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Champions League

Mudryk e Ferran Torres: in Champions League tornano le stelline del futuro

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Mudryk-Torres, la Champions League affiora con i suoi migliori giovani

Mudryk e Ferran Torres sono i due gioiellini che si son presi la scena nella prima giornata della nuova stagione di Champions League. Il primo, attaccante laterale ucraino dello Shakhtar Donetsk, ha messo in seria difficoltà la difesa del Lipsia alla RedBull Arena. Il secondo, attaccante spagnolo in forza al Barcellona, ci ha messo 6 minuti per confezionare un gol e un assist nel 5-1 contro il Viktoria Plzen.

Siamo solo all’inizio di una nuova entusiasmante stagione di Champions League. Ma se le prospettive sono queste, ci sarà da divertirsi. Soprattutto con i nuovi giovani, saliti alla ribalta già in questi primi novanta minuti. Mudryk ha dominato la scena nel primo martedì sera di questa edizione. Mentre Ferran Torres si è preso le luci della ribalta del mercoledì di Champions.

MYKHAILO MUDRYK, CLASSE SOPRAFFINA COL DIEZ

Due gol e un assist a coronamento di una prestazione totale. Il match di Mykhaylo Mudryk alla RedBull Arena è da incorniciare. Di certo se lo ricorderà lui, che alla sua seconda assoluta da titolare in Champions League confeziona 90′ di grande livello. Tuttavia se la ricorderanno, in negativo, anche Simakan e Diallo, costretti a fare i conti con l’uragano ucraino.

Lo Shakhtar Donetsk gioca con la spinta dell’orgoglio e di chi proprio non ci sta a regalare alla sua gente altre sofferenze. Seppur di livello infinitamente minore rispetto a quelle che il popolo ucraino sta vivendo da qualche mese a questa parte. Mudryk è imprendibile per la difesa tedesca. E se il primo gol, complice un gravissimo errore di Gulacsi, si attribuisce totalmente a Shved, nelle altre tre reti, l’ucraino ha un ruolo importante.

Nel gol del 2-1 punta con decisione Simakan, gioco di gambe a grande velocità e poi serve una palla orizzontale per Shved, che sigla il raddoppio personale. Nella terza rete segue la progressione di Stepanenko, raccoglie l’assist in campo aperto e fulmina Gulacsi con un sinistro preciso a incrociare. Nella quarta rete sfugge alle spalle a Simakan e serve in orizzonale Lassina Traoré, che deve solo insaccare in corsa oltre le spalle del portiere ungherese.

Lo Shakhtar Donetsk non assegna la maglia numero 10 ad un giocatore qualsiasi. Da martedì sera, gran parte d’Europa sa perchè quel numero è proprio sulle spalle di Mykahylo Mudryk.

FERRAN TORRES, SEI MINUTI PER STUPIRE

Il match di Ferran Torres dura relativamente molto meno rispetto a quello degli altri suoi compagni di squadra protagonisti. Il suo Barcellona strapazza il Viktoria Plzen nel segno del nuovo numero 9, Robert Lewandowski. Torres entra in campo solo al 65′, rilevando uno spento Ansu Fati, sul risultato momentaneo di 3-1.

Bastano, però, solo 6 minuti per mettere la sua firma sul match. Al 67′ consegna una palla corta a RL9, assistendolo nella sua tripletta personale. Mentre solo quattro giri di lancetta più tardi raccoglie un ottimo pallone di Dembelé, coordinandosi in area per colpire al volo di sinistro in corsa. Una conclusione spettacolare, che non lascia chance a Stanek, estremo difensore della formazione ceca.

Ferran Torres, classe 2000, è stato uno dei grandi acquisti della scorsa campagna acquisti invernale. Di fatto, l’unico dei quattro che ah continuato ad indossare la maglia blaugrana. Traoré ed Aubameyang hanno trovato nuove sistemazioni in Premier League, dopo la bocciatura di Xavi. Dani Alves invece, richiesto dal tecnico spagnolo più per il suo carsima, che per il reale apporto che avrebbe potuto garantire, ora indossa la maglia del Pumas UNAM di Città del Messico.

Ferran Torres è un attaccate rapido e molto duttile, che può essere utilizzato sia al centro dell’attacco, che come ala, sia in veste di goleador che di assistman. Ha un grosso feeling con il gol ed è una cosa che ha dimostrato già al Manchester City di Guardiola, prima che al Barcellona. Nella vittoria del Camp Nou c’è anche il suo zampino. E Xavi sa di poter fare affidamento su di lui.

DIFFERENZE TRA I DUE

Naturalmente si sta parlando di due giocatori molto diversi, dal punto di vista della fama e delle esperienze pregresse. Mudryk è una giovane promessa del calcio ucraino, che può prendersi la scena e lasciare la terra natìa, per cercar fortuna altrove. Ferran Torres, invece, nonostante abbia solo 22 anni è già una solida realtà del calcio europeo. Lo dimostrano le 7 reti in 17 presenze in Champions League, accumulate in cinque stagioni con le maglie di Valencia, Manchester City e Barcellona.

