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Milan, ti ricordi quando...

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Milan, ti ricordi quando…

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Team Numero Diez

Certi giorni, certi attimi, rimangono impressi nella nostra mente. Ricordi belli, di quelli che ci fanno venir nostalgia del passato. Quelli che ci fanno dire “per fortuna quella volta è andata così”. E ricordi meno belli, dove avresti voluto che le cose andassero diversamente. Oggi a distanza di anni, se amate il Milan, qualche ricordo vi sarà tornato alla mente. “Dida, Cafu, Nesta, Maldini…”, o la certezza di passare il turno perché “dai figurati, con il 4-1 dell’andata…”. Quel Deportivo-Milan del 7 aprile 2004 è rimasto nei ricordi della storia di un grande club. Un macchia nera ed opaca negli anni d’oro del grande Milan. Che nello stesso anno vince un campionato e alza la sua quarta Coppa UEFA, che l’anno prima si prende Coppa Italia e Champions League. Una cosetta. Del resto, quel Milan, chi se lo scorda.

Pandiani sbloccò il risultato nella sfida del Riazor

Deportivo: Molina; Manuel Pablo, Jorge Andrade, Naybet, Romero; Sergio (42’st Duscher), Mauro Silva; Victor, Valeron (45’st Djalminha), Luque (21’st Fran) ; Pandiani

Allenatore: Irureta

Milan: Dida; Cafu, Nesta, Maldini, Pancaro (32’st Rui Costa); Gattuso, Pirlo (14’st Serginho), Seedorf; Kakà; Shevchenko, Tomasson (22’st Inzaghi)

Allenatore : Ancelotti

E pensare che all’andata il Milan aveva vinto 4-1 a San Siro. Ma il calcio, si sa, è imprevedibile. Galliani ai suoi lo aveva detto. Se lo sentiva. In Spagna bisognava stare bene attenti, c’era euforia nell’aria. Troppa. A volte quella ti frega. A distanza di qualche anno, nella sua autobiografia, Pirlo ripensa a quella partita e si sfoga.

Le probabilità che non riuscissimo a passare il turno erano pari a quelle di vedere, prima o poi, Gattuso laureato in lettere. Già pensavamo alla semifinale, come se ce l’avessero cucita addosso prima di salire sull’aereo per la Galizia. Una passeggiata confezionata su misura per noi. Non avevamo considerato un paio di altre possibilità: che il sarto impazzisse ma soprattutto che i giocatori della nostra squadra fossero colpiti da una grave amnesia, tutti insieme nello stesso momento. E’ accaduto l’impensabile, ci siamo dimenticati di giocare, è finita quattro a zero per gli altri. Ci hanno ridicolizzati“.

Spesso la rabbia ti porta a pensare certe cose. Per giustificarti, magari, a volte.

“Semplicemente è un pensiero cattivo che mi sono concesso, però per la prima e unica volta nella vita mi è venuto il dubbio che qualcuno sul mio stesso campo potesse essersi dopato. Forse è solo la rabbia di un momento non ancora riassorbita. I calciatori del Deportivo erano assatanati, galoppavano verso un traguardo che solo loro intuivano (ciechi noi, che infatti siamo stati brutalizzati). In semifinale hanno incontrato il Porto e sono stati eliminati, nel giro di qualche tempo sono spariti da tutte le competizioni che contano”

DEPORTIVO, CHE FINE HAI FATTO?

Il “SuperDepor”

Quella, è stata una grande annata. Ma che fine ha fatto quella squadra che nel 1995 conquistò la Coppa del Re a Madrid proprio contro il Valencia? In tre anni, dal 1992 al 1995, fu due volte vicecampione di Spagna e una terza forza della Liga, vincendo una Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid. Già, che fine ha fatto. Dopo lo storico 4-0 con il Milan non è andato poi tanto lontano. Anzi, si è subito fermato, venendo eliminato dal Porto, che dopo lo 0-0, vinse per 1-0. Quella fu l’ultima annata di quello che era diventato il “SuperDepor”. La magia è finita, quasi dal tutto. Ad oggi, quelli che erano stati gli uomini simbolo di quell’annata, sono ormai tutti ex giocatori, come Valeron o Jorge Andrade. Oggi il Deportivo non naviga in buone acque: in Liga è sedicesima in classifica con soli 28 punti. La rosa è discreta e, gli elementi di maggior talento, sono in pochi. La retrocessione, per una squadra e una società storica come quella del Deportivo, sarebbe un vero peccato.

