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NBA, la lotta tra Golden State e Boston per l’anello

NBA, la lotta tra Golden State e Boston per l’anello

 

Il nuovo Numero Diez non vuole parlare solo di calcio. Anche il magico mondo della NBA sbarca su Numero Diez. Non poteva esserci miglior momento, perché si sta entrando nel vivo delle NBA Finals. Quest’anno le finaliste sono Golden State Warriors e Boston Celtics. Due squadre molto diverse tra loro ma che hanno segnato delle egemonie nella loro storia.

DUE SQUADRE EGEMONICHE

I Boston Celtics sono la squadra che ha vinto più titoli, a pari merito con i Los Angeles Lakers, con ben 17 anelli.  Dal 1987 in poi però, i celtici hanno vinto solo un titolo, nel 2008, quando Kevin Garnett, Paul Pierce e Ray Allen (ricordatevi bene questo nome) permisero a Boston di interrompere un digiuno durato 22 anni.

I Golden State Warriors invece sono a 6 titoli vinti, proprio come i Chicago Bulls, e sono quindi la terza squadra in NBA ad averne vinti di più. La loro egemonia vera e propria però è più recente, poiché è partita nel 2015, quando i Warriors vinsero un po’ a sorpresa quell’anno, grazie al salto di qualità definitivo dei BIG 3 (Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green) e alla guida di Steve Kerr, che era alla sua prima esperienza da head coach. Da quel momento i Warriors raggiunsero altre 5 finali, contando anche quella di quest’anno, vincendo il titolo altre 2 volte.

Dal 2019 però c’è stato un momento di stop per i Warriors. Ha atteso a lungo Klay Thompson, rimasto fuori dal campo per due anni a causa di due brutti infortuni. Come se non bastasse, anche Steph Curry ha subito un brutto infortunio. Golden State quindi ha passato 2 anni ben lontano dai loro standard, saltando i play off entrambi gli anni. Questo però è l’anno della rinascita, l’anno in cui Thompson e Curry sono tornati a pieno regime, sempre sotto la guida di Steve Kerr.

DUE SQUADRE MOLTO DIVERSE

Golden State e Boston però non sono state le squadre che tutti si sarebbero aspettati di vedere in finale. Non sono arrivate prime nelle rispettive Division e hanno raggiunto il loro posizionamento finale in Regular Season in maniere completamente diverse.

I Warriors sono partiti in quarta, lottando testa a testa con i Phoenix Suns. Da fine febbraio in poi però, dopo l’All Star Game, sono state ben 12 le sconfitte su 23 partite. Ciò è costata la seconda posizione ai Warriors, guadagnata invece dai Memphis Grizzlies. In compenso, nei play off si sono affrontate Golden State e Memphis, e la squadra di San Francisco è riuscita a passare il turno nonostante avesse il fattore campo a sfavore. Quando sono cominciati i play off, i Warriors si sono lasciati alle spalle il finale di regular season deludente, e prima delle Finals hanno perso solo 4 volte nelle 16 partite disputate.

Al contrario, Boston era partita davvero male. È arrivato a inizio stagione il nuovo allenatore, Ime Udoka, alla sua prima esperienza da head coach. Le critiche su di lui erano davvero tante dopo i primi mesi, ma da gennaio è cambiato tutto. I giocatori sono sempre rimasti quelli, ma a Udoka serviva del tempo per costruire qualcosa di grande. Delle loro 51 vittorie in Regular Season, ben 34 sono arrivate da gennaio in poi. Nei play off, Boston è stata la vera killer delle big. Nonostante la seconda posizione raggiunta in stagione, ha dovuto affrontare al primo turno i Brooklyn Nets di Durant e Irving.

Tutti avrebbero pensato che sarebbe stata una serie da 7 partite, e invece Boston ha vinto agilmente 4-0, quello che in gergo NBA è chiamato Sweep. Nel turno successivo i Celtics hanno affrontato i campioni in carica, i Milwaukee Bucks della stella Giannis Antetokounmpo. Quella sì che è stata una serie combattuta in 7 gare, ma alla fine l’ha spuntata Boston. Allo stesso modo ha passato anche il turno successivo, vincendo contro Miami, la prima in classifica a Est. Boston ha fatto dei play off che l’hanno resa davvero matura, riuscendo a vincere nonostante ognuna delle 3 volte era quasi la sfavorita. Sicuramente un percorso ben diverso dai Golden State Warriors.

CHE STRANO IL DESTINO

Nonostante tutte le diversità di queste due squadre, entrambe hanno una cosa in comune: stanno giocando le NBA Finals 2022. Il destino ha voluto che si incontrassero proprio Golden State e Boston, ed erano ben pochi quelli che avrebbero scommesso su questa finale a inizio play off, quando si fanno i famosi pronostici del Bracket.

Non è però così a caso questa finale. Steph Curry non lo si conosce di certo oggi, ma ogni giorno stupisce sempre di più. Ad esempio, questa notte ha segnato 43 punti nella vittoria che ha ristabilito la parità sul 2-2 nella serie, riuscendo a riprendersi il fattore campo, perso in gara 1. Proprio quest’anno, Steph è riuscito a superare il tanto famoso record di triple, diventando quindi il miglior marcatore da dietro l’arco. Di questo record se ne è parlato davvero tanto, praticamente per mesi, anche perché il record precedente era di 2973 canestri da 3 punti. Chi lo deteneva quel record? Ray Allen. E dove giocava? Esatto, nei Boston Celtics. Davvero incredibile il destino.

Come finiranno queste NBA Finals è difficile dirlo, di sicuro però c’è che la serie non finirà prima di giovedì notte, quado si giocherà gara 6. La speranza però, è di vedere anche gara 7, che si svolgerebbe tra 8 giorni, nella notte di domenica prossima. Quindi prossimamente si parlerà ancora di NBA su Numero Diez.

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