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Blasone relativo

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Passare dall’essere protagonisti in un mondiale al non parteciparci proprio è quasi un attimo, o quasi. Questo è il caso di quattro nazionali che rischiano di non presentarsi al mondiale russo dell’anno prossimo, colpa di una crisi, diversa per ognuno dei casi, ma che può portare allo stesso risultato. Le qualificazioni mondiali impartiscono da sempre una lezione fondamentale: il blasone è un fattore decisamente relativo per la qualificazione. Il motivo è piuttosto semplice perché non basta avere in rosa tanti fenomeni per riuscire ad arrivare al mondiale.

PARADOSSO ALBICELESTE

L’Argentina è una delle maggiori favorite la vittoria del mondiale, ma al momento è con un piede fuori la competizione. Infatti, dopo il pareggio per 1-1 contro il fanalino di coda, Messi e compagni si trovano al quinto posto che significherebbe play-off contro la Nuova Zelanda. Naturalmente, contro gli All Whites l’Albiceleste potrebbe avere vita facile. Comunque può impressionare vedere la finalista dell’ultimo mondiale e delle ultime due edizioni di Copa America doversi giocare lo spareggio. Sono solo ipotesi ovviamente, poiché mancano ancora due partite- da disputare ad Ottobre- tra cui lo scontro diretto con il Perù. Los Incas sono al quarto posto e ad una sola distanza dall’Argentina pronta a far meglio della partita di andata- finita con un 2-2.

La crisi degli argentini non è però da sottovalutare perché né con Martino prima, né con Bauza e Sampaoli poi la squadra ha veramente convinto. Infatti è un vero e proprio paradosso che seppur con il reparto offensivo migliore in assoluto, l’Argentina è la squadra meno concreta nel rapporto occasioni create-gol. Fra tutte le sedici squadre sudamericane, l’Argentina ha la percentuale di realizzazione più bassa (10,6%). Nelle qualificazioni mondiali i bomber argentini hanno giocato a nascondino: Dybala, Icardi e Aguero sono ancora a secco. Per non aggiungere Higuain che ha segnato solo una volta, al fronte dei 2 di Pratto, Di Maria e il terzino Mercado. Il solo Messi è a quota 4, ma su di lui gravano le solite responsabilità di trascinatore, che puntualmente vengono tradite dalla pulce. In sintesi, l’Argentina potrebbe rischiare di mancare l’appuntamento con il mondiale per la prima volta dopo il 1970.

CAMPIONI SULL’ORLO

Può una delle squadre più difficile da battere e duplice vincitrice della Copa America rischiare di guardare il mondiale dalla tv? Chiedetelo al Cile che segue l’Argentina ad un solo punto e dunque al momento dovrebbe essere fuori da Russia 2018. La Roja ha collezionato solo 3 punti nelle ultime quattro partite, grazie all’unica vittoria con il Venezuela. L’ultima sconfitta però lascia una ferita piuttosto evidente nel cuore dei cileni. L’1-0 subito in casa della Bolivia ha distrutto ancora di più le certezze di Pizzi e ha scippato ancora una volta l’opportunità di scavalcare l’Argentina.

Il Perù così ha scavalcato in un solo colpo Cile e Argentina piazzandosi così al quarto posto, equivalente di qualificazione diretta. Sanchez e Vidal sono portati a portare a casa la successive 2 partite con Ecuador e Brasile, di cui quest’ultima fuori casa. Facendo bottino pieno riuscirebbero a sfruttare lo scontro tra Perù e Argentina, ed in caso di pareggio andrebbe direttamente al quarto posto. La motivazione in più per raggiungere Russia 2018 è l’addio di Vidal alla nazionale proprio dopo la rassegna mondiale, perciò è d’obbligo realizzare il sogno del pilastro cileno.

ASCENSORE OLANDESE

Quello dell’Olanda è un continuo sali-scendi, dalla finale del 2010 si è passato al fiasco nell’Europeo del 2012 per poi risalire con un terzo posto nel mondiale brasiliano ed ancora una volta cadere mancando l’Europeo 2016. Ora però la barca olandese naviga in cattivissime acque poiché rischia di non partecipare nemmeno ai playoff. La Svezia si trova in seconda posizione con l’Olanda che segue con 3 punti di distacco e con due partite ancora da disputare. L’ultima sarà proprio lo scontro diretto in terra olandese contro gli scandinavi. Però in base ai criteri di classifica in caso di parità di punti passerà la Svezia grazie alla maggior differenza reti. Perciò Robben e co. dovranno pregare in un’impresa del Lussemburgo in terra svedese. Tutto ciò sembra semplicemente una chimera così che il mondiale rischia i perdere una delle outsider migliori.

