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Il Cile ha bisogno di nuovi eroi

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HURT

Dalle stelle alle stalle, senza mezzi termini: il Cile che aveva sorpreso tutti con Sampaoli in panchina e per due anni di seguito potenza del calcio sudamericano, si è spento in un incriminante 3-0 contro il Brasile, per altro, sancendo il probabilissimo addio di Vidal dalla Selezione. Le ultime due grandi competizioni della Roja sono state il fiore all’occhiello di un gruppo che negli anni si è veramente unito attorno ad una causa patriottica e tale gruppo, guidato da alcuni top player, è riuscito pure a seguire un onesto percorso in Confederations Cup: battere il Portogallo ai rigori e perdere dignitosamente contro la Germania in finale. Sempre in ambito storico-statistico, il Cile aveva ottenuto due ragguardevoli posizionamenti ai Mondiali, vale a dire due ottavi di finale che hanno rafforzato la credenza che tale Nazionale non fosse solo una mina vagante nell’emisfero sudamericano; senza fare troppi complimenti, il Cile era una squadra latina dai tratti molto moderni: un allenatore innovativo e competente in panchina (Bielsa prima, poi Sampaoli e fino a ieri mattina Pizzi), giocatori di spessore come Claudio Bravo del Manchester City, Alexis Sanchez dell’Arsenal e Arturo Vidal del Bayern Monaco, leader di uno spogliatoio grintoso e ancora molto legato al proprio paese. Basti pensare che sui 23 selezionati solo otto giocano in Europa, e tutto il resto è frutto di una ricerca dei talenti che va dalle grandi squadre cilene come l’Univesidad de Cile al Flamengo in Brasile o al San Lorenzo in Argentina. Oggi, questo meccanismo si è rotto, e a Santiago si cercano i responsabili.

https://www.youtube.com/watch?v=_9kdmTHYwns

LIMITI DI TESTA

Nonostante le critiche e la clamorosa esclusione, il Cile rimane comunque una squadra molto forte: come non si può giudicare di basso livello l’Argentina che faticosamente ha strappato il pass per i Mondiali, allo stesso modo appare disonesto affermare che la Roja non meritasse di prendere parte al torneo più atteso del mondo. La Nazionale cilena è arrivata quinta dietro il Brasile di Neymar e Gabriel Jesus, l’Uruguay di Cavani e Tabarez, la Colombia di James e l’Argentina di Leo Messi. Alla fin fine, conti e pronostici alla mano, solo l’Uruguay potrebbe sembrare di troppo lì in mezzo, eppure il calcio uruguagio ha vinto sugli altri ed è arrivato secondo solo ai brasiliani, quest’anno decisamente più cinici e forti delle recenti annate. Ciò che non si può però accettare dell’eliminazione dal mondiale è l’atteggiamento e la maleducazione che alcuni calciatori hanno mostrato durante le ultime uscite.

https://www.youtube.com/watch?v=lCWDTq9eZhY

Premessi gli applausi per la buona partita vinta contro l’Ecuador, tuttavia, anche contro il Brasile si era vista una buona squadra in campo; anche se, poi, le voci corse da Quito hanno scoraggiato gli uomini di Pizzi e nel finale, il 3-0 a porta vuota di Gabriel Jesus, ha cementificato la distanza di morale tra i Verdeoro e la Roja. Da lì una burrasca di insulti, malelingue, dimissioni ed accuse: dal CT Pizzi che lascia immediatamente dopo il fischio finale alle clamorose e sconcertanti imputazioni della moglie del portiere, Bravo, contro i compagni del marito.

Ecco, se confermate le voci della signora Bravo, questo si tratterebbe del punto più basso del professionismo di alcuni giocatori. Carla Pardo – su Instagram – ha infatti accusato come alcuni calciatori avessero organizzato festini e party alcolici nei giorni del ritiro, togliendo ai compagni la concentrazione e la possibilità di allenarsi correttamente. Una denuncia pesante che si elegge a sintomo di una condizione mentale erronea di una parte dello spogliatoio, di alcuni giocatori che forse, in cuor loro, al Cile non ci pensavano poi così tanto.

