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Qatar 2022, ecco i primi quattro accoppiamenti degli ottavi di finale

La nostra prima pagina

Qatar 2022, si formano i primi quattro accoppiamenti degli ottavi di finale

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Aboubakar

Sono finite pochi minuti fa Polonia-Argentina ed Arabia-Saudita-Messico, le partite conclusive del Gruppo D.

A passare agli ottavi di finale sono l’Argentina che, grazie alla vittoria per 0-2, ha conquistato il primo postom e la Polonia di Lewandowski, nonostante la sconfitta.

Al termine di questa giornata abbiamo, quindi, ufficialmente i primi quattro accoppiamenti degli ottavi di finale del Mondiale. Di seguito potrete trovare le partite ufficiali.

Olanda-USA

Argentina-Australia

Francia-Polonia

Inghilterra-Senegal

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Flash News

Caso plusvalenze Juventus: i club ufficiali si uniscono per un comunicato congiunto

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I tifosi della Juventus in questo ultimo periodo hanno cercato di protestare pubblicamente per andare contro la decisione inflitta ai danni dei bianconeri con i 15 punti di penalizzazione. Da qualche giorno si parlava di un comunicato congiunto di tutti i Club juventini italiani e mondiali ed è proprio arrivato venerdì sera. Il titolo recita: “Dal vuoto normativo al pieno afflittivo”.

In sintesi, i comunicati parlano di “violazione dei più basilari principi di diritto, quale giusto processo, legalità e diritto al contraddittorio”. Inoltre si rivendica “l’applicazione distorta del diritto sportivo” e “l’utilizzo parziale di atti privi di qualsiasi valore probatorio come prove aventi addirittura valenza confessoria”.

I tifosi bianconeri sono pronti a “percorrere ogni strada possibile e lecita” nella lotta alle Pay TV, cercando di riempire sempre lo Stadium. Lanciati due hashtag: #unitiperlajuve e #unitedforju

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Flash News

Il Napoli di Spalletti può superare quello di Maradona: la statistica

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Napoli

Il Napoli di Spalletti può credere, oggi più che mai, in uno scudetto che ad inizio stagione sembrava lontano. Non perché i partenopei non siano una piazza di valore, ma per la grande perdita dal punto di vista tecnico in questi ultimi anni con gli addii di Insigne, Mertens, Koulibaly su tutti. Nella rosa a disposizione di Spalletti sono stati integrati nuovi giocatori che hanno performato ad altissimi livelli rispetto a quello che ci si aspettava. Ma non possiamo parlare di “favola” Napoli, parliamo di un grande Napoli che ha sconfitto tutti i pregiudizi sulla rosa non all’altezza, con un allenatore che ha saputo integrare i nuovi creando un gruppo compatto.

E il dato impressionante è relativo a quello che sembrava inarrivabile: gli scudetti nell’era Maradona. Sì, perché la piazza ricorda ancora con molto affetto gli anni ‘80, in cui il giocatore più forte del mondo era azzurro, e i partenopei vinsero due scudetti. C’è un forte legame tra quella squadra e quella di oggi, numeri alla mano.

Sicuramente la statistica più incredibile riguarda i 50 punti in classifica, frutto di 17 partite vinte, con 2 pareggi e 1 sola sconfitta.

Confrontando questa media punti (2,65 a partita) con quella del secondo scudetto partenopeo (2,12) e quella del primo (1,9), i dati sono nettamente a favore della squadra di Spalletti. Se nel girone di ritorno l’andamento fosse questo, il Napoli sarebbe una squadra in grado di superare (sul piano dei punti fatti) quelle due squadre storiche.

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Accadde Oggi

Milan-Inter: 61 anni fa un derby d’alta quota con rissa inclusa

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È il 4 febbraio 1962, Milano. Sono passati esattamente 61 anni e, un po’ come succederà domani, quel giorno cresceva ogni ora sempre di più l’attesa per una partita. Anzi, la partita. Perché cosa c’è di più atteso e sentito di un derby? Ma il 4 febbraio 1962 era diverso, sia Inter che Milan, insieme alla Fiorentina, sono in testa alla classifica con 34 punti e si giocava lo scudetto.

