Romelu Lukaku, il numero 9 dell’Inter (tornato alla vittoria dello scudetto dopo 11 anni anche grazie allo straordinario lavoro di Antonio Conte), è stato nominato come Most Valuable Player, vale a dire il miglior giocatore della Serie A 2020/2021. Un premio meritato visto che Big Rom ha letteralmente trascinato la squadra dei nerazzurri, che senza l’attaccante non riusciva ad esprimere a pieno il proprio valore. Tra curiosità e statistiche, andiamo a scoprire i segreti del bomber di Anversa.

ROMELU E ANTONIO

Uno dei motivi principali per cui abbiamo visto approdare nel nostro campionato uno degli attaccanti più forti al mondo è stato sicuramente il ruolo dell’ormai ex allenatore Antonio Conte. Il tecnico pugliese, al suo approdo alla corte della Milano nerazzurra, ha chiesto immediatamente degli acquisti a centrocampo (Barella su tutti) e una punta in grado di far salire la squadra e dominante dal punto di vista di fisico. Tutte le caratteristiche ricadevano proprio su Lukaku, giocatore spesso desiderato anche nelle precedenti avventure da Conte.

“Non è stato possibile raggiungerlo al Chelsea, ma ho sempre detto che avrei giocato per lui il giorno in cui avrei lasciato il Manchester United. Mi ha detto esplicitamente che se non avessi lavorato in allenamento, non avrei giocato. È importante incontrare persone che ti dicono la verità per farti migliorare”

Così, dopo una lunga telenovela con la Juventus, che complice del non addio di Dybala ( chiave importantissima per l’approdo del belga ai bianconeri ) non ha saputo affondare il colpo, l’Inter si aggiudica le prestazioni del calciatore per un ammontare di 74 milioni di euro.

( Fonte immagine: Instagram @romelulukaku )

Nella prima stagione, schierato come punta nel solito 3-5-2 di Conte, entra subito nei cuori dei tifosi nerazzurri. Segna fra i tanti gol in entrambi i derby di Milano ed in tutti i turni disputati dall’Inter in Europa League, mentre sono solo 2 le reti in Champions League. In totale, risultano 34 gol stagionali in 51 partite, numeri niente male per un giocatore al primo anno nel campionato italiano. Ma a lasciare amarezza per quella che sarà la stagione in generale dei nerazzurri e del numero nove belga è il campionato concluso al secondo posto ad un solo punto dalla Juventus di Maurizio Sarri e la finale di UEL persa contro il Siviglia per 3-2 proprio su un autogol di Lukaku.

DOMINIO

Dopo un brutto inizio per l’Inter sia in campionato (derby perso contro il Milan per 2-1) che in Champions League, dove l’Inter pareggia contro il Borussia Mönchengladbach per 2-2, queste erano le state le parole di uno stremato Romelu Lukaku:

“Non è un buon risultato, possiamo fare di più. Però dai, dobbiamo continuare a lavorare ed essere forti mentalmente. Non è un momento facile, dobbiamo credere nelle nostre capacità”

Nonostante queste parole, la squadra di Conte trova probabilmente il momento più brutto ma decisivo della stagione: dopo il pareggio con lo Shakthar la squadra nerazzurra è fuori dalla Champions League mancando anche la qualificazione in Europa League. Questo permette quindi alla squadra di concentrare a pieno le forze soltanto sul campionato. Dopo un passo falso contro la Sampdoria (sconfitta a Marassi per 2-1) l’Inter trova poco dopo la sfida decisiva con la Juventus, sconfitta per 2-0 dai gol dell’ex Vidal e Barella.

( Fonte immagine: Instagram @romelulukaku )

Grazie ad uno schema perfettamente collaudato da Conte, il 3-5-2, composto da Skriniar-De Vrij-Bastoni per la difesa, una linea a 5 di centrocampo con Hakimi-Barella-Brozovic-Eriksen-Darmian e la coppia LuLa (Lukaku e Lautaro ) l’Inter si impone nettamente come la squadra più forte del campionato, perdendo solo 3 volte. Inoltre, la squadra è seconda per gol segnati e prima per miglior difesa. Tutto questo grazie alla squadra ma anche ai campioni che la vanno a formare, proprio come Lukaku, giocatore imprescindibile della rosa. Difficile da marcare quando prende posizione, tanto quanto imprendibile in contropiede. Come ad esempio il gol che ha firmato il sorpasso in classifica sul Milan, quello del 3-0. Il belga che dalla sua metà campo non viene mai fermato e palla in rete senza “apparente” difficoltà.

MVP

I numeri parlano chiaro: 24 gol in 36 partite e 10 assist, record in nerazzurro. Questo a significare quanto l’attaccante si sia sacrificato per i compagni. E dopo un grande campionato in cui ha dimostrato di essere il più forte della stagione 20/201, ecco che arriva il premio di MVP.

“Grazie a tutti i miei compagni di squadra! Grazie @antonioconte e il tuo staff! Ai fan dell’@inter di tutto il mondo, questo è per voi! Grazie per tutto. “

Dedica di Lukaku sul profilo Instagram per il premio “Mvp”

Ora la domanda sporge spontanea: Lukaku rimarrà ancora in nerazzurro alla corte di Simone Inzaghi, nuovo allenatore del club, oppure andrà alla ricerca di nuove sfide, o chissà, seguirà la nuova possibile squadra di Antonio Conte?