NUOVE ARMI

Arturo Vidal è quasi certo di lasciare la Nazionale dopo questa eliminazione, perchè come lascia intendere, non ci sarebbero gli stimoli per continuare.

“Grazie di tutto ragazzi! Per tutti questi anni insieme, per aver dato la vita in ogni partita e per aver insegnato a me e al paese che con lo sforzo e il lavoro può accadere di tutto nella vita!!! Ho l’anima distrutta ma allo stesso tempo sono orgoglioso di questi giocatori e dello staff tecnico”

Tuttavia, è strano pensare che un giocatore grintoso e focoso come Vidal lasci una squadra di cui ne è simbolo dopo un’eliminazione del genere. Certo non giocare un Mondiale è pesante, ma lo sconforto per il fallimento sembra più dovuto ad altri motivi più che a qualcosa di campo. Dunque, la Roja potrebbe perdere uno dei due pezzi da 90 della Selezione, ammesso che anche l’altro top player Sanchez non decida di dare un definitivo forfait alle convocazioni.

Ma come ha in parte insegnato la storia delle Nazionali, il fallimento non è che il primo passo per ripartire, un mucchio di cenere da cui far rinascere la fenice. La Germania post 2006, il Brasile sconfitto al Mondiale casalingo, tutti esempi di come la bocciatura di un Paese sia da stimolo per ricominciare e creare un nuovo sistema in cui si devono fare scelte importanti: è giusto che chi non si senta stimolato vada altrove e lasci posto a chi può e ha voglia di migliorarsi. Le risorse economiche tedesche e brasiliane sono nettamente superiori a quelle cilene ma, come accaduto in altre realtà, bisogna riorganizzarsi con poco e dettare fin dal principio una linea lucida e chiara, un iter tecnico-tattico che permetta alla Nazionale di ritornare competitiva ai livelli del 2015 e del 2016.

L’Under 20 cilena, ad esempio, è una realtà fra le più affermate in Sudamerica e con il lavoro e la collaborazione coi club possono emergere promesse interessanti e nuove qualità tecniche, che visti i recenti addii, devono ovviare il prima possibile alle incombenti assenze: Vidal è quasi andato, Sanchez e Bravo non ci saranno in eterno. Il Cile ha bisogno di nuovi eroi.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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L’elogio del CT della Polonia su Messi: “Le sue movenze? Come Alberto Tomba sulle piste da sci”

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Messi

In quello che sarà il suo ultimo Mondiale, Leo Messi è chiamato a portare l’Argentina verso la qualificazione alla fase successiva della competizione. Nella sfida alla Polonia, un punto potrebbe non essere sufficiente per il passaggio del turno. Ragion per cui, l’Albiceleste dovrà puntare alla vittoria contro un avversario insidioso. In merito alle gesta dell’uomo simbolo della nazionale di Lionel Scaloni, ha parlato, in conferenza stampa, il CT polacco Czeslaw Michniewicz.

“Le movenze di Messi in campo mi ricordano molto quelle di Alberto Tomba sulle piste da sci. Riesce a schivare chiunque come Alberto schivava le porte quando era in pista”.

Parole al miele per la Pulga che, stasera, dovrà scacciare i brutti ricordi del passato, cercando di portare la Selección il più lontano possibile nella spedizione in Qatar.

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Calcio Internazionale

Mbappè potrebbe sedersi in panchina contro la Tunisia

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Mbappé

Secondo il “Mundo Deportivo“, il CT francese Didier Deschamps potrebbe decidere di lasciare la stella Kylian Mbappè in panchina nel match contro la Tunisia.

L’asso francese avrebbe accusato un piccolo fastidio alla caviglia e per questo potrebbe non essere rischiato per un match di poca rilevanza, dato ormai il certo passaggio del turno dei transalpini e dell’avversario che verrà fronteggiato dai blues.

Probabile l’assenza nel pomeriggio per Mbappè, che verrà tenuto a riposo per averlo al 100% per gli ottavi.

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