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Calcio Internazionale

Nico Kovac è il nuovo principe di Monaco

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Dopo la vittoria del campionato nel 2017 il Monaco ha trovato varie difficoltà. Nel 2018 i monegaschi sono arrivato secondi, ma soprattutto nel 2019 si sono salvati per un pelo conquistando un irrisorio 17° posto. L’anno scorso invece sono arrivati noni.

Nell’ultima estate al Principato si è voluto cambiare completamente rotta, quindi il presidente Rybolovlev ha voluto Paul Mitchell come nuovo Direttore Sportivo. L’ex centrocampista inglese ha portato tanti talenti al Tottenham e così ha fatto anche a Lipsia, dove è stato il braccio destro di Rangnick.

DA UN MONACO ALL’ALTRO

L’altra scelta forte del Monaco è stato il cambio di panchina. Viene nominato come nuovo allenatore Niko Kovac, subentrando allo spagnolo Robert Moreno che ha allenato i monegaschi per soli 10 partite. Kovac è passato quindi da Monaco di Baviera al Principato di Monaco, cercando un maggior successo dopo la parentesi non troppo felice al Bayern. Prima di arrivare in Baviera, il croato ha fatto molto bene sulla panchina dell’Eintracht Francoforte dove è riuscito a vincere una Coppa di Germania lanciando alcuni giovani, uno su tutti Luka Jovic.

Nico Kovac

Fonte: profilo Instagram @asmonaco

Al Monaco i giovani c’erano anche quest’estate, bisognava solo trovare il modo per farli crescere nel modo giusto. Gli acquisti fatti nella sessione estiva sono stati pochi calciatori che sono diventati importanti tasselli di questa squadra: Axel Disasi comprato dal Reims per 13 milioni di euro, Kevin Volland prelevato dal Bayer Leverkusen per 11 milioni di euro e Caio Henrique, preso dall’Atletico Madrid per 8 milioni.

COME SONO CAMBIATI I MONEGASCHI

Il modulo del Monaco non è predefinito, cambia a seconda della partita. Quelli usati in questa stagione sono stati il 4-3-3, il 4-4-1-1, il 4-2-3-1, il 4-4-2 e il 3-4-3. Non importa tanto il modulo, ma i principi impartiti da Kovac. È una squadra che parte dal basso, dove il difensore centrale deve facilitare un rapido giro palla, mentre gli altri difensori centrali si spingono largamente nei semispazi. I terzini devono coprire tutta la fascia e si allargano in modo tale da fornire larghezza alla squadra. I due centrocampisti difensivi restano centrali e si muovono continuamente cercando di ricevere la palla per poi impostare. L’attaccante invece fornisce la profondità e rimane centrale, mentre i due restanti attaccanti scendono nei semispazi.

Monaco

Fonte: profilo Instagram @asmonaco

Altre particolarità di questo Monaco targato Kovac sono i tanti cross, in media 21 a partita, e i continui cambi di gioco, che sono circa 17 di media ogni 90 minuti. I monegaschi inoltre premono in modo molto aggressivo in fase difensiva, cercando di recuperare al più presto il pallone, senza  aspettare gli avversari. I biancorossi effettuano circa 23 contrasti in media a partita, di cui il 56% nelle zone di attacco e centrocampo.

Kovac ai tempi del Bayern era considerato un allenatore difensivo, invece il Monaco è una squadra molto offensiva, capace di segnare ben 64 gol, dietro solo al PSG in Ligue 1. Di queste reti, ben 18 sono stati segnati su calci piazzati. Infatti il Monaco è prima nei 5 migliori campionati europei per quanto riguarda i gol nati da palle inattive.

I PROTAGONISTI

Tra i pali c’è Benjamin Lecomte, prelevato 2 anni fa dal Montpellier per 13 milioni di euro, scelto come l’erede di Subasic. A dargli il cambio in alcune partite è Vito Mannone, comprato da svincolato la scorsa estate. I difensori centrali sono Benoit Badiashile, Axel Disasi e Guillermo Maripan. Il primo è il giocatore più utilizzato in questa squadra, ben 2453 minuti giocati in questa stagione. Tutto normale, se non fosse che sulla sua carta d’identità l’anno di nascita recita 2001. Il secondo è Disasi, il quale, come detto precedentemente, è arrivato l’estate scorsa ed è riuscito subito a conquistarsi un posto da titolare. Infine il terzo difensore centrale è Maripan, cileno classe 1994 comprato nel 2019 dal Deportivo Alaves per la modica cifra di 18 milioni di euro. È diventato anche un goleador questa stagione, infatti ha segnato finora 5 reti.