Dal punto di vista tattico, parliamo di due giocatori molto simili. Due ali sinistre dal piede destro sopraffino, ma capaci di dare spettacolo anche col mancino. Entrambi molto abili nel dribbling e a creare superiorità numerica in attacco, con una naturale predisposizione a ricercare la spettacolarità della giocata. Ferran Torres garantisce più dominanza fisica, dettata da una maggiore altezza (185 cm, contro i 175 cm dell’ucraino) e da un assetto muscolare che lo evidenzia come un buon centravanti. Mudryk, invcece, preferisce muoversi come una gazzella alle spalle di uno o più attaccanti.

Sono, però, due giocatori che potrebbero diventare dei protagonisti del prossimo futuro. Ferran Torres ha l’opportunità di conquistarsi il Barcellona, diventando uno dei simboli dei blaugrana, in un futuro a medio termine. Mudryk, invece, potrebbe essere una buona pescata per una dirigenza che vede in lui grandi margini di miglioramento e decida di portarlo con sè. Non è da escludere un futuro in Premier League o anche nella stessa Liga spagnola, per un giocatore che nella serata di martedì ha dimostrato di avere le capacità per fare bene in certi ambienti.

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Calcio Internazionale

ESCLUSIVA – Trevisani si racconta: “Crollo Milan? Non credo”

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Questo pomeriggio Riccardo Trevisani, noto giornalista e telecronista sportivo, si è raccontato in esclusiva ai microfoni di Numero Diez. Ha parlato del suo lavoro, dell’attuale situazione di Inter, Juventus, Milan e di tanto altro.

CRISI INTER E JUVENTUS

Inter e Juventus stanno vivendo una crisi parallela, l’Italia è praticamente divisa: Simone Inzaghi e Max Allegri sono da esonerare? 

“Secondo me le situazioni di Inter e Juventus sono diverse. I nerazzurri vengono comunque da un campionato buono, con due trofei vinti e una squadra che per larghi tratti ha anche giocato bene. Secondo me gli errori stanno in alcune cose che riguardano la gestione ma viene comunque da una stagione positiva. La Juve ha fatto malissimo l’anno scorso e sta facendo anche peggio quest’anno. Anche l’Inter sta facendo peggio, ma son due ‘peggio’ differenti. Sono due situazioni a parer mio imparagonabili per una serie di motivi, fra cui quello di Allegri che sta allenando una squadra tecnicamente per il settimo anno e, se contiamo gli anni al Milan, sono pur sempre dieci anni di esperienza con squadre di questo stampo. Inzaghi possiamo dire che è al timone di una squadra che lotta per il campionato da soli 15 mesi. L’esonero è una decisione drammatica, ma che a volte serve. In questo momento sarebbe più giusto a Torino“.

SITUAZIONE INFORTUNI PER IL MILAN

Parliamo, invece, del Milan. I rossoneri nel giro di pochi giorni hanno perso per infortunio Maignan, Tonali, Calabria e Theo. Come pensa che reagiranno gli uomini di mister Pioli? Secondo lei dobbiamo aspettarci un crollo?

Non credo. Il Milan è una squadra che ha certezze nel gioco, nell’allenatore e nella rosa. Penso che possa continuare a far bene, così come ha già dimostrato l’anno scorso con le numerose assenze, quando ha vinto il campionato. Sicuramente avrà delle difficoltà in più, altrettanto sicuramente parliamo di una squadra pronta ad affrontarle. Il Milan potrà ovviare all’assenza di Theo Hernandez soltanto peggiorando, se così possiamo dire. Ogni squadra ha quei 3-4 giocatori insostituibili e il francese per il Milan è questo. Ma non è un’assenza lunga e credo che per qualche partita potranno farne anche a meno”.

C’è un giocatore che magari ha visionato in campionati minori o in squadre di basso calibro in Champions, che secondo lei meriterebbe il salto in Serie A?

Impazzisco per Orsic della Dinamo Zagabria, che tra l’altro ha segnato anche contro il Milan a San Siro. Il problema è che molto avanti con gli anni. I 28-29 enni non li prende più nessuno. Ma sono dell’idea che sarà uno di quei giocatori per la quale ci chiederemo il motivo per cui non abbia fatto un percorso diverso, anche se comunque dipende da famiglia, procuratori e tante altre cose. Però avrei voluto vederlo giocare in Serie A, anche in qualche club di alta classifica“.

IL PROBLEMA DEL BAYERN MONACO

In questo momento al primo posto in Bundesliga c’è l’Union Berlino. Potrebbero essere loro a togliere la corona di ‘Re di Germania’ ai marziani del Bayern Monaco?

Tutti sogneremmo una favola come quella del Leicester, sia in Italia che all’estero. La storia della squadra piccola che compie il miracolo affascina sempre tutti, un po’ come sta accadendo all’Udinese adesso o come successe all’Atalanta qualche anno fa. Però è chiaro che per vincere il titolo contro il Bayern ce ne vuole. Sicuramente non possiamo dire che sia tutto a posto per i bavaresi alla guida di Nagelsmann. C’è un problema e questo si sta ripercuotendo anche sulla nazionale tedesca che adesso sta giocando una Nations League ridicola“.

