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Mourinho, come può cambiare la sua Roma dentro e fuori dal campo

Quello che è sbarcato nella capitale, sponda giallorossa è un vero e proprio ciclone che ha un nome e un cognome : Josè Mourinho. In un normale pomeriggio di martedì, arriva l’annuncio improvviso sul sito ufficiale della Roma: Josè Mourinho sarà il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra. Una notizia che ha mandato in estasi tutto il popolo giallorosso, che conosce, come un po’ tutti, cosa può portare dentro e fuori dal campo un allenatore come lo Special One.

Fonte foto: profilo Instagram @officialasroma

PERCHÈ PROPRIO MOURINHO?

Una delle tante domande che ci siamo posti dopo questo clamoroso annuncio è: perché proprio Mourinho? Cosa ha spinto veramente i Friedkin ha ingaggiare Josè? Sicuramente il suo curriculum parla da sé; ma, seguendo il progetto tecnico giallorosso, dopo l’addio di Fonseca, ci sarebbe aspettato un tecnico come Maurizio Sarri, che ha una filosofia di gioco simile a quella dell’ex Shakhtar Donetsk. Invece è arrivato un allenatore con un blasone quasi mai visto nella capitale. Probabilmente la società ha deciso di puntare a vincere subito, perchè con Mourinho non si scherza. Magari a Roma si è deciso di cambiare visione del calcio, che, in passato, ha portato negli ultimi anni allenatori come Spalletti, Di Francesco e Ranieri. La società spera quindi in una scossa che probabilmente solo una persona come Josè Mourinho può portare.

MOURINHO: PERCHÈ PROPRIO LA ROMA?

Sul perché l’allenatore portoghese abbia scelto la Roma, possiamo affidarci alle parole pronunciate dal diretto interessato:

“Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto, ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa società. Quest’aspirazione e questa spinta sono le stesse che mi motivano da sempre e insieme vogliamo costruire un percorso vincente negli anni a venire. L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico e non vedo l’ora di iniziare la prossima stagione.”

Potrebbero essere semplici frasi di circostanza, ma quando parla Mou non escono mai parole banali. Le sue affermazioni ci fanno intendere che lui crede nel progetto giallorosso. Ma ovviamente chiederà un mercato all’altezza del suo blasone.

LA VISIONE DEL CALCIO DI JOSÈ

La visione calcistica del nativo di Setúbal si basa sull’attesa dell’avversario, al quale molto spesso viene lasciato il possesso palla. Dopodiché scatta il contropiede, quasi sempre letale. La squadra si posiziona compatta nella propria metà campo con tutti i suoi giocatori dietro la linea della palla. Solo nel momento in cui gli avversari avanzano il loro baricentro, la squadra costruisce un pressing, cercando di ripartire attraverso le qualità tecniche e fisiche della sua squadra. È uno stile di gioco che il tecnico portoghese ha attuato quasi sempre nelle sue avventure; per esempio, in alcuni match nell’anno del triplete fece addirittura arretrare Pandev ed Eto’o sugli esterni.  Lo stile di gioco di Mourinho si riassume nella sua celebre frase pronunciata dopo la semifinale di ritorno di Champions League contro il Barcellona, nel 2010. La punzecchiatura nei confronti di Guardiola fu evidente:

“Loro felici con la palla, noi felici a Madrid”.

Fonte foto: profilo Instagram @josemourinho

COME LO SPECIAL ONE PUÒ CAMBIARE REALMENTE QUESTA ROMA

Tralasciando il personaggio, come può Mourinho, dal punto di vista tecnico-tattico, cambiare la Roma? Innanzitutto in carriera, ha vinto 8 titoli nazionali e per 7 volte con la migliore difesa del campionato: due col Porto, tre col Chelsea, due con l’Inter; solo a Madrid ha conquistato la Liga subendo 3 reti in più del Barcellona. Visto che la Roma, in questo momento, ha la dodicesima difesa della Serie A, è chiaro che ci sarà una rifondazione del reparto difensivo. A partire da Pau López, che, probabilmente, quest’estate lascerà la Roma. Sicuramente Mourinho opterà per una difesa a 4.

Mourinho potrebbe trovare nella figura di Alessandro Florenzi -che dovrebbe tornare dal prestito dal PSGil suo jolly. Un po’ come lo era Zanetti ai tempi dell’Inter. Mezz’ala, terzino, esterno d’attacco: potrebbe svariare in quasi tutti i ruoli nel 4-2-3-1 di Mou. A centrocampo la Roma ha tanta qualità; possiede giocatori come Veretout, Villar, Pellegrini. Ma anche centrocampisti di rottura come Bryan Cristante. Nel 2010 trasformò Cambiasso da interno a mediano (con ottimi risultati), che non faccia lo stesso con Pellegrini? Però, ci pare possibile che lo Special One chiederà magari un bel centrocampista adatto al suo modulo: si pensa a Van De Beek, ma per il momento è solo un’idea.

 

Fonte foto: profilo Instagram @officialasroma

Davanti la Roma presenta un organico importante. Mourinho può variare tanto sulla trequarti: potrebbe mettere Zaniolo esterno a destra, sfruttando anche le sue qualità fisiche; c’è Mkhitaryan, che potrebbe partire anche da esterno a sinistra. Ruolo che ovviamente interpreterebbe diversamente da Stephan El Shaarawy. Attenzione anche al ritorno dal prestito di Justin Kluivert, giocatore su cui Mourinho non ha mai nascosto il suo interesse; lo Special One potrebbe anche affidarsi all’esperienza di Pedro.

fonte: profilo instagram di @borjitamayoral

Come centravanti la Roma possiede già Edin Dzeko e Borja Mayoral. Lo spagnolo dovrebbe rimanere, magari non da attaccante titolare. Mentre per l’ex Manchester City sembra arrivato veramente il momento di lasciare i giallorossi. Sappiamo però che il mago di Setúbal non ama fare cose banali. Potrebbe decidere anche di tenere il bosniaco; ma in caso contrario, pronti già dei nomi per il centravanti: Belotti, Vhlaovic,Icardi. Le idee ci sono. Ora tocca a Mou metterle in atto. Come solo lui sa fare.

 

 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @josemourinho

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