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Calcio e dintorni

Napoli e Genoa, storia del gemellaggio tra la gente di mare

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Napoli e Genova sono due città completamente diverse, eppure in qualcosa si assomigliano: i paesaggi bellissimi, il mare che fa da sfondo ma è allo stesso tempo protagonista, il dialetto, i vicoletti caratteristici, il buon cibo. Tutti elementi che accomunano queste due città, legate da un filo invisibile lungo circa 700 chilometri e da un passaggio che affonda nelle radici della storia italiana.

Circa 5 secoli fa, Napoli era costretta a subire e a provare a respingere i continui assalti delle truppe francesi e spagnole che volevano conquistare il territorio. In quel momento storico una piccola fetta di popolazione genovese sbarcò a Napoli, non per tentare un assalto, ma semplicemente per affari. I genovesi, infatti, erano degli abili mercanti e volevano ampliare il loro raggio di commercio.

Ci rimasero in città, stravolgendo in positivo l’economia napoletana: molte opere pubbliche realizzate dai viceré spagnoli furono finanziate proprio dai banchieri genovesi. In centro c’è persino una chiesa costruita dalla comunità genovese, che si chiama appunto chiesa di San Giorgio dei Genovesi ed è situata in Via Toledo.

I grifoni che si trovano in Via Toledo, a Napoli, fra i numeri civici 55 e 57. Credits to: StorieNapoli.it

Questa sintonia tra Napoli e Genova – come spesso succede – è confluita anche nel calcio, andando a formare uno dei gemellaggi tra tifoserie più longevo e importante d’Italia. Ci è voluto, però, un episodio particolare per far scoccare la scintilla: un po’ come quando tra due persone c’è attrazione, ma non può nascere tutto dal nulla, e allora servono le azioni.

LA NASCITA DEL GEMELLAGGIO

Siamo quasi alla fine della stagione calcistica del 1982, più precisamente è il 16 maggio, ultima giornata del campionato di Serie A. Al San Paolo il Napoli di Rino Marchesi ospita il Genoa di Gigi Simoni. Gli azzurri sono già qualificati per la Coppa UEFA e non hanno più nulla da chiedere alla classifica; il Grifone, invece, cerca disperatamente punti per non retrocedere.

I rossoblu vanno in vantaggio nei primi minuti, ma poi si fanno rimontare dal Napoli, che si ritrova sopra per 2 a 1. Dopo il gol del sorpasso, però, i tifosi azzurri iniziano a parteggiare per gli avversari, spingendo il Genoa insieme ai tremila tifosi del Grifone sugli spalti. Il gol del pareggio, tanto sperato, arriva grazie a Mario Faccenda, che entra di diritto nella storia dei due club.

Il gol segnato da Faccenda, impresso in un’immagine che rimarrà per sempre.

La partita si conclude così sul 2-2, il pari consente al Genoa di rimanere in Serie A, decretando la retrocessione – udite udite – del Milan. Ecco spiegato perché i tifosi rossoneri odiano quelli del Grifone. Ed ecco spiegata anche la nascita del gemellaggio tra le tifoserie di Napoli e Genoa, che negli anni successivi si consoliderà ancora di più.

IL MOMENTO PIÙ BELLO: LA DOPPIA FESTA PROMOZIONE

Dopo il 1982, come detto, il gemellaggio si consolida. Passano gli anni ed entrambe le squadre vivono momenti di alti e bassi. Il Napoli passa dagli anni ’80 firmati da Maradona al fallimento del club nel 2004, con la retrocessione in C1 e l’avvio della nuova era De Laurentis. Il Genoa, invece, vive degli anni di sali e scendi tra la A e la B, con il punto più alto arrivato nel 1991/92 quando raggiunge la semifinale di Coppa UEFA. Anche il Grifone, però, si ritrova in C1 nel 2005.

La massima discesa, quando viene toccato il fondo, corrisponde spesso ad una risalita. E la risalita arriva, nel 2007. Napoli e Genoa sono in Serie B, stanno lottando per tornare nel massimo campionato e possono farcela. L’ultima giornata mette di fronte proprio azzurri contro rossoblu, allo stadio Marassi di Genova, e può essere decisiva.

