Connect with us
A Torino in bici ed a piedi dal Papa, le salvezze impossibili di Davide Nicola

Generico

A Torino in bici ed a piedi dal Papa, le salvezze impossibili di Davide Nicola

Pubblicato

:

Nicola

Oggi parleremo di Davide Nicola, allenatore particolare, uno di quelli ‘alla vecchia maniera’: poche parole e tanti fatti. Analizzeremo le sue incredibili avventure, cercando di scovare i segreti che lo hanno reso il tecnico che è oggi. Parleremo dell’uomo delle salvezze insperate, quasi impossibili. Quelle che quando arrivano hanno un sapore ancora più bello, in quanto inaspettate. Lo ha fatto a Crotone, all’ultima giornata; a Genova, subentrato con la squadra ultima in classifica; a Torino, con i granata dilaniati dal covid; e per ultimo, ma non per importanza, a Salerno, compiendo un vero e proprio miracolo sportivo.

È Davide Nicola: il mago delle imprese improbabili, quelle a cui nessuno crede. Nessuno tranne lui.

LA PRIMA IMPRESA: CROTONE

È il lontano 2016 quando Davide Nicola accetta la chiamata del Crotone, neo-promosso in Serie A. La stagione comincia in maniera pessima: i calabresi fanno appena 2 punti nelle prime 10 partite e l’andazzo sembra essere chiaro già da subito. Per tutti sono solamente l’ennesima squadra cuscinetto arrivata fortuitamente nella massima Serie, ma che presto farà ritorno negli inferi della Serie B. I mesi successivi la storia non cambia, anzi. La parte centrale di stagione è da considerarsi disastrosa: l’opinione comune è sempre più convinta: il Crotone è virtualmente retrocesso.

Ma proprio quando tutto sembrava perso, alla 30° giornata, mentre la squadra di Nicola marciva al penultimo posto con 14 punti qualcosa cambiò. Una vittoria esterna, portata a casa per 2-1 a Verona contro il Chievo, fece scattare qualcosa nelle menti di Nicola e dei suoi giocatori. Era il primo aprile, il giorno degli scherzi. E proprio come se fosse uno scherzo Nicola annuncia in conferenza stampa: ‘’Se mi salvo col Crotone vado a Torino in bici.’’ A tutti suonò come un pesce d’aprile. Ma da lì in poi il Crotone riuscì a fare ben 20 punti in sole 9 partite, recuperando 8 punti sull’Empoli e salvandosi all’ultima giornata. Ed il mister, mantenendo la promessa, andò a Torino su due ruote.

LA STORIA SI RIPETE: GENOA E TORINO

Nicola abbandonerà i calabresi nel dicembre 2017, dopo un brutto inizio di stagione. Trascorrerà la stagione successiva all’Udinese, fatta più di bassi che di alti.

Nel dicembre 2019 arriva la chiamata del Genoa, disperato per la sua posizione in classifica. Ma il grifone di Preziosi non vuole saperne di retrocedere e si aggrappa all’allenatore piemontese. Anche a Genova, come a Crotone, Nicola riuscirà nell’impresa. Siede in panchina il 28 dicembre ed in 242 giorni e 22 gare disputate il tecnico piemontese totalizza 28 punti, frutto di 8 vittorie e 4 pareggi. Il Genoa conclude la stagione quartultimo ed è salvo: Davide ce l’ha fatta di nuovo.

Alla parentesi ligure seguirà una stagione al Torino. Nel bel mezzo della pandemia i granata sono in estrema difficoltà e rischiano concretamente la retrocessione dopo più di 10 anni. Ormai è un must: se ti vuoi salvare devi chiamare Davide Nicola. Ed Ubrano Cairo farà proprio questo. Il piemontese firma coi granata a gennaio 2021 ed in 129 giorni e 20 partite disputate totalizza 24 punti, frutto di 4 vittorie e 9 pareggi, con un media di 1,20 punti a partita. Anche in questo caso riuscirà nella sua impresa: il Torino è salvo.

LA PAGINA PIÙ BELLA: SALERNO

Per ultima, ma non per importanza, arriva uno dei miracoli più clamorosi della storia del calcio italiano. Nicola arriva a Salerno a metà febbraio 2022, quando la squadra campana è ultima a meno 12 punti dalla salvezza. Iervolino, neo-presidente della Salernitana, avvisa l’allenatore: abbiamo solo il 7 percento di possibilità di salvarci. E Nicola fa una promessa delle sue: ‘’Se ci salviamo vado a piedi dal Papà’’.

