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Ciak, si gira! In regia J. M. Seri

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Focus su Jean Michaël Seri. 

CARTA D’IDENTITÀ, PREGO

Jean Michaël Seri – protagonista dell’articolo odierno – è un centrocampista ivoriano, militante nell’OGC Nice. Stando alle informazioni raccolte, il ragazzo classe 1991 potrebbe essere parte d’integrante del progetto di smantellamento della rosa del Nizza che, dopo un’annata ai limiti dello straordinario, appare costretto a scontrarsi con la dura realtà del calciomercato: mantenere in squadra numerosi giocatori di prestigio e di alto livello, infatti, non gli è loro possibile per una questione di umori, richieste e dinamiche finanziarie. Inizia, così, un’altra trattativa di mercato in salsa nizzara – ancora una volta con una squadra italiana – per la cessione di uno dei propri gioielli.

Seri milita in Ligue 1 da due anni e sbarca in maglia rossonera a luglio 2015, quando viene acquistato dal Paços Ferreira per 1 milione di euro. Durante il suo primo anno in Francia, nella stagione 2015/2016, il ragazzo disputa un ottimo campionato, mantenendo alte le aspettative sul suo conto, siglando, tra l’altro, 3 reti e 6 assist in 41 presenze; ma è nella stagione appena terminata, tuttavia, che il suo nome inizia a divenire l’oggetto dei desideri dei club più blasonati, come, ad esempio, il Barcellona.

“Ho sentito dire che alcuni rappresentati del Barcellona sono venuti a vedere le nostre partite. Ma, umilmente, non so di avere la certezza di dire che sono venuti a osservare me, perché anche Malang Sarr rientra nell’orbita Blaugrana. Certo è che se questo club viene a cercarti, non si può dire di no. Neanche per sogno”. 

Nonostante le avances iniziali, però, Seri non si rivela un obiettivo di primo livello per il club catalano che muove le proprie attenzioni, invece, su di un altro giocatore della lega francese, l’italiano Marco Verratti. Metabolizzata la delusione, però, v’è un altro affascinante club a bussare alla porta: la Roma del nuovo corso targato Monchi.

ALLA SCOPERTA DI SERI

Il 25enne di Grand-Bereby è alto 1.68m e gioca prevalentemente in due ruoli: centrocampista centrale o mediano. Durante la stagione, in particolar modo, si è consolidato in un centrocampo a due in cui – con Cyprien o Koziello – è stato protagonista del 4-2-3-1 che Lucien Favre ha disegnato per la sua formazione; lo stesso allenatore, inoltre, ha spesso disposto un 4-3-3 in cui il ragazzo modificava i propri compiti, agendo da mezzala.

J. M. Seri è principalmente un regista che si abbassa per ricevere il pallone dai difensori centrali e dare, così, l’avvio alla manovra. Il piatto principale del suo repertorio è, senza alcun dubbio, il lancio lungo; la maggior parte dei suoi passaggi sono infatti verticalizzazioni per i propri compagni di squadra e sono, inoltre, verticalizzazioni dall’alto tasso di precisione.

Controllo e lancio per il compagno che scatta sulla fascia

Lancio di prima ed innesco della manovra offensiva

Si stima che il classe ’91 abbia messo a punto 2724 passaggi totali in campionato e 1651 di essi sono in verticale. Ciò che sorprende in positivo, perlopiù, è la percentuale di riuscita di tali passaggi: in Ligue 1 la precisione del regista ivoriano si attesta sul 90%; in Europa League subisce un piccolo calo ma rimane su alti standard, 85%. Ad ulteriore testimonianza delle sue incredibili peculiarità compare il dato degli assist messi a segno: ben 9 nell’ultima stagione disputata in Francia.

A scapito della sua qualità, tuttavia, intervengono le sue doti fisiche: Seri non è un ruba-palloni – per quanto si impegni anche in fase di non possesso – e, a causa della sua statura (1.68), emerge spesso sconfitto dai duelli aerei con l’avversario (percentuale di vittoria duelli aerei del 37.84%). In un ipotetico centrocampo composto da Seri, Nainggolan e Strootman, però, il ragazzo non avrebbe nulla di cui doversi preoccupare per via della fisicità dei compagni di reparto che si occuperebbe, stabilmente, dei compiti ingrati.

L’ivoriano, tra le varie qualità possedute, vanta un discreto dribbling, un ottimo controllo della sfera e, soprattutto, un eccezionale tiro: non è raro vederlo segnare dalla lunga distanza grazie ad uno dei suoi missili tanto che, nell’ultimo anno, ha avuto modo di siglare ben 7 reti.

Il tiro dalla lunga distanza, asso nella manica di Seri

Le 7 marcature portate a termine non sono, però, il semplice frutto di altrettante prodezze, ma di un lavoro in fase di assedio che lo vede anche protagonista negli inserimenti in area senza palla.

