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La Juve domina a San Siro tra fischi, lacrime, un cartellino rosso ed un rigore sbagliato. Milan-Juventus non è stata una partita esaltante, si è giocata su pochi ma significativi episodi. Mandzukic e Ronaldo portano sempre più in alto la Juve neutralizzando il tentativo di assalto del Napoli ed allontanando l’Intera con un sostanzioso -9. Sono ora 34 i punti dei bianconeri, la miglior partenza da quando la Serie A è a girone unico, questa squadra sembra sempre più inarrestabile.

AMMINISTRAZIONE

La Juve parte forte al Meazza gelando lo stadio dopo solo 8 minuti di gioco: Alex Sandro pennella al centro per Mandzukic che sovrasta un colpevole Rodriguez e batte di testa Donnarumma. La Juve inizia a gestire la partita contenendo un Milan che non riesce a graffiare per i primi 40 minuti di gioco. Il primo tempo è stato piuttosto scialbo con un ritmo eccessivamente basso a causa di una Juventus piuttosto remissiva.

La partita sarebbe potuta cambiare proprio al 40mo quando Benatia interrompe l’offensiva milanista con un tocco di mano in area. L’arbitro sembra non aver visto nulla e infatti deve intervenire il Var per decretare il calcio di rigore. Ci sono forti dubbi sulla mancata sanzione del marocchino che così sarebbe finito sotto la doccia. Dovrebbe battere Kessie ma Higuain gli strappa quasi il pallone dalle mani. L’argentino ha grandissima voglia di fare, vorrebbe vendicarsi, far vedere che lui è sempre il Pipita che per due anni ha trascinato la squadra bianconera. Gonzalo però non è mai stato un uomo dal sangue freddo, soprattutto dagli 11 metri, infatti si fa ipnotizzare da Szczesny.

La ripresa vede un tentativo di risalita della squadra di Milano senza mai vedere una vera e propria occasione d’oro. La Juve mantiene sempre il controllo della partita colpendo a dieci minuti dalla fine con il tap in vincente di Cristiano Ronaldo. Higuain poi abbandona anzitempo il campo a causa di un espulsione per proteste segnando ancora di più una partita da cancellare per l’ex Juve e Napoli.

INARRESTABILI

La partita di San Siro poteva essere una grandissima insidia per la squadra di Allegri dopo le fatiche di Champions e soprattutto in un campo mai semplice come la “Scala del calcio”. Nonostante la formazione fosse rimaneggiata si sa che il Milan riesce a creare grandi problemi in queste partite così importanti. Invece la Juventus ha colpito a freddo per poi tenere sempre il pallino del gioco. Una mossa piuttosto rischiosa soprattutto se il rigore di Higuain fosse finito in rete. Nessuna frenesia di ricercare il gol del 2-0, i bianconeri hanno dato la sensazione di essere in totale controllo della situazione, come solo i grandi sanno fare. Solo il Napoli sta provando a tenere il passo ma con la calma vista ieri a San Siro chissà se il calendario così ostico non scivoli liscio come l’olio.

SERATA NERA

Higuain ha fatto di tutto per esserci contro la Juventus, recuperando anche dai dolori patiti ad Udine. Il trascinatore dei rossoneri ha un conto aperto con i bianconeri dopo essere stato accompagnato a Milanello a causa dell’arrivo di Ronaldo. Gonzalo aveva tanto da dimostrare e c’ha provato calciando quel rigore ma dopo l’errore sembrava un fantasma in campo. L’argentino ha accusato pesantemente il colpo commettendo un errore dopo l’altro. Quando poi a segnare la rete finale è proprio il suo sostituto, la frustrazione ha ormai preso il sopravvento. Arriva così un fallo che gli costa l’ammonizione,  le veementi proteste portano Mazzoleni ad espellerlo. L’argentino sembra un toro imbufalito che poi si scioglie con un pianto. Dopo aver retto tante sfide contro il Napoli, Gonzalo non è riuscito a sopportare questa dura serata che ha colpito il suo orgoglio.

