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Niente da dire

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Ieri sera è andato in scena il derby della lanterna numero 116. È stato un derby che sicuramente non passerà alla storia per bellezza e interesse, anzi totalmente l’opposto. È stato un derby da archiviare presto, che non ha detto nulla in più su due squadre che, nonostante abbiano passato momenti significativi in questa stagione, rimangono in questo preciso istante largamente incompiute. Uno 0-0 che mostra come questo match non avesse molte implicazioni, al di fuori del dominio cittadino. Nonostante la Samp sia in piena corsa per l’Europa League, il fatto che le due squadre non fossero in diretta competizione ha forse smorzato la carica agonistica di un match notoriamente infiammato. Ne è uscito fuori un opaco 0-0, che in sostanza non ha nulla da dire.

IN RISERVA

Dopo un inizio di stagione sfavillante, la Sampdoria sta ormai avanzando da qualche mese in riserva. Benzina finita troppo presto per gli uomini di Giampaolo, che hanno perso terreno in campionato e si sono visti raggiungere da Atalanta e Fiorentina. La corsa all’Europa League si fa complicata, visto lo strepitoso stato di forma della Viola e le armi a disposizione della Dea. Anche il match di ieri sera ha messo in mostra una Samp scarica, con forze ridotte all’essenziale e un pallido riflesso di quella che un girone fa strapazzò il grifone.

Sicuramente la Samp aveva molto più da giocarsi in questo derby. Al di là della possibilità di siglare il record delle 4 vittorie consecutive nelle stracittadine, i blucerchiati avevano il compito di rispondere alla sorprendente vittoria della Viola all’Olimpico. La reazione non c’è stata. I tentativi di gioco degli uomini di Giampaolo si sono infranti sul muro genoano. Male le punte, soprattutto Quagliarella. Benino Caprari e Praet, ma senza la presenza forte dei due uomini davanti il peso specifico offensivo blucerchiato era davvero ridotto al minimo.

Così, in riserva, la Samp perde il settimo posto e vede in salita la strada per l’Europa League. Assurdo, considerando la squadra che è stata fino a due mesi fa. Assurdo, pensando alla Fiorentina e all’Atalanta e a quanto erano lontane sempre due mesi fa. Il derby di ieri è l’emblema dell’incompiutezza della Samp, partita benissimo, forse troppo bene. Non ha saputo gestire le forze e ora si ritrova a percorrere l’ultimo tratto in evidente down. Senza la possibilità di fare rifornimento.

PANCIA PIENA

Il Genoa aveva sicuramente meno da chiedere a questo derby. Dopo la grande paura di rimanere invischiati nella lotta per non retrocedere, l’avvento in panchina di Ballardini ha portato i rossoblu fuori dalla zona calda. Il Genoa arrivava a questo derby con una certa tranquillità. La mente libera da qualsiasi pressione se non quelle del derby. Anche nella stracittadina il grifone ha mostrato la filosofia messa in atto da Ballardini quest’anno: rischiare il meno possibile. Il tecnico subentrato a Juric ha improntato il suo lavoro sulla difesa, allestendo una squadra impenetrabile ma che fatica tremendamente a creare gioco. Così, anche ieri, il Genoa si è limitato a non subire, provando solo sporadicamente ad affondare.

Una squadra di per sé non bella, che senza fondamentalmente nulla da guadagnare non ha avuto motivi per fare la partita. Se non che si giocava un derby, che teoricamente va sempre giocato e vinto. Ma la pancia piena del Genoa ha avuto il sopravvento anche sulla foga del derby. La logica conservativa di Ballardini ha prevalso, consegnando al grifone un punto che certifica sempre di più la sua stabilità in classifica. Forse non si gioca così un derby, ma così ci si salva e Ballardini l’ha dimostrato.

La stagione del Genoa ora si appresta a con concludersi nel modo più piatto possibile. Una salvezza ormai raggiunta, la fatidica quota 40 distante solo 5 punti. Il derby era forse l’ultimo punto d’interesse per i tifosi, che però non possono lamentare questa piattezza considerando la paura che ha contrassegnato tutto il girone d’andata. Il derby di ieri ha mostrato pregi e limiti del Genoa, una squadra che Ballardini ha quadrato perfettamente, ma a cui non ha dato alcuna ambizione.

IL MATCH

Come detto, il match sicuramente non entrerà negli annali tra i derby più ricordati di sempre. La partita è stata noiosa, con uno 0-0 inevitabile sin dalle prime battute. Hanno deluso, molto, i reparti offensivi. Gravemente insufficienti Pandev e Quagliarella, male anche Lapadula e Zapata. Le difese impeccabili, i centrocampi hanno fatto più lavoro sporco che di costruzione. