LE MACERIE DELLA SCONFITTA

Il Napoli di Gattuso stecca l’importante finale di Supercoppa Italiana, giocata contro la Juventus di Andrea Pirlo in uno scontro fra ex glorie rossonere di grande suggestione e fascino calcistico. I bianconeri disputano un’ottima partita, cercando sempre di tenere il pallino del gioco e di costruire costantemente attacchi verso la porta difesa da Ospina, mentre dall’altra parte gli azzurri sono apparsi rinunciatari nella costruzione, troppo spesso inclini a rintanarsi nella propria metà campo per poi ripartire in contropiede, nonostante la qualità e lo spessore della rosa. Il calcio di rigore fallito da Lorenzo Insigne negli ultimi spezzoni di gara è lo specchio di ciò che il campo ha mostrato, una squadra ancora lontana dalla piena maturità e consapevolezza tipica dei club vincenti.

Il discorso non riguarda i valori del roster, poiché i partenopei sono sulla carta una squadra forte, piena di individualità importanti e con un coefficiente tecnico da far impressione; tuttavia c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto psicologico, per poter ambire ai più grandi successi sportivi, e la Coppa Italia vinta nella scorsa stagione non può certo essere una giustificazione, dato che la stessa non ha portato al balzo di consapevolezza definitivo dei campani.

Nel corso di questa stagione il cammino azzurro è stato caratterizzato da grandi vittorie mischiate a pareggi e sconfitte molto discutibili, figli di una mancanza di solidità mentale ed un rendimento decisamente altalenante sia nei singoli che nel gruppo intero.

Azione di Ronaldo durante la finale di Supercoppa

LE CAUSE TATTICHE

Come precedentemente detto, questa squadra possiede dei valori importanti all’interno della propria rosa, basti pensare a gente come Kalidou Koulibaly, ritenuto uno dei più forti centrali difensivi d’Europa, o Dries Mertens, calciatore dalle qualità tecniche enormi e dalla grande intelligenza tattica, senza contare Lorenzo Insigne, uno dei maggiori talenti della nostra nazionale. Un’analisi approfondita della squadra partenopea e del suo modo di giocare, cosi diverso a seconda delle partite, ci porta quindi a pensare che le ragioni della discontinuità siano da ricercare, in parte, nei disegni tattici.

I ragazzi di Gattuso si schierano solitamente con un 4-2-3-1 di stampo molto offensivo, con una punta di peso in grado di dare profondità e spazi ai trequartisti, agevolando quindi la definizione di gioco e l’efficacia delle manovre d’attacco. Tuttavia, sebbene il Napoli dimostri spesso di poter schiantare ogni tipo di avversario, la mancanza di una mentalità solida relega spesso gli azzurri ad un atteggiamento conservativo, che è una delle massime tipicità di Rino Gattuso. L’allenatore calabrese infatti non si è mai discostato del tutto dal resultadismo che lo ha contraddistinto in rossonero, trincerandosi spesso in situazioni di difficoltà o contro squadre di grande spessore, come nel caso della Juventus, al fine di non rischiare di esporsi e perdere la partita.

Questo atteggiamento è rispecchiato anche dalla scelta di giocare con due dighe a centrocampo, tali Demme e Bakayoko, rinunciando spesso alla qualità d’impostazione di Fabian Ruiz per avere una cerniera più chiusa in fase difensiva, e garantire quindi un maggiore equilibrio. Il risultato è che l’imbastimento della manovra risulta più blando e non sempre efficace, con un gioco insistito sugli esterni e risolto spesso da grandi giocate individuali. Inoltre l’abbassarsi troppo fa si che l’avversario prenda il totale controllo del campo e del gioco, aumentando esponenzialmente le possibilità di subire delle reti. Ringhio è certamente in una fase di maturazione nel suo percorso da allenatore, e la sua evoluzione è costante, ma salta ancora all’occhio quella paura di esporsi che non fa di certo bene alla crescita di una squadra forte ed ambiziosa.

Gattuso in conferenza stampa, da CalcioNapoli24.it

PROBLEMI DI TESTA

I problemi non sono però solamente tattici, visto che gli azzurri hanno diverse volte dimostrato di essere in grado, nelle difficoltà, di portare il risultato a casa perseverando e stringendo i denti. Salta all’occhio il come questa squadra venga troppo spesso intimorita dagli appuntamenti importanti, come quello della Supercoppa di mercoledì sera. L’aspetto psicologico è parte fondamentale delle vittorie di una squadra, e per il Napoli questo è ancora, spesso, un grosso punto debole, nonostante i miglioramenti innegabili degli ultimi anni.

Nella partita contro i bianconeri abbiamo visto un Insigne irriconoscibile, letteralmente lo spettro di sé stesso, a prescindere dal calcio di rigore sbagliato. Gli stessi Koulibaly e Manolas si sono resi protagonisti di diverse incomprensioni e pasticci in fase di disimpegno, a sottolineare un eccessivo stato di tensione all’interno del match.
I partenopei hanno letteralmente lasciato la partita in mano alla Juventus, che ha continuato ad attaccare ed a controllare il gioco per quasi tutta la gara, un elemento che ha costretto di conseguenza i giocatori a tenersi al riparo, invece di aggredire alti e tentare di appropriarsi del possesso palla e della partita.

L’eccessiva cautela di Gattuso si è trasformata, in questo caso, in un limite mentale per la squadra, che avrebbe tutte le carte in regola per dominare il gioco e sottomettere gli avversari attraverso la qualità ed il palleggio.
La morale di questa storia è che un’idea di calcio va perseguita in ogni situazione, ed il Napoli, essendo una squadra dalle spiccate caratteristiche offensive, perde la sua efficacia se relegata al difensivismo. Sicuramente è facile parlare da una scrivania, senza conoscere le dinamiche di spogliatoio e degli allenamenti, ma certamente applicare un’idea di calcio senza esserne completamente convinti e focalizzati in essa non porta da nessuna parte.

Napoli è e rimane un progetto importante, una squadra forte e di grandi potenzialità, ma per fare lo step-up è necessario avere un po’ di coraggio e spregiudicatezza in più. Gattuso sta evolvendo la sua mentalità giorno dopo giorno, attraverso tanto lavoro ed umiltà, elementi che possono portare solo lontano, in attesa che i colori azzurri possano risplendere al massimo del loro fulgore, per il bene di tutto il calcio italiano.

Insigne calcia a lato il rigore del possibile pareggio, da Cronachedi.it

Immagine di copertina dal profilo Twitter del SSC Napoli