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Flash News

Sommer evidenzia le qualità avute dall’Inter nell’ultimo mese

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Sommer Serie A Inter Probabili

Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto anche Yann Sommer. Il portiere dell’Inter, dopo i 3 punti conquistati contro un Genoa molto propositivo, è parso entusiasta della stagione vissuta fino ad ora.

Arrivato in estate dal Bayern Monaco, lo svizzero classe ’88 ha contribuito sensibilmente al primo posto nerazzurro: con 13 gol subiti in Serie A, l’Inter è la miglior difesa del campionato.

LE PAROLE DI SOMMER

MATCH –È stata una partita difficile ma ce lo aspettavamo. Abbiamo avuto molte difficoltà sui cross e sul pressing del Genoa. È stato molto importante fare i 2 gol nel primo tempo: il doppio vantaggio ha indirizzato la partita“.

INTESA –Trovo che sia molto positivo come abbiamo giocato nell’ultimo mese: si è percepita molta energia. È molto bella questa unità di squadra e la grandissima intesa che c’è con ogni componente. Questi fattori ci hanno aiutato a subire pochi gol lo scorso mese. Tutto questo fa parte del processo di maturazione e di crescita della squadra“.

VANTAGGIO –I 15 punti di vantaggio sono buonissimi ma non ci pensiamo, soprattutto perché la prossima partita sarà molto complicata: ciò che c’è nella nostra testa è solo il Bologna. Vogliamo continuare a fare punti per via delle tante gare che ci attendono“.

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Frattesi bloccato da un problema fisico: le sue condizioni

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Frattesi

L’Inter non ne vuole sapere di fermare la corsa verso il ventesimo scudetto della sua storia e anche stasera è arrivata la vittoria per 2-1 contro il Genoa. L’unica nota negativa in casa Inter potrebbe essere un probabile problema fisico da parte di Davide Frattesi. Il centrocampista non è stato chiamato in causa nella vittoria casalinga contro i ragazzi guidati da Alberto Gilardino. A cavallo tra il primo ed il secondo tempo il calciatore sembrava si stesse scaldando con i propri compagni, ma ad inizio della ripresa si è seduto in panchina prematuramente facendo intravvedere qualche smorfia.

FRATTESI, NON PARTECIPA ALLA FESTA DELL’INTER 

Un altro elemento che fa pensare ad un infortunio per il numero 16 nerazzurro è il fatto che dopo il match l’ex Sassuolo non abbia effettuato il richiamo assieme ai calciatori subentrati a gara in corso o a quelli non attivati durante la gara. È consuetudine che tutti i calciatori che non hanno giocato o sono subentrati per pochi minuti facciano le famose “ripetute” a fine match. Davide Frattesi, però, ha imboccato il tunnel assieme ai compagni dopo aver accolto gli applausi di tutti i tifosi nerazzurri. Per Frattesi all’Inter sarebbe l’ennesimo problema accusato nel corso di questa stagione che rimane comunque ottima.

LE PAROLE DI INZAGHI

Nel post-partita sull’argomento è intervenuto anche Inzaghi:

“Frattesi si è scaldato con gli altri ma non si sentiva completamente libero. Gran maturità perché sapeva che avevamo bisogno di gente che stesse bene. Ha preferito non rischiare, vediamo di portarlo a Bologna”.

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Inzaghi elogia Asllani e lancia un messaggio sugli arbitri

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Inzaghi

Nel post-partita di InterGenoa spazio anche alle parole di mister Inzaghi, il quale è parso molto soddisfatto della prova dei suoi ragazzi e ne ha ampiamente parlato ai microfoni di Sky Sport.

La vittoria contro gli uomini di Gilardino portano i nerazzurri a 15 punti di vantaggio sulla Juventus. Ma Inzaghi ancora non ci sta: non vuole sentire parlare di scudetto, soprattutto alla luce delle partite ravvicinate e complicate che attendono l’Inter.

