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Milinkovic-Savic, ennesimo flop: l’involuzione in dettaglio

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Nel big match di lunedì all’Olimpico contro l’Inter ancora una volta non si è presentato il Milinkovic-Savic dell’anno passato. La stagione trascorsa il classe ’95 aveva stupito tutti con un campionato di altissimo livello, e questa avrebbe dovuto essere l’anno della consacrazione. Non sono bastate le avanches delle più belle d’Europa per strappare il tuttocampista dalla capitale, eppure Sergej par essere l’ombra di quel magnifico giocatore qual era fino a poco fa. Ennesima serata no del serbo che, dopo l’estate sulla bocca di tutti, rischia di diventare una meteora.

IL MIGLIORE IN ITALIA

La passata stagione di Serie A ha visto protagonista un centrocampista che riusciva a coordinare fisicità ad una classe sopraffina. Milinkovic-Savic si rivelò l’asso nella manica della formazione di Inzaghi che, sino a 10 minuti al termine del campionato, impugnava saldamente un posto in Champions League.

I 52 falli subiti, gli oltre 250 duelli vinti, di cui 100 e più aerei, il 71% dei contrasti vinti, e i 3 gol di testa dipingono il ritratto di un giocatore che fece dell’imponente stazza l’arma in più. Numeri da vero e proprio carro armato in mezzo al campo. Eppure Sergej non fu solo quantità, ma anche, e forse soprattutto, qualità. I piedi del serbo partorirono numeri da top player del ruolo, come l’80% di passaggi riusciti, i 150 passaggi lunghi effettuati, le 52 occasioni create e i 4 assist impacchettati per i compagni. La media di 55 passaggi a partita completa il quadro delle qualità eccelse che il serbo ha illustrato a tutto il campionato.

Milinkovic-Savic con la maglia della Lazio durante la sua esultanza tipica del saluto militare

Milinkovic però non si limitò solo a dare un contributo importante al centrocampo, rivelandosi una pedina fondamentale anche nell’attacco biancoceleste. Ben 70 conclusioni e 12 gol, con una media di un gol ogni 230 minuti giocati. Sergej dunque si immedesimo nel ruolo di vero e proprio trequartista che, unito al resto dei dati, ci delineano il volto di un giocatore completo in ogni aspetto, senza ombra di dubbio il migliore nel suo ruolo di tutto il campionato.

LA PARABOLA DISCENDENTE

Di quella figura tanto imponente quanto soave ne sono rimasti solo i rimasugli. Sul banco degli imputati non vi è tanto la prolificità, diretta o indiretta, del giocatore, che l’anno scorso aveva tanto stupito, quanto le deludenti prestazioni che questo oggi riesce ad offrire.

Tralasciando il solo gol all’attivo, Milinkovic è visibilmente calato in tutto e per tutto, in primis nei suoi punti di forza. Non riesce più a sfruttare appiena la propria fisicità, come rivelato dai soli 5 falli subiti, i 19 duelli aerei vinti e solamente 8 contrasti in cui il serbo ne è uscito a testa alta.

Dal punto di vista della costruzione i numeri sono paritetici a quelli passati, ma c’è da fare una precisazione non indifferente. Mentre la passata stagione Sergej agiva, assieme a Luis Alberto, alle spalle di Immobile, oggi è delegato ad un ruolo di mezzala, visto l’inserimento di un giocatore offensivo come Caicedo nello spartito. Quindi Milinkovic da lo stesso contributo in mezzo al campo da centrocampista puro, tanto quanto ci riusciva da trequartista l’anno passato. Evidente è dunque il calo di rendimento anche sotto questo punto di vista. Per la fase offensiva, complice anche l’arretramento, il resoconto è vertiginosamnete inferiore. In 10 partite il serbo ha tirato in porta solo 4 volte, con una media di un gol ogni 8 partite circa.

Milinkovic-Savic con la maglia della Lazio

Sebbene anche la passata stagione la partenza non fu delle migliori sotto il punto di vista prettamente offensivo –  2 gol e nessun assist – la Lazio poteva vantare una figura in mezzo al campo di tutt’altro livello. Nelle prime 10 giornate della precedente annata infatti i capitolini persero una sola partita (il Napoli demacinasassi di Sarri) anche grazie alle prestazioni del gigante serbo. Ad oggi nel medesimo numero di partite i biancocelesti ne hanno perse ben 4, tutti scontri diretti tra l’altro, indice di una squadra che ha notevolmente abbassato il suo livello. Colpa l’inspiegabile calo di rendimento del serbo, la Lazio non può più includere nella sua domenica il fattore-Savic, oramai una garanzia.

