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Le Top e Flop 11 del Mondiale votate da Numero Diez

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Le Top e Flop 11 del Mondiale votate da Numero Diez

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i 5 migliori attaccanti del 2022

La fine dei Mondiali, così come quella di qualsiasi altro torneo importante, coincide anche con il tempo dei bilanci. L’edizione di Qatar 2022 passerà alla storia come quella nella quale Leo Messi – all’ultima occasione in carriera – raggiunge il suo idolo Diego Maradona nell’olimpo calcistico. La Coppa del Mondo della Pulce è forse l’eredità più importante che la manifestazione si porterà negli anni, ma di certo non è l’unica nota rilevante proveniente dal paese asiatico.

Per un mese il piccolo Qatar è diventato il centro del Mondo e di cose ne sono successe. È stato il Mondiale delle polemiche, dei falsi tifosi, dell’aria condizionata negli stadi e del virus del Cammello, ma non solo. È stato, soprattutto, il Mondiale delle sorprese e delle delusioni, delle rivincite e di chi proprio non riesce a rialzarsi. È stato il Mondiale della rivelazione Marocco e dell’irriconoscibile Belgio, teatro della consacrazione definitiva di Kylian Mbappé e del tramonto di Cristiano Ronaldo.

Per tutti questi motivi, trovare “solo” ventidue giocatori da inserire nelle nostre formazioni non è stato semplice; ma alla fine, grazie all’aiuto di tutta la nostra redazione, ce l’abbiamo fatta. Vi presentiamo allora le top e flop 11 del Mondiale in Qatar di Numero Diez.

LA TOP 11

Come è noto, la squadra vincitrice di questa edizione dei Mondiali è l’Argentina di Lionel Scaloni che, per questo, sarà rappresentata da ben quattro giocatori nell’undici dei migliori. La Francia, l’altra finalista, è rappresentante dal devastante Kylian Mbappé (autore di una tripletta in finalissima) e dal milanista Theo Hernandez. Le grandi prestazioni del Marocco, quarta forza di questo Mondiale, vengono ripagate con la presenza nella Top 11 di Amrabat e Hakimi. Quelle della Croazia, invece, sono ricompensate con la presenza di Gvardiol e dell’immenso Modric.

TOP 11 (4-3-3): Emiliano Martinez; Hakimi, Romero, Gvardiol, Theo Hernandez; Amrabat, Modric, Enzo Fernández; Messi, Julian Alvarez, Mbappé.

Come potete leggere e immaginare, però, sono tante le esclusioni. Per questo abbiamo voluto dare anche il giusto merito a diversi giocatori che hanno disputato un gran Mondiale ma che non abbiamo potuto includere nella nostra Top 11.

A disposizione: Bonou, Dest, Upamecano, Thiago Silva, Robinson, Griezmann, Ouanhi, Bellingham, Ziyech, Gakpo, Giroud.

LA FLOP 11

Lo splendore dei giocatori in Top 11 va ovviamente contrapposto all’ombra generata da quelli in Flop 11. Tagliando la testa al toro, diciamo subito che Cristiano Ronaldo non è presente nell’undici deludente più votato, ma figura ugualmente tra le “menzioni disonorevoli“. Nonostante l’assenza del portoghese, però, sono tanti i grandi nomi presenti nella nostra Flop, vediamoli insieme.

FLOP 11 (4-3-3): Diogo Costa; Meunier, Vertonghen, de Ligt, Cancelo; Goretzka, Milinkovic-Savic, De Bruyne; Bale, Lukaku, Hazard.

Anche in questo caso, abbiamo voluto inserire anche undici giocatori “di riserva” che hanno deluso, e molto, le aspettative della vigilia.

A disposizione: Courtois, Castagne, Süle, Ricardo Rodriguez, Schlotterback, Ramsey, Eriksen, Ferreira Carrasco, Dembélé, Cristiano Ronaldo.