Il Piacenza pareggia in casa contro la Triestina, ciò significa che con un pareggio sia Napoli che Genoa possono tornare in Serie A. Le due squadre giocano più di 50 minuti intensi, ma non si fanno male. Dopo il risultato definitivo del Piacenza i 22 in campo decidono che non succederà nient’altro, e aspettano solo il fischio finale. Vogliono gioire insieme, perché il gioco del calcio serve soprattutto a questo, ad emozionarsi. Il fischio di Rocchi arriva anche con qualche secondo di anticipo, la risalita di Napoli e Genoa in quel momento coincide: entrambe sono tornate in Serie A.

IL GEMELLAGGIO DI OGGI: TENSIONI IN VISTA?

Dopo la festa promozione del 2007 il gemellaggio tra le due tifoserie non è stato mai messo in discussione, anzi. Quando il Genoa in questi anni ha fatto visita al Napoli le tifoserie si sono mischiate, vivendo la partita insieme. Quando invece il Napoli ha giocato a Marassi, la società rossoblu ha messo a disposizione un settore in più per i tifosi partenopei, ovvero la curva della Samp. Al San Paolo la Curva B del Napoli ha esposto più volte anche la bandiera del Grifone, in onore di questo storico gemellaggio. Su Ebay è anche possibile acquistare, alla modica cifra di €14, la sciarpa che simboleggia questa fratellanza tra le due squadre.

Proprio negli ultimi giorni, però, sono arrivate delle tensioni tra le due tifoserie. Nel turno infrasettimanale, durante il match tra Genoa e Inter, la tifoseria del Grifone ha esposto uno striscione in curva che recitava: “Ricordiamo un ultras scomparso R.I.P. Dede”. L’ultras è Daniele Belardinelli, tifoso interista morto durante gli scontri dello scorso dicembre prima di Inter-Napoli. Questo non è andato giù ai gruppi ultrà azzurri, che sui social hanno addirittura minacciato di mettere fine allo storico gemellaggio.

Il sito del Genoa ha pubblicato proprio in questi giorni un brevissimo articolo per rendere omaggio al gemellaggio con il Napoli, dal titolo “Un’amicizia antica, nel segno dello sport”.

Da allora (il 1982), è una festa. Tra alti e bassi come si conviene a tutti i rapporti. Una festa che viene celebrata a suon di cori condivisi e striscioni chilometrici. ‘Iamme’. Con una pizza marinara o un piatto di trofie consumati insieme alla vigilia

Perché potranno esserci, appunto, anche degli alti e bassi, ma tra Napoli e Genoa c’è una fratellanza che dura ormai da 37 anni. Domenica sera, alle 20:30, al San Paolo ci sarà Napoli-Genoa. E, molto probabilmente, la gente di mare continuerà a rendere omaggio a questa fratellanza. In fondo Napoli e Genova non sono così tanto diverse.

 

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La Torres cade ancora in casa: sconfitta 0-1 contro il Fiorenzuola

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Juve Stabia

LEGA PRO TORRES FIORENZUOLA – Continua il periodo opaco della Torres, sconfitta al Vanni Sanna per 0-1 contro il Fiorenzuola. I rossoblù non vincono da quasi un mese (2-1 contro il Montevarchi), ma rimangono ancora al dodicesimo posto del Girone B di Lega Pro.

CRONACA DEL MATCH

I sassaresi giocano una buona gara, al pari della squadra – fin qui – rivelazione del campionato. Dopo una prima frazione equilibrata, nel secondo tempo la Torres entra più concreta. Sorgente, entrato al nono della ripresa, è l’uomo più pericoloso: al 68’ e al 73’, con due buone occasioni, va vicino alla rete del vantaggio.

Gol che, invece, trovano gli ospiti due minuti dopo: al 75’ Mastroianni impatta bene un cross arrivato dall’out mancino, insaccando a fil di palo.

