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Il Milan osserva Thiago Motta: occhi sul tecnico del Bologna

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Il Milan osserva Thiago Motta: occhi sul tecnico del Bologna

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Thiago Motta, allenatore del Bologna - Serie A

MILAN THIAGO MOTTA – Nella giornata di ieri, con il lunedì di campionato, si è conclusa la tredicesima giornata di Serie A. Per il monday night, allo stadio Renato dall’Ara sono scese in campo il Bologna e il Torino, con i padroni di casa che hanno trovato un’altra vittoria. I rossoblù, con il 2-0 di ieri sera firmato Fabbian e Zirkzee, si trovano al sesto posto in classifica, merito di un inizio di campionato molto entusiasmante. Molto del merito va al tecnico Thiago Motta, che con queste prestazioni sta attirando l’attenzione delle big: secondo quanto riportato da Michele Criscitiello di Sportitalia, il Milan avrebbe messo gli occhi sull’ex giocatore del PSG.

Nel corso della partita di ieri, infatti, alcuni emissari del club rossonero sono stati al Dall’Ara per visionare il match. Come riporta la nota emittente tv, in caso di una possibile partenza di Stefano Pioli a fine stagione, Thiago Motta potrebbe essere il nome ideale per la panchina del Milan. In questo momento, i rossoneri si trovano al terzo posto in classifica, oltre che in corsa per il girone di Champions League. Nonostante questo, la dirigenza sta valutando la posizione di Stefano Pioli, che ha perso qualche punto per strada durante questa stagione, ma sta rimanendo comunque a contatto con le posizioni nobili della classifica.

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Calcio Internazionale

Dramma in Bordeaux-Guingamp: Elis è in coma farmacologico

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Alberth Elis Bordeaux Ligue 1

Al 10′ di gioco di Bordeaux-Guingamp, partita valida per il 26° turno della Ligue 2 – la serie B francese – 2023/24, il mondo si è fermato. In quel momento sono cresciute paura ed apprensione per Alberth Elis. Lala destra honduregna classe 1996 dopo uno scontro di gioco con Donatien Gomis del Guingamp, ha riportato un trauma cranico.

Le condizioni del calciatore sono diventate critiche col passare delle ore, come anche dichiarato dal club. Infatti il calciatore è stato portato fuori dal campo in barella, per poi essere trasportato al Pellegrin, un ospedale situato a Bordeaux. In quel momento era cosciente. Poi però le sue condizioni si sono aggravate, tanto che i medici hanno escluso la prima ipotesi di frattura facciale e lo hanno messo in coma farmacologico.

Nel mentre Elis lottava tra la vita e la morte, la sfida continuava il proprio corso. Il Bordeaux ne esce vincitore da essa. La sfida si è conclusa col risultato di 1-0. A segnare il gol decisivo è stato al 40′, Žan Vipotnik. Con questa vittoria, i girondini raggiungono proprio il Guingamp in classifica. Infatti ambedue le squadre si trovano a pari punti in 11ª posizione, assieme anche al Paris FC, che ieri ha pareggiato 0-0 contro il Rouen. 

Il Bordeaux però, assieme a tutti i suoi sostenitori, guardano meno la classifica ma monitorano anche loro le condizioni di Alberth Elis, sperando che migliorino.

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Calciomercato

Fabbian brilla: l’Inter pensa alla recompra

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Fabbian Bologna Inter Serie A

Brilla la stella di Giovanni Fabbian, in quel di Bologna. Il centrocampista classe 2003 si sta prendendo prepotentemente la scena in rossoblù, con gol pesanti e prestazioni eccelse, anche se da subentrato. E dalle parti di Viale della Liberazione, a Milano, sede dell’Inter, si inizia a riflettere sul da farsi.

Sicuramemente il diritto di riacquisto, fissato a 12 milioni di euro, è un assist importante per l’Inter, che ha una corsia preferenziale sul giocatore uscito dal suo vivaio. Ma la realtà dei fatti racconta di una squadra, l’Inter, che avrebbe anche bisogno di un profilo come quello di Fabbian. Rapido, fisico, dotato di buona qualità e anche giovane, Fabbian potrebbe essere il degno erede di Henrikh Mkhitaryan, la cui età impone ai nerazzurri di guardarsi attorno per un possibile sostituto nel medio-breve periodo.

Il giocatore in questione potrebbe essere proprio Fabbian, prodotto fatto in casa dall’Inter, che dopo due anni di lontananza, inizia a guardarlo con attenzione. Difficile dire se Fabbian possa restare già in questa estate, in casa Inter. Ma Tuttosport spiega come la dirigenza nerazzurra stia seriamente pensando ad un acquisto, magari concedendogli anche un altro anno di “esperienza” lontano da casa. Specialmente se, come sembra, il Bologna riuscisse a centrare una clamorosa qualificazione in Europa e Fabbian ne fosse uno dei protagonisti.

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Valzer di allenatori in Serie A: ecco chi resta e chi va

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Rassegna

Il Corriere dello Sport di oggi titola: “Tutti in gioco, tutti a rischio“. Il focus è sugli allenatori delle big di Serie A, attualmente tutti sulla graticola nel rush finale di questa stagione 2023/24. Il quotidiano sportivo, infatti, ha esaminato minuziosamente quella che è la situazione di ogni tecnico. C’è chi sale, chi scende, chi è più o meno saldo alla panchina e chi dipende estremamente dai risultati ottenuti con la sua squadra.

