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Calcio Internazionale

Napoli già in clima Champions, ma ancora senza Osimhen: il report

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Osimhen

Il Napoli continua a volare in questo inizio di stagione. Ieri si è vista l’ennesima dimostrazione di forza dei ragazzi di Spalletti che hanno battuto il Torino per 3-1, consolidando così il primo posto in classifica. Intanto gli azzurri devono anche preparare la grande sfida in Champions League di martedì contro l‘Ajax alla Johan Cruijff Arena e la squadra si è subito presentata al centro sportivo per gli allenamenti come riportato oggi dal club sul sito ufficiale.

Dopo la vittoria di ieri contro il Torino, il Napoli ha subito ripreso questa mattina gli allenamenti all’SSCN Konami Training Center. Gli azzurri preparano il match contro l’Ajax in programma martedì ad Amsterdam per la terza giornata di Champions League. I giocatori che son scesi in campo ieri hanno svolto solo un lavoro di scarico in palestra, mentre il resto della squadra ha anche fatto allenamenti in campo, con esercitazioni tattiche e lavoro sul possesso palla. In conclusione, una partita a campo ridotto. Osimhen ha svolto lavoro personalizzato in palestra“.

Per il nigeriano, infatti, il recupero procede molto più lentamente del previsto. Il suo ritorno in campo potrebbe arrivare dopo la sfida di ritorno contro i lancieri in Champions League, presumibilmente per la sfida interna contro il Bologna il 16 ottobre.

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Belgio-Marocco, le formazioni ufficiali: Martinez conferma il tridente

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Batshuayi

Ci avviciniamo sempre di più a un match che non solo si preannuncia sfiziosissimo, ma che potrebbe anche rivelarsi già decisivo per le sorti del girone F. BelgioMarocco scenderanno dunque in campo con obiettivi differenti, con i primi intenti a mantenere il primo posto nel girone, ottenuto dopo la soffertissima vittoria ai danni del Canada, mentre i nordafricani, autori di una buona prestazione nel pareggio a reti bianche contro la Croazia, sono pronti a dare filo da torcere anche alla squadra di Martinez.

Quest’ultimo ha riconfermato pressoché nella sua totalità la formazione vittoriosa nel debutto contro i nordamericani. Confermata dunque l’assenza di Lukaku (sostituito egregiamente da Batshuayi, match-winner contro i canadesi), che il ct dei Diavoli Rossi punta a recuperare in vista del big match contro i croati, vicecampioni del mondo in carica.

Stesso discorso applicabile alla squadra di Regragui.

Belgio (3-4-2-1): Courtois; Castagne, Alderweireld, Vertonghen; Meunier, Witsel, Onana, T. Hazard; De Bruyne, E. Hazard; Batshuayi. Ct. Martinez.

Marocco (4-3-3): Bounou; Hakimi, Aguerd, Saiss, Mazraoui; Ounahi, Amrabat, Amallah; Ziyech, En-Nesyri, Boufal. Ct. Regragui.

Arbitro: Ramos (Messico)

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Giappone-Costa Rica 0-1, le pagelle del match: Fuller eroico, Gonda da censura

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Giapppone

Il Costa Rica batte a sorpresa il Giappone 1-0 e riapre incredibilmente il discorso qualificazione. Il primo tempo è molto tattico con il Giappone che fa la partita ma non è preciso nelle sue giocate in rapidità. La Costa Rica ribatte sfruttando la sua fisicità e mettendo apprensione su calci piazzati. L’azione più interessante si conclude con un tiro di esterno di Campbell che finisce alto. La prima frazione si conclude così senza grandi squilli.

Nella ripresa il Giappone cambia modulo e parte forte con Morita che va al tiro ma Navas è attento e respinge. La Costa Rica si chiude e i nipponici provano anche due punizioni pericolose dal limite a trovare il gol, senza successo. A sorpresa però a dieci minuti dalla fine è Fuller con un tiro a giro beffardo a battere Gonda e portare in vantaggio il Costa Rica. La Nazionale del sol levante risponde con Mitoma che mette in mezzo un pallone, ma Navas para il tiro a botta sicura dell’attaccante da centro area.

LE PAGELLE DEL GIAPPONE

Gonda 5: non è mai impegnato seriamente dagli attacchi del Costa Rica e conduce una partita attenta soprattutto nelle uscite alte. Rovina tutto però nel finale pasticciando sul tiro di Fuller.

Yamane 6: è bravo a contenere Campbell e lo tiene a bada anche con le cattive, ma questo non gli permette di proporsi in fase offensiva. (dal 62′ Mitoma 5,5: inserito come esterno a tutta fascia non trova i classici cross che lo contraddistinguono).

Itakura 6: è il regista difensivo della squadra ma non riesce a trovare l’imbucata per i fantasisti davanti. Per il resto tiene bene la linea senza problemi.

Yoshida 6: gioca di esperienza e anticipa con costanza Contreras non permettendo al Costa Rica di rendersi particolarmente pericoloso.