Le prestazioni negative di Milinkovic, riassumendo, sono dovute sia a un calo del giocatore e della squadra, sia ad un arretramento posizionale che probabilmente taglia le gambe alle sue qualità cardine. In aggiunta però, non dobbiamo dimenticare che, come molti altri giocatori di Serie A e non solo, il serbo sta ancora smaltendo i postumi del Mondiale russo. Attendiamo dunque che le fatiche estive vengano totalmente depurate e che Luis Aberto torni ad essere il suo compagno di reparto, altrimenti Milinkovic rischia di diventare uno dei più grandi flop del calcio europeo.

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I convocati di Rastelli per Avellino-Taranto: recuperato Zanandrea

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Vergara

Massimo Rastelli, tecnico dell’Avellino, ha diramato la lista dei convocati per il match contro il Taranto, in programma domani alle 14:30 allo Stadio Partenio Lombardi.

L’allenatore biancoverde dovrà fare i conti con numerose assenze. Manuel Ricciardi e Claudiu Micovschi, così come Dall’Oglio e Di Gaudio, stanno continuando il programma di recupero mentre Aya tornerà in gruppo lunedì. L’unico recuperato è il difensore Zanandrea.

Di seguito la lista dei convocati.

Portieri: 1 Pane, 16 Pizzella, 22 Forte;

Difensori: 2 Rizzo, 3 Tito, 31 Illanes, 32 Zanandrea, 34 Auriletto, 42 Moretti;

Centrocampisti: 4 Franco, 8 Garetto, 20 Casarini, 21 Matera, 28 Maisto;

Attaccanti: 7 Kanoute, 9 Gambale, 10 Russo, 11 Murano, 18 Ceccarelli, 26 Guadagni, 29 Trotta.

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La Roma blinda Pisilli: rinnovo fino al 2026

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Dybala

Arriva un rinnovo importante in ottica futuro per la Roma. Secondo il noto giornalista Nicolò Schira, il giovane talento Niccolò Pisilli, classe 2004, ha prolungato il suo contratto fino al 2026.

Per il  giovane centrocampista italiano, che al momento milita ancora in primavera, si prospetta un futuro tutto giallorosso. 

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Spagna-Germania, le parole di Luis Enrique: “Sarà sfida alla pari, Gavi può segnare una nuova epoca”

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Dove vedere Spagna-Costa Rica

Alla vigilia del big match tra la Spagna e la Germania, partita valevole per la seconda giornata della fase a gironi della Coppa del Mondo di Qatar2022, il ct iberico Luis Enrique è intervenuto in conferenza stampa. L’ex allenatore di Barcellona e Roma tra i vari argomenti ha analizzato gli avversari e ha paragonato il gioco tedesco molto simile a quello delle furie rosse, ecco le sue parole: “La Germania è la squadra che assomiglia più alla Spagna, gioca sempre in attacco cercando di mettere pressione nella metà campo avversaria e avere sempre la palla. La Germania è una squadra che sa competere, ha una storia vincente e alcuni fra i migliori giocatori al mondo, ma noi siamo convinti di poter vincere, ma non dobbiamo essere troppo sicuri di noi altrimenti la fiducia può dare alla testa“.

LUIS ENRIQUE SU GAVI

Il tecnico spagnolo ha poi elogiato una delle sorprese di questo Mondiale Gavi: “La cosa più sorprendente è che qualcuno a 18 anni e 100 giorni abbia quella fiducia in s stesso, abbia l’intelligenza per posizionarsi in campo e dominare gli aspetti tecnici del calcio. Bisogna andarci piano coi giudizi, ma può segnare un’epoca”.

 

Sulla formazione che intende schierare contro la Germania: “Di solito non ripeto lo stesso undici e al momento non ho ancora fatto le mie scelte, le farò domani mattina. I cambiamenti sono fondamentali e io ragiono non sugli undici titolari, ma sui 16 che giocheranno“.

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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