L’ORO BELGA

Nicolas Raskin è il nuovo volto della talentuosa generazione di calciatori belga. C’é, di fatto, una nuova miniera d’oro nella quale i più attenti fra i club europei cercano di pescare le pepite più brillanti a prezzo contenuto. Non parliamo della ormai nota Francia che da anni ormai sfornano tra i più puri talenti nel panorama calcistico europeo.

Non parliamo neanche del Portogallo, altra importante fucina, dove settori giovanili come quello di Benfica e Sporting Lisbona hanno costituito un esempio per molti omologhi europei.

Parliamo, invece del Belgio. Se la generazione dei Lukaku, Courtois, Mertens, Vertonghen ha nel prossimo Europeo l’ultima opportunità di alzare un trofeo continentale, una nuova leva sta emergendo in Jupiler League. Non stupisce, quindi, che, anche a causa delle nuove restrizioni sui tesseramenti a seguito della Brexit, molti club inglesi stiano avvalendosi di sempre più strette sinergie con società belghe. Le quali vengono utilizzate come satelliti, dove consentire ai giovani di acquisire minutaggio e crescere senza pressioni.

Il Leicester City, ad esempio, controlla direttamente il Leuven; il Beerschot é entrato nella galassia del gruppo United World, che fa capo allo sceicco saudita Al Saud e del quale fa parte anche lo Sheffield United.

Anche il Lille, nella recente epoca della presidenza di Gerard Lopez, aveva filo diretto con il vicino Mouscron. Lo scopo è sempre lo stesso: di consentire ai giovani del vivaio di trovare un club dove poter esprimersi con continuità e sperimentare il calcio degli adulti. Rispetto alla passata generazione, infatti, i nuovi talenti belgi tendono a maturare maggiormente nel loro campionato, affermandosi in patria per poi partire verso le più lussuose e ambite destinazioni nel panorama calcistico del Vecchio Continente.

NEW GENERATION

Alexis Saelemaekers, classe 1999, messosi in luce nell’Europeo Under 21, è una delle sorprese più piacevoli del Milan targato Pioli. Anche Aster Vranckx, dinamico centrocampista da qualche mese diciottenne, è passato dal Mechelen al Wolfsburg, dopo essere stato corteggiato a lungo da club italiani.

Tuttavia, sono diversi i giovani crack pronti al grande salto ma ancora militanti nella massima divisione belga. Tra le società più attente alla crescita dei giovani di casa c’è lo Standard Liegi.

I biancorossi, solitamente in lotta per il titolo nazionale, stanno vivendo un periodo di transizione, che stanno pagando sul campo, con l’eliminazione in Europa League ai gironi e con una distanza siderale dalla capolista Club Bruges in campionato. Nel processo di cambiamento di pelle stanno avendo un ruolo centrale i giovani del vivaio.

Un classe 2002 come Hugo Siquet è ormai titolare sulla destra, fornendo prestazioni di alto livello; i 2001 Abdoul Tapsoba, Michel Balikwisha, Damjan Pavlovic si stanno ritagliando settimana dopo settimana un ruolo sempre più importante nell’undici di M’Baye Leye.

IL PIU’ TALENTUOSO

La vera sorpresa di questa prima parte abbondante di stagione è però Nicolas Raskin.

Classe 2001, da poco ventenne, il biondo centrocampista di Liegi nasce nel settore giovanile dei biancorossi dello Standard, per poi maturare esperienza in altri due vivai molto prestigiosi, come quello dell’Anderlecht e del Gent, tornando infine alla casa madre. Figlio d’arte, il padre Thierry ha militato nelle serie minori, anche il fratello Maxime, due anni più grande, gioca come centrocampista nel Waremme.

 

 

Nicolas Raskin con la maglia dello Standard Liegi. (Fonte: transfermarkt.com)

Brevilineo, baricentro basso, secco muscolarmente, queste le caratteristiche del giovane centrocampista.

La qualità che maggiormente lo contraddistingue è indubbiamente la proprietà di palleggio, abbinata a vivacità e freschezza. Infatti, si tratta di un profilo ibrido, capace di dettare i tempi della manovra quando gioca da metronomo, ma che, quando viene impiegato come incursore si inserisce con i tempi giusti e catalizza la manovra offensiva.

Il coraggio mostrato dal tecnico dei biancorossi ha permesso a Nicolas Raskin di poter esprimere al meglio le proprie qualità, che giovano all’intero collettivo. La polivalenza del numero ventisei emerge dal fatto che, quando viene impiegato mezz’ala, riesca a calarsi nella mentalità imposta dalla posizione.

Infatti, a partire dalla postura in fase di ricezione, fino ad arrivare alla gestione del pallone, si nota come Raskin riesca ad esprimersi con il giusto lessico calcistico in base alla zona di campo nella quale si trovi e ai compiti ai quali deve adempiere, come in una Rota Vergilii di tattica individuale.

Sono già molti i club in tutta Europa che hanno messo gli occhi sul talentuoso centrocampista belga. Nicolas Raskin è pronto oramai ad affermarsi come uno dei centrocampisti più duttili e talentuosi a livello internazionale.

(Fonte immagine in evidenza: transfermarkt.com)