Ci siamo. È arrivato quel momento in cui bisogna fermarsi, capire, fare le domande e dare le risposte. A Roma, in particolare a Trigoria, c’è bisogno di qualcuno che apra gli occhi prima che sia troppo tardi. Il confronto con la realtà è adesso, per riflettere sul presente, sul futuro e anche sul passato, quando qualcosa è andato come non doveva andare.

DI CHI È LA COLPA?

Dopo la vittoria contro il Torino nella prima partita di campionato, la Roma non ha più vinto. E il problema non sono certo i tre gol subiti in Champions contro il Real Madrid mercoledì sera. Il problema è che la Roma dello scorso anno, quella della semifinale di Champions, non c’è più. C’è una squadra nuova, diversa. Il mercato l’ha trasformata e il punto è proprio questo. Tanti nuovi arrivi, forse troppi, partenze inaspettate e l’incapacità di dare una forma a questa nuova Roma. Adesso, chiaramente, serve qualcuno che si prenda le colpe. Al centro di tutto questo c’è Di Francesco, che dopo quattro partite non ha ancora trovato l’esperimento perfetto, e c’è il direttore sportivo, Monchi. Quando era arrivato dalla Spagna, era stato accolto a Roma come una sorta di salvatore. Ora è arrivato anche per lui l’immancabile tempo del giudizio, quel tempo che arriva quando le cose iniziano a non andare più nel verso giusto. E da lì non puoi scappare, soprattutto se sei a Roma.

Il mercato estivo fatto di arrivi infiniti si sta rivelando ora un fallimento. Un mercato che non ha fatto altro che indebolire la squadra. Ma Monchi non ne vuole sapere del dito puntato contro Di Francesco: “Abbiamo un grande allenatore, se cercate un responsabile sono io”. Il direttore sportivo della Roma è da sempre uno che vince e che perde con la squadra.

TARDI PER LA ROMA E PER QUALCUNO

Ora il rischio è che sia già troppo tardi. In gioco ci sono il futuro della Roma e i risultati che non arrivano. Ma non solo. Se un cambio di direzione va fatto, da qualche parte bisognerà cominciare e in cima alla classifica ci sono proprio l’allenatore e il direttore sportivo.

Ad oggi la situazione è già complicata e l’addio di Di Francesco (tramite un esonero) o di Monchi, potrebbe arrivare molto presto. In particolare il direttore sportivo ha rivelato, nel corso delle ultime settimane, di avere una clausola rescissoria presente nel suo contratto (ci sarebbe anche una penale nel cui decidesse di trasferirsi al Barcellona o al Real Madrid). Si parla proprio di un eventuale contatto da parte del Barcellona ma in merito a questo Monchi è stato chiarissimo: “Non considero cose che non hanno senso, come un’offerta del Barça. Al momento non ho intenzione di ritornare in Spagna perché sto bene dove mi trovo ora. È un progetto diverso, nel quale ho dovuto trovare il Monchi ideale per questa situazione. Non sono una persona che vive di futuro, mi preoccupo molto di più del presente, vivo giorno per giorno, e ho ancora degli anni di contratto con la Roma“. 

La Roma, ad oggi, non ha paura di perderlo e le sue parole lo dimostrano. Quello su cui è necessario fermarsi e riflettere, è che qualcosa a Roma deve cambiare. Chi ha sbagliato deve rimediare, prima che sia troppo tardi. In fondo, proprio Monchi aveva dichiarato che se non avesse vinto in due anni sarebbe stato il primo a voler cambiare aria.