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Moto GP, Phillip Island: Marquez prepara il primo match point

Moto GP, Phillip Island: Marquez prepara il primo match point

Il cannibale Marquez mette una seria ipoteca sul Mondiale con un diretto ben assestato alle speranze di Dovizioso e della Ducati. Una gara gestita perfettamente dall’inizio alla fine, tirandosi fuori dalla battaglia al primo posto al momento giusto, alzando i ritmi e andando via. Fa semplicemente impressione vedere un pilota diabolico sul giro secco, martellante sul passo gara e dominante a livelli “rossiani” nel corpo a corpo. Lo stesso Valentino ci ha provato per buona parte della gara a resistere a Marc (forte anche di una scelta di gomme alla fine rivelatasi azzeccata) ma la Yamaha di oggi contro la Honda (“quella” Honda) perde 8 volte su 10. Ducati persa nei meandri della bassa zona punti, con Dovi che ha lottato tutto il weekend con una moto nervosa in frenata ed inadatta per una pista piuttosto guidata come Phillip Island. L’errore alla prima staccata è un po’ la sintesi del suo weekend complicato arrivato nel momento peggiore della stagione.

Dicevamo di un Marquez eccellente. Lo spagnolo ha, ancora una volta, tirato fuori una capacità di gestire i momenti di gara fuori dal normale. Non si è tirato indietro quando c’è stato da lottare (e con Rossi, Zarco, Iannone e Vinales vicino c’è veramente tanto da lottare) riuscendo comunque a mantenere le gomme abbastanza in ordine per poter allungare alla fine. Bello il sorpasso su Valentino, moto come al solito perfetta. Dimostra ancora una volta di saper registrare il limite del mezzo giro dopo giro, forzando il giusto per mantenere l’equilibrio tra passo e condizioni delle gomme. Insomma, poteva fare il ragionere ed arrivare tranquillamente sesto ed invece è andato a vincere di prepotenza. Mancano 50 punti da assegnare e ne ha 33 di vantaggio sul Dovi, solo la matematica o una sua caduta (alle quali abbiamo assistito quest’anno non pochissime volte, a dire il vero) lo separano da un altro titolo. Secondo “il Dottore”. Ad un certo punto della gara sembrava potesse vincerla tranquillamente, quando Jack Miller ha mollato il primo posto per scendere più in basso. Scelta di gomme ottima, due medie che hanno resistito all’usura dandogli vantaggio su Iannone e Zarco nei momenti più concitati della gara. Vederlo sul podio quando una persona normale a 37 anni con una gamba in disordine starebbe sul divano è bellissimo e surreale allo stesso tempo. La Yamaha ha molto da risolvere per l’anno prossimo, sia a livello di motore che di telaio dalle rispettive Honda e Ducati. Lui e Vinales sono forse la miglior coppia di piloti al momento nella stessa squadra e la casa dei 3 diapason deve sfruttare Valentino Rossi in sella. Per esperienza, carisma, carattere, talento è insostituibile. Poi, tutti vorremmo vederlo lottare per il titolo ancora un’altra volta.

In tutto questo, a ridosso del podio le questioni si sono fatte estremamente interessanti. Prima Zarco e Iannone, poi Vinales hanno dato vita ad una battaglia molto maschia a suon di staccate. Phillip Island non è una pista favorevolissima ai sorpassi per mancanza di rettilinei lunghi e staccate pesanti ma la parte guidata adagiata sui saliscendi è stata il teatro per talento di Iannone nel riscrivere i punti di corda di una pista. Così come Zarco (che guida una Yamaha dell’anno scorso) e Vinales, che alla fine la spunta all’ultimo giro sul francese. La Suzuki di Andrea finisce sesta dopo aver mollato negli ultimi due giri, superato anche da Cal Crutchlow.

Weekend tremendo per tutte le Ducati in pista. Prima classificata quella di Redding, dodicesima, che sopravanza Dovizioso all’ultimo giro. Lorenzo chiude 15°, Petrucci oltre la ventesima posizione. Pochissime le speranze di titolo rimaste in mano ad Andrea, che deve sperare in un passo falso di Marquez a Sepang per aspirare ad un titolo mondiale atteso da moltissimo tempo. Sepang è una pista molto più consona alle caratteristiche della Ducati (più simile a Motegi che a Phillip Island) ma il meteo potrebbe giocare una parte importante nella definizione dei valori in un GP storicamente complicato. Non è ancora il tempo di tirare le somme perchè finchè Pitagora dà una speranza è lecito crederci fino alla fine, però la casa di Borgo Panigale ha disputato ad oggi un campionato di livello assoluto, il migliore tra gli umani. Poi c’è il 93 che fa un altro mestiere, ma questa è un’altra storia.

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