincere una volta è facile, la difficoltà sta nel continuare a farlo”

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ESCLUSIVA LAURA GIULIANI – Il mondo del calcio femminile sta vivendo un’evoluzione importantissima negli ultimi anni, sia a livello mediatico che finanziario, superando i pregiudizi di genere da sempre esistenti, ma smentiti dalla professionalità delle addette ai lavori. Fra di esse, vi è senza ombra di dubbio Laura Giuliani, estremo difensore del Milan e della Nazionale italiana femminile, una fra le migliori nel suo ruolo.

Il portiere classe ’93, prima dell’avventura in rossonero, ha vissuto un periodo prima in Germania e poi alla Juventus, riuscendo a confrontarsi con realtà di altissimo livello. Nel corso dell’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Numero DiezGiuliani ha analizzato accuratamente l’evoluzione del calcio femminile, oltre ad annunciare gli obiettivi futuri del Diavolo e delle Azzurre. Di seguito riportata l’intervista integrale esclusiva a Laura Giuliani.

INTERVISTA ESCLUSIVA A LAURA GIULIANI: IL CALCIO FEMMINILE

Da donna e, ancor prima, da bambina, cosa ci può raccontare del percorso vissuto nel mondo del calcio, spesso condizionato da pregiudizi?
La mia carriera calcistica è stata costellata da problematiche sociali. Il condizionamento di genere parte dall’ambiente in cui viviamo, non solo nello sport, ma anche nel resto della società. Mi piace sottolineare che lo sport è lo specchio della civiltà sotto vari aspetti e tante problematiche che si vivono al suo interno sono comuni alla quotidianità. Il contesto calcistico è però anche molto forte ed è un bene che venga utilizzato anche come canale di sensibilizzazione nel trasmettere e diffondere messaggi importanti e positivi alle persone. D’altra parte, noi siamo una piccola fetta di donne che possono dire di avercela fatta. Essere arrivate a solcare campi importanti è molto bello e dà la possibilità di analizzare internamente le dinamiche che muovono certi contesti.
A me piace molto osservare e studiare gli ambienti in cui sono coinvolta, e tutto ciò mi permette di avere ben chiara la visione sia interna che esterna del calcio, vista con gli occhi di un’addetta ai lavori. Di conseguenza, ciò mi dà la possibilità di individuare margini di miglioramento su cui battermi per ovviare a varie problematiche, come i pregiudizi di genere.
Partendo dalla mia carriera, quando ero piccola mi dicevano «c’è una femmina in porta, oggi le facciamo 150 gol», oppure «non puoi giocare perchè sei una ragazza». Crescendo, mi sono accorta di quanto questa parte culturale influenzi anche la visione di genere all’interno di uno sport prevalentemente maschilista, ma che si sta aprendo a nuove realtà. Dunque, vedo il futuro con positività e ottimismo, sperando in cambiamenti importanti“.

Riguardo tale apertura, è da sottolineare la crescita del seguito del calcio femminile in Italia. Tutto ciò può favorire un maggior interessamento degli investimenti societari nelle categorie femminile?
La crescita del calcio femminile ha avuto inizio dall’ingresso di grandi club maschili, come Milan, Fiorentina, Sassuolo, Roma, Juventus, Inter e altri. Sono tutte grandi Società, alcune delle quali, hanno acquisito i titoli sportivi di altre squadre femminili. Naturalmente, i grandi club hanno portato tifosi, visibilità e pubblicità. Nonostante il loro ingresso sia recente, ha avuto effetti immediati, anche a livello economico. Gli introiti sono aumentato, c’è un maggior afflusso di gente allo stadio, ci sono tante più ragazze che vogliono conoscere questo mondo. Noi a Milano siamo molto fortunate perché abbiamo un bacino d’influenza veramente ampio, e tutto ciò porta a una crescita del movimento davvero importante. Tuttavia, in generale, secondo me non si stanno sfruttando a pieno tutte le potenzialità, soprattutto a livello di spinta social e mediatica“.

INTERVISTA ESCLUSIVA A LAURA GIULIANI: IL MILAN

Avete ottenuto due risultati utili consecutivi molto convincenti, che sembrano aver chiuso un periodo insoddisfacente. Quali sono gli obiettivi stagionali?
Parlare di obiettivi non è facile in questo momento, perché abbiamo appena centrato due risultati utili. Prima di tutto puntiamo a riconfermarci e dare vita a una striscia di risultati utili consecutivi. In campionato, l’obiettivo ora è il quinto posto per qualificarci alla Poule Scudetto. Attualmente dobbiamo guardare solo in casa nostra e pensare ai nostri impegni, senza pensare agli altri. In Coppa Italia vogliamo arrivare fino in fondo e portare a casa il trofeo. Ripeto, però, questo si realizza solo vincendo“.