TOP E FLOP

I migliori in campo sono stato Cristiano Ronaldo e Alex Sandro. Il brasiliano è un motorino infaticabile, non soffre le uscite offensive rossonere che arrivano dal suo lato e inoltre serve un cross al bacio per il gol di Mandzukic. Ronaldo invece detta i tempi di gioco, decide quando far attaccare e quando fare possesso palla. Il portoghese ora è a -1 dalla vetta di capocannoniere detenuta da Piatek.

Male ovviamente Higuain ma malissimo anche Ricardo Rodriguez apparso più volte inadatto in questa partita. Lo svizzero è il primo colpevole nel gol di Mandzukic e non riesce mai a fermare Dybala.

 

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Buchanan felice dell’Inter: “Un sogno che si avvera”

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Tajon Buchanan, calciatore dell'Inter e del Canada - Serie A, Champions League

Il colpo del mercato estivo dell’InterTajon Buchanan, ha parlato a Matchday Programme, il magazine digitale dei nerazzurri in vista della sfida contro il Genoa. Il canadese, che ha esordito in Serie A il 16 febbraio, subentrando a Bastoni nella vittoria contro la Salernitana, ha espresso le sue prime impressioni da interista:

SOGNO – “Per me giocare per l’Inter è davvero un sogno che si realizza, in questa squadra hanno giocato diversi campioni importantissimi, come Ronaldo, che per me resta il numero uno assoluto”.

PERCORSO – “Dall’età di 8 anni ho capito che questo sport sarebbe stato parte della mia vita, da quel momento è iniziato il mio viaggio. Sono stato in molte città diverse, non sempre è stato facile, ma sono orgoglioso di essere arrivato fino all’Inter. Sicuramente questo si aggiunge all’esordio in Champions League e alla prima partita ai mondiali con il Canada, la mia patria”.

PUNTO DI RIFERIMENTO – “Una figura che prendo come esempio è Lebron Jamesogni anno lavora duramente per competere contro i migliori e per essere il migliore, un vero e proprio idolo assoluto”.

DATE IMPORTANTI – “Non c’è una vera e propria data precisa, ma direi che il 2021 è stato un’anno cruciale per me. Oltre all’esordio e al primo gol con il Canada, sono riuscito a togliermi diverse soddisfazioni. Se devo scegliere solo una data, però, dico il 29/11/1974, il giorno in cui è nato mio padre che resta il motivo per cui gioco a calcio e che mi segue sempre dall’alto”.

 

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Editoriale

Graffio Napoli, ruggito del Bologna – l’editoriale di Elio Arienti

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Napoli Juventus resoconto

Inter a parte, torna al proscenio il Milan che, al termine di una partita spigolosa e tutt’altro che priva di episodi da vivisezionare con estrema pignoleria e puntualità, mette sotto una Lazio determinata e caparbia con il gol-partita di Okafor a tempo praticamente scaduto. Non certo una gara, quella tra rossoneri e biancazzurri capitolini, da tramandare ai posteri per spettacolarità di gioco ed eleganza di comportamento (tanto, troppo il nervosismo sul rettangolo verde dell’Olimpico con tre espulsi e ben undici, in totale, gli ammoniti, messi a referto dall’indecoroso arbitro Di Bello, fermato dall’AIA per un mese), ma tre punti importantissimi per mister Pioli e i suoi ragazzi, nella corsa al secondo posto in classifica soprattutto ora ad una sola distanza di lunghezza da Madama, sconfitta a Napoli nel posticipo domenicale.

Continua, invece, la marcia pressoché inarrestabile di una Roma rivitalizzata dal gioco e dalle idee tattiche di Daniele De Rossi che, anche in quel di Monza ha dato dimostrazione di forza, ritrovata concretezza e baldanza guardando, ora, all’Europa non più dallo spioncino della porta di servizio ma da quella principale. Una Roma bellicosa ma anche elegante nel suo incedere al pari di un Bologna che, nella supersfida d’alta classifica, s’è preso la briga di andare ad espugnare il Gewiss Stadium, l’impianto di Bergamo, dove l’Atalanta spesso la fa da incontrastata padrona.

Seppur lentamente prova a riavvicinarsi alle posizioni che contano in chiave continentale anche la Fiorentina con il pareggio di Torino contro l’undici di Ivan Juric: match non certo irresistibile sotto il profilo estetico, ma di straordinario temperamento e grande agonismo.

