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Napoli, il turnover è la carta vincente di Ancelotti

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Napoli, il turnover è la carta vincente di Ancelotti

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Il Napoli c’è, come e più dell’anno passato. Sebbene in campionato il divario con la Madama capolista sia più ampio di quello dei Partenopei targati Sarri, gli Azzurri Ancelottiani convincono più di quelli 2017/18. In campo europeo, nonostante il passo falso di Belgrado, i risultati sono notevoli, soprattutto dal punto di vista del gioco, come nella vittoria interna contro il Liverpool.

La vera forza di Carletto però pare essere il tanto ripudiato dall’ex tecnico turnover, su cui Ancelotti punta molto. Nessun giocatore si sente escluso ora nel progetto, e il Napoli ha una faretra molto più capiente adesso.

IL NUOVO REGNO DI RE CARLO

La battezzata formazione di Sarri è sempre la colonna portante dei Partenopei.  Tolto Reina, volato nella Milano rossonera, il nuovo titolare in porta sarebbe dovuto essere il giovane Meret. Condizionato da un infortunio, l’ex Udinese è momentaneamente sostituito dal colombiano Ospina. In 11 match stagionali è indubbiamente il più impiegato nel ruolo, con 7 presenze alle spalle.

E qui si evidenzia la differenza tra il Napoli passato e quello presente. Le altre 4 partite infatti sono state disputate dal secondo Karnezis, fatto assai impensabile con la gestione Sarri. Basti pensare che negli ultimi due anni il portiere di riserva, Rafael prima e Sepe dopo, è sceso in campo solo 5 volte nelle 100 disputate dagli Azzurri. Al centro del reparto abbiamo l’intoccabile Koulibaly e l’esperto Raul Albiol, con il primo sempre impiegato e mai sostituito. Il primo subentrante nelle gerarchie è l’ex Torino Maksimovic, che ha raccolto 286 minuti sin ora, 11 in più di tutta la passata stagione.

Malcuit con la maglia del SSC Napoli

I laterali bassi impiegati maggiormente rimangono Hysaj sulla destra e Mario Rui a sinistra, dato l’infortunio di Ghoulam. Eppure il primo rimpiazzo, il franco-marocchino Malcuit, ha toccato il campo ben 300 minuti suddivisi in 4 partite.  Non male, considerando che Maggio la scorsa stagione ha giocato poco più di mille minuti complessivi. Evidente dunque quanto, sebbene i titolari siano definiti, il tecnico voglia dar fiducia al giovane terzino destinato a ritagliarsi sempre più spazio nel corso dell’anno.

Il fulcro del centrocampo partenopeo rimane Allan, sempre in campo quest’anno. Il neo entrato principe nelle gerarchie è Zielinski che, sebbene nello scorso anno impiegato molte volte, non era quasi mai titolare. Ad oggi invece è titolarissimo assieme al brasiliano e al capitano Hamsik. I tre ricambi, Fabian Ruiz, Diawara e Rog hanno raccolto 800 minuti in tre, non molto in realtà. La scorsa stagione i tre sostituti a centrocampo ne collezionarono quasi 4500 e, considerando che siamo a un 1/5 di stagione per numero di partite (11 contro le 50 di media di una stagione del Napoli negli ultimi anni), supera il minutaggio odierno. Se c’era una zona del campo su cui l’attuale allenatore del Chelsea puntava era proprio quella di mezzo. Carletto dovrà fare meglio se non vorrà tirare il fiato nel reparto più importante a fine anno.

Ounas con la maglia del SSC Napoli durante l’esultanza dopo il gol contro il Sassuolo

Tolto Milik reduce da un brutto infortunio, lo scorso anno Sarri aveva in panchina il solo Ounas in avanti. Nelle 50 partite passate, il francese ha giocato soltanto 334 minuti, indice di una scarsa considerazione da parte del tecnico napoletano. Ancelotti invece ha un’ampia scelta a sua disposizione, primo fra tutti proprio il ritrovato polacco. Fra Insigne, Callejon, Mertens e Milik, il divario fra chi ha giocato di più e chi di meno è solo di 200 minuti, sinonimo di quanto il tecnico li reputi tutti e quattro titolari. Aggiungendo poi Verdi e l’ala francese, con quasi 350 minuti in due, è chiaro di come l’ex Real faccia molto affidamento sul turnover là davanti.