Il Milan di Rocco arriva alla sfida da favorito rispetto all’Inter di Herrera, potendo schierare calciatori del calibro di Ghezzi, Trapattoni, Maldini, Radice, Rivera, Sani e Altafini. L’Inter, invece, si presenta al big match rimaneggiata.

Ma il derby si sa, non è una partita come le altre. Nel derby può succedere di tutto. E anche in quel 4 febbraio 1962 succede di tutto. Tanto che l’Inter si impone sul Milan 2-0. Ma non è il risultato a far passare alla storia questo match. Bensì il durissimo scontro tra l’interista Bicicli e il rossonero Dino Sani. Sani, centrocampista brasiliano dotato di ottima tecnica, al 23′ del secondo tempo decide di colpire il suo avversario con un pugno sul naso. Neanche a dirlo, l’arbitro Adami lo espelle. L’episodio non solo lascia in 10 il Milan, ma scatena polemiche e liti anche nelle rispettive panchine e sugli spalti. Al momento dell’episodio incriminato, l’Inter è già in vantaggio grazie a un gol fortunoso di Morbello sul finire del primo tempo, frutto di un rimpallo vicino alla porta difesa da Ghezzi. All’82’ arriva il raddoppio firmato Luisito Suarez che, abilissimo sia a smarcarsi in area che a battere il portiere avversario, chiude di fatto la partita.

Ma nessuno dimentica lo scontro tra Bicicli e Dino Sani. E le società agiscono in maniera a dir poco signorile. I due presidenti organizzano infatti un incontro pubblico in centro a Milano alla presenza di stampa e fotografi, e i due giocatori si scusano pubblicamente.

Tornando alla classifica, la vittoria nel derby lascia all’Inter solo la soddisfazione di aver portato a casa lo scontro diretto. Perché poi, quell’anno, è il Milan di Rocco a vincere lo scudetto. L’Inter, dopo molte partite in testa al campionato, ha un calo nel finale e deve accontentarsi del secondo posto. Sta però nascendo l’Inter di Helenio Herrera. Quella che, dall’anno successivo fino al 1966, avrebbe dominato il mondo conquistando ogni trofeo nazionale e internazionale, vincendo scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Intercontinentali.

Altri tempi rispetto ai nostri. Rispetto alle polemiche nate dopo gli scontri tra Lukaku e Ibrahimovic, o a quello tra Materazzi e, ancora una volta, lo svedese, che hanno animato i più recenti derby. Zlatan non sarà in campo domani sera, che i tifosi sperano sia ben giocato da entrambe le parti e connotato da massima sportività. Il derby è sempre il derby. E anche quello di domani sarà importantissimo, anche se la classifica è diversa da quella di 61 anni fa.

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Giovani per il futuro

Tanti auguri a Hojlund: il suo futuro è sempre più roseo

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Il centravanti dell’Atalanta è senz’altro una delle rivelazioni del campionato italiano. Arrivato la scorsa estate per 17 milioni di euro dallo Sturm Graz, l’attaccante ha presto guadagnato la titolarità nello scacchiere di Gasperini. Ad appena vent’anni Hojlund è indubbiamente uno dei migliori talenti della Serie A.

IL PASSATO

Rasmus Hojlund cresce nel Copenhagen, club della sua città natale. La sua guida tecnica è Jess Thorup, ex allenatore della Nazionale under 21. Il centravanti danese è un attaccante di grossa taglia, ma è dotato di una buona qualità palla al piede.

È la prima alternativa in attacco al capitano Jonas Wind e gioca prevalentemente in Conference League, nella cui competizione, tra qualificazione e gironi, mette a segno cinque reti.

Lo Sturm Graz, ceduto Kelvin Yeboah al Genoa, lo preleva dalla Danimarca nel mercato di gennaio. Appena sei mesi in Austria impreziositi da sei reti e un assist e viene acquistato dall’Atalanta per 17 milioni di euro.

