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Nicolò Cudrig di nuovo in Italia, il ritorno a casa del “figliol prodigo”

Nicolò Cudrig di nuovo in Italia, il ritorno a casa del “figliol prodigo”

Nicolò Cudrig. Classe 2002, professione attaccante. Anzi, per essere precisi dovremmo dire “attaccante con la valigia“.

Perchè Nicolò Cudrig, a neanche 19 anni compiuti, ha già cambiato quattro squadre in carriera. L’ultima è la Juventus, che lo ha acquistato in questa campagna estiva di mercato per aggregarlo alla formazione Under-23.

I PRIMI PASSI CALCISTICI

La storia d’amore tra Nicolò Cudrig e il calcio inizia tra le montagne di Cividale del Friuli, in provincia di Udine. Nicolò appare sin da subito uno dei prospetti più interessanti e promettenti del panorama friulano e italiano in generale. Per chiara vicinanza geografica, l’Udinese è la società immediatamente più vicina a Cudrig. E i bianconeri non se lo lasciano sfuggire, assicurandosi un prospetto che promette un grande avvenire.

Nicolò Cudrig cresce calcando i prati verdi “di casa“, attirando su di sé parecchie attenzioni ed entrando nel giro della nazionale italiana di categoria.

Il primo trasferimento della sua carriera arriva nell’agosto 2018. Nicolò Cudrig ha compiuto 16 anni da pochisismo, ma l’Udinese, con cui gioca sin da bambino, non può fargli firmare un contratto da professionista per un intoppo burocratico. Immediatamente sul talento friulano si fiondano le società più importanti d’Italia, Roma, Juventus e Inter su tutte.

Fonte foto: gianlucadimarzio.com

Fonte foto: gianlucadimarzio.com

Ma il rifiuto arriva netto, irrevocabile e condiviso da club e giocatore. L’Udinese vuole cautelarsi. Cudrig non vuole spingersi troppo in là così in fretta; anzi cerca un’altra avventura. Il Monaco decide di affondare il colpo, riuscendo a scardinare le difese del club, e a portarlo nel Principato per testare la sua crescita da vicino. In realtà non sarà l’unico trasferimento che lo riguarda, perchè il giorno successivo alla firma del contratto con i monegaschi, l’attaccante italiano vola in Belgio, direzione Brugge.

Ad attenderlo c’è il Cercle Brugge, squadra appena promossa in Jupiler Pro League dopo tre stagioni di assenza; questo sodalizio scommette su di lui pronta e ne acquisisce le prestazione in prestito.

IL SALTO TRA I GRANDI

Nonostante l’età ed un fisico nettamente più esile degli altri, Nicolò Cudrig in Belgio inizia con l’under 21. Questo nuovo calcio gli richiede di essere pronto, determinato e audace per poter sopravvivere. Tuttavia giocare sotto età non sembra un problema per il ragazzo, che, anzi, fa molto bene. Più di una volta si affaccia anche alla prima squadra. In quella Jupiler Pro League fucina di talenti, in cui poter fare esperienza senza la pressione che la Serie A o la Ligue 1 gli avrebbero messo sulle spalle.

Al termine della stagione i numeri non son0 esaltanti, ma il cambiamento è evidente. I miglioramenti più netti si notano sia dal punto di vista fisico, che dal punto di vista mentale e psicologico. Nicolò Cudrig mette nel suo bagaglio tecnico cattiveria agonistica e abilità di sopravvivenza, decisive e fondamentali se si vuole nuotare nel mare aperto della prima squadra.

Nicolò Cudrig

Fonte foto: mondoprimavera.com

Il ritorno al Monaco è un successo!

Cudrig viene aggregato prima all’under-19, nella quale è la stella della squadra e il terminale offensivo. Poi, nella stagione successiva, al Monaco B, rosa dall’età media più bassa di tutte (19,5 anni di media! La seconda squadra più giovane, il Jura Sud Foot, si fermava a 24,5).