Dopo qualche giornata di rodaggio, i campani cominciano a carburare e recuperare terreno sul Cagliari, quartultimo. Una serie incredibili di risultati utili porterà i granata a sorpassare di appena 1 punto i sardi ed a raggiungere una clamorosa salvezza. Nicola festeggia la salvezza con una maglietta con stampato il numero 7. Sette come la percentuale che aveva la Salernitana di salvarsi a febbraio. Ed adesso non gli rimane che percorrere 280 km a piedi, direzione Vaticano.

IL MAGO DELLE SALVEZZE

Grazie a queste incredibili avventure, Nicola si è guadagnato l’appellativo di ‘’mago delle salvezze’’. Queste avventure sono di fatto diventate le specialità del mister, che riesce a risollevare giocatori, società e piazza, rendendo possibile l’impossibile. Proprio su questo si fonda il mantra di mister Nicola. Ce lo ha detto a Crotone, quando nella conferenza stampa prima della 38° giornata, valevole per la salvezza, citó Giovanni Falcone affermando:

‘’Non bisogna mai smettere di pensare in grande, mai. Bisogna avere coraggio ed ambizione. Ho riletto un pensiero di Giovanni Falcone, che rende proprio bene quello che ha fatto il Crotone. ‘Se le cose sono così, non è detto che debbano andare per forza così’. C’è da rimboccarsi le maniche, ed è allora che la stragrande maggioranza delle persone preferisce lamentarsi piuttosto che fare…’’

L’ingrediente segreto che permette a Nicola di salvarsi praticamente ogni anno, quando tutti lo danno per spacciato, é da ricercare in quest’intervista. L’allenatore riesce ad entrare nella testa dei suoi giocatori, convincendoli che anche se qualcosa va male può essere cambiata, nonostante nessuna creda in loro. Il lavoro mentale che fa Nicola sulla sua squadra é impressionante. Ed  ancora più incredibili sono le tempistiche con le quali riesce a farlo. Nonostante subentri a pochi mesi dalla fine, egli riesce sempre ad entrare in empatia coi suoi giocatori grazie ad un ingrediente fondamentale: il lavoro ed il sacrifico.

Perché Nicola, anche quando tutti appellavano le sue imprese come ‘’miracoli’’ o ‘’favole’’, é sempre stato contrario. Ha sempre detto che le sue salvezze sono ‘’frutto di un durissimo lavoro effettuato da un grande gruppo che ha infinita passione’’.

UN AIUTO SPECIALE

Le avventure dell’allenatore piemontese sono sempre state accompagnate da un aiuto speciale. Si tratta di Alessandro, suo figlio. Alessandro è scomparso nel 2014. Stava tornando a casa in bicicletta quando un bus lo ha investito e non ce l’ha fatta. Ma Alessandro non è scomparso e Davide lo sa. Non sa dove sia, ma sa che è sempre con lui e che da quel momento lo accompagna in tutte le sue avventure. Per questo Nicola ha sempre dedicato le sue vittorie a lui, perché sa che dietro il suo successo c’è anche la spinta di Alessandro, che non lo abbandonerà mai. Come a Crotone, quando dopo l’impresa, gli dedicò questa toccante lettera:

«Ciao amore mio. Non so dove sei. Non so cosa starai facendo. Forse sei su quella nuvola che era su di me quella sera quando correvo per far volare la tua lanterna. O forse sei qui accanto a me… Abbiamo lottato insieme in questo anno complicatissimo ma… Oggi so che tu ci sei sempre stato lì con me. Sei riuscito con la tua energia a darmi la forza di lottare e di continuare a inseguire l’impossibile… La perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, il possibile probabile, e il probabile certo. Ale questa non è la mia vittoria, ma la nostra, proprio come quella della promozione in Serie A del Livorno. Avrei voluto gioire con te, guardare i tuoi occhi e il tuo sorriso, prenderti per mano e insieme correre a festeggiare. Tutto questo è solo per te e ogni mia conquista è la tua, ogni mia vittoria sarà la tua, ogni mio sogno sarà anche il tuo. Voglio che il mio cuore continui a battere per te e tu possa vivere ancora attraverso me…». 