L’ATALANTA

Gian Piero Gasperini ha da subito messo gli occhi sull’attaccante danese. Il tecnico non ha mai nascosto di avere una cotta per il numero 17 e, da inizio stagione, è un suo grande estimatore.

Il centravanti di Copenaghen è come una scure. Munito di grandi dimensioni, è un arma bianca che si deve maneggiare con cautela, ideale per gli scontri fisici e adatta per gli affondi.

Alla prima giornata di Serie A, nell’incontro tra Atalanta e Verona, Hojlund resta in panchina. Il calciatore fa il suo esordio con i nerazzurri il primo settembre 2022 nella sfida contro il Torino.

Il centravanti ci mette poco ad ambientarsi e, in occasione della terza giornata, nella trasferta di Monza, mette a referto la prima rete in campionato.

Lookman mette un cross teso in area di rigore e l’ascia danese, con un intervento in spaccata, segna il gol del vantaggio. A togliere il fiato non è la rete, in quanto non ha niente di eccezionale di per sé, ma l’esultanza. Hojlund comincia a gridare come un forsennato. Un urlo di gioia mista a euforia.

È vero che è la prima marcatura con l’Atalanta, ma ad occhi disattenti sembra una reazione esagerata. Tuttavia, il ragazzo ha solamente diciannove anni ed è fatto notorio che a quell’età l’istinto sia innesco di un animo immaturo. Un gesto spontaneo ed immediato, il quale cela un carattere brioso ed esuberante.

Christian Ilzer, tecnico dello Sturm Graz, parlando di Hojlund afferma:

Rasmus ha come un’aura addosso. Uno stadio pieno non lo intimidisce, anzi, lo carica, a prescindere che sia in casa o fuori. Vive il campo come il palco di un concerto, si sente la rockstar che infiamma il pubblico”.

Il numero 17 ha superato il rito d’iniziazione, ma ancora fatica a trovare continuità. Il progetto atalantino, parimenti che quello Redbull, è tra i più virtuosi in Europa. Nondimeno, Hojlund potrebbe avere fatto il passo più lungo della gamba. D’altronde, i nerazzurri hanno un vasto parco attaccanti e ritagliarsi uno spazio è senz’altro difficile.

Il danese si trova a Bergamo per un motivo. L’attaccante confida nelle proprie qualità e sa che, quando gli verrà concessa un’occasione, si farà trovare pronto. Ma da dopo la sosta Mondiale Gasperini ribalta le gerarchie. Zapata non è più indispensabile e la coppia d’attacco composta da Lookman e Hojlund offre maggiori soluzioni offensive.

Nelle ultime cinque giornate, nelle quali gli orobici restano imbattuti, la punta segna tre gol e mette a referto un assist. I paragoni con Haaland si sprecano: le similarità nella stazza e velocità sono evidenti. I dirigenti del club si sfregano le mani, ma la pressione sul nordico aumenta notevolmente.

IL FUTURO

Hojlund, merito delle recenti prestazioni in maglia nerazzurra, ha attirato su di sé le mire dei migliori club europei. L’Atalanta deve essere un trampolino di lancio nel calcio dei grandi, ma il centravanti non deve commettere il rischio di pensare di essere arrivato.

L’ex allenatore Christian Ilzer dichiara:

“Sono impressionato dalla velocità con cui si è ambientato a Bergamo, è già protagonista e se devo dargli un consiglio gli direi di ignorare tutte le voci di e di concentrarsi sull’Atalanta. Deve diventare un titolarissimo, avere costanza rendimento, poi potrà pensare al passaggio successivo tra uno o due anni.

Hojlund ha tutte le caratteristiche di un attaccante moderno. Gioca a viso aperto e ama lo scontro fisico. Tuttavia, non sdegna le giocate di classe dato che denota una certa dimestichezza palla al piede. Il giocatore ha un futuro roseo davanti, ma non deve bruciare le tappe. Bergamo è il posto giusto per crescere e i tifosi possono goderselo ancora per un po’.

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