LE PAROLE DI INZAGHI

PARTITE –Abbiamo fatto 15 punti in 33 giorni ma dobbiamo stare molto attenti e concentrati, sappiamo che ci sono 2 mesi di partite ravvicinate. Era la quinta partita in 16 giorni. Abbiamo 3 partite impegnative prima della sosta (ndr, Bologna, Atletico, Napoli). Nel 2024 abbiamo giocato 12 partite e le abbiamo vinte tutte, complimenti a tutta la squadra. Ora dobbiamo guardare avanti e a sabato, a Bologna”.

ASLLANI –Va fatto un elogio ad Asllani perché ha fatto 3 partite in una settimana: si è sempre allenato al massimo ed è stato preziosissimo anche se ha giocato poco il resto della stagione”.

RECUPERI –Speriamo che Frattesi e Calhanoglu possano recuperare perche ho bisogno di tutti per queste 3 partite. Frattesi si è scaldato con gli altri ma non si sentiva completamente libero. Gran maturità perché sapeva che avevamo bisogno di gente che stesse bene. Ha preferito non rischiare, vediamo di portarlo a Bologna. Arnautovic e Sanchez non sono una sorpresa, sono fondamentali da inizio anno ma la Thu-La ha grandissimi numeri.”

LAVORO –Dobbiamo continuare così, lavorare come stiamo facendo. I ragazzi sanno gli obiettivi raggiunti e da raggiungere. Mancano 11 partite e non dobbiamo mollare. Le rotazioni me le dicono il campo. Il lavoro ci ha fatto arrivare ad essere ciò che siamo oggi. Il lavoro quotidiano con staff e giocatori è supportato da una società sempre al nostro fianco che ci aiuta in ogni cosa. Ho un gruppo fantastico, siamo contenti perché il primo trofeo è stato vinto, mondiale per club raggiunto, ora andiamo forte in campionato e Champions.”

ARBITRI –Ho fatto 300 presenze in serie A, ho visto tante partite e siamo fortunati in Italia. Qualcosa si sta sbagliando ma anche noi allenatori dobbiamo cercare di aiutare gli arbitri. L’adrenalina non aiuta ma noi addetti ai lavori dobbiamo andargli incontro. All’estero è pure peggio, non lamentiamoci dei nostri arbitri. Il grande passo in avanti lo faremo quando noi allenatori per primi non penseremo più a chi arbitrerà la partita ma penseremo solo al campo“.

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Champions League

Luis Enrique sui cambi di Mbappé: “Anche in Champions? Sì, certo”

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Mbappé

Da quando è arrivata l’ufficialità dell’addio a fine stagione, un freddo gelido è calato tra il PSG e la sua stella Kylian Mbappé.

Promesso sposo del Real Madrid, il fenomeno francese non è più imprescindibile per Luis Enrique, tecnico dei parigini. Un segnale forte e chiaro da parte dell’allenatore spagnolo che, a detta sua, lo fa solo per abituare lui e la squadra a giocare senza la loro punta di diamante. Il numero 7 del PSG potrebbe, dunque, trovarsi fuori dai titolari (o, più probabilmente, sostituito a gara in corso) anche in Champions League. In campionato questo sta accadendo già da tempo: escluso dai titolari contro il Nantes, sostituito contro il Rennes con i parigini in svantaggio e sostituito anche con il Monaco sul pareggio.

Questa dinamica potrebbe verificarsi anche domani sera a San Sebastian, nel ritorno degli ottavi di finale, nel match contro la Real Sociedad (punteggio parziale sul 2 a 0 per i francesi). Mbappé dovrebbe partire nell’11 titolare, tuttavia la sostituzione a gara in corso è già nell’aria.

Le parole del mister a RMC Sport sono chiare:

Gestirò Mbappé allo stesso modo anche in Champions? Sì, certo. Perché no?”.

Insomma non è scontato che il campione del mondo 2018 giochi tutti i 90 minuti. L’esclusione dai titolari o anche un cambio a gara in corso rappresenterebbero comunque una vera e propria novità: fino ad ora Mbappé non ha saltato nemmeno un minuto di questa Champions League tra gironi e andata degli ottavi. In 7 presenze totali ha messo a segno 4 gol, 3 nella fase a gironi e uno all’andata contro la Real Sociedad.

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