L’ASSO ARRIVA DALLA PANCHINA

Rispetto all’anno passato non solo le seconde linee trovano più spazio ma, a quanto pare, chi subentra a partita in corso riesce ad incidere maggiormente. Sono già 4 le reti arrivate dalla panchina quest’anno, più di chiunque altro in Serie A. I cannonieri a partita in corso sono stati prima Mertens nella rimonta contro il Milan, poi Insigne contro il Sassuolo ed infine Rog e Ruiz contro l’Udinese. Si evidenzia dunque come i cambi a partita in corso abbiano pesantemente condizionato la classifica del Napoli.

Fabian Ruiz con la maglia del SSC Napoli durante l’esultanza dopo il gol contro l’Udinese

Senza le rotazioni vincenti e la coesione di gruppo i Partenopei sarebbero decisamente più distanti dalla vetta di quanto non li siano oggi. La scorsa stagione gli Azzurri hanno registrato il record di punti nella loro storia, eppure non sono riusciti a stare il passo di una Juventus leggendaria. Quest’anno, sebbene la Madama sia ancora più forte del passato, il Napoli potrebbe trovare la stessa formula che ha aiutato i bianconeri lo scorso anno, ossia la cosiddetta “panchina lunga“. Nei momenti nevralgici dell’annata, quando si necessitava di rimanere in carreggiata per mirare allo Scudetto, mentre i campani hanno tirato il fiato, complice un uso esasperante di 12/13 giocatori, i rivali torinesi potevano vantare di una ricca schiera di ricambi per rimanere sul pezzo.

Il Napoli targato Re Carlo può dunque percorrere la medesima strada, sperando, in aggiunta, in un passo falso della Juve, dati comunque i 4 punti di svantaggio. Se il tecnico continuerà ad utilizzare appieno la rosa come al momento di sicuro il divario con la capolista si ridurrà. Fare il record di punti come Sarri non è facile, e molto difficilmente la Juventus scenderà sotto la soglia dei 90 punti. Ancelotti è alla prima vera sfida dopo anni, e la tecnica del turnover e della coesione di tutto l’organico può essere la strategia giusta per scrivere una pagina importante e della sua carriera, e della storia del calcio italiano.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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Flash News

Moggi: “Allegri e Pioli criticati senza motivi. Vi dico dove potrebbe allenare Conte”

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Moggi

Luciano Moggi, ex dirigente sportivo di Roma, Lazio, Torino, Napoli e soprattutto Juventus, ha tracciato una panoramica sul campionato di Serie A, attraverso le pagine di Libero. Un commento che spazia dalle milanesi alla squadra bianconera di Torino, passando per il futuro di Antonio Conte, fino al Bologna di Thiago Motta.

INTER – “Quest’anno l’Inter sta emulando lo scorso campionato del Napoli. A differenza degli azzurri, vince giocando di squadra“.

MILAN E JUVE – “Entrambe le rivali dei nerazzurri sono super criticate dai media, in particolare i due allenatori. Quando il Milan non vince il ciclo di Pioli sembra sempre al capolinea. Peggio per Allegri, al quale ogni giorno viene chiesto di andarsene perché la squadra, secondo opinionisti e tifosi, vince giocando male, ma soprattutto perché avrebbe dovuto tenere il passo dell’Inter, non essendo impegnata nelle competizioni europee. Addirittura, circolano nomi di possibili sostituti di Allegri, nonostante sia secondo in classifica”.

ANTONIO CONTE, THIAGO MOTTA E NON SOLO – “Pioli potrebbe convincere i tifosi solo se dovesse vincere il campionato, cosa che ovviamente non può fare, e forse non sarebbe neanche sufficiente. Lodi sperticate invece per Thiago Motta: è uno dei mister più gettonati per un approdo su una big, anche Palladino e Gilardino. Si fanno poi mille congetture su Antonio Conte, che secondo noi potrebbe approdare al Bayern Monaco.

 

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Flash News

Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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