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Special problems for the Special One

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Lo United è riuscito, faticosamente, a strappare il pass per la finale di Europa League. Tuttavia la squadra di Mourinho mostra ancora molte imperfezioni che sicuramente dovranno essere riviste per la prossima annata e anche, in parte, per questo finale di stagione. Sono sicuramente molti gli elementi tecnici e tattici che lo Special One ha sistemato in questa squadra da quando si è seduto sul seggiolino più osservato all’Old Trafford. Vedendo giocare i red devils però balzano subito all’occhio diversi problemi che l’ex allenatore del Chelsea fatica forse a risolvere…

LA COESIONE DEGLI UNDICI

Gli uomini in rosso interpretano in maniera opposta la fase difensiva rispetto quella offensiva. Quando il pallone ce l’hanno gli altri, tutti e undici arretrano formando una ragnatela difensiva non propriamente regolare. Diciamo piuttosto che queste forme geometriche strutturate dal centrocampo e dalla difesa tendono a spostare il baricentro del team in una zona davvero bassa del campo, quasi sulla linea dell’area, se non oltre. Questo in ogni momento in cui sono gli avversari a costruire gioco. Non viene quasi mai imposta una pressione alta, il che permette agli oppositori di guadagnare tanto terreno di gioco. La diga che costituisce la fase difensiva il più delle volte si rivela comunque efficace. Un sistema difensivo che mostra qualche traccia italiana, specialmente per quel richiamo al catenaccio che tutti noi ben conosciamo.

I numeri in effetti parlano chiaro. 15 clean sheet, 27 gol subiti e solo 4 sconfitte (numeri riferiti al campionato. Dati presi da http://it.fcstats.com/club,statistiche,manchester-united,13.php). L’acquisto di Bailly si sta dunque rivelando importante e centrato. Inoltre va aggiunto che l’estremo difensore è un certo De Gea, portiere che merita sicuramente di essere messo nella top 5 mondiale dei goalkeepers. E allora, come mai una squadra così ben resistente non convince lo stesso? Il problema vero forse resta l’attacco, ricco di fenomeni ma povero di reciproche intese.

QUESTIONI DI… MATEMATICA

In un campionato come la Premier League, è logico aspettarci che non sia per forza la squadra con meno gol subito a trionfare. In Inghilterra contano i gol fatti, contano le giocate offensive, contano in poche parole quelle dinamiche di squadra che spettacolarmente riescono a far esultare i tifosi. Tuttavia da un club come lo United è doveroso aspettarsi un gran bel gioco. In effetti gli elementi per costruire una super squadra ci sono. Storia, Stadio, top players e top allenatore sono più che presenti. Manca dunque quella linfa per accendere il potenziale.

Un potenziale che si manifesta a fasi alterne come la corrente. L’incostanza fa da padrona nel gioco di questo United. Molto probabilmente però la squadra dello Special One necessita solamente di altro tempo. La macchina rossa non è stata ancora collaudata alla perfezione. Le pedine di questa scacchiera devono proseguire il proprio labor limae per il bene del gruppo. Sì, perché ora non si può parlare ancora di una vera e propria squadra. Quest’ultimo termine è ben “sinonimato” per esempio da formazioni come Juventus, Real e Atletico. Non bastano dunque i soldi per avere quell’intesa complessiva fondamentale per vincere. Ed è questo lo special problem numero 1 per Mourinho. Un problema che richiede un lavoro complicato.

Per ora i giocatori dello United si comportano in maniera individualistica. Ognuno vuole brillare come una stella associale, ma senza capire che in realtà sono le costellazioni ad avvicinarsi di più al concetto necessario per passare l’esame di “Scienze della formazione di squadra”.  Una semplice operazione riassume la situazione attuale dei reds: l’addizione. Tanti fenomeni messi insieme per formare un undici molto temibile se preso singolarmente. Ma non è così che si vince. Già, perché la vera soluzione sta nella moltiplicazione. “Che follia” starete pensando mentre leggete queste righe. Eppure la moltiplicazione è sostanzialmente valorizzazione reciproca dei giocatori. Uno specchio dell’altro. Prendere le qualità del compagno per valorizzare le mie con un lavoro di complementarietà. Il tridente del Barça ben rappresenta questo concetto. La difesa della Juve pure. Parole per ora scritte, ma che vanno imparate per la conquista del successo di Squadra…

LA MANO DEL PORTOGHESE

In ogni caso, sia per il buon lavoro di Mourinho che non definirei fallimentare, sia per la confidenza che è nata tra i giocatori, lo United ultimamente riesce ad essere più squadra. Del resto non si può pensare di vincere solamente grazie a delle giocate di un 19enne appena sbocciato. Egli dev’essere un arma in più della squadra, e non un punto principale del gioco. Mourinho lo sa e per questo cerca di lavorare su altri fattori. L’importanza di Herrera a centrocampo si sta vedendo eccome. Lui forse più di tutti sta capendo al meglio le richieste del mister. Un mister che mentre attende il lavoro del tempo, pensa a limitare i danni. E se limitare i danni consiste nel vincere una coppa nazionale e raggiungere la finale di Europa League al primo anno, bisogna attendersi grandi cose per la prossima stagione.