GIOVANI CRACK DI LIVELLO MONDIALE

Qual è, secondo lei, un giovane che quest’anno esploderà nel calcio mondiale? 

“Mi piacerebbe che fosse qualcuno di italiano, ad esempio i fratelli Vignato che sono sempre pronti ad esplodere, ma che non stanno trovando il giusto spazio, Però, purtroppo, qui in Italia è difficile che i giovani possano venir fuori tanto facilmente”.

IL RACCONTO DI UN GIORNALISTA: DALLA PASSIONE ALLE DIFFICOLTÀ

Quanto ci mette, solitamente, a preparare e studiare un match prima di una telecronaca?

“Dipende. Con il tempo le cose sono cambiate, soprattutto grazie ad Internet. Ormai per la ricerca delle informazioni c’è un modo totalmente rinnovato. Tempo fa ad inizio stagione avevi le schede di tutte le squadre e te le tenevi per tutto l’anno. Adesso è tutto molto più veloce, grazie ad Internet prima e ad i social poi è molto cambiato il modo con cui si prepara una partita”.

Quanto conta la passione nel raggiungere il lavoro dei propri sogni?

“Se devo rispondere prendendo esempio dalla mia carriera, ti devo dire 100%. Io volevo fare solo questo. Non avevo nessun tipo di conoscenza e nessun mio parente faceva questo lavoro. Sono andato avanti con la voglia e con la certezza che avrei fatto questo mestiere e alla fine l’ho fatto“.

Cosa consiglierebbe ai ragazzi che vogliono intraprendere la carriera da giornalista o telecronista?

Consiglio di avere molta pazienza. Non è un mestiere veloce, né nell’impararlo, né nel poterlo fare, né nel guadagno. Il mio consiglio è di armarsi di tanta pazienza. Se è un sogno allora che lo si faccia. Se è un’infatuazione che una persona ha per 6 mesi meglio lasciar perdere, perché è un lavoro bellissimo ma anche molto molto difficile”.

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Champions League

UFFICIALE – Il Milan inserisce Tatarusanu in lista UEFA

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In seguito all’infortunio al polpaccio riportato in nazionale da Mike Maignan, il Milan ha ufficialmente inserito in lista UEFA Ciprian Tatarusanu.

Già nel corso della passata stagione il portiere rumeno era stato chiamato a difendere i pali del Milan al posto di Maignan per diverse partite. Quest’anno, Tatarusanu dovrà sostituire il portierone francese per almeno due importantissime gare europee, oltre agli impegni di campionato. Difatti, nei due match del girone di Champions contro il Chelsea, Stefano Pioli si affiderà all’ex portiere della Fiorentina.

Questo cambio in corsa è possibile grazie all’articolo 46.2 del regolamento in vigore: se un club ha in lista solo due portieri (Maignan e Mirante) e uno di questi dovesse per l’appunto fermarsi per un periodo superiore al mese, allo stesso club sarebbe concesso di rimpiazzarlo.

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Calcio Internazionale

Il Barcellona perde due top in vista dell’Inter: il comunicato

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Koundé

Buone notizie per l’Inter in vista dell’importantissima sfida di Champions League contro il Barcellona, in programma il 4 ottobre. Il club catalano termina questa pausa nazionali con le ossa rotte, in seguito agli infortuni di Koundé, Araujo, De Jong e Depay.

Per i due olandesi il problema dovrebbe essere di minore entità; entrambi sono rimasti in ritiro agli ordini di Van Gaal. Ben diverse invece le situazioni per i due centrali, entrambi alle prese con fastidi muscolari.

In mattinata è arrivato il comunicato del club blaugrana. Per Koundé si tratta di un infortunio al bicipite femorale sinistro.

Araujo invece ha un fastidio all’adduttore della gamba destra, come scritto nel comunicato del club stesso.

Alla luce di ciò, è molto probabile che entrambi i calciatori diano forfait per la trasferta di San Siro. Saranno sottoposti ad ulteriori esami strumentali al loro rientro a Barcellona.

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Champions League

Origi verso il rientro: vuole tornare con il Chelsea

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Origi Milan

Divock Origi, attaccante del Milan attualmente infortunato, punta a tornare in campo il 5 ottobre. La squadra rossonera andrà a Stamford Bridge per il match di Champions League contro il Chelsea. Il giocatore belga ha lavorato anche con lo staff della nazionale proprio per arrivare all’appuntamento contro la squadra inglese.

Il numero 27 di Pioli conosce molto bene gli stadi inglesi, infatti 27enne ha giocato in Premier League con la maglia del Liverpool. Lo scorso anno in Premier è sceso in campo solo 7 volte totalizzando solo 3 reti. Non ha brillato nella scorsa stagione con i Reds, ma questsa nuova esperienza in Italia gli può ancora regalare delle gioie.

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