Inserimento in area

IN CONCLUSIONE

Il ragazzo, col passare del tempo, è inoltre divenuto anche un punto di riferimento della propria Nazionale, con cui ha debuttato il 6 settembre 2015. Da quel momento in avanti ha accumulato 14 presenze, siglando un goal. Monchi potrebbe strapparlo alla formazione francese mettendo sul piatto una grossa cifra, che probabilmente si aggira intorno ai 30 milioni di euro (il prezzo del cartellino è ancora da definire, i club stanno trattando). Ciò che possiamo affermare con certezza, di contro, è che l’agente del ragazzo sia stato a Roma nelle giornate precedenti per discutere i termini del suo eventuale passaggio in giallorosso. Si lavora ad un quadriennale che regalerebbe ai capitolini un giocatore di grande livello, capace di rendere il centrocampo giallorosso tanto forte fisicamente quanto qualitativamente.

 

 

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Gzira 1-6 Inter, vittoria schiacciante per i nerazzurri

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Durante la sosta per il Mondiale in Qatar, l’Inter ne ha approfittato per tenere il ritmo partita, e si è concessa un’amichevole contro lo Gzira United, club che milita nella prima divisione del campionato maltese. La gara è terminata con il risultato di 1-6 per la squadra di Simone Inzaghi. I nerazzurri si sono portati subito in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora, con le reti di Bellanova e Kristjan Asllani. Il club di Malta ha poi accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Jefferson. L’Inter ha dilagato e chiuso il match con le reti di Hakan Calhanoglu, Robin Gosens, Dimarco e Mkhitaryan.

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Tito post Turris-Avellino: “Dedico la doppietta a mia figlia”

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Tito

Nel post partita di Turris-Avellino, Fabio Tito, autore di una doppietta, ha analizzato la gara vinta 1-3 e il momento di forma della squadra, reduce da tre risultati utili consecutivi.

Il difensore biancoverde, visibilmente emozionato, ha dichiarato:

“Mi conoscete da un bel pò. Ho sempre messo la squadra al primo posto, anche quando segnavo a raffica e sfornavo assist. È la prima volta che provo un’emozione del genere, in una gara così importante, in un derby così sentito, realizzare due gol è un qualcosa di stupendo. Sono 3 punti pesanti, che ci consentono di allontanarci dalla zona calda. Dedico la doppietta a mia figlia che domani compie un anno. È il miglior regalo che potessi farle”.

Poi, sull’atteggiamento messo in campo:

“Se capiamo che dobbiamo scendere in campo con questa grinta, possiamo toglierci enormi soddisfazioni e raggiungere il quarto posto. Se la cattiveria viene meno, possiamo far fatica con tutti. Prepariamo la gara con l’Andria con maggiore spensieratezza ma sappiamo che non sarà facile senza i nostri tifosi. Sappiamo bene ciò che è successo a Foggia ma stanno penalizzando entrambe le società. Sarà una gara anomala senza l’apporto del pubblico, dobbiamo vincere soprattutto per loro“.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Brasile-Corea del Sud, le formazioni ufficiali

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Alle 20:00 si disputerà l’ottavo di finale tra Brasile Corea del Sud, per il passaggio ai quarti, dove la vincente affronterà la Croazia. L’ago della bilancia sembrerebbe pendere tutto dalla parte della squadra di Tite, che vuole assolutamente cancellare il ricordo della sconfitta contro il Camerun. Dall’altra parte, Paulo Bento vuole continuare a far sognare una nazione, portando la Corea ai quarti di finale, dopo aver compiuto una vera e propria impresa contro il Portogallo. Arrivati nella fase a eliminazione diretta, ora più di prima, nessuno vuole rinunciare a sognare di alzare l’ambita coppa, chi per la prima volta nella sua storia, chi per la sesta, aumentando ancora di più il margine di distacco su Italia e Germania.

LE UFFICIALI

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinos, Thiago Silva, Alex Sandro; Casemiro, Lucas Paqueta; Raphinha, Neymar, Vinicius Junior; Richarlison. Commissario Tecnico: Tite.

COREA DEL SUD (4-3-3): Seung Gyu; Moon-hwan, Kim Min-jae, Young-gwon, Kim Jin-su; In-beom, Woo-young, Jae-sung Lee; Hee-chan, Gue-sung, Son Heung-Min. Commissario Tecnico: Paulo Bento.

 

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Salvatore Carmando e la storia del fisioterapista amico di Maradona

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Maradona

“Lo sai che io ti amo

ovunque tu sarai, ti seguiremo

nella mente c’è un ricordo che non mi abbandona

Il bacio di Carmando a Maradona!”

C’è una storia forse poco nota al grande pubblico, una storia di amicizia e di sport, la storia di uno dei più grandi fisioterapisti che una squadra di calcio abbia mai avuto. Quel coro sopra riportato rappresenta la testimonianza dell’amore di un popolo, quello partenopeo, che ringrazia e rende omaggio ad un grande professionista.