 

 

 

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Colley lascia la Sampdoria: è ad un passo dal Besiktas

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Colley

Omar Colley è ad un passo dal Besiktas, l’affare è in via di definizione. Come riporta Gianluca Di Marzio alla Sampdoria andranno 2,5 milioni di euro per il costo del cartellino. La volontà del difensore gambiano è chiara, con l’arrivo di Nuytinck e Gunter è aumentata la concorrenza in difesa e Colley vuole avere la certezza del suo posto in campo.

I NUMERI DI COLLEY ALLA SAMPDORIA

Colley è arrivato a Genova, sponda blucerchiata, nel 2018. In questi anni ha collezionato 123 presenze 3 reti, la società l’avrebbe anche tenuto in rosa ma la volontà del giocatore ha fatto la differenza nel trasferimento.

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Nicolò Barella compie 26 anni: l’orgoglio sardo e nerazzurro

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punti 2022

Nicolò Barella è uno dei centrocampisti più forti in Italia da ormai qualche anno. La sua crescita nel Cagliari per poi proseguire nell’Inter con Conte si è dimostrata vincente. Gol, assist, qualità unita all’immensa grinta in campo, che certe volte lo porta a quel tanto amato cartellino giallo come uno dei suoi idoli, ovvero Daniele Conti, che lo ha aiutato tanto nel suo percorso.

Prima Conte, ora Inzaghi, con i colori nerazzurri Barella non ha smesso di stupire per meravigliosi assist o gol dalla difficile realizzazione: uno di questi sicuramente quello al Camp Nou contro il Barcellona in un periodo che lo ha visto goleador (in campionato 5 gol e 6 assist, già record di reti in Serie A. Difficile sarà invece battere il record di 13 assist dello scorso anno).

“Le mie radici sono in Sardegna, nella città dove sono cresciuto. Quando sono giunto a Milano non ho avuto difficoltà ad ambientarmi, la determinazione è stata fondamentale nel mio percorso di crescita. Nel mio percorso ha influito anche Daniele Conti con la sua umiltà per i colori rosso-blu”.

DA GIGI RIVA A SAN SIRO

Nicolo è partito proprio dalle sue radici, come lui ha anche dichiarato. In quella scuola calcio che tanto fa sapere di storia per il Cagliari, quella di Gigi Riva, leggenda del club sardo e del calcio italiano (marcatore all-time della Nazionale). Barella non ha mai smesso di rincorrere i suoi sogni, tra sacrifici della famiglia e disciplina ed educazione in una delle migliori scuole calcio per i ragazzi.

A soli 9 anni passa subito nelle giovanili del Cagliari Calcio che credono nelle sue potenzialità.

“Vedere quella foto in cui siamo insieme mi crea sempre grande emozione. Chi ha vissuto Cagliari, anche i non tifosi, sa cos’ha rappresentato per Cagliari. Puoi fare di tutto nella tua carriera, ma non farai mai quello che ha fatto Gigi Riva per il Cagliari. Il fatto che mi abbia fatto i complimenti mi ha reso orgoglioso, spero di renderlo ancora così in futuro. Penso sia la persona più umile e umana del mondo. Io il suo erede? Lui è il più grande cannoniere della storia della Nazionale e il vincitore dello Scudetto con il Cagliari, superarlo sarà impossibile, è il numero 1”.

Barella nell’intervista a DAZN.

Con il Cagliari esordirà in Serie A nella stagione della retrocessione, quando sulla panchina dei rossoblù sedeva Zdenek Zeman. Una stagione durissima, che ha visto il cambio di presidenza da Cellino e Giulini, tre allenatori fra cui appunto il boemo, Gianfranco Zola e Gianluca Festa che non riuscirà ad evitare la retrocessione. Intanto, il giovane Barella nonostante l’esordio non troverà molto spazio anche nella stagione successiva in Serie B e per trovare più campo passa al Como dal gennaio 2016. Sarà lì che mostrerà le sue vere qualità che porteranno il Cagliari a puntare sul talento classe 1997.

“Al Como è stata la mia prima esperienza fuori casa, era destino fosse vicino a Milano. È stata un’avventura difficile perché è arrivata la retrocessione, però è stata bella perché ho trovato un gruppo di ragazzi magnifici con i quali sono ancora in contatto.”.