TESTARDAGGINE ED INFERIORITÀ

Così si potrebbe riassumere il viaggio nelle qualificazioni dell’Italia di Ventura. Battere la Spagna in casa loro era un sogno tutto sommato possibile, ma non alle condizioni di Ventura. Per quanto sia romantica la scelta di giocare con il 4-2-4, il tutto è stato una sorta di suicidio al cospetto dei toreri spagnoli. Con un modulo del genere la squadra è palesemente sbilanciata mettendo in difficoltà i due centrocampisti, destinati a coprire da soli il buco centrale. A meno di clamorosi scivoloni della Spagna, l’Italia andrà a giocarsi i playoff da testa di serie sperando in un accoppiamento favorevole. La nostra nazionale è mancata ad un mondiale solo in 2 occasioni, nel 30 e nel 58, sessant’anni dopo lo spauracchio è lì a terrorizzare le menti italiane, fallire la missione sarebbe una grandissima caduta per Ventura e la Nazionale.

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I convocati di Rastelli per Avellino-Taranto: recuperato Zanandrea

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Vergara

Massimo Rastelli, tecnico dell’Avellino, ha diramato la lista dei convocati per il match contro il Taranto, in programma domani alle 14:30 allo Stadio Partenio Lombardi.

L’allenatore biancoverde dovrà fare i conti con numerose assenze. Manuel Ricciardi e Claudiu Micovschi, così come Dall’Oglio e Di Gaudio, stanno continuando il programma di recupero mentre Aya tornerà in gruppo lunedì. L’unico recuperato è il difensore Zanandrea.

Di seguito la lista dei convocati.

Portieri: 1 Pane, 16 Pizzella, 22 Forte;

Difensori: 2 Rizzo, 3 Tito, 31 Illanes, 32 Zanandrea, 34 Auriletto, 42 Moretti;

Centrocampisti: 4 Franco, 8 Garetto, 20 Casarini, 21 Matera, 28 Maisto;

Attaccanti: 7 Kanoute, 9 Gambale, 10 Russo, 11 Murano, 18 Ceccarelli, 26 Guadagni, 29 Trotta.

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Calciomercato

La Roma blinda Pisilli: rinnovo fino al 2026

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Dybala

Arriva un rinnovo importante in ottica futuro per la Roma. Secondo il noto giornalista Nicolò Schira, il giovane talento Niccolò Pisilli, classe 2004, ha prolungato il suo contratto fino al 2026.

Per il  giovane centrocampista italiano, che al momento milita ancora in primavera, si prospetta un futuro tutto giallorosso. 

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Spagna-Germania, le parole di Luis Enrique: “Sarà sfida alla pari, Gavi può segnare una nuova epoca”

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Dove vedere Spagna-Costa Rica

Alla vigilia del big match tra la Spagna e la Germania, partita valevole per la seconda giornata della fase a gironi della Coppa del Mondo di Qatar2022, il ct iberico Luis Enrique è intervenuto in conferenza stampa. L’ex allenatore di Barcellona e Roma tra i vari argomenti ha analizzato gli avversari e ha paragonato il gioco tedesco molto simile a quello delle furie rosse, ecco le sue parole: “La Germania è la squadra che assomiglia più alla Spagna, gioca sempre in attacco cercando di mettere pressione nella metà campo avversaria e avere sempre la palla. La Germania è una squadra che sa competere, ha una storia vincente e alcuni fra i migliori giocatori al mondo, ma noi siamo convinti di poter vincere, ma non dobbiamo essere troppo sicuri di noi altrimenti la fiducia può dare alla testa“.

LUIS ENRIQUE SU GAVI

Il tecnico spagnolo ha poi elogiato una delle sorprese di questo Mondiale Gavi: “La cosa più sorprendente è che qualcuno a 18 anni e 100 giorni abbia quella fiducia in s stesso, abbia l’intelligenza per posizionarsi in campo e dominare gli aspetti tecnici del calcio. Bisogna andarci piano coi giudizi, ma può segnare un’epoca”.

 

Sulla formazione che intende schierare contro la Germania: “Di solito non ripeto lo stesso undici e al momento non ho ancora fatto le mie scelte, le farò domani mattina. I cambiamenti sono fondamentali e io ragiono non sugli undici titolari, ma sui 16 che giocheranno“.

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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