Mai nella storia del calcio una tifoseria aveva dedicato cori ad un membro dello staff. Quindi, per una volta, non ci soffermeremo a parlare delle gesta di un numero diez ma approfondiremo l’importanza di un massaggiatore all’interno degli equilibri di una squadra e la sua storica amicizia con il numero diez più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.

GLI INIZI DELLA CARRIERA

Salvatore Carmando nasce a Salerno ma diventerà napoletano d’adozione, figlio di Angelo Carmando, fisioterapista della Salernitana a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, allora guidata da Gipo Viani (di cui approfondiremo nei prossimi articoli la sua importanza).

Salvatore approda al Napoli la prima volta nella stagione 1974-1975, dapprima nelle giovanili e poi nella stagione 1976-1977 come 1° massaggiatore ufficiale della squadra, che lascerà molti anni dopo, precisamente nel 2009.

L’INCONTRO CON MARADONA

Salvatore Carmando è stato per Maradona un amico, un confidente, un fidato consigliere, non semplicemente un massaggiatore.

Maradona e Carmando si trovano subito, nel primo ritiro di Castel del Piano, come afferma lo stesso Salvatore in un’intervista a “La Famiglia Cristiana” <<Mi osservò per un po’ di tempo mentre lavoravo, in silenzio. Poi Maradona mi scelse: sarai tu il mio unico massaggiatore. Non si faceva toccare da altri e per stendersi sul lettino dei massaggi aspettava che tutti i compagni fossero andati via dallo spogliatoio. Restavamo lì, da soli. Per ore. Nacque così un rapporto personale, oltre che professionale»

Ma per capire davvero l’importanza che Carmando aveva per Maradona basta sapere che nel 1986 il pibe de oro, in occasione dei Campionati del Mondo del 1986 che si sarebbero tenuti in Messico, volle Salvatore come massaggiatore della Nazionale Argentina, un’iniezione di stima e fiducia che Carmando ripagherà, anche nei momenti più difficili di quelle settimane.

Infatti come racconta lo stesso ex-fisioterapista, Carmando durante quegli interminabili giorni in Messico, fu per 10 giorni colpito da dissenteria, giorni terribili che misero a dura prova la sua permanenza con la nazionale Albiceleste, ma alla fine sappiamo tutti come ando’ a finire.

Carmando ricorda quei momenti in un’intervista rilasciata ad areanapoli.it “Arriviamo in Messico e per dieci giorni la dissenteria non mi dà tregua. A un certo punto avviso Diego che non ce la faccio più e che voglio andare via. Lui capisce che faccio sul serio solo quando mi vede preparare la valigia: viene in camera mia e mi ferma. ‘Resisti almeno un altro po’, dai’. Un attimo dopo Maradona lascia il ritiro con un componente dello staff della nazionale argentina e ricomparire dopo un’ora, trascinando due cassette d’acqua minerale italiana. Non seppi mai dove le aveva trovate, Ma il mal di pancia mi passò”.

La Nazionale Argentina vince la Coppa del Mondo e Carmando assiste al goal del secolo, dalle tribune del mitico stadio Azteca di Città del Messico e gioisce insieme all’amico Maradona una vittoria aspettata e sognata sin da bambino.

LA MONETINA DI ALEMAO

Un altro avvenimento curioso che rafforza ancora di più il rapporto tra Carmando e i suoi tifosi è rappresentato dal famoso episodio della monetina di Alemao, quel famoso 8 Aprile del 1990, dove in palio c’era uno scudetto e il Napoli di Maradona era ospite al Comunale di Bergamo per giocare contro l’Atalanta.

Vedete, se oggi per un calciatore è difficile giocare solo in alcuni stadi, dove si sente maggiormente la pressione del tifo di casa, un tempo era cosi’ per tutte le partite giocate in trasferta.

Quel giorno, a Bergamo, ci si giocava lo scudetto.

Al minuto 32′ del secondo tempo una monetina da 100 lire colpisce il capo di Ricardo Rogerio de Brito, al secolo “Alemao” che si accascia a terra.

Carmando corre verso il campo per prestare soccorso ed esclama quelle parole che ancora oggi a Napoli ricordano bene: “Statte ‘n terra”. Carmando disse queste parole semplicemente per curare meglio il calciatore brasiliano, ma vennero interpretate dal pubblico come una “bugiardata” fatta ad-hoc per ingigantire l’accaduto.

I tifosi dell’Atalanta si accanirono sul fisioterapista partenopeo per quelle parole che, secondo loro, avrebbero deciso il campionato.

Il Napoli infatti, a 3 giornate dalla fine, riceve la vittoria a tavolino e quella partita resterà negli annali della storia del calcio poichè il Napoli vincerà lo scudetto tre settimane dopo.

Salvatore Carmando, aldilà di questo episodio controverso, è considerato da tutti il re dei fisioterapisti e oggi tutti ne ricordano l’impegno e soprattutto l’amicizia profonda con El Diez più forte di tutti i tempi, Maradona.

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