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Napoli, Granada e i Maradona

A primo impatto la sfida tra Napoli e Granada, valida per i sedicesimi di finale di Europa League, non significa molto. Il sorteggio per i partenopei è stato piuttosto benevolo. Nonostante il Granada (squadra andalusa che ha avuto come proprietà la famiglia Pozzo fino al 2016) sia al sesto posto in classifica in Liga e reduce da risultati positivi, la forza e la qualità della squadra azzurra è indubbiamente superiore. Ragion per cui parlare di confronto equilibrato o aperto appare, oggi, poco credibile.

Molto più affascinante è invece la storia che lega queste due squadre. Il filo comune è infatti rappresentato dalla figura, eterna come non mai, di Diego Armando Maradona.

DIEGO E I SUOI FRATELLI

Di Diego si è sempre parlato, nel bene e nel male. D’altronde quando sei uno dei giocatori più forti della storia del calcio è difficile pensare il contrario. Per un periodo, tuttavia, si è parlato non solo del Pibe de Oro, ma anche dei suoi due fratellini: Raul, detto Lalo, e Hugo.

Su YouTube è tornato alla ribalta questo video, uno spezzone di un’intervista a Diego, ai tempi già idolo dell’Argentinos Junior. Assieme a lui ecco Hugo e Lalo. I loro sogni combaciano: vogliono diventare come Diego, la loro stella polare. Vogliono giocare sui prati dei campi d’Argentina e aizzare le folle proprio come sta facendo in quel momento Maradona sr.

Speranze buttate al vento, forse mai realmente realizzabili a onor del vero. Entrambi, infatti, tentano la carriera da calciatore. Ma di questo ne parleremo tra poco. È interessante, invece, soffermarsi brevemente sul video. Maradona nel 1979 aveva appena 19 anni ma tutto il Sud America, almeno, lo considerava IL genio del calcio. A 19 anni è difficile anche solo ipotizzare che una tv nazionale possa venire ad intervistare te e i tuoi fratelli. L’intero mondo calcistico albiceleste sembra in hype per l’esplosione della generazione dei Maradona. Speranze che, come detto, si riveleranno delle grosse, grossissime illusioni.

Tra Hugo, Lalo e Diego ci sono poche cose in comune. Il taglio degli occhi tipicamente guranì e il pallone. È innegabile che l’amore per il futbol sia tra queste. Il talento, quello sì che era decisamente diverso, ma ciò non toglie che di fatto tutti e tre i fratelli Maradona avessero piani più o meno simili, ovvero diventare dei calciatori veri, professionisti.

LA CLAUSOLA

Nel 1987 sui giornali sportivi nostrani si inizia a parlare dell’ipotesi che il Napoli possa acquistare il fratello “forte” di Maradona, Hugo. Era stato lo stesso Diego a svilupparne fantasie ed entusiasmo, visto che qualche anno prima, in un’intervista rilasciata a France Football, aveva pubblicamente ammesso che Hugo fosse forte potenzialmente quanto lui. Modestia a parte, le previsioni di Diego furono totalmente sbagliate.

Il rinnovo di contratto di Diego con il Napoli di Ferlaino è ancora in gioco e la società è disposta a tutto pur di accontentare il proprio campione. Diego decide, dunque, di spingere la mano affinché anche il giovane Hugo possa indossare la casacca del Napoli. I partenopei si fanno convincere ma sono poi immediatamente costretti a cederlo in prestito: in Serie A vige ancora la regola dei due stranieri e a Napoli quelli “slot” erano stati occupati da Maradona e Careca. Non proprio gli ultimi arrivati.

(Fonte: partenopei.net)

Dopo aver tentato di rifilare Hugo Maradona prima al Pisa e poi all’Avellino, il Napoli riesce a trovare un accordo con l’Ascoli. Dall’altra parte del Meditarreneo, nel frattempo, è sbarcato Raul Maradona. Lalo, come lo chiamavano tutti, accetta la proposta del Granada. Gli andalusi, relegati in Segunda Division, sono aiutati dallo stesso Diego nell’affare. Il diez del Napoli è l’interlocutore diretto del Boca Juniors, squadra dove era cresciuto Lalo, e dopo un po’ di tiri e molla Raul raggiunge la Spagna. In che modo vi chiederete. Beh, Maradona decide di far inserire una clausola, ovvero dare la disponibilità di giocare una partita in amichevole con la maglia del Granada.

Il 16 novembre, allora, accade l’incredibile. Il Granada ospita gli svedesi del Malmo, allenati da Eriksson, e in campo, contemporaneamente, ci sono Hugo, Diego e Raul. A sorpresa la numero dieci rimane sulle spalle di Raul, mentre a Diego va la nove e Hugo indossa l’8. La partita, assurda di per sé vista la gente accorsa in massa allo stadio, è comunque emozionante. Siamo a novembre, in piena pausa Nazionali, e far divertire la gente è ciò che conta davvero. Gli andalusi riescono a vincere 3-2: in rete vanno anche Raul e Diego, quest’ultimo su punizione. Una sentenza.

Dopo quella brevissima ma incredibile parentesi Maradona ritorna a Napoli, mentre i suoi due fratelli continueranno a giocare nella speranza di emulare anche solo un decimo di quanto fatto dal fratello maggiore. Napoli-Granada, alla fine dei conti, non sarà una partita qualunque.

(Fonte immagine in evidenza: contropiedeazzurro.com)

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