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Il Napoli vince e convince tra gli applausi nel nuovo San Paolo

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Il Napoli vince e convince davanti ai propri tifosi

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In un caldo pomeriggio di fine estate il Napoli ritrova il successo contro la Sampdoria di Eusebio di Francesco. La sconfitta nell’ultimo turno di campionato all’Allianz Stadium di Torino anima un bel match ricco di emozioni.

All’interno del nuovo San Paolo, rivoluzionato cromaticamente, gli azzurri partono in sordina. La manovra del Napoli impiega qualche minuto per maturare ma il risultato é ottimo. La varietá di gioco architettata da Fabián Ruiz trova risoluzione al minuto 13′: rapido giramento della sfera, spostamento largo su Di Lorenzo che trova Mertens per la girata vincente. Il belga ha l’occasione per replicarsi due minuti dopo ma il tiro a giro incontra la traversa. La partita sembra avere il Napoli come unico e incontrastato protagonista ma il lavoro di ripartenza della Samp trova quasi la via del pareggio, negato solamente da un miracoloso Meret.

La gestione del pallone è affidata completamente ai padroni di casa, la Sampdoria non molla e si affida al veterano Quagliarella e alla novità Rigoni.
L’unica speranza blucerchiata si sviluppa sui saltuari errori della difesa partenopea, pochi ma determinanti nella trama ospite. Ma finisce così il primo tempo: il Napoli meritatamente in vantaggio recrimina qualche occasione, una Samp agguerrita respira.

SECONDO TEMPO

La prima frazione di gioco ha regalato due considerazioni: il positivo matrimonio dei nuovi innesti con i compagni per i padroni di casa. Il limitante pressing degli ospiti volti a disturbare l’azione offensiva. Nonostante ciò il secondo tempo viaggia sui canoni visti in precedenza. Al 65′ è esordio per Fernando Llorente, fuori Lozano. Lo spagnolo è immediatamente utile alla causa: si insinua attraverso un taglio, ragiona pazientemente e serve Mertens per la doppietta personale.

Il soliloquo del Napoli continua senza sosta. Audero nega il terzo gol dopo una bella girata di Callejon e la difesa prova a placare l’avanzata azzurra. La Samp non molla nei pochi risvolti a favore, trovando in Quagliarella l’anima dell’attacco. Gli ultimi minuti non rendono tuttavia scenari diversi, il Napoli sfiora continuamente il gol, confermando la statistica di essere una delle squadre a creare più occasioni. Il secondo match della giornata termina 2-0. Il Napoli vince e convince con un fondamentale apporto dei nuovi arrivati, la Sampdoria paga dazio con la terza sconfitta consecutiva nonostante una prestazione sanguigna.

Fonte immagine in copertina: profilo ufficiale Twitter @sscnapoli

 

 

 

 

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Calciomercato

UFFICIALE: Kunert alla Lazio in prestito con dirito di riscatto

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Lazio

La Lazio ufficializza un acquisto: preso il giovane Bartol Kunert, classe 2006, dal Rudes. Dopo Pellegrini per il presente, i biancocelesti si assicurano un giovane centrocampista in prestito con diritto di riscatto. Si aggregherà alle giovanili, in attesa di capire se a fine stagione la dirigenza deciderà di puntare su di lui e trattenerlo a Roma.

Di seguito le parole del comunicato ufficiale della Lazio:

La S.S. Lazio comunica di aver acquisito temporaneamente il diritto alle prestazioni sportive del calciatore minorenne Bartol Kunert, proveniente dalla società croata N.K. Rudes.
La S.S. Lazio ha un diritto per l’acquisizione definitiva del diritto alle prestazioni sportive del suddetto calciatore, il cui tesseramento verrà sottoposto alla sotto commissione della FIFA competente per il tesseramento dei minori“.

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Calciomercato

Il pagellone del mercato di Serie A dall’undicesima alla quindicesima in classifica

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Pagellone

La fine del calciomercato invernale coincide con il tempo dei bilanci e dei voti. Per Numero Diez ho redatto il pagellone del mercato di ogni squadra di Serie A

MONZA 6

Le acque non si muovono. Arriva Carboni dell’Inter e parte Marrone ma ogni situazione appena citata è pressoché superficiale. Questo Monza gioca a pallone e diverte con il materiale acquistato in estate. Non c’era alcun bisogno di spendere ancora.

FIORENTINA 8

Regina del mercato: va bene. Non convince molto il cambio con il Napoli che ha portato Sirigu a Firenze, ma l’arrivo di Brekalo a tre milioni è un capolavoro. Vero che non giocava più da diverso tempo e che a giugno sarebbe andato via a zero, ma se il calciatore torna quello visto a Torino qualche mese fa, è un colpaccio. Benissimo anche l’essersi liberati di tutti gli esuberi, da Maleh a Benassi fino a Zurkowski. L’arrivo in chiusura di Sabiri è l’ennesimo colpo grosso. Vincenzo Italiano ora non può proprio lamentarsi.

JUVENTUS 6

Boh. È facile comprendere come se la cessione di Mckennie dovesse concretizzarsi sarebbero tantissimi soldi, molti più di quanti io avrei pensato mai la Juventus potesse venderlo, ma il problema è il dubbio che si pone. Perché i bianconeri hanno già prestato Zakaria e Arthur e forse entrambi torneranno a casa base. McKennie è l’ennesimo e a giugno partirà anche Rabiot. Sembra quasi a centrocampo non ci sia un progetto, soprattutto se si pensa che Pogba ancora non ha fatto vedere nulla.