Nagatomo 6: il leader temperamentale del Giappone ha ancora energie per spingere sulla fascia sinistra. Fa una partita di grande dedizione anche se a volte pecca di precisione. (dal 46′ H. Ito 5,5: si piazza nei tre dietro e fa sentire la sua altezza imponente sui palloni alti. Troppo molle la sua opposizione nell’azione del gol).

Endo 6: lavora esclusivamente come interditore aiutando la difesa a mantenere una solidità importante.

Morita 5,5: è il motore della squadra e con continui inserimenti e conduzioni di palla crea imprevedibilità, diventando di difficile gestione per la difesa avversaria. Perde però il pallone sanguinoso per il gol avversario.

Doan 5,5: era l’uomo più atteso dopo il gol alla Germania ma viene ingabbiato dai forti difensori avversarie che non hanno lasciato spazio alle sue giocate. (dal 67′ J. Ito 6: entra per dare velocità ma non riesce a trovare la giocata decisiva per sbloccare il match).

Kamada 5,5: svaria su tutto il fronte d’attacco alla ricerca di palloni da gestire per organizzare le offensive della sua squadra ma viene spesso limitato.

Soma 6: il piccolo esterno giapponese è rapido e fa vedere buone cose anche se spesso sul più bello arriva l’errore. Lavora bene a sinistra con Nagatomo. (dal 82′ Minamino s.v.).

Ueda 5,5: offre sponde interessanti ai compagni ma alla squadra manca una punta vera e propria che sia presente in area di rigore. (dal 46′ Asano 6: il suo ingresso aumenta la pericolosità del Giappone e riesce ad andare al tiro anche un paio di volte).

 

LE PAGELLE DEL COSTA RICA

Navas 6,5: non compie interventi particolari ma gestisce bene la palla coi piedi. Attento sulla conclusione di Morita e poi salva il risultato nel finale.

Waston 6: molto aggressivo riesce a recuperare diversi palloni e a far ripartire la sua squadra con veemenza e rapidità.

Duarte 6: gara di buon posizionamento per l’ex Levante che capeggia la linea difensiva meglio di come avesse fatto con la Spagna.

Calvo 6,5: di testa le prende tutte e in occasioni sporadiche prova a portarsi anche in avanti per dare supporto alla scialba manovra della sua squadra.

Oviedo 5,5: alza il suo raggio d’azione per cercare il dialogo con Campbell, cosa che non avviene con grande successo e precisione.

Fuller 7: corre molto sulla fascia destra tenendo in apprensione il Giappone con la sua velocità. Il suo tiro sporco è quello che vale la vittoria.

Borges 5,5: è il regista storico della sua Nazionale ma si vede che i tempi di quando giocava in Spagna sono lontani. Risulta lento e prevedibile. (dal 89′ Salas s.v.).

Tejeda 6: buona la fase di interdizione di questo mediano che blocca le avanzate giapponesi, a volte anche con interventi rudi.

Torres 5,5: è giovane e corre molto cercando di avvicinarsi a Contreras ma col passare dei minuti deve abbassarsi per dare una mano in difesa. (dal 64′ Aguilera 5,5: poco brillante, fa pochissimi tocchi dal suo ingresso e non aiuta la squadra nella resistenza finale).

Campbell 5,5: si abbassa molto sulla fascia sinistra per cercare palloni giocabili ma non riesce ad incidere particolarmente nel match. (dal 95′ Chacon s.v.).

Contreras 5: è il riferimento offensivo ma non fa molto per ricevere palloni giocabili e viene annullato dalla difesa giapponese. (dal 64′ Bennette 5,5: è il gioiello più promettente della sua Nazionale ma anche oggi non ha la possibilità di mettersi in mostra).

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Bayern Monaco su Kane, ma il Tottenham vuole blindarlo: le ultime

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kane

15 reti in 30 presenze. Fino ad ora, questo è il bottino stagionale di Harry Kane tra Tottenham e Nazionale Inglese. L’attaccante classe ’93 sta letteralmente trascinando gli Spurs, che attualmente occupano il quarto posto in Premier League. Per questo motivo, il club allenato da Antonio Conte certamente non vorrà privarsi del suo numero 10 e starebbe pensando ad un possibile rinnovo di contratto.

Per la cronaca, Kane è in scadenza il 30 Giugno 2024 e molti top club europei si starebbero già muovendo sulle sue tracce. Tra questi c’è il Bayern Monaco. La squadra 32 volte campione di Germania sarebbe alla ricerca di un sostituto di Robert Lewandoski, che in estate ha detto addio alla Bundesliga per accasarsi al Barcellona.

Per scongiurare la possibilità di vedere Kane con la maglia dei bavaresi, dunque, gli Spurs sarebbero pronti a dare inizio alle trattative per il prolungamento di contratto che, con molta probabilità, si apriranno al termine dei Mondiali in Qatar.

