Sembrava che le possibilità fossero poche e, a ben vedere, non si riusciva a comprenderne il perché. Tuttavia, quello che il Milan ha compiuto in queste ore è un atto dovuto. Stiamo parlando, chiaramente, dell’avvenuto riscatto di Simon Kjaer dal Siviglia, per una cifra pari a 3,5 milioni di euro. Un ribaltone dell’ultimo minuto, quasi sospinto dai tanti mugugni dei tifosi nel leggere le varie notizie che avrebbero visto il danese sempre più lontano dai colori rossoneri, che ha portato il difensore ad un meritato, per quanto fatto vedere in campo fino ad ora, riscatto. Kjaer, che ha firmato un contratto fino al 2022, potrà continuare la sua avventura rossonera, in attesa di capire come verrà valutato da Ralf Rangnick, che con ogni probabilità prenderà il posto di Pioli sulla panchina del Milan.

Dallo scetticismo generale…

L’arrivo di Kjaer a Milano non sarà di certo ricordato come uno dei colpi che più hanno infiammato la piazza, tutt’altro. Il danese, infatti, è stato accolto in un clima di scetticismo generale, con i tanti dubbi dovuti soprattutto alla formula dell’affare, poco onerosa in verità per i rossoneri, che però hanno dovuto sacrificare Caldara, che ha seguito il percorso inverso, tornando all’Atalanta. Uno scetticismo dovuto, soprattutto, agli ardori, positivi, con cui il centrale italiano arrivò in rossonero due stagioni fa, spenti subito dai numerosi infortuni che hanno perseguitato l’atalantino. Ancora, le poche presenze di Kjaer in nerazzurro, soltanto cinque e poco convincenti, non hanno di certo aiutato i tifosi rossoneri nel valutare l’affare. Tuttavia, però, ad oggi la situazione è ben diversa. Kjaer si è preso la difesa del Milan, con affidabilità ed esperienza, alzando il livello di un reparto spesso in difficoltà.

…ad una svolta “silenziosa”

Non è stata la platealità della prestazioni a far crescere la fiducia che Pioli ha riposto sempre di più in Kjaer giornata dopo giornata, ma è stata una svolta, fornita dal danese al reparto arretrato, piuttosto “silenziosa“, fatta di costanza e di rendimenti sempre positivi, al netto di qualche caso estemporaneo. Il danese, infatti, ha migliorato l’intero reparto, mettendosi a disposizione della squadra, come un validissimo partner di Romagnoli, cosa che Musacchio non è mai riuscito a fare con continuità.

Proprio l’intesa con il capitano rossonero è stata uno dei punti di maggiore forza della squadra dopo il lockdown. Un’intesa evidenziata anche dai numeri. Sono, infatti, otto su undici le partite vinte dai rossoneri con Kjaer in campo, con una sola sconfitta, contro l’Inter. Al contrario, invece, sono soltanto due le vittorie del Milan nelle otto gare disputate senza il danese. Stiamo parlando di percentuali impietose che, chiaramente, fanno riferimento al solo periodo dopo l’arrivo del centrale a Milano.

Più volte l’agente di Kjaer ha sottolineato come il danese stia vivendo un sogno nell’essere titolare nel Milan, squadra che ha sempre ammirato e tifato, sin da bambino. Fonte immagine: profilo Instagram @acmilan.

Ma l’apporto di Kjaer alla causa rossonera non si riduce soltanto alle statistiche. Il danese, infatti, ha portato anche una notevole dose di carisma, aggiungendosi a quella, piuttosto imponente, del leader incontrastato dello spogliatoio, che prende il nome di Zlatan Ibrahimović (ne abbiamo parlato qui). Una componente che si è confermata come estremamente carente nella prima parte di stagione, ma che dopo il mercato di gennaio è stata risanata con questi innesti. Non è un caso, quindi, che una squadra allo sbando, nel girone d’andata, sia riuscita a conquistare ben dieci punti, affrontando RomaLazioJuventus Napoli.

I numeri del confronto

Ma quanto ha inciso davvero Kjaer rispetto ai suoi predecessori? La risposta a questa domanda va analizzata su più fronti. Quello più palese, dei risultati stagionali, è già stata vista, ma non basta. Una prima chiave di lettura è quella dei passaggi. Il danese, infatti, è stato spesso impeccabile in questo fondamentale, soprattutto per quanto riguarda i lanci lunghi dalle retrovie, con una media dei passaggi riusciti che, secondo i dati di WhoScored, è pari a quattro. Una statistica superiore rispetto alla media degli altri centrali del campionato. In particolare, il confronto con Musacchio, diretto predecessore di Kjaer, è palese. L’argentino, infatti, si ferma ad una media di 2,9 a gara. Proseguendo, il confronto trova ancora i favori del danese in un altro aspetto in cui il Milan ha mostrato notevoli miglioramenti, i duelli aerei. I rossoneri, infatti, molto spesso hanno subito reti da occasioni da fermo, subendo la superiorità avversaria nei colpi di testa. Con Kjaer, però, il livello si è alzato e, di conseguenza, la squadra ha subito molto meno. Infatti, il centrale ex Siviglia, vanta una media di 2,4 contrasti aerei vinti a partita, su mediamente ingaggiati. Al contrario, invece, Musacchio si ferma a 1,9 vinti, su in totale. Anche qui, l’upgrade è evidente.

Insomma, Kjaer, a modo suo, ha cambiato la difesa del Milan, con una svolta passata in sordina, ma che è stata davvero significativa. L’alchimia con Romagnoli è evidente, al netto di qualche errore comunque da tenere in conto, come quello sul gol di Cristiano Ronaldo. Se i rossoneri hanno dato un senso ad una stagione che sembrava non averne, è anche merito suo. Per questo, il riscatto è meritato e, a quelle cifre, potrebbe rivelarsi un vero affare.

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @acmilan)