In quest’ultima esperienza, nella stagione 2020/21, Cudrig giunge quasi al termine di quel percorso di crescita mentale iniziato tre stagioni prima. Inizia a vociferarsi di una promozione in prima squadra per raggiungere l’altro enfant prodige italiano nel Principato: quel Pietro Pellegri che è solo un anno più grande di lui.

Ma questa promozione con la prima squadra non avverrà mai. L’occhio attento dell’Italia calcistica non si è mai staccato da lui. E nel luglio 2021 la Juventus ha bussato alla porta del Monaco per portare Cudrig a Torino.

Cudrig ha battezzato il suo arrivo a Torino con un ambizioso: “Darò l’anima!

L’ENFANT PRODIGE TORNA A CASA

Inizia una nuova pagina della carriera per Cudrig. Appena approdato a Torino, il friulano viene aggregato alla Juventus Under-23, attualmente in Lega Pro nel girone A, ma con ambizioni di promozione.

Fonte foto: triesteallnews.it

Nel frattempo, però, i primi allenamenti di Cudrig si sono svolti con la prima squadra. Ha potuto giocare al fianco di Cristiano Ronaldo e confrontarsi con i suoi compagni di reparto Dybala e Morata, sull’erba della Continassa.

Il bagaglio fisico e tecnico di Cudrig probabilmente lo rendono ancora non adatto a far parte della Juventus. La squadra è molto ambiziosa e lotta con forza su tre fronti, di conseguenza c’è bisogno di giocatori esperti per l’attacco.

Ma la situazione dell’attacco della Juventus è molto in bilico. Soprattutto se guardata da qui ai prossimi 12 mesi.

Ad ora, la Juventus non ha alcun attaccante assicurato per la stagione 2022/23. Infatti, oltre al prestito di Morata, il 30 Giugno 2022 scadono gli attuali contratti di Dybala, Chiesa, Ronaldo e Bernardeschi. L’unico attaccante, se così lo si vuole considerare, disponibile sarebbe Kulusevski, che ha un contratto fino al 2025. Inevitabilmente la Juventus dovrà fare delle scelte. Nell’ordine di prolungamenti e rinnovi, ma anche di stipendi e costi da gestire.

Ed ecco che quindi la figura di Cudrig assume importanza in ottica di prima squadra. La prossima stagione in Lega Pro potrebbe essere il trampolino di lancio per il giovane friulano. Dopo essere tornato in patria, vuole dimostrare quello che vale. La prospettiva di una “diaspora” degli attuali attaccanti bianconeri, unita ad una grande stagione con l’Under-23, potrebbe liberargli un posto per la prima squadra. Magari anche solo come riserva alle spalle di un bomber di caratura europea, che verrà aggregato alla rosa. Sia questo una conferma tra i tre big, oppure un nuovo acquisto.

Quello che c’è di certo è che Cudrig è tornato lì dove tutto è iniziato. Pronto a prendersi l’Italia e a scrollarsi di dosso quell’etichetta di “giovane promessa” che dà una parte aiuta, perchè non ti sottopone ai riflettori, e dall’altra limita, se mantenuta per troppo tempo.

STESSE PROMESSE, DESTINI DIVERSI

Se ad agosto 2018 il Monaco si lanciava su Cudrig, qualche mese prima gli emissari monegaschi erano in Italia per un altro talento del belpaese. Pietro Pellegri condivide con Cudrig molto più di qualcosa. Il ruolo, innanzitutto, la nazionalità, le promesse di successo e qualche copertina, che li ha etichettati come “il nuovo che avanza“. Oltre al fatto che sono quasi coetanei, essendo Pellegri un 2001 e Cudrig un 2002. A queste somiglianze va aggiunto anche il soggiorno nel Principato, le cui avventure prendono una piega diversa.

Dopo tre stagioni e l’esperienza nelle giovanili Cudrig, è tornato in Italia e spera di fare il salto di qualità in Serie A, sotto gli occhi ravvicinati di chi lo ha sempre conosciuto e seguito. Sia con la maglia dell’Udinese, sia nelle Fiandre che a Monaco.