INTER, MILAN, JUVENTUS

Partiamo dalle tre squadre che stanno guidando la classifica di questa Serie A. Perchè, infatti, neanche Simone Inzaghi è sicuro di restare in sella all’Inter. Il contratto in scadenza nel 2025 lo mette inevitabilmente in vetrina. Non si sta parlando di rinnovo, ma è probabile che queste discussioni saranno rinviate all’estate, come è solito fare l’AD Marotta. Tuttavia, i risultati straordinari del tecnico sono sotto gli occhi si tutti. Possibile che a fine anno possa partire, anche in caso di vittoria della Serie A. Così come, allo stesso tempo, è possibile che il Biscione lo blindi al rialzo per i prossimi anni.

Stefano Pioli, invece, è indubbiamente legato ai risultati. In questa stagione non sono mancate le voci di un esonero vicino, eppure dal 2019 il tecnico parmense è ancora in sella ai rossoneri. L’Europa League può essere (e lo sarà, con tutta probabilità) lo snodo decisivo per il suo futuro. Per ora, tuttavia, ci sono tantissime voci che lo vorrebbero lontano da Milanello, a fine stagione. E c’è anche una buona lista di eventuali sostituti.

Discorso simile, anche se non identico, per Massimiliano Allegri. L’allenatore della Juventus è al suo terzo anno del suo secondo mandato bianconero. Sulla sua testa pesano non tanto i risultati (che sul campo sono in rialzo, almeno stando a vedere punti fatti e prospettive), ma un gioco non esaltante e uno stipendio molto alto. Quanto mai in bilico, dunque, il suo futuro alla Juventus. Il suo contratto scade nel 2025, come quello di Simone Inzaghi. Ed anche il tecnico livornese è quanto mai in bilico.

NAPOLI, ROMA, LAZIO

Partiamo, invece, da chi è sicuro di andare via. Francesco Calzona è stato l’uomo scelto da Aurelio De Laurentiis per portare a termine nel migliore dei modi la stagione del Napoli. Gli azzurri stanno facendo una faticosa e forsennata rincorsa alla Champions League, mentre sono ancora in gioco proprio nella massima competizione iridiata europea. Ma l’allenatore, che ricopre anche il ruolo di CT della nazionale slovacca, saluterà dopo il prossimo 30 giugno. Manca ancora un nome in pole position per prendere il suo posto: Thiago Motta è un rebus anche per il Bologna, mentre Conte è un sogno, ma condiviso con mezza Europa (Milan compreso).

La Roma è alal ricerca di un equilibrio. Equilibrio che gli è stato garantito da Daniele De Rossi. Difficile pensare che l’ex allenatore della SPAL possa lasciare entro fine anno. Altrettanto difficile, però, è credere che possa restare in sella ai giallorossi. Ipotesi non da escludere. Ma da parte dei Friedkin, proprietari della Roma, la volontà sembra quella di proseguire con un tecnico di maggiore esperienza e caparbietà. In ogni caso, i risultati da qui a fine anno, con anche una Europa League da affrontare al meglio, saranno decisivi.

Infine, restando nella Capitale, tiene banco il caso Sarri. Il tecnico è alla sua terza annata in biancoceleste ed i risultati non sono esaltanti. Rispetto allo scorso anno, terminato con un clamoroso secondo posto, gli aquilotti stentano e faticano. Nelle ultime uscite, il trend è in netta crescita, ma potrebbe non bastare per centrare il bis di qualificazione in Champions League. Tuttavia, stando al quotidiano, Sarri dovrebbe restare ancora in panchina alla Lazio. Ma sono scongiurate ipotesi di rivoluzione estiva.

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Buongiorno sta per tornare: “Ci siamo quasi, torno presto”

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Alessandro Buongiorno Torino Serie A Coppa Italia

Alessandro Buongiorno ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Il difensore del Torino, capitano dei granata, è attualmente infortunato alla spalla. Ma sta svolgendo delle terapie, nel segno di una vera e propria corsa contro il tempo per recuperare e tornare in campo al più presto. Nel frattempo, si racconta alla Rosea.

LE PAROLE DI BUONGIORNO

MOMENTO PIU’ BELLO – “Il momento più bello, più intenso della mia esperienza qui al Toro è stato quando, a Superga, il capitano Rodriguez mi ha detto che avrei letto io i nomi dei giocatori, delle vittime di quella tragedia. In quel momento ho vissuto il punto più alto di un’appartenenza che sento molto. Essere del Torino non è come essere di un’altra squadra, con tutto il rispetto. Noi siamo stati grandi, abbiamo vinto molto, ma abbiamo anche sofferto tanto. Il fato si è accanito con noi cancellando dalla faccia della terra la squadra più forte di quel tempo, quella di capitan Mazzola, e poi il giocatore più significativo, più simbolico, degli anni Sessanta, Gigi Meroni. Noi siamo dolore e gioia, siamo tragedia e festa. Noi siamo il Torino. Mentre leggevo quei nomi, sentivo il peso e l’onore di questa identità”

RINNOVO – “Abbiamo parlato molto in quei giorni, il presidente Urbano Cairo e io, e ci è sembrato che restare fosse la scelta più giusta. Per me e spero anche per la squadra. Io qui sto bene, sono contento. Noi sappiamo di dover far leva sul collettivo, sul senso di squadra. Siamo un’orchestra, non un gruppo di solisti”.

RITORNO DALL’INFORTUNIO – “Ci siamo quasi, torno presto. L’infortunio alla spalla per fortuna mi ha consentito comunque di allenare le gambe, di correre. Ma non ce la faccio più. Durante le terapie ogni tanto ho calciato una palletta di gomma. Mi manca il campo, stare con i compagni e tornare a giocare”

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