A centrocampo ci sono gli intoccabili Aurelien Tchouameni e Youssouf Fofana, rispettivamente il secondo e il terzo giocatore più utilizzati nel Monaco. Il primo è un 2000 francese di origini camerunensi, ex Bordeaux, seguito qualche anno fa da varie italiane, ma comprato dal Monaco nel gennaio 2020 per 18 milioni di euro. Il secondo è un classe 1999, acquistato per 15 milioni di euro dallo Strasburgo, anche lui nel gennaio 2020. Entrambi sono dotati sia di qualità tecniche, sia di abilità con la palla.

Monaco

Fonte: profilo Instagram @asmonaco

I due terzini sono Djibril Sidibè e Caio Henrique, ma svolgono ruoli molto diversi tra loro. Sidibè è un terzino destro di grande esperienza che non spinge molto, anzi spesso torna indietro in linea con i difensori centrali. Caio Henrique invece gioca a sinistra ma ha il compito di coprire tutta la fascia come un pendolo; spinge molto ed effettua tanti cross, infatti è terzo nella sua squadra per numero di assist in stagione. Il brasiliano è intoccabile sulla fascia sinistra. Così non è però a destra, dove il posto è conteso dallo stesso Sidibè e da Ruben Aguilar. Quest’ultimo viene scelto quando il modulo usato è il 3-4-3, mentre Sidibè gioca quando il modulo selezionato ha la difesa a 4.

In attacco invece ci sono Aleksandar Golovin, Sofiane Diop, Kevin Volland e Ben Yedder. Il russo è molto duttile, capace di giocare da esterno destro nel 4-4-2 oppure dietro la punta nel 3-4-2-1. Diop è un prodotto del vivaio del Monaco, per duttilità è simile a Golovin, dato che può fare sia l’esterno sinistro sia il supporto dietro la punta, ma a differenza del russo è più offensivo. Infatti Diop ha segnato 7 gol, mentre Golovin 4, servendo però 7 assist.

Monaco

Fonte: profilo Instagram @asmonaco

Altro giocatore che può ricoprire più ruoli è Kevin Volland. Il tedesco non è solo un goleador (14 reti segnate), ma anche un notevole assist-man (ben 7 i passaggi vincenti). Colui che invece svolge il ruolo di punta centrale è Wissam Ben Yedder, che ormai non ha bisogno di molte presentazioni. L’ex Siviglia finora ha messo ha segno ben 15 gol.

Non sono solo questi però i giocatori del Monaco a disposizione del tecnico croato Nico Kovac. Ci sono anche calciatori di una certa esperienza che stanno dando il loro contributo, come ad esempio Cesc Fabregas, Gelson Martins e Stevan Jovetic. Ci sono poi tanti altri giovani, uno su tutti Krepin Diatta, l’unico acquisto fatto durante la sessione invernale di mercato di quest’anno. Si tratta di un senegalese classe 1999 che ricopre il ruolo di ala sinistra ed è stato acquistato per 17 milioni di euro dal Bruges. Gli altri talenti da tenere d’occhio sono Fode Ballo-Toure, Chrislain Matsima, Willem Geubbels ed Eliot Matazo. Non sta trovando spazio invece l’italiano Pietro Pellegri: da 3 anni è al Principato ma non è riuscito ancora a sbocciare.

FUTURO

Paul Mitchell e Nico Kovac hanno cambiato completamente il volto del Monaco. Il club ha scelto di ripartire dai giovani, costruendo un progetto di medio-lungo periodo orientato a vincere il campionato tra qualche anno, ma forse il grande passo può avvenire prima del previsto. A inizio anno l’obiettivo era la qualificazione per l’Europa League, ma ora i monegaschi sono terzi, a 3 punti di distanza dal Lille capolista e a 1 dal PSG. Il ritorno in Europa ormai pare assicurato, bisogna vedere a fine campionato se i bianco-rossi andranno in Europa League o in Champions League. E intanto  il sogno del titolo non è ancora sfumato.

(Fonte immagine in evidenza: monaco-tribune.fr)

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Dalla Spagna: Luis Enrique aveva rifiutato tre volte il rinnovo prima dell’esonero

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Luis Enrique

Secondo quanto riportato da AS, Luis Enrique avrebbe rifiutato il rinnovo di contratto per ben tre volte nonostante le insistenze di Rubiales. L’ex allenatore del Barcellona, inoltre, avrebbe turbato la Federcalcio spagnola con le sue dirette su Twitch durante il Mondiale.

Il retroscena svelato dalla fonte spagnola è che, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, sarebbe stata proprio una di queste dirette fatta dopo la pesante e inaspettata sconfitta contro il Giappone. Questo comportamento oltre a non aver trovato il gradimento di Rubiales avrebbe anche diviso lo spogliatoio. La sconfitta contro il Marocco ai rigori, quindi, ha sancito l’addio definitivo di Luis Enrique, che però sembrava già maturato da tempo.