Perché Davide Nicola, prima di essere un grande allenatore, è un grande uomo.

 

 

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Generico

Colley lascia la Sampdoria: è ad un passo dal Besiktas

Pubblicato

:

Colley

Omar Colley è ad un passo dal Besiktas, l’affare è in via di definizione. Come riporta Gianluca Di Marzio alla Sampdoria andranno 2,5 milioni di euro per il costo del cartellino. La volontà del difensore gambiano è chiara, con l’arrivo di Nuytinck e Gunter è aumentata la concorrenza in difesa e Colley vuole avere la certezza del suo posto in campo.

I NUMERI DI COLLEY ALLA SAMPDORIA

Colley è arrivato a Genova, sponda blucerchiata, nel 2018. In questi anni ha collezionato 123 presenze 3 reti, la società l’avrebbe anche tenuto in rosa ma la volontà del giocatore ha fatto la differenza nel trasferimento.

Continua a leggere

Generico

Nicolò Barella compie 26 anni: l’orgoglio sardo e nerazzurro

Pubblicato

:

punti 2022

Nicolò Barella è uno dei centrocampisti più forti in Italia da ormai qualche anno. La sua crescita nel Cagliari per poi proseguire nell’Inter con Conte si è dimostrata vincente. Gol, assist, qualità unita all’immensa grinta in campo, che certe volte lo porta a quel tanto amato cartellino giallo come uno dei suoi idoli, ovvero Daniele Conti, che lo ha aiutato tanto nel suo percorso.

Prima Conte, ora Inzaghi, con i colori nerazzurri Barella non ha smesso di stupire per meravigliosi assist o gol dalla difficile realizzazione: uno di questi sicuramente quello al Camp Nou contro il Barcellona in un periodo che lo ha visto goleador (in campionato 5 gol e 6 assist, già record di reti in Serie A. Difficile sarà invece battere il record di 13 assist dello scorso anno).

“Le mie radici sono in Sardegna, nella città dove sono cresciuto. Quando sono giunto a Milano non ho avuto difficoltà ad ambientarmi, la determinazione è stata fondamentale nel mio percorso di crescita. Nel mio percorso ha influito anche Daniele Conti con la sua umiltà per i colori rosso-blu”.

DA GIGI RIVA A SAN SIRO

Nicolo è partito proprio dalle sue radici, come lui ha anche dichiarato. In quella scuola calcio che tanto fa sapere di storia per il Cagliari, quella di Gigi Riva, leggenda del club sardo e del calcio italiano (marcatore all-time della Nazionale). Barella non ha mai smesso di rincorrere i suoi sogni, tra sacrifici della famiglia e disciplina ed educazione in una delle migliori scuole calcio per i ragazzi.

A soli 9 anni passa subito nelle giovanili del Cagliari Calcio che credono nelle sue potenzialità.

“Vedere quella foto in cui siamo insieme mi crea sempre grande emozione. Chi ha vissuto Cagliari, anche i non tifosi, sa cos’ha rappresentato per Cagliari. Puoi fare di tutto nella tua carriera, ma non farai mai quello che ha fatto Gigi Riva per il Cagliari. Il fatto che mi abbia fatto i complimenti mi ha reso orgoglioso, spero di renderlo ancora così in futuro. Penso sia la persona più umile e umana del mondo. Io il suo erede? Lui è il più grande cannoniere della storia della Nazionale e il vincitore dello Scudetto con il Cagliari, superarlo sarà impossibile, è il numero 1”.

Barella nell’intervista a DAZN.

Con il Cagliari esordirà in Serie A nella stagione della retrocessione, quando sulla panchina dei rossoblù sedeva Zdenek Zeman. Una stagione durissima, che ha visto il cambio di presidenza da Cellino e Giulini, tre allenatori fra cui appunto il boemo, Gianfranco Zola e Gianluca Festa che non riuscirà ad evitare la retrocessione. Intanto, il giovane Barella nonostante l’esordio non troverà molto spazio anche nella stagione successiva in Serie B e per trovare più campo passa al Como dal gennaio 2016. Sarà lì che mostrerà le sue vere qualità che porteranno il Cagliari a puntare sul talento classe 1997.