Fonte foto: ilbianconero.com

Pellegri, invece, dopo la consueta trafila nelle varie selezioni minori, approda tra i grandi del Monaco. La spesa sostenuta per lui è molto più alta: quasi 22 milioni; di conseguenza le aspettative erano comprensibilmente maggiori.

Invece, dopo 4 stagioni, le presenze totali nel massimo campionato francese sono soltanto pari ai milioni spesi per lui, cioè 22, con appena 2 gol all’attivo. A pesare anche l’aggravante dell’infortunio subito durante l’annata 2019/20: una pubalgia, che lo ha costretto a saltare l’intera stagione e a tornare in campo solo nella successiva.

Ripercorrendo l’ultimo anno, abbiamo il ritratto più chiaro della carriera di Pellegri nel Monaco. 16 partite in Ligue 1, con una rete e un assist, ma per un complessivo di 216 minuti giocati. Una media di 13,5 minuti a partita!

Talvolta le aspettative possono essere una zavorra. Lo sa bene Pellegri. E non è da escludere ne abbia parlato con Cudrig. Con quest’ultimo che, magari, ha fatto tesoro di questa cosa.

IL CUDRIG AZZURRO

Quando si parla di Cudrig con la maglia azzurra, inevitabilmente si parla di un predestinato. Un calciatore che ha fatto tutta la trafila nelle varie selezioni giovanili della Nazionale, con un’unica costante ad accomunare le sue prestazioni. Fare gol. Cosa che ama fare e che gli viene spaventosamente facile.

Fonte foto: ilbianconero.com

Fonte foto: ilbianconero.com

I numeri con la Nazionale lo rendono un elemento fisso nelle varie selezioni di categoria. E al mondiale under-17 del 2019 è lui la stella indiscussa della squadra, in assenza di Sebastiano Esposito, rimasto aggregato a un Inter in emergenza numerica di uomini in attacco.

Quando la selezione del ct Nunziata è volata in Brasile per disputare la competizione, tra i convocati spiccavano i nomi di tantissimi prospetti in rampa di lancio. Dagli interisti Pirola e Oristanio, con i nerazzurri ad avere più rappresentanti, a Ruggieri e Udogie, gli unici di quella formazione ad aver già esordito in Serie A.

Ma gli occhi finiscono sul bomber friulano, che avrebbe trascinato la selezione insieme a Willy Gnonto, classe 2003, e ad Arlotti, anch’egli del Monaco.

Cudrig non manca l’appuntamento, mettendo immediatamente a segno una rete nel 5-0 all’esordio contro le Isole Salomone. Nelle successive partite sarà il valore aggiunto della squadra, mostrandosi un gradino più avanti rispetto ai suoi compagni per abilità di gestione palla nei momenti caldi.

Il percorso degli azzurrini si ferma ai quarti contro il Brasile padrone di casa. Ma la sensazione che hanno avuto tutti è che quella squadra poteva togliersi molte soddisfazioni. Se non avesse incontrato la squadra più forte, nonché futura vincitrice del torneo.

OCCHIO AL FUTURO

Da quella esperienza, però, viene fuori il profilo più onesto e trasparente di chi sia Nicolò Cudrig. Un attaccante affidabile e promettente; ma, soprattutto, un calciatore con la testa sulle spalle, che sa ciò che vuole e come ottenerlo. Spinto, prima che dalle sue gambe, da una grande maturità, rara per un ragazzo della sua età, e da uno spirito di rivalsa nei confronti dell’Italia. Un’Italia che troppo spesso sembra cieca e fin troppo severa, eccetto rare eccezioni, con i talenti di casa. E che preferisce investire per le promesse straniere, che hanno più fascino, più appeal internazionale e un costo generalmente inferiore.

Immagine in evidenza presa da Pxfuel con diritti Google Creative Commons

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