L’ultima presenza del Milan in Women Champions League risale al 2021. Secondo lei, esiste una progettualità adatta al ritorno europeo nel breve periodo?
Credo che la nostra rosa sia assolutamente competitiva e di livello. Per i nomi presenti e per la qualità degli elementi, il Milan merita di essere in una posizione molto più alta, sia in campionato che a livello internazionale. Quest’anno, purtroppo, le cose non stanno andando nel verso giusto, ma come progettualità ci auspichiamo che nei prossimi anni possiamo tornare molto più in alto“.

INTERVISTA ESCLUSIVA A LAURA GIULIANI: LA CARRIERA

Tra le tante esperienze in carriera, è di grande importanza il suo passato in Germania. Alla luce di questa avventura estera, crede che l’Italia stia riducendo il gap con il resto dei Paesi europei?
Credo che il campionato italiano abbia fatto grandissimi passi in avanti. Quando ho lasciato il Belpaese nel 2012, il campionato era completamente dilettante e non c’era niente di tutto quel che c’è oggi. Dopo il mio rientro, nel 2017, tutto si era avvicinato a un contesto quasi professionistico. Alla Juventus non mancava nulla, ed era ciò che mi aveva spinto a trasferirmi in precedenza in Germania. Avevo bisogno di confrontarmi con una realtà di livello, l’unico campionato professionistico del momento a cui tutte aspiravano. Quindi avevo colto la palla al balzo, vivendo un’esperienza di 5 anni bellissima e super formativa.
In Italia stiamo colmando il gap che prima c’era con le realtà estere. Nelle nostre squadre ci sono tante ragazze straniere che giocano titolari e il numero minimo di italiane in distinta consente loro di far parte della Serie A. Dobbiamo però continuare a valorizzare i nostri settori giovanili. Ci sono elementi molto promettenti, ma che a volte fanno fatica a trovare spazio. All’estero, invece, hanno molte opportunità, come ad esempio in Germania.
Sicuramente, il livello si sta alzando notevolmente, ma per colmare totalmente questo gap è necessario un ulteriore sforzo sia per quanto riguarda gli investimenti sia per quanto riguarda il miglioramento delle strutture, oltre ad implementare le risorse umane e ottenere risultati, il fattore più trainante. Lo abbiamo visto nel 2019, con l’exploit al Mondiale, che ci ha portato una crescita esponenziale in 2-3 mesi. Mi auguro che arrivino presto risultati, che possano convincere gli investitori a credere in noi e migliorarci sempre di più“.

Capitolo mondiali, l’ultima edizione è stata sorprendente. Tuttavia, si nota una ripresa netta nei risultati. Pertanto, il percorso in vista di Euro2025 promette bene per l’Italia?
Dopo l’ultima esperienza negativa di quest’estate, siamo ripartite bene. Il cambiamento, oltre che in panchina, è avvenuto dentro ognuna di noi. Quello che ho sentito io dall’interno è stato uno spirito di rivalsa e di spinta nel dimostrare che non eravamo quelle dell’ultimo Mondiale. Da parte nostra c’era la volontà di rimettersi in gioco e la necessità di ritornare ai livelli pre-competizione. Il cambiamento ha bisogno di tempo per essere attuato e reso visibile, di conseguenza le prime partite hanno mostrato buone prestazioni, ma senza risultati, come con Svezia o Spagna. Nell’ultimo raduno, abbiamo cominciato a raccogliere i frutti del nuovo percorso. La tranquillità che stiamo dimostrando in campo, l’essere messe nelle migliori condizioni, mi fa solo ben sperare.

Una delle frasi che mi piace di più è «vincere una volta è facile, la difficoltà è poi nel continuare a farlo». Vincere una volta va bene, ma poi le aspettative si alzano e o sei consapevole di quelle che sono le tue qualità e la tua forza, o finisci in un vortice da cui non esci mai. Di conseguenza, questa squadra è cresciuta moltissimo nella consapevolezza dei propri mezzi e con questo spirito possiamo toglierci tante soddisfazioni insieme, soprattutto se siamo supportate da chi non ci ha mai lasciate nei momenti di difficoltà“.

Si ringraziano Laura Giuliani e l’AC Milan per l’occasione concessa e il tempo messo a disposizione.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram di Laura Giuliani

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