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NBA All-Star Game 2019

L’All-Star Game è quel modo tutto americano di vedere in campo i migliori giocatori della Lega (e, senza ombra di dubbio, del mondo) senza mettere niente in palio. Una gigantesca rimaptriata di talento, arte per l’arte. Quindi Bron torna a duettare con Wade e Irving come tante volte ha fatto, Giannis prende spunto da Wilt e riscrive da 0 il manuela del perfetto tiratore di liberi, roba da far mandare Josè Calderon ai matti.

Il team di Bron, sotto di 20 all’intervallo, rimonta e chiude 178-164. MVP della serata Kevin Durant, 31 punti. LBJ ha fatto centro quindi con la sua prima pick, nel secondo anno per il formato con i capitani a scegliere uno per uno i giocatori, molto playground-style. Secondo MVP per Kevin, 7 anni (!) dopo il primo nel 2012, quando ancora le canotte erano blu per la Eastern e rosse per la Western.

”It’s all sweet to me. It’s hard to rank because everything’s special. But it’s cool to be out there with some of the best players to ever play the game. And to win MVP in front of my family and friends is pretty sweet.” (“È molto bello per me. È difficile da classificare perché è tutto così speciale. È bello giocare con alcuni dei giocatori migliori della storia. E vincere l’MVP davanti alla mia famiglia ed i miei amici è veramente bello”).

Giannis ha dato gran battaglia dall’altra parte, con 38 punti frutto di un 17/23 dal campo, 2/6 da 3. Anche giusto per il recordman stagionale di schiacciate.

”Just being the leader of a team, it wasn’t as tough as I thought. My teammates, the guys in the locker room, encouraged me to step up and take it serious and play hard.”(“Non è stato difficile fare il capitano. I miei compagni, i ragazzi nello spogliatoio mi incoraggiavano a prenderla seriamente e giocare per davvero”).

Del resto, c’era Michael Buffer che ha portato con sè il suo famoso “Let’s get ready to rumble!” e “rumble”, metaforica, è stata. Curry/Antetokounmpo vincono l’highlight della serata con un alley-oop di Steph che rimbalza per terra ed arriva ad altezza tabellone. Giannis non si fa problemi, calcola i passi e la butta dentro. Difesa, poca, almeno fin quando il Team James non ha cominciato a mettere le marce alte. Il Team Giannis scrive un nuovo record nel primo quarto, 23 FG, superando i 22 scritti in passato per ben 4 occasioni: 2 anni fa East e West nel primo quarto, 2nd e 3th West nel 2016. Ventitrè FG per 53 punti a tabellino, altro record.

Menzione d’onore per Dirk e Dwyane. Una comparsata, un Oscar alla carriera apprezzatissimo, con Dirk che entra, segna 3 triple ed esce tra gli applausi. Dwyane si diverte con LeBron, a colpi di alley-oop.

Intanto Klay prende coscienza di che cosa voglia dire essere dall’altra parte della barricata quando di qua c’è Steph.

”I felt like the opposition for once. … It sucked to be on the receiving end. But it’s all fun and games in the All-Star Game and that was a crazy shot.” (“Ho provato cosa vuol dire essere suo avversario per una volta, fa veramente schifo. Comunque è tutto per divertimento ed era un tiro veramente folle”).

Curry è uscito dalla sua difesa con un 3 + libero, per la cronaca.

PS: 167 triple tentate, quasi cinquanta delle quali ascrivibili a Curry, Lillard e Harden.

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