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Monza, Icardi è un sogno così lontano?

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Tra un mese, il Monza comincerà la sua prima stagione in Serie A, grazie alla coppia Berlusoni-Galliani. Quando hanno rilevato la squadra brianzola nel 2018 avevano fatto subito capire di puntare in alto. Ai tempi il Monza era in Lega Pro e le è bastato solo un anno sotto la nuova proprietà per salire in cadetteria. In Serie B invece il salto non è riuscito al primo tentativo, ma al secondo, quando il Monza ha espugnato l’Arena Garibaldi di Pisa, appena 1 mese fa.

I colpi alla Galliani non si sono di certo fatti desiderare: sono già arrivati Ranocchia, Cragno, Sensi e addirittura il monzese Pessina. Colpi formidabili per una neopromossa, ma le suggestioni non finiscono. Si vocifera che sia stato contatto pure Mauro Icardi dalla società brianzola.

L’argentino è da ormai 3 anni a Parigi e non ha fatto il tanto atteso salto di qualità che ci si aspettava. Ha realizzato 124 gol in 219 presenze all’Inter, di cui è stato anche capitano. Poi le liti con la società e la spaccatura con lo spogliatoio. Icardi a malincuore si allontana da Milano e riesce a trovare una soluzione molto sfidante: il Paris Saint-Germain. In Francia non è mai stato titolare, nonostante lo stipendio da 10 milioni di euro e, soltanto, 38 reti.

Ci sono stati diversi contatti per riportarlo in Italia, precisamente alla Juventus. Poi i bianconeri hanno deciso di puntare su Dusan Vlahovic, e quindi niente Juve per l’argentino. Più passa il tempo e più Icardi si deve ridimensionare. Se vuole cercare di tornare almeno lontamente ad essere il giocatore visto a Milano, urge per lui un cambiamento. Magari proprio in Serie A, il campionato in cui ha esordito con la maglia della Sampdoria.

La scorsa settimana si è parlato di un contatto tra Galliani e Wanda Nara. Alcuni dicono che Berlusconi abbia già preparato un piano sia per Icardi che sua moglie, in veste di opinionista per programmi Mediast. Per ora queste sono ancora ipotesi, di cui non si sa esattamente quanta verità ci sia, ma di sicuro Galliani un tentativo lo vuole fare per Icardi.

Come se non bastasse, ha aperti un’altra pista che riguarda l’attacco: Edinson Cavani. Altra punta sudamericana passata da Parigi, che ha provato a ritrovarsi a Manchester ma senza successo. Può tornare anche lui in Italia, ma sarebbe un caso diverso, perché Cavani ha già 35 anni e difficilmente lo si ritroverà tra i contesti internazionali più importanti. Può comunque fare molto bene in una media-piccola come il Monza che si vuole prefiggere subito obiettivi importanti.

Giocatori diversi, età diverse, ma entrambi sarebbero dei colpi di dimensioni stratosferiche per la piccola Monza. Chiaramente Icardi sarebbe ancor più importante come acquisto, dato il maggior stipendio e l’età più giovane. Si è visto che il Monza non si tira indietro quando c’è da fare colpi importanti, ma Icardi in Brianza è dvvero fattibile?

Di nomi così grossi se ne sentono diversi accostati al Monza ultimamente, come addirittura Dybala. Galliani avrà un’estate molto intensa e farà molto probabilmente altri acquisti importanti, ma riuscirà a spingersi nell’immaginabile?

Nel caso specifico di Icardi, tanto dipenderà se il giocatore deciderà di volersi rilanciare a livello realizzativo. Il decreto crescita sicuramente aiuterebbe il Monza a pagare in parte lo stipendio dell’argentino, ma rimane comunque una cifra troppo alta anche per una neopromossa ambiziosa. Il contratto di Icardi al Paris Saint Germain scade il 30 giugno 2024. Maurito non ha intenzione di liberarsi prima di quella data e molto difficilmente arriverà alle casse del Paris una cifra che possa soddisfarli. L’unica soluzione rimane quindi un prestito, ma resta sempre una soluzione da fantamercato. Ciononostante Galliani nella sua carriera ha fatto parecchie “bombe di mercato”.

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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