 

 

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Argentina, Messi e l’eredità di Diego

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Messi

A seguito dei match del secondo turno di Qatar 2022 ci sono i primi verdetti. Nel corso di questo primo scorcio di weekend i tifosi argentini sono rimasti impalati davanti allo schermo a tifare la propria favorita.

MESSI E MARADONA

Messi contro il Messico: sembra uno scioglilingua, ma non è che l’hombre del partido nell’incontro più importante di questa competizione. Il giocatore, nel postpartita della partita contro l’Arabia Saudita, aveva invocato l’aiuto alla tifoseria:

“La nostra gente deve avere fiducia in noi: questo è un gruppo molto unito che, già contro il Messico, saprà ritrovarsi”.

Il capitano ha a cuore la maglia albiceleste di milioni di argentini, tra cui Gerardo Martino, ex commissario tecnico della Seleccion, e attuale mister degli aztechi. Il Tata, alla guida del Paraguay centra i quarti di finale del Mondiale di Sudafrica 2010 e la finale di Copa America del 2011.

Nel 2014 assume l’incarico di allenatore del Barcellona. A fine stagione, rimasto a secco di trofei nella sua esperienza in blaugrana, rassegna le sue dimissioni.

La pulga lo vuole come commissario tecnico dell’Argentina. Una scelta che si rivelerà fatale: In Copa America del 2015 e 2016 perde la finale ai calci di rigore contro il Cile.

Alla vigilia del match di sabato sera, il mister del Messico rivela:

“Mettetevi al mio posto, voi come vi comportereste? L’Argentina è la mia patria, ma io sono il ct del Messico e farò il possibile per vincere questa partita”.

A due anni dalla dolorosa scomparsa del Diez, il suo erede è costretto a fare i conti con la storia. Lionel Messi è un fenomeno generazionale, ma “Maradona era un’altra cosa”. Un dualismo che alimenta le polemiche e che inasprisce l’odio verso il giocatore più forte di questa epoca.

In molti sostengono che la pulga non abbia la stoffa del leader. Le finali perse, il rigore sbagliato contro il Cile e l’episodio del vomito nella gara contro il Paraguay. Tuttavia, Messi si è preso la sua rivincita.

Si disputa tra i padroni di casa della nazionale verdeoro del Brasile e la Seleccion, la finale di Copa America 2021. Nello spogliatoio, prima della sfida conclusiva, avvolto dagli abbracci dei suoi compagni di squadra, intona le seguenti parole:

“Questa coppa doveva essere giocata in Argentina e Dio l’ha portata qui, in modo che la solleviamo nel Maracana. Per renderla più bella per tutti, quindi usciamo fiduciosi e sereni che la porteremo a casa”.

L’albiceleste vince 1-0 grazie alla rete di Angel Di Maria e Messi, eletto migliore giocatore del torneo e capocannoniere della competizione, alza al cielo dello Stadio Maracanã di Rio de Janeiro il primo trofeo della sua carriera con la nazionale.

ARGENTINA-MESSICO

Veniamo alla cronaca della partita: Argentina-Messico è molto più della seconda gara del gruppo C. La pulga lo deve a se stesso, alla sua gente e a Diego in persona. Chissà che da lassù non stia esultando in maniera scomposta, come solo lui sa fare, alle prodezze del suo beniamino.

Nessuna squadra prevale sull’altra e l’incontro è inchiodato sull’0-0. Serve la giocata del fuoriclasse. Il giocatore con la dieci sulle spalle fa partire una rasoiata a fil di palo e porta avanti l’Argentina. Il migliore mancino del mondo. Messi eguaglia Maradona: sono otto reti nel Mondiale e dodicesimo gol nelle ultime sei con la Seleccion.

All’ottantasettesimo Enzo Fernandez fa partire un destro a giro, che chiude il match sul 2-0. Sono sempre più convinto che Messi sia dentro a un racconto scritto per tesserne le lodi. Un romanzo di formazione in cui il protagonista, attraverso mille peripezie, passa da essere un sedicente fuoriclasse a un campione senza eguali.

Nel postgara il giocatore, eletto uomo partita, dichiara:

Non so perché si siano dette tante cose. L’altro giorno si parlava di caviglia, io non avevo niente. Non mi sono mai allenato da solo, abbiamo lavorato come dovevamo lavorare e siamo siamo arrivati ​​qui. Ora non possiamo commettere errori, perchè sapevamo che la risposta del pubblico sarebbe stata quella di oggi. Abbiamo lavorato molto insieme e siamo tutti uniti, non possiamo arrenderci ora!

La prossima gara è decisiva. Lewandowski è affamato e, dopo essersi sbloccato con la nazionale, vuole assicurarsi il primo posto nel girone, Tuttavia, alla Polonia basta un pareggio per essere sicura del passaggio del turno.  Per l’Argentina vincere è l’unica cosa che conta. Il calcio è come una favola, ha sempre un lieto fine.

 

 

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