Dopo la rete gli animi si accendono: arriva anche un’espulsione al 79’ per gli ospiti, con Quaini condannato dal doppio giallo.

Nel finale i padroni di casa tentano il tutto per tutto, forti anche della superiorità numerica ma non basta: i piacentini passano a Sassari. Per la squadra di Greco, ora, si avvicina pericolosamente la zona playout, con soli 3 punti di vantaggio.

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Lega Pro, alle 17.30 Torres-Fiorenzuola: come arrivano le due squadre

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Modena

Reduce dal pareggio in terra marchigiana contro l’Ancona, per la Torres arriva a Sassari il Fiorenzuola, per il turno infrasettimanale del Girone B di Lega Pro.

I rossoblù non vincono dal 5 novembre (2-1 al Montevarchi) e sono in piena emergenza, per lo più nel reparto offensivo, privo degli infortunati Ruocco e Sanat e dello squalificato Diakite. Il centrocampista dei sassaresi, Alessandro Masala, ha presentato così la gara: “Sarà sicuramente una partita impegnativa, loro hanno fatto benissimo nel girone di andata. Il Fiorenzuola è una squadra che gioca molto palla a terra, dovremo essere bravi e attenti. Noi sfrutteremo le nostre caratteristiche per riuscire a portare a casa il risultato. Siamo in casa nostra daremo il massimo”

Gli ospiti, rivelazione del campionato, si presentano al Vanni Sanna forti della loro fase difensiva: con solo 9 reti subite i rossoneri hanno infatti la terza miglior difesa dopo Siena (6 gol subiti) e Cesena (8), anche se di queste ben 7 sono arrivate in trasferta. Da tenere d’occhio Mattia Morello, che ha segnato sin qui 4 reti con la maglia del Fiorenzuola.

I PRECEDENTI

Solo nella stagione 99/00 si sono affrontate le due compagini, annata che terminò con la promozione dei rossoblù. Nella gara di andata, disputata a Sassari il 28 novembre, gli uomini di Leonardi vinsero per 1-0 grazie alla rete di Luca Amoruso. Grande trionfo invece in Emilia, con una netta vittoria rossoblù per 1-4 con doppietta di Karasavvidis, gol di Riccardo Chechi e ciliegina finale di Luca Amoruso, che raggiunse il bomber greco come miglior marcatore nella brevissima storia di questa sfida, che martedì andrà di nuovo in scena, ventidue anni dopo.

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Lazio, Lotito non molla sullo Stadio Flaminio

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Lotito

Lotito, il Presidente della Lazio, è tornato a parlare della questione nuovo stadio della Lazio, il cosiddetto “Stadio Flaminio”. Intervenuto ai microfoni de Il Messaggero, di seguito le sue parole.

“SUL FLAMINIO NON INTENDO MOLLARE”

SUL PROGETTO: “Non ho mai mollato. Io ho agito in silenzio e senza fare proclami. Ho fatto rilievi e approfondimenti, senza subire i diktat di nessuno. Ho incontrato l’assessore Onorato e la Soprintendenza. A breve ci dovrebbe essere un incontro congiunto in Campidoglio per capire se la capienza può arrivare a 45mila. Ci sono dei vincoli, ma io il progetto ce l’ho chiaro”.

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Calcio e dintorni

Luis Enrique da Twitch: “Francia e Brasile le favorite, ma non abbiamo paura!”

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Luis Enrique

Ormai le dirette Twitch di Luis Enrique stanno diventando molto celebri, rivoluzionando anche un po’ i metodi della comunicazione tra tifosi e squadre di calcio.

Dopo la bella partita culminata con un pareggio conro la Germania in cerca disperata di punti, l’allenatore della Spagna è tornato a comunicare con i suoi tifosi sulla celebre piattaforma di streaming.

Le favorite per il Mondiale sono ovviamente Francia e Brasile. Hanno vinto le prime due partite ed è così. Però non abbiamo paura di nessuno, abbiamo giocato di recentre contro la Francia e punteremo a batterli. Noi intendiamo fare i punti che servono per passare il girone, intanto”.

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