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Motivazione come X-Factor della Roma

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  • Focus su RomaJuventus

QUESTIONE DI OBIETTIVI

Da un lato una squadra famelica, messa alle strette da una concorrente che dista solo un punto ed ansiosa di terminare la stagione mantenendo intatta la posizione attualmente ricoperta.

Dall’altro una squadra ‘conservatrice’ scende in campo con cinque panchinari e la mentalità di consumarsi il meno possibile in vista dell’imminente finale di Coppa Italia.

La differenza, a giochi fatti, è assolutamente netta. Come insegna la storia di questo celebre sport, la motivazione è un fattore che come pochi altri può portare una realtà od un collettivo a raggiungere grandi traguardi. La Roma vista la sera prima ha meritato, difatti, la vittoria, proponendosi in tutto il proprio splendore e la propria grinta, conducendo al 3-1 finale una partita messasi tutt’altro che bene nella fase iniziale, in seguito alla marcatura del temporaneo 1-0 firmata da Mario Lemina.

I giallorossi di Spalletti hanno ampiamente dimostrato come – se riuscissero a giocare tutte le partite con la stessa mentalità – la loro lotta per i vari obiettivi non si chiuderebbe già prima di maggio. È da segnalare come nota positiva l’adeguata gestione della gara di De Rossi e compagni i quali, dopo il 3-1, sono stati in grado di gestire con lungimiranza la fase di non possesso del match, trovando più spunti offensivi di riguardo in contropiede. Il risultato – ma soprattutto la prestazione sfornata – rappresentano un punto di partenza valido da cui ricominciare la prossima stagione: umiltà, lavoro e concentrazione dovranno essere le parole chiave che illumineranno il nuovo ciclo romanista, in procinto di andare in scena senza Totti e con la nuova figura di Monchi.

CONSERVARSI

La Juventus scesa in campo nella giornata di ieri – contrariamente a ciò che il proprio motto – è un collettivo che ha calcato il campo con l’obiettivo di ottener il maggior risultato col minimo sforzo; non inteso nel senso che i giocatori non abbiano sudato la maglia, quanto piuttosto che il Mr. Allegri non gliene abbia dato la chance, decidendo di preservarli per la finale che potrebbe ipotecare il ‘double‘ stagionale di titoli bianconeri. Si tratta di una scelta che ha infiammato gli animi dei tifosi della Vecchia Signora che – col senno di poi – sono apparsi delusi dalla scelta di sacrificare una gara di tale importanza all’altare della mentalità conservatoria.

La scelta, assolutamente opinabile, appare tuttavia frutto di un pensiero assolutamente legittimo che prevede di non mostrarsi eccessivamente prepotenti o istintivi, in modo da gestire al meglio le energie e gli uomini che, come preventivato, stanno terminando la benzina. Allungando l’occhio ai prossimi impegni di campionato, per l’appunto, la Juventus non dovrebbe vivere grossi spaventi contro Crotone e Bologna che, per quanto affamate o insidiose, non potrebbero nulla contro dei bianconeri ansiosi di chiudere la pratica Scudetto.

In sintesi, a fare la differenza, è stata la motivazione delle due squadre; una delle due ha vissuto la partita con la dovuta carica agonistica e con protagonisti pronti al tutto per tutto (ne è un esempio Nainggolan, sceso in campo non al 100% pur di dire la sua); l’altra, di contro, ha vissuto l’impegno come se esso fosse un peso ineluttabile.

RIMPIANTI

Rimpianti? Sì, molti, per ambedue le squadre.