SALERNITANA 7.5

Continuano i loro intelligentissimi movimenti di mercato. La squadra di Salerno già prima dei movimenti invernali era forte, ma adesso ha forse consacrato definitivamente la rosa come una squadra da metà classifica. Serviva un portiere che desse tranquillità ed ecco Ochoa. C’era bisogno di un difensore centrale e arriva Troost Ekong. Quindi un centrocampista, coronato dall’arrivo dell’ottimo Nicolussi Caviglia. Credo che questa Salernitana abbia oggi il futuro in mano e il lavoro svolto da De Sanctis lo testimonia.

LECCE 6

Dei big sono stati trattenuti tutti, da Hjulmand a Baschirotto, passando per Strefezza. Inoltre è stato accontentato il mister con l’arrivo del buon Maleh, che vicino a Gonzalez darà qualità e quantità. Non c’era bisogno di operare molto, quindi va benissimo così.

 

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La vicenda tra la Roma e Zaniolo potrebbe proseguire per vie legali

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Roma

Escluso dal progetto tecnico e senza una nuova squadra: il 2023 di Nicolò Zaniolo e la Roma non è iniziato all’insegna del reciproco amore, che sembrava indissolubile fino a pochi mesi fa e arrivato al suo apice con la vittoria della Conference League proprio grazie a una rete di Zaniolo nella finale contro il Feyenoord.

Ma le ultime vicende hanno fatto sì che questo rapporto si incrinasse definitivamente, fino alla decisione della Roma di escludere Zaniolo dai propri piani tecnici per il resto della stagione. Per tutelarsi, secondo quanto riporta Il Messaggero, il numero 22 giallorosso starebbe preparando un dossier assieme ai propri avvocati per avviare un procedimento contro la Roma.

ROMA E ZANIOLO AI FERRI CORTI

Le accuse che l’ex Primavera Inter muove verso la Roma sarebbero quelle di mobbing e pressioni prisologiche, dopo le dichiarazioni di Mourinho e Tiago Pinto sulla vicenda e, appunto, la decisione di estrometterlo dal progetto.

Gli avvocati di Zaniolo starebbero pensando anche di rivolgersi all’Assocalciatori, associazione che segue i calciatori in difficoltà con le proprie squadre, con il presidente Umberto Calcagno che starebbe seguendo attentamente la vicenda.

Si avranno sicuramente novità nei prossimi giorni, ma il rapporto che sembrava idilliaco tra la Roma e Zaniolo ha raggiunto il suo punto più basso.

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“Grande con le grandi, piccola con le piccole”: il bilancio del pazzo gennaio dell’Inter

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Inter

La vittoria di misura (ma meritata e convincente) contro l‘Atalanta ha confermato un avvio di 2023 estremamente altalenante per l’Inter. Il gennaio nerazzurro, in perfetta continuità con la tradizione interista, si è dimostrato assolutamente pazzo. A confermare quanto abbiamo appena detto ci sono alcune statistiche, messe in evidenza da Corriere dello Sport. 

GRANDE CON LE GRANDI

Grande con le grandi, piccola con le piccole” è la frase proposta dal quotidiano romano e che riassume perfettamente i primi trentuno giorni del nuovo anno interista. In effetti il bilancio del mese è positivo, soprattutto se si considera il bottino negli scontri diretti, tallone d’Achille dell’inizio di stagione. Prima è arrivato il solido 1-0 contro il Napoli fino a quel momento imbattuto, poi il secco 3-0 in Supercoppa contro il Milan e infine il convincente 1-0 di ieri contro l’Atalanta. Tre ottime prestazioni, che sono valse alla banda di Simone Inzaghi i complimenti, un trofeo e forse tanto autocompiacimento. I risultati contro le big parlano chiaro: l’Inter si esalta nelle difficoltà e – soprattuto – non prende gol, una statistica piuttosto particolare se si considera una difesa che (sin qui) è stata tutt’altro che impeccabile.

PICCOLA CON LE PICCOLE

A fare da contraltare a questi grandi risultati, però, ci sono le difficoltà riscontrate contro le cosiddette “piccole” del campionato e del calcio italiano in generale. L’apoteosi di quanto abbiamo appena detto è la partita di Coppa Italia contro il Parma. Da Campione in carica, l’Inter è rimasta sotto di un gol fino al minuto numero 88 che è coinciso con il pareggio di Lautaro Martinez. I meneghini sono riusciti comunque a passare il turno, ma solo dopo i tempi supplementari e soffrendo contro un club di Serie B.

Ma non è tutto, la prima delusione dell’anno nuovo era arrivata qualche giorno prima del Parma nel derby lombardo contro il Monza. Alla fine di un secondo tempo a tratti inguardabile, l’Inter è stata raggiunta al 93esimo dal colpo di testa di Caldirola che ha incollato il match sul clamoroso 2-2. E ancora, l’unica sconfitta del 2023 (ma la sesta in campionato) è quella contro l’Empoli di Paolo Zanetti. I toscani sono sicuramente una buona squadra, ma la verità è che Caputo e compagni non avevano mai vinto contro nessuna delle prime sei squadre in classifica. A San Siro, invece, i nerazzurri spenti e in dieci dopo l’espulsione di Skriniar, si sono clamorosamente arresi ad un gol di Tommaso Baldanzi.

Riguardandosi indietro, il bilancio di gennaio, ribadiamo, parla chiaro. Cinque gol fatti e zero subiti contro Napoli, Milan e Atalanta; sette reti realizzate, ma quattro subite contro Monza, Parma, Verona e Cremonese. Numeri che fanno riflettere e su cui dovrà lavorare Simone Inzaghi per provare a migliorare la sua Inter.

 

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