“Al Como è stata la mia prima esperienza fuori casa, era destino fosse vicino a Milano. È stata un’avventura difficile perché è arrivata la retrocessione, però è stata bella perché ho trovato un gruppo di ragazzi magnifici con i quali sono ancora in contatto.”.

CONTINUITÀ

Non tutti sono riusciti a fare meglio da una piccola squadra che detiene meno responsabilità più spensieratezza in campo ad una big italiana. Spesso ci sono voluti anni o comunque del tempo per vedere un giovane mostrare tutte le proprie potenzialità. Barella ci è riuscito fin dal primo momento che ha vestito la maglia dell’Inter nell’estate del 2019 grazie al lavoro di Antonio Conte che porterà il club a conquistare il titolo di Campione d’Italia nella stagione 2020/2021 e primo grande trofeo per il centrocampista sardo.

Anno dopo anno ha sempre migliorato, partendo da quella caratteristica che lo ha sempre contraddistinto come quella dell’irruenza o dell’essere troppo falloso che gli è stata sempre criticata. Poi sono arrivati altri importanti successi. L’Europeo subito dopo il campionato vinto, la Supercoppa e la Coppa Italia lo scorso anno con Inzaghi in panchina. Quest’anno ancora la Supercoppa nel derby contro il Milan. Proprio quest’ultimo è stato lo scontro che ha visto l’Inter uscirne vintrice contro un Diavolo abbastanza in confusione che non vince da 7 partite di fila.

Fino ad ora questa è la sua miglior stagione di sempre. Riuscirà con il club a portare a casa qualche altro trofeo in bacheca?

 

Continua a leggere

Generico

Sottil nebuloso sul rientro di Deolofeu: “Non credo tornerà prima della fine della stagione”

Pubblicato

:

Deulofeu

Uscito anzitempo nella gara contro la Sampdoria lo scorso 22 gennaio a causa di un infortunio, il rientro in campo di Gerard Deulofeu è adesso un rebus. Il classe ’96, con ogni probabilità, come riportato dall’Udinese,  dovrà sottoporsi nelle prossime settimane ad un nuovo intervento chirurgico per risolvere il problema al ginocchio. Adesso, però, dalle parti di Udine si interrogano riguardo i tempi di recupero dall’infortunio, ed una delle domande che più prolifera è quella relativa alla data del ritorno sul rettangolo verde dell’ex Everton e Watford.

In merito a ciò, si è espresso ieri il tecnico dei bianconeri Sottil in conferenza stampa, in seguito alla sconfitta contro il Torino. Questo il pensiero dell’allenatore dei friulani su Deulofeu:

PREOCCUPAZIONE – “Quando siamo andati sotto la squadra ha chiaramente reagito cercando di riacciuffare il pari attraverso il gioco. Ma siamo alle solite e in questo momento siamo un po’ in emergenza perché abbiamo perso Deulofeu, Nestorovski e Pereyra e quindi non c’erano tante alternative. Spero e mi auguro che rientrino, ma Deulofeu non credo”.

Continua a leggere

Flash News

La Curva Fiesole è già in clima Juve-Fiorentina: arriva il comunicato

Pubblicato

:

Juventus-Fiorentina non è mai una partita qualunque. Da decenni ormai aleggia la rivalità tra queste due squadre, alimentata anche dal fatto che molti giocatori hanno vestito entrambe le maglie. Anche sugli spalti, gli animi sono sempre tesi. Di seguito, il comunicato ufficiale della Curva Fiesole che riguarda la partita Juventus-Fiorentina, in scena all’Allianz Stadium domenica alle ore 18.

IL COMUNICATO-“I gruppi organizzati della Curva Fiesole comunicano che non parteciperanno alla prossima trasferta a Torino. Non accetteremo mai le condizioni imposte da chi da sempre rappresenta il male assoluto del calcio. Non pagheremo mai queste cifre folli per assistere al loro sporco spettacolo. Non saremo mai disposti a iscriverci al sito ufficiale della Juventus, come esplicitamente richiesto per acquistare i biglietti. Rivolgiamo pertanto un invito a tutti I Tifosi Viola a boicottare la trasferta di Torino. È arrivata l’ora di dare un segnale forte ai “padroni” che hanno fatto di questo sport un business”.

 

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969