 

 

 

 

 

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Allegri e Cherubini volevano lasciare la Juve: il retroscena dopo lo shock del CdA

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Allegri

Continuano ad emergere nuovi dettagli e retroscena dopo lo shock delle dimissioni del CdA della Juventus. L’ultimo in ordine di tempo vede protagonisti Massimiliano Allegri e Federico Cherubini, che secondo la Gazzetta dello Sport volevano rassegnare le dimissioni dopo la fuga dell’ormai ex CdA bianconero.

A quel punto sarebbe intervenuto direttamente John Elkann, che avrebbe ribadito ad entrambi la centralità che avranno anche nel prossimo futuro della Juventus, poiché anche se con protagonisti diversi in dirigenza, il lavoro sul lato sportivo non vedrà cambiamenti o ridimensionamenti.

Dunque si proseguirà con Allegri, che nella serata di ieri sarebbe stato a cena con Andrea Agnelli, il quale avrebbe chiesto all’allenatore toscano di proseguire e di portare a casa un trofeo a fine stagione.

Il prossimo obiettivo della Juve ora è il raduno alla Continassa del 6 dicembre, quando i giocatori che non hanno preso parte al Mondiale in Qatar si ritroveranno per preparare al meglio la ripresa della Serie A.

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L’Inter certifica l’aumento dei ricavi e prosegue la ricerca del nuovo main sponsor

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Inter

Il Consiglio di Amministrazione dell’Inter avvenuto ieri certifica l’aumento dei ricavi societari, anche se con un “ma”. Ovvero i mancati introiti di Digitalbits.

Secondo il Corriere dello Sport, l’accordo prevedeva 16 milioni che avrebbero già dovuti essere versati nelle casse nerazzurre come prime due rate di un totale di 24 milioni complessivi per la stagione. Nonstante questi mancati ingressi, il CdA ha registrato un aumento del 31% dei ricavi, che mostrano la bontà del lavoro commerciale svolto dall’Inter. In ogni caso la società ha fatto sapere che si avvarrà di ogni mezzo per tutelare i propri interessi e diritti per far valere gli accordi presi e non rispettati con Digitalbits.

NUOVO SPONSOR

Nel frattempo procede la ricerca di un nuovo main sponsor, che secondo alcune indiscrezioni porterebbero ad HiSense, sponsor anche del Mondiale in Qatar.

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Murillo sveglia la Sampdoria: “I tifosi hanno ragione, dobbiamo dare di più”

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Stankovic

Campionato fin qui da dimenticare per la Sampdoria, penutima con soli 6 punti, a 7 punti dallo Spezia che occupa l’ultima casella utile per la permanenza in Serie A. La situazione della squadra di Stankovic è fotografata anche dai numeri, che vedono la differenza reti dei blucerchiati ad un impietoso -21, la peggiore di tutto il campionato.

LA CARICA DI MURILLO:

La ripresa post Mondiale della rincorsa alla salvezza dovrà avere un altro ritmo, e a suonare la carica a tutto l’ambiente della Sampdoria ci pensa Jeison Murillo, in un’intervista al Secolo XIX:

Comincia un nuovo percorso. In campo dovremo trovarci come una famiglia, siamo tutti sulla stessa barca, per cambiare rotta dobbiamo lavorare molto forte. Ognuno sa di doversi guardare allo specchio, di dover lavorare e dare di più di quanto fatto. I tifosi sono arrabbiati e hanno ragione, ci hanno sempre sostenuto e noi siamo finiti sempre più dietro. Ma dobbiamo essere positivi, tornare in campo e lottare per il club. Abbiamo 40 giorni, dobbiamo sfruttare al massimo ogni allenamento“.

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UFFICIALE, Luca Lotti entra nel CdA dell’Empoli

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Empoli

L’Empoli, attraverso una nota ufficiale, ha reso noto il nuovo CdA che guiderà il club toscano. Corsi confermato presidente, l’ex Ministro dello Sport Luca Lotti entra a far parte della società come consulente. Ecco le parole della nota:

Empoli Football Club comunica che l’Assemblea dei Soci ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione. Il CdA è composto da Fabrizio Corsi (Presidente), Rebecca Corsi (Vice Presidente e Amministratore Delegato), Stefano Calistri (Consigliere). Empoli Football Club rende inoltre noto che Luca Lotti ha assunto la carica di collaboratore e consulente esterno, addetto ai rapporti con soggetti istituzionali e privati, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi della società“.

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