La Roma di ieri ha gestito egregiamente la pressione del Napoli ed ha arraffato i tre punti con convinzione e ‘garra’, attaccando e difendendo secondo i momenti del match; peccato che questo rendimento non si rispecchi in un percorso di continuità destinato a durare per un’intera stagione. I giallorossi, in tal senso, dovranno lavorare su questo aspetto per potersi giocare lo scettro della competizione contro la solita favorita di turno. Ad affermare la veridicità di tale tesi è Luciano Spalletti stesso:

“Loro sono fatti così: scivolano una volta e, immediatamente, tornano quelli di sempre. Accadrà anche ora che hanno perso qua a Roma, sono forti nella testa, te ne accorgi fin da quando gli vai a stringere la mano prima della partita. Noi dobbiamo imparare come non si stacca mai la spina…”.

La Juventus, invece, rimpiange soprattutto i pareggi maturati contro Atalanta e Torino. Vincere anche solo in uno dei due appuntamenti precedenti avrebbe garantito maggior serenità che, invece, non sembra voler giungere. In tal caso, l’ambiente bianconero deve guardare al futuro con sguardo ottimista: i cali di tensione ravvisati nelle ultime partite di campionato sono dei segnali d’allarme che vanno intercettati e trasformati prima di compromettere il sogno.

Ha qualcosa da dire al riguardo il difensore della Vecchia Signora, Leonardo Bonucci:

“Non ci può assolutamente stare questo calo, abbiamo concesso troppo subendo sei gol nelle ultime tre partite. Tutto questo è inammissibile per la Juventus, nonostante il buon primo tempo giocato. Nella ripresa, poi, abbiamo staccato la spina, è inspiegabile perché siamo a un passo dall’obiettivo e ci dovrebbe essere ancor più voglia di raggiungerlo. Speriamo che questo calo ci serva da lezione per le prossime partite. Quando sei vicino all’obiettivo lo devi prendere, senza calcoli e senza pensare alla finale di mercoledì. Stasera dovevamo chiudere lo scudetto, ora dovremo giocare mercoledì per vincere e poi fare la stessa cosa contro il Crotone. Se oggi avessimo giocato per vincere lo scudetto domenica prossima potevamo recuperare energie, sarebbe stato importante chiudere oggi.”

La meta è vicina, ma bisogna ancora effettuare quale piccolo sforzo per arrivarvici.

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Calciomercato

Lo Spezia fa il prezzo per Kiwior: il punto

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Jakub Kiwior, centrale difensivo classe 2000 dello Spezia impegnato con la PoloniaQatar 2022, è un giocatore molto ricercato dai grandi club italiani, ma attenzione alle insidie delle big europee. Il polacco ha sorpreso molto gli scout dei grandi club italiani come JuventusMilan e Napoli, tanto da creare una vera e propria battaglia.

Kiwior è cresciuto in Belgio, nel settore giovanile dell’Anderlecht, la prima esperienza tra i grandi è con l’FK Zeleziarne Podbrezova, in Serie A slovacca. È sempre stato un difensore molto solido capace di dare stabilità alla retroguardia della propria squadra. L’anno scorso ha collezionato 22 presenze con lo Spezia e prestazioni in crescendo, tanto da attirare le attenzioni del West Ham.

La Juventus segue con attenzione il difensore centrale mancino dello Spezia. I bianconeri potrebbero puntare sul polacco già a gennaio nel caso in cui la difesa tre venisse confermata da Allegri, giocando da braccetto di sinistra. Per quanto riguarda il Milan, i rossoneri ci pensano ma più per la sessione estiva di calciomercato.

Secondo Fabrizio Romano, noto insider di mercato, lo Spezia vuole € 15/20 milioni per vendere Jakub Kiwior nel 2023 poiché ci sono molti club interessati alla Serie A. Lo Spezia spera di mantenere Kiwior almeno fino a giugno.

 

 

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Calcio Internazionale

Il Chelsea osserva Hincapie: presto un’offerta al Leverkusen

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ecuador

Piero Hincapie si è guadagnato l’occhio delle inglesi. Tutto è iniziato con la Copa America dell’anno scorso in cui le voci di mercato circolavano a destra e manca. Infatti, dal Talleres, Hincapie si è trasferito al Leverkusen, che potrà leccarsi i baffi pensando alla ricca plusvalenza che potrebbe portare il calciatore. Difatti, il centrale mancino, all’occorrenza anche terzino, è costato solo 6 milioni.