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Croazia e Serbia multate dalla FIFA: le motivazioni

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Croazia e Serbia

La Croazia sta preparando il tanto atteso quarto di finale con il Brasile ma a turbare la vigilia della squadra di Dalic è una sanzione della FIFA. L’organizzazione del calcio mondiale, infatti, ha inflitto una multa di € 50.000 alla Croazia per gli insulti xenofobi di alcuni tifosi a Milan Borjan, portiere del Canada affrontato nella fase a gironi. L’estremo difensore della Stella Rossa, infatti, è nata propria in Croazia ma in una regione di etnia serba.

SERBIA MULTATA DOPO IL MATCH CON IL BRASILE

Anche la Serbia ha dovuto fare i conti con una multa di circa € 20.000 imposta dalla FIFA. La causa sarebbe il vessillo comparso nello spogliatoio della Nazionale di Stojkovic dopo il match contro il Brasile. Questo raffigurava la mappa del Kosovo, con sopra dei simboli serbi e la scritta “nessuna resa”. In questo caso è stata accolta la protesta del federcalcio kosovara.

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Caso CR7, Otavio si espone: ”È un esempio per tutti noi”

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Cristiano Ronaldo

Mattinata turbolente per i tifosi di Cristiano Ronaldo e del Portogallo. Infatti, il quotidiano sportivo A Bola, aveva riportato l’abbandono dai Mondiali di CR7 dopo un presunto colloquio con il C.T. Fernando Santos. La lite sarebbe avvenuta non appena il campione ex Juventus ha saputo che non sarebbe stato titolare contro la Svizzera. Per fortuna, il tutto è stato smentito dallo stesso Ronaldo su Instagram e dalla Federcalcio portoghese su twitter.

A esporsi sul caso è stato anche il compagno di squadra Otavio, centrocampista del Porto e del Portogallo, che ha parlato del caso Cristiano Ronaldo, difendendo il suo capitano. Queste le sue parole:

Cristiano ha detto quello che ha detto, e secondo me ha ragione. Il gruppo è unito e queste notizie servono solo a farci male. CR7 non ha mai detto niente, e soprattutto non ha mai detto di voler lasciare la Nazionale. Anzi, lui è un esempio per tutti noi, è il nostro capitano e anche se sapeva che non avrebbe giocato contro la Svizzera, ci ha dato la forza e l’incoraggiamento giusto”.

”L’atmosfera era normale, come sempre. Nessuno ha visto una discussione o qualcosa del genere. È normale arrabbiarsi se non si gioca, ma non solo per Cristiano, vale per tutti i giocatori. Poi, tutto quello che fa o non fa Cristiano fa notizia e a volte le immagini mostrano solo il negativo e non il positivo. Sta di fatto che sono d’accordo con quello che ha detto Ronaldo. Il gruppo è unito e cercheremo di non farci colpire da queste cose esterne. Siamo tutti concentrati sullo stesso obiettivo: giocare a calcio e vincere per il Portogallo”.

 

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Sabiri e la Sampdoria ai ferri corti: lascerà presto il club

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Sabiri

Abdelhamid Sabiri sta dando spettacolo con il suo Marocco, in Qatar. Al Mondiale, l’ex Ascoli sta dimostrando un talento che potrebbe presto valicare i confini italiani e portarlo lontano, magari in uno dei maggiori campionati del panorama europeo.

Intervistato da Il Corriere dello Sport, il centrocampista della Sampdoria ha però rassicurato i tifosi blucerchiati, viste le continue voci di mercato che lo vedrebbero lontano da Genova:

Non so, per ora sono un calciatore della Samp. Non mi hanno detto altro”. 

Pochi minuti fa però, come un fulmine a ciel sereno, Nicolò Schira tramite un tweet, ha annunciato la fine della relazione tra Abdelhamid Sabiri e Dejan Stankovic. Il marocchino non a caso ha ha ringraziato tutti a Repubblica (Faggiano, Giampaolo, Minieri ecc) tranne il tecnico serbo. Sabiri è pronto a lasciare la Sampdoria dopo il Mondiale

LE POSSIBILI DESTINAZIONI

Acquistato in estate per circa 3 milioni di euro, a fine Mondiale la Samp potrà chiedere una somma vicina ai 15-20 milioni: in pochi mesi, insomma, il valore del cartellino di Sabiri sarebbe almeno quintuplicato. Il calciatore piace tanto alla Fiorentina, al punto che Nicolas Burdisso,il DS della società viola, sarebbe stato segnalato sui gli spalti in più di una partita del Marocco. Ma non solo, tante squadre di Premier lo seguono da tempo. Questione di tempo e scopriremo la prossima squadra dell’ormai ex blucerchiato.

 

 

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