Non c’è, comunque, solo la lotta per le posizioni di vertice da tenere in considerazione perchè pure sul fondo-classifica servono riflessioni. Ad esempio ci sarebbe molto da dire del Sassuolo in totale caduta libera (quarta sconfitta consecutiva, 17 in totale) superato, nel testa a testa, anche dall’Hellas Verona e con il suo uomo-faro, Domenico Berardi, alle prese con l’ennesimo lungo stop per infortunio che lo costringerà inoltre a saltare i prossimi Europei con la nazionale. Un “brodino caldo” invece, per il Cagliari che, col gol di Jankto, fa tornare il fiatone all’Empoli mentre Frosinone e Udinese si dividono la posta in palio rispettivamente con Lecce e Salernitana.

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Pronostico Inter-Genoa, statistiche e consigli per la partita

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Aaron Martin, calciatore del Genoa e della Spagna, e Hakan Calhanoglu, giocatore dell'Inter e della Turchia - Serie A, Champions League

PRONOSTICO INTER-GENOA, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – La 27ª giornata di Serie A si chiude a San Siro, dove nel monday night va in scena Inter-Genoa. Sfida importante soprattutto per i nerazzurri, che hanno la possibilità di portarsi addirittura a +15 sulla Juventus seconda in classifica. Ecco il nostro pronostico per Inter-Genoa, statistiche e consigli per la partita.

PRONOSTICO INTER-GENOA: COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

L’Inter vola sulle onde dell’entusiasmo. La squadra di Inzaghi, considerando tutte lo competizioni, proviene da una striscia di 11 vittorie consecutive. Un momento di forma straordinario, come testimoniano i tre 4-0 rifilati in Serie A rispettivamente a Salernitana, Lecce e Atalanta. Con una vittoria, i nerazzurri potrebbero virtualmente chiudere il discorso scudetto approfittando della sconfitta della Juventus e portandosi addirittura a +15 sul secondo posto.

Buon momento anche per il Genoa, reduce dalla vittoria casalinga per 2-0 contro l’Udinese. Nelle ultime 11 partite, la squadra di Gilardino ha incassato una sola sconfitta, contro l’Atalanta. Classifica al momento assolutamente non preoccupante quella del Grifone, tredicesimo in classifica e con un distacco di almeno 8 punti sulla zona calda della classifica. Un’impresa a San Siro, potrebbe addirittura proiettarlo nella parte sinistra della classifica.

PRONOSTICO INTER-GENOA: PRECEDENTI

Gli ultimi 5 precedenti a San Siro tra Inter e Genoa vedono un netto dominio da parte dei nerazzurri, sempre vincenti e senza subire gol. Per altro anche con risultati abbastanza netti, come il 4-0 della prima giornata della Serie A 2021/22. L’ultima vittoria rossoblù a San Siro contro l’Inter risale addirittura al 1994. In questa stagione, nella gara di andata del Ferraris il risultato è stato 1-1 con le reti di Arnautovic e Dragusin.

PRONOSTICO INTER-GENOA

I favori del pronostico da parte dei bookmakers pendono ovviamente dalla parte dell’Inter. La vittoria dei nerazzurri e dunque il segno 1 la troviamo a quota 1.25. Decisamente meno probabile una vittoria del Genoa, quotata a 12.00. Il segno X invece lo troviamo a quota 6.00. Il nostro pronostico è la combinazione 1+OVER 2.5 a quota 1.80.

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ULTIM’ORA – Ansia Sassuolo: Berardi esce per infortunio contro il Verona

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Sassuolo berardi

Sfortunatissimo Domenico Berardi in Hellas Verona-Sassuolo. Il fuoriclasse neroverde è rientrato oggi da un lungo infortunio che gli aveva fatto saltare sei gare, ma è stato costretto al cambio per un nuovo infortunio. Dopo un rilancio errato di Montipò, Berardi ha controllato il pallone con il petto, ma ha poggiato male il piede al terreno e ha subito chiesto il cambio. La paura più grande è che si tratti di un problema al tendine d’Achille. Chiaramente serviranno accertamenti.

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