Come riportato dal Mirror, il Chelsea ha messo gli occhi su di. Hincapie è un osservato dei Blues da un anno. L’impatto del ragazzo in Bundesliga è stato fin da subito più che positivo. Al momento, anche altri team di Premier League sono interessati al calciatore, attualmente impegnato in Qatar con il “suo” Ecuador. La notizia riportata dal tabloid inglese riguarda però un interessamento più che concreto da parte del Chelsea, che avrebbe in mente di preparare la prima offerta per Hincapie, portando il club di Stamford Bridge un passo avanti rispetto alla concorrenza.

In attesa di sviluppi ufficiali, il nome di Piero Hincapie continua a circolare come obiettivo di mercato di diversi top club.

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Flash News

Il Torino rientra dalle vacanze: da domani si torna sui campi di allenamento

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Torino

In casa Torino le vacanze sono terminate e già da domani si torna sui campi di allenamento per preparare al meglio la ripresa del campionato. Sono bastate due settimane di relax, ma ora è tempo di tornare a lavorare sotto l’ombra della Mole. Alcuni hanno optato per il freddo dell’Islanda, come Gemello, terzo portiere dei granata, mentre altri, come il capitano Buongiorno, hanno optato per il caldo del Mar Rosso e la cultura della Valle dei Re a Luxor.

C’è chi però ha deciso di non smettere mai di allenarsi. É il caso di Pellegri che, dopo i numerosi infortuni che lo hanno colpito durate la prima parte di stagione, ha deciso di rimanere dalle parti del Filadelfia a sudare per cercare la forma migliore.

Il gruppo a disposizione di Juric non sarà al completo date le assenze causa Mondiale: Milinkovic-Savic, Lukic e Radonjic con la Serbia, Rodriguez con la Svizzera e Vlasic con la Croazia.

Juric e il suo staff dovranno tenere sotto osservazione le condizioni di Schuurs. Il difensore olandese si era fermato contro la Sampdoria per un problema alla spalla. L’ex Ajax ha già svolto un programma specifico preparato dall’équipe medica durante la sua vacanza a Dubai e ora mette nel mirino la sfida del 4 gennaio contro l’Hellas Verona.

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Flash News

Dimarco si è preso l’Inter: da alternativa a Bastoni a protagonista sulla fascia

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Dimarco

Federico Dimarco è una delle note più positive della stagione nerazzurra. Fin qui, il classe ‘97 in campionato, ha messo a segno tre gol e fornito un assist. Un rendimento ad alto livello per Dimarco il cui status, in poco meno di un anno, è radicalmente cambiato all’interno degli equilibri della rosa a disposizione di Simone Inzaghi. Il Corriere dello Sport ha analizzato il percorso e i progressi fatti dall’esterno italiano:

“Poco meno di un anno fa, l’Inter decideva di cautelarsi dal possibile addio di Perisic andandosi a prendere dall’Atalanta Gosens, considerato uno dei migliori esterni sinistri del campionato. In questo modo, Dimarco avrebbe dovuto diventare definitivamente il vice-Bastoni, così da poter sfruttare le sue doti tecniche: in fase di possesso, infatti, da difensore può trasformarsi di fatto in un centrocampista aggiunto. Insomma, un perfetto esempio di programmazione. Tanto più che, a fine stagione, Perisic sceglieva di raggiungere Conte alla corte del Tottenham. Tuttavia, alla riprova dei fatti Gosens non ha mai raccolto la sua eredità. Il vero sostituto del croato, infatti, si è rivelato Dimarco, che ha convinto Inzaghi a riportarlo sulla fascia. Con il rendimento del mancino che ha cominciato a crescere di settimana in settimana”.

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