E vissero felici e contenti. Non ci può essere proposizione migliore per sintetizzare il match fra Napoli e Liverpool, match di cartello del Mercoledì sera europeo. A Fuorigrotta i quasi 40.000 tifosi azzurri hanno trascinato la squadra di Ancelotti al successo contro i Reds, per tenere ancora viva la speranza di qualificazione. Proprio come nelle favole, il principe azzurro Lorenzo Insigne salva la sua bella da un pareggio che avrebbe avuto il sapore dell’amaro, scampando da una condanna ormai annunciata.
CARLETTO CHE SORPRESA
Dopo il pareggio di Belgrado, il Napoli è chiamato a fare l’impresa al San Paolo contro il Liverpool finalista della scorsa edizione di Champions League. Ancelotti conferma in parte la formazione che ben aveva figurato in campionato contro la Juventus, con sole tre differenze: Milik prende il posto di Mertens al centro dell’attacco; Ruiz a centrocampo ad affiancare Hamsik e l’imprescindibile Allan; Maksimovic, come fece Spalletti con Skriniar nel match contro il Tottenham, ad occupare il ruolo di terzino destro per chiudere gli spazi a Manè. E’ un 4-3-3 che maschera la nuova soluzione tattica di Ancelotti, il 4-4-2 nato in campionato contro il Torino, che amplia il gioco dei partenopei ed esalta le caratteristiche di Insigne.
Klopp torna dopo cinque anni al San Paolo per sfatare il suo personale tabù. Anche in quell’occasione si trattava di una partita dei gironi di Champions e l’allenatore tedesco sedeva sulla panchina del Borussia Dortmund. Per lui fu una serata da dimenticare: sconfitto per 2 a 1 sul campo grazie a una perla di Insigne, ufficialmente la sua bestia nera, e cacciato dall’arbitro per furenti (e memorabili) proteste. Il tedesco schiera lo stesso undici che sconfisse il Psg ad Anfield nella prima giornata, ad eccezione del match winner Firmino che torna tra i titolari soffiando il posto a Sturridge e Keita per sostituire Henderson.
ALTA INTENSITÀ
Il canovaccio della partita è già chiaro dopo neanche dieci minuti. La squadra di Ancelotti s’impossessa del pallone e della metà campo dei Reds, tenendo la difesa alta sulla linea del centrocampo e allargando gli esterni. Ruiz lavora sulla fascia sinistra, coprendo Mario Rui che si sgancia con frequenza. In avanti, Milik lavora molto col corpo e tiene in allerta i due centrali del Liverpool, Van Dijk e Gomez. Ed è proprio il polacco a suonare la carica proprio al decimo minuto: abbassandosi a centrocampo porta con se i due centrali dei Reds e apre per per Callejon, bravissimo a innescare Insigne che calcia di poco a lato.
La prima mezz’ora dei padroni di casa è impressionante. La palla viaggia velocissima da destra a sinistra e il Liverpool sembra non trovare armi per rispondere alla furia azzurra. In fase di costruzione i Reds cercano Firmino, molto intelligente ad abbassarsi per accentrare Manè e Salah ma Hamsik e Allan sono attenti a mordergli le caviglie e spengono tutte le azioni sul nascere.
La fisicità dei centrali annulla completamente la velocità degli esterni e Koulibaly è sontuoso nel fermare Salah ad ogni possibile ripartenza. Il Napoli crea altre due potenziali occasioni sempre dalle fasce: al 32′ Milik ha la grande chance di portare in vantaggio la sua squadra ma il sinistro con cui calcia la palla ricevuta da Mario Rui è troppo debole per impensierire Alisson; poi è ancora il polacco a cercare di incornare su un bellissimo fendente da sinistra di Insigne, pallone di poco sfiorato e primo tempo che si chiude sullo 0-0.
CALCIO ALLA SFORTUNA
La ripresa riapre proprio com era conclusa. Il Napoli domina il campo, alla ricerca disperata del goal che può valere 3 punti pesantissimi. Callejon alza i giri del motore e comincia ad arare la fascia con coperture sempre puntuali e pericolosi inserimenti offensivi. Nei secondi 45 minuti gli azzurri sembrano aggiungere al bel gioco visto nel primo tempo, tanta concretezza. Milik al 49′ calcia molto potente dal limite dell’area, Alisson respinge e sulla ribattuta si avventa Gomez che anticipa di poco il tap in di Insigne. Inizia un vero e proprio assedio all’area di rigore degli inglesi.
Fabian Ruiz, fino a qui fuori dal gioco, inizia ad accentrarsi più frequentemente e apre a Mario Rui che trova più spazio per inserirsi. Le occasioni fioccano a dismisura ma il goal sembra non dover arrivare, così il Liverpool prova a cogliere il momento di sfiducia della squadra di Ancelotti e dal 60′ alza il baricentro. Gli inglesi ci provano soprattutto da palla inattiva e al 67′ sfiorano il vantaggio con Salah, bravo a raccogliere la respinta da corner ma impreciso nel centrare la porta.
Re Carlo intuisce il momento di flessione dei suoi e manda in campo Verdi e Mertens per mettere benzina al motore. Il belga ha sui piedi l’occasione più clamorosa di giornata: inserimento perfetto in area a raccogliere un meraviglioso cross di Mario Rui, palla contro la traversa e Liverpool ancora salvo.
LORENZO IL SALVATORE
L’epilogo sembra ormai scritto: tanto gioco e spettacolo ma un’altra occasione persa dopo quella con la Stella Rossa. Il calcio però, proprio come le favole, nasce per stupire ed incantare. Quando nessuno ci crede più e le forze sembrano finire, l’instancabile Callejon triangola con Zielinski e vola verso sulla fascia destra. Il pallone sembra chiedere disperatamente di andare dal suo legittimo proprietario e così, come nei racconti dei fratelli Grimm, l’intreccio si risolve con un lieto fine. Scivolata di Insigne e palla che supera quella porta stregata, spezzando il sortilegio.
Gli azzurri conquistano così una vittoria pesantissima e salgono in testa a un girone di ferro con 4 punti. I prossimi impegni vedranno la squadra di Ancelotti affrontare il doppio esame parigino, un ritorno al passato per il tecnico che con i francesi vinse uno scudetto. Adesso è tutto nelle mani degli azzurri, questione di dentro o fuori. Nel 2013 Klopp venne sconfitto al San Paolo ma alla fine del girone fu lui a ridere. Ora è tempo di ribaltare la storia.