CONTINUITÀ

Non tutti sono riusciti a fare meglio da una piccola squadra che detiene meno responsabilità più spensieratezza in campo ad una big italiana. Spesso ci sono voluti anni o comunque del tempo per vedere un giovane mostrare tutte le proprie potenzialità. Barella ci è riuscito fin dal primo momento che ha vestito la maglia dell’Inter nell’estate del 2019 grazie al lavoro di Antonio Conte che porterà il club a conquistare il titolo di Campione d’Italia nella stagione 2020/2021 e primo grande trofeo per il centrocampista sardo.

Anno dopo anno ha sempre migliorato, partendo da quella caratteristica che lo ha sempre contraddistinto come quella dell’irruenza o dell’essere troppo falloso che gli è stata sempre criticata. Poi sono arrivati altri importanti successi. L’Europeo subito dopo il campionato vinto, la Supercoppa e la Coppa Italia lo scorso anno con Inzaghi in panchina. Quest’anno ancora la Supercoppa nel derby contro il Milan. Proprio quest’ultimo è stato lo scontro che ha visto l’Inter uscirne vintrice contro un Diavolo abbastanza in confusione che non vince da 7 partite di fila.

Fino ad ora questa è la sua miglior stagione di sempre. Riuscirà con il club a portare a casa qualche altro trofeo in bacheca?

 

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Sottil nebuloso sul rientro di Deolofeu: “Non credo tornerà prima della fine della stagione”

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Deulofeu

Uscito anzitempo nella gara contro la Sampdoria lo scorso 22 gennaio a causa di un infortunio, il rientro in campo di Gerard Deulofeu è adesso un rebus. Il classe ’96, con ogni probabilità, come riportato dall’Udinese,  dovrà sottoporsi nelle prossime settimane ad un nuovo intervento chirurgico per risolvere il problema al ginocchio. Adesso, però, dalle parti di Udine si interrogano riguardo i tempi di recupero dall’infortunio, ed una delle domande che più prolifera è quella relativa alla data del ritorno sul rettangolo verde dell’ex Everton e Watford.

In merito a ciò, si è espresso ieri il tecnico dei bianconeri Sottil in conferenza stampa, in seguito alla sconfitta contro il Torino. Questo il pensiero dell’allenatore dei friulani su Deulofeu:

PREOCCUPAZIONE – “Quando siamo andati sotto la squadra ha chiaramente reagito cercando di riacciuffare il pari attraverso il gioco. Ma siamo alle solite e in questo momento siamo un po’ in emergenza perché abbiamo perso Deulofeu, Nestorovski e Pereyra e quindi non c’erano tante alternative. Spero e mi auguro che rientrino, ma Deulofeu non credo”.

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La Curva Fiesole è già in clima Juve-Fiorentina: arriva il comunicato

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Juventus-Fiorentina non è mai una partita qualunque. Da decenni ormai aleggia la rivalità tra queste due squadre, alimentata anche dal fatto che molti giocatori hanno vestito entrambe le maglie. Anche sugli spalti, gli animi sono sempre tesi. Di seguito, il comunicato ufficiale della Curva Fiesole che riguarda la partita Juventus-Fiorentina, in scena all’Allianz Stadium domenica alle ore 18.

IL COMUNICATO-“I gruppi organizzati della Curva Fiesole comunicano che non parteciperanno alla prossima trasferta a Torino. Non accetteremo mai le condizioni imposte da chi da sempre rappresenta il male assoluto del calcio. Non pagheremo mai queste cifre folli per assistere al loro sporco spettacolo. Non saremo mai disposti a iscriverci al sito ufficiale della Juventus, come esplicitamente richiesto per acquistare i biglietti. Rivolgiamo pertanto un invito a tutti I Tifosi Viola a boicottare la trasferta di Torino. È arrivata l’ora di dare un segnale forte ai “padroni” che hanno fatto di questo sport un business”.

 

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