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Calcio Internazionale

Tutto sul Newcastle, la squadra che sta stupendo la Premier League

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Se ne era parlato già abbondantemente dopo l’avvento degli sceicchi e le possibili spese folli, ma adesso, il Newcastle è riuscito a prendersi la scena per altri motivi. Si tratta dello spettacolare inizio di Premier League che ha visto i Magpies come grandi protagonisti. La squadra allenata da Eddie Howe è riuscita a stupire tutti giocandosela alla pari con le big ed esprimendo un gioco divertente ma efficace. Al momento, il Newcastle occupa il quarto posto in classifica e dalle parti del St. James’ Park non vogliono smettere di sognare.

INIZIO FOLGORANTE

Il Newcastle è partito alla grande in questa Premier League. Nelle prime 13 gare è riuscito a collezionare 24 punti, portandosi attualmente al quarto posto, dunque in piena lotta per un piazzamento in Champions League. I Magpies in casa sono ancora imbattuti nonostante abbiano affrontato già 4 delle Big six.

Un Newcastle sorprendente capace anche di fermare la macchina perfetta di Guardiola. Infatti il precedente di questa stagione con il Manchester City è uno spettacolare 3-3. Pareggio anche con il Manchester United e poi, ciliegina sulla torta la vittoria per 1-2 in casa del Tottenham di Antonio Conte. L’unica sconfitta stagionale al momento è quella di Anfield, sempre per 2-1, contro il Liverpool.

Numeri e prestazioni che autorizzano e come a pensare in grande, a maggior ragione con dopo l’arrivo della nuova proprietà e con il mercato di gennaio sempre più vicino.

I PROTAGONISTI

A primo impatto, guardando la formazione tipo, è subito tangibile la qualità e la varietà a disposizione di  Howe. Una squadra fatta con criterio, che riesce ad abbinare fisicità e talento. Le ultime sessioni di mercato hanno portato al St. James’ Park acquisti mirati e di livello.

Partendo dalla difesa l’innesto principale è sicuramente Sven Botman, ex oggetto del desiderio del Milan. Per strapparlo alla concorrenza dei rossoneri c’è stato bisogno di un investimento importante da quasi 40 milioni, e il forte centrale olandese al momento non sta deludendo le aspettative. Un reparto difensivo che si arricchisce con le presenza di Schar e soprattutto di Trippier.

A centrocampo giganteggia Bruno Guimaraes. Il brasiliano, acquistato dal Lione a gennaio, ha fin da subito fatto la differenza a suon ottime prestazioni, che gli valgono già le attenzione di alcune delle big europee. Il reparto più assortito e talentuoso è sicuramente l’attacco. Sono tante le frecce a disposizione, a partire da Saint-Maximin. Il francese ha brillato negli ultimi campionati e in avvio di stagione ma al momento è fermo ai box per infortunio.

Stesso discorso vale per la prima grande spesa Alexander Isak, acquistato quest’estate per ben 70 milioni di euro. Viste le assenze importanti, a prendersi la scena ci ha pensato Miguel Almiron. Il paraguayano sembra essere definitivamente esploso al Newcastle dopo gli anni in MLS, ed ora sta trascinando i suoi con gol e super giocate. Un reparto come detto ben assortito, impreziosito da Joelinton e Wilson, con quest’ultimo già a quota 6 reti in campionato.

IL GRAN LAVORO DI HOWE

La rinascita del Newcastle passa soprattutto dall’ottimo lavoro del suo allenatore. Subentrato nel novembre 2021 a Steve Bruce, Howe è riuscito a risollevare una squadra in piena crisi dalla zona retrocessione. L’ex allenatore del Bournemouth ha potuto contare anche sull’aiuto della proprietà, che tramite acquisti mirati gli ha messo una squadra congegnale al proprio stile di gioco.

Uno stile di gioco appunto, che fino a questo momento è stato espresso al massimo. Difesa compatta e ripartenze sempre in verticale, con Guimaraes perno del centrocampo, abile sia nell’impostazione che in fase difensiva. La solidità della squadra si abbina alla freschezza del reparto offensivo.

Le varianti per attaccare sono diverse a seconda del tridente schierato. Con un tridente più fisico, come nelle ultime uscite, la manovra si apre per le sovrapposizioni e i cross dei terzini, soprattutto di Trippier. L’estro e la creatività di esterni come Almiron e Saint Maximin invece, aprono nuovi spazi per vie centrali.

Un Newcastle dunque straordinario, che al momento lotta con le big d’Inghilterra per le prime posizioni. Ora resterà da capire quanto oltre riusciranno a spingersi gli uomini di Howe, per regalare l’ennesima favola del calcio inglese.

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Foden: “Mbappé è stato il protagonista indiscusso del Mondiale”

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Inghilterra

I due ottavi di finale di ieri di Qatar 2022 ci hanno regalato un’avvincente Francia-Inghilterra ai quarti.
Lo scontro, mai banale, tra due delle Nazionali storiche del Vecchio Continente racchiude dentro di sé molte sfaccettature.
Una di queste è senza dubbio la sfilza di giovani talenti di cui le due squadre possono usufruire, a partire, ovviamente da Kylian Mbappé.
Proprio sul talento del classe ’98 transalpino, e sull’importanza della partita, si è espresso uno dei talenti inglesi, Phil Foden:

“La partita contro la Francia sarà molto delicata, ma noi arriviamo da buone prestazioni e dobbiamo dare il massimo per passare il turno. Mbappé è un fenomeno, fino ad ora è stato il protagonista indiscusso del Mondiale, speriamo di riuscire a fermarlo”.

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Calcio Internazionale

William Carvalho carica il Portogallo: “Non teniamo la Svizzera, gruppo unito”

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Dove vedere Portogallo-Spagna

Il Portogallo, dopo aver vinto il girone, si appresta ad affrontare la Svizzera in un match valevole per gli ottavi di finale del Mondiale.

Il match tra le due si terrà domani sera 6/12 alle ore 20.

William Carvalho, centrocampista lusitano del Betis, è convinto che il suo Portogallo affronterà senza paura la Svizzera, avversario già incontrato due volte nell’ultimo periodo in altre competizioni.

Ecco le parole del centrocampista alla vigilia del match, riportate da “alfredopedullà.com“:

“Nelle ultime due partite contro la Svizzera abbiamo ottenuto una vittoria e una sconfitta. Sappiamo che sarà un avversario complicato. Ma quello che posso dire è che la Svizzera troverà un Portogallo concentrato e i giocatori faranno del loro meglio per vincere la gara. Il gruppo è unito come è sempre stato, fin dal primo giorno del nostro arrivo qui. Abbiamo lavorato molto bene. Crediamo di poter fare cose buone come abbiamo fatto in passato. Il Portogallo deve giocare come nei primi due incontri. Dobbiamo essere uniti dall’inizio alla fine, come abbiamo fatto negli altri turni. Sappiamo che affronteremo una squadra molto difficile. Sono sicuro che la partita si giocherà sui dettagli e per questo dobbiamo farci trovare pronti”.

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L’ultimo ballo di Luka Modric

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Quanti trofei ha vinto Luka Modric in carriera

Qatar 2022, oltre che per tanti altri motivi, passerà sicuramente alla storia per aver segnato la fine di un’era.

Un’era fatta di campioni, che per anni hanno incantato milioni di tifosi e che ormai, sembrano essere giunti all’ultimo Mondiale. Da Messi a Cristiano Ronaldo, ai già eliminati Nuer e Suarez.

Tra i tanti grandi nomi, non può non spiccare quello di Luka Modric. Entrato definitivamente nella leggenda con la conquista del Pallone d’Oro, a 37 anni sta provando a trascinare per un’ultima volta la sua Croazia, dopo aver sfiorato la vittoria nel 2018. Una storia incredibile la sua, che parte dalla guerra nel suo paese fino ai più grandi palcoscenici calcistici del mondo.

UN’INFANZIA DIFFICILE

Tutto ha inizio a Zara, in Croazia, dove Luka Modric nasce il 9 settembre 1995. La sua è un’infanzia difficile, segnata dalla guerra dei Balcani. A soli sei anni infatti vede il nonno assassinato davanti ai suoi occhi. Un episodio che lo segna inevitabilmente e che lo spinge a trovare una via di fuga nel calcio. Proprio in quegli anni comincia ad avvicinarsi al pallone, giocando di continuo nel parcheggio di un hotel della sua città, diventato ritrovo per i rifugiati.

Sono anni tanto difficili quanto significativi per il piccolo Luka, che comincia subito a mettere in mostra il proprio talento. Un talento sopraffino, subito notato dall’NK Zadar dove comincia a giocare. Sono i primi anni ’90 e la guerra non è ancora finita, dunque tra un allenamento e l’altro, con il suono delle sirene, c’è da correre a cercare riparo dalle bombe che cadono sulla cittadina croata.

Intanto Modric comincia a crescere e, come tanti, tifa per l’Hajduk Spalato, per cui farà anche un provino. Purtroppo però viene rifiutato, probabilmente per via del suo fisico troppo esile. Una delusione troppo grande e difficile da digerire, che lo porterà anche a pensare di abbandonare il calcio.

Il destino di Luka Modric però, cambia grazie ad una persona: Tomislav Basic, responsabile delle giovanili dell’NK Zadar. Sarà lui, a convincerlo ad inseguire al suo sogno e Modric non lo dimenticherà. Nel 2014 infatti, gli dedicò la vittoria della prima delle sue quattro Champions League.

LA STRADA DEL SUCCESSO

Dopo le difficoltà iniziali, per Modric arriva la prima grande occasione, quasi come uno scherzo del destino, proprio dalla Dinamo Zagabria, rivale storica dell’Hajduk. Dopo due anni nelle giovanili della Dinamo, nel 2003 viene mandato in prestito allo Zrinjski Mostar, nel campionato bosniaco, per farsi le ossa in uno dei campionati più duri dei Balcani.

Qui comincia a sviluppare la sua intelligenza calcistica, che abbinata alle sue innate doti tecniche, gli consentono di evitare le entrate dei suoi avversari. Dopo un secondo prestito all’Inter Zapresic, riesce finalmente a convincere la Dinamo, con cui vincerà da protagonista 3 campionati croati.

Il suo talento cristallino comincia ad essere notato anche in giro per l’Europa, e nel 2008, il Tottenham lo porta in Premier League per circa 21 milioni di euro, cifra record per il club in quegli anni. Anche con gli Spurs è assoluto protagonista. Resta per 4 anni in Inghilterra prima del grande salto al Real Madrid, dove il resto della storia, ormai, lo conosciamo tutti.

THE LAST DANCE

Oltre che con i club, in particolare al Real Madrid dove ha vinto tutto, ha scritto importanti pagine di storia anche della nazionale croata. Il Mondiale di Russia 2018, sarà per sempre legato al nome di Luka Modric. Quell’anno, si comportò da vero leader oltre che da assoluto fuoriclasse, trascinando la Croazia fino ad un passo dal sogno.

Adesso a 37 anni rieccolo lì in Qatar, numero 10 sulle spalle e fascia da capitano, giunto al suo quarto Mondiale. Anche qui, indiscusso trascinatore, ha incantato nelle prime tre partite. Dopo aver superato la fase a gironi, adesso il primo ostacolo verso quella coppa è rappresentato dal Giappone, in quello che potrebbe essere il palco scenico  dell’ultimo ballo di una vera e propria leggenda del gioco.

 

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In Spagna sono sicuri: Ronaldo giocherà in Arabia

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Portogallo

Secondo il quotidiano spagnolo “Marca“, il primo di gennaio, Cristiano Ronaldo sarà un nuovo giocatore dell’Al-Nassr.

Terminata la sua esperienza con lo United e rimasto svincolato, CR7 avrebbe accettato la proposta saudita.

Il contratto, secondo l’indiscrezione, dovrebbe avere una durata di due stagioni, retribuite con la cifra astronomica di 200 milioni a stagione.

Anche secondo Nicolò Schira, Ronaldo sarebbe ad un passo dal club arabo. Secondo l’esperto di mercato, il guadagno che percepirà il portoghese sarà di circa di 500 milioni in 30 mesi.

Ronaldo pare stia ancora aspettando e sperando in un’offerta dall’Europa che però difficilmente arriverà a gennaio, a meno di clamorose sorprese.

Nell’Al-Nassr, Ronaldo potrebbe ritrovare un po’ di facce conosciute in Serie A, come Rudi Garcia e Ospina.

 

 

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