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Milenkovic, un terzino con l’animo da centrale

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 Ha grandissimi margini di miglioramento. Può diventare forte forte.  E’ in grande crescita e sarà importante per il presente e per il futuro”.

Queste le parole che spendeva già a marzo l’attuale tecnico della Fiorentina, Stefano Pioli, nei confronti di uno dei difensori più promettenti del panorama calcistico europeo, Nikola Milenkovic. A soli 21 anni, alla sua terza stagione da professionista, si ritrova già ad essere un titolare indiscusso in una compagine come quella toscana, che mira annualmente ad un posto in Europa. Scommessa vinta proprio dal tecnico emiliano che, nell’arco di una stagione, è riuscito a spostare Nikola da centrale di difesa a terzino destro. Grazie a questa modifica tattica, il suo rendimento è cresciuto pari al suo utilizzo, sino a renderlo frutto del desiderio dalle big di Serie A (e non solo).

LA CARRIERA

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Nikola nasce calcisticamente nel Teleoptik, squadra di Belgrado, ma ben presto passa al Partizan, complice anche il legame di affiliazione fra i due club. Con la maglia del club serbo esordisce il 10 aprile 2016, giocando titolare nel match vinto 4-0 ai danni del Mladost Lučani. Chiuderà la stagione con 4 presenze, condite anche da una rete. La stagione 2016/2017 rappresenterà la svolta nella sua carriera, poiché riuscirà a garantirsi una titolarità che continuerà per tutto il resto dell’anno. Questa stagione lo vedrà primeggiare sia in campionato che in coppa, dove Milenkovic si affermerà come baluardo della miglior difesa del campionato e segnerà il gol decisivo in finale di coppa. Prestazioni positive che non lasciano indifferenti la Fiorentina, la quale decide di investire poco più di 5 milioni per accaparrarselo. Pioli inizialmente vede il calciatore come centrale di difesa, solo verso febbraio inizia ad utilizzarlo come terzino, scoprendo che il giocatore serbo assicura una qualità di prestazione eccelsa anche in quella porzione di campo. Da quest’anno, Milenkovic sembra aver ottenuto il pieno controllo dell’out di destra, dimenticandosi, per lo meno nella società viola, del suo passato da difensore centrale.

IL GIOCATORE

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Come detto precedentemente, Nikola è un giocatore versatile, che può ricoprire più ruoli in fase difensiva. Complice la sua grande statura,  195 centimetri di altezza per 92 chilogrammi, spicca nella  grande forza fisica e, soprattutto, nel gioco aereo.  A queste enormi potenzialità atletiche, tuttavia, associa una serie di fattori fondamentali per chi ricopre un ruolo delicato come il suo, quali senso della posizione e capacità nella fase di anticipo. Non disdegna nemmeno il primo passaggio in fase d’impostazione. Pioli stesso ha ammesso che il ragazzo non si rivelerà mai un terzino di spinta, ma tornerà assai utile nello sviluppo del gioco. Qualità non indifferente è la sua propensione nel regalare ai propri tifosi la gioia del gol. Gol che spesso arrivano da palla inattiva ma che, come dimostrato contro il Chievo, possono essere anche delle meraviglie balistiche.

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L’enorme stazza può comunque rappresentare un’arma a doppio taglio. Purtroppo soffre spesso se affrontato nell’uno contro uno, specialmente se l’ala è dotata di una grande accelerazione. Tuttavia negli ultimi mesi sta migliorando sensibilmente questo suo difetto e la giovane età può solo che essere un aiuto.

SVOLTA TATTICA

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Lo scorso anno la Fiorentina si è ritrovata quasi costretta a schierare sul lato destro un giocatore del calibro di Laurini, che seppur dotato tecnicamente, ha dimostrato più volte di non poter fare il titolare a Firenze. La svolta tattica di Milenkovic avviene il 9 febbraio 2018, in una partita molto delicata per tutto l’ambiente viola. Si tratta infatti del match contro la Juventus, perso poi dalla società dei Della Valle per 2-0. Un battesimo di fuoco per lui, che nonostante il risultato, conclude con un sei in pagella. Da lì in avanti sarà schierato per ben 6 volte da terzino durante l’arco della stagione.

Come detto precedentemente, Milenkovic è un terzino che si limita a fornire supporto alla manovra in fase offensiva. Difficilmente percorrerà tutta la fascia, cercando di realizzare poi dei traversoni a pescare la testa di un compagno. Pioli chiede all’ex Partizan quello che per anni è stato chiesto ad Ivanovic al Chelsea. Partendo da difensore centrale, uno spostamento a destra, che vada a favorire non una spinta offensiva, bensì una copertura maggiore. Di ciò l’ambiente fiorentino sta un po’ rumoreggiando, invocando un laterale di difesa che si proponga un po’ di più in attacco, per riposizionare Nikola nel suo ruolo originale. Critiche sostanzialmente infondate. Sulla fascia sinistra la Fiorentina schiera abitualmente Cristiano Biraghi, che a differenza di Milenkovic si ritrova spesso a dover offendere. Schierando due terzini di spinta, potrebbe esserci il rischio di rimanere scoperti, rimanendo così esposti ai contropiedi avversari.

NAZIONALE E CALCIOMERCATO

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Quest’estate l’attuale allenatore della nazionale serba Mladen Krstajić ha deciso di convocarlo per il Mondiale in Russia. Risultato accolto con una certa sorpresa da parte di Milenkovic, dato che mai aveva giocato con la massima squadra serba. A colmare tutto ciò bisogna aggiungere che oltre la convocazione, Krstajić decide di affidargli un posto da titolare al fianco di Tosic prima e Veljkovic poi. Fiducia che Nikola ripaga regalando prestazioni ottime, che non cambiano però il destino serbo, con la squadra che uscirà ai gironi, battuta sia dalla Svizzera che dal Brasile. Forse proprio questo Mondiale ha rappresentato per il calciatore una consacrazione calcistica e personale. Farsi carico di una nazione intera è un peso che può responsabilizzare velocemente un giocatore.

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Ad oggi, Milenkovic si ritrova ad essere uno dei pezzi pregiati del mercato. Stando alle indiscrezioni rilasciate da varie testate giornalistiche, il giocatore sarebbe oggetto di interesse da parte di Juventus, Atletico Madrid e Manchester United, con quest’ultima disposta a far follie pur di prelevarlo da Firenze. La società viola, dal canto suo, ha fissato una base d’asta di 45 milioni di euro, cifra assai importante ma che se comparata alla giovane età e all’ampio margine di crescita, può valere la pena spendere.

 

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Messico

Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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