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Nel cuore di chi tifa

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E’ oramai ai titoli di coda un’altra stagione calcistica. Un anno che come sempre ha regalato emozioni di qualsivoglia tipo ai tifosi di questo sport. C’è chi ha sofferto per una retrocessione o un’eliminazione da un torneo, chi ha gioito per un’impresa, un trofeo, una vittoria o anche semplicemente per un gol. Proprio per questo la chiusura dei battenti lascia sempre una sottile sensazione di inquietudine nei veri calciofili. La pausa apre le porte ad un vuoto difficile da colmare ma allo stesso tempo conduce a riflettere su ciò che si è vissuto durante la stagione. Inesorabile si avventa la percezione del tempo che scorre, viaggiando con la mente a ritroso. A rendere meno sopportabile questo pensiero collabora il destino che a volte decide di essere particolarmente crudele. Quest’anno lo è stato fin troppo. Giunge infatti in contemporanea l’epilogo delle carriere di 4 calciatori che hanno scritto la storia di questo sport.

ADDIO AL RETTANGOLO VERDE

Lahm, Xabi Alonso, Terry e Totti, sono i nomi dei campioni che hanno annunciato il ritiro o che stanno prendendo in seria considerazione l’ipotesi. I primi due hanno dichiarato da tempo la volontà di appendere gli scarpini al chiodo. Nell’ultima giornata disputata dal Bayern, lo spagnolo e l’eterno capitano bavarese hanno salutato il proprio pubblico, in preda alla commozione generale. Per il terzino è stato un momento particolarmente toccante. Dopo un’intera carriera (con la parentesi del prestito biennale allo Stoccarda) dedicata alla causa bavarese, si congeda da chi l’ha supportato e amato per più di quindici anni, una vera e propria seconda famiglia. Xabi Alonso è stato più girovago: ha giocato in Liga, Premier e Bundesliga, mettendo in mostra un talento sconfinato in cabina di regia e lasciando di sé sempre un bel ricordo ai tifosi. La celebrazione della vittoria del campionato è la ciliegina finale che ben si addice alle carriere dei due calciatori che vantano bacheche ricchissime di trofei.

Xabi Alonso e Lahm festeggiano la vittoria della Bundesliga

DIPINTO DI BLUES

La festa per la vittoria della Premier del Chelsea è stata “oscurata” dall’emozione del caloroso saluto tributato dallo Stamford Bridge al proprio storico capitano, John Terry. Al minuto 26, numero di maglia del difensore, tutto lo stadio ha applaudito, tra le lacrime di molti dei presenti, la leggenda del club londinese. Il classe 1980 ha aperto recentemente qualche spiraglio a una nuova avventura dopo aver disputato 20 stagioni con la maglia dei Blues. Ha dato prova anche recentemente, ad esempio con la rete siglata nel penultimo match di campionato, del suo valore ed è quindi incerto su un suo addio definitivo al calcio. In caso decidesse di proseguire ancora per un ultimo anno la sua carriera, sceglierebbe un club minore con cui mettere ancora in mostra le sue qualità senza però macchiare il suo passato, tinto 710 volte di Blues.

Tributo di alcuni tifosi del Chelsea al capitano

UNICO TOTTI

Infine è giunto il momento più doloroso anche per il re di Roma, una delle stelle più luminose della storia del calcio nostrano. Francesco Totti resta unico, talento cristallino dal piede vellutato, fonte di prodezze che in più di un’occasione hanno lasciato a bocca aperta qualsiasi tifoso, indifferentemente dal proprio credo calcistico. “Er pupone” è l’essenza del calcio per semplicità, lealtà nei rapporti ed estro creativo in campo. E’ considerato quasi alla stregua di una divinità dai tifosi romanisti, a cui ha giurato eterno amore, un sentimento sempre più raro che il capitano ha però difeso con i denti, anche da offerte pervenutegli assai più allettanti dal punto di vista professionale. Ma Totti è unico per questo: ha sempre anteposto a ogni interesse “casa sua”, Roma e la Roma. L’addio ai colori giallorossi è già deciso (annunciato da Monchi nella sua prima conferenza da dirigente romanista) mentre si rincorrono le voci su una sua nuova avventura Oltreoceano.

Totti indossa la 10 della Roma, sua seconda pelle

Tutto giunge prima o poi a una fine, fa parte del gioco della vita, caduca e ciclica. Anche le imprese di questi eroi sportivi sono soggette a questo rigido ordinamento naturale: se pur ci si illude di poter ammirare i propri beniamini per sempre, arriva il triste giorno in cui bisogna ringraziare e salutarsi. Solo i ricordi dei sorrisi, dei pianti, delle esultanze che abbiamo condiviso con loro, sfuggono a questo fato, entrando per sempre nel cuore di chi tifa.

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Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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L’elogio del CT della Polonia su Messi: “Le sue movenze? Come Alberto Tomba sulle piste da sci”

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Messi

In quello che sarà il suo ultimo Mondiale, Leo Messi è chiamato a portare l’Argentina verso la qualificazione alla fase successiva della competizione. Nella sfida alla Polonia, un punto potrebbe non essere sufficiente per il passaggio del turno. Ragion per cui, l’Albiceleste dovrà puntare alla vittoria contro un avversario insidioso. In merito alle gesta dell’uomo simbolo della nazionale di Lionel Scaloni, ha parlato, in conferenza stampa, il CT polacco Czeslaw Michniewicz.

“Le movenze di Messi in campo mi ricordano molto quelle di Alberto Tomba sulle piste da sci. Riesce a schivare chiunque come Alberto schivava le porte quando era in pista”.

Parole al miele per la Pulga che, stasera, dovrà scacciare i brutti ricordi del passato, cercando di portare la Selección il più lontano possibile nella spedizione in Qatar.

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Calcio Internazionale

Mbappè potrebbe sedersi in panchina contro la Tunisia

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Mbappé

Secondo il “Mundo Deportivo“, il CT francese Didier Deschamps potrebbe decidere di lasciare la stella Kylian Mbappè in panchina nel match contro la Tunisia.

L’asso francese avrebbe accusato un piccolo fastidio alla caviglia e per questo potrebbe non essere rischiato per un match di poca rilevanza, dato ormai il certo passaggio del turno dei transalpini e dell’avversario che verrà fronteggiato dai blues.

Probabile l’assenza nel pomeriggio per Mbappè, che verrà tenuto a riposo per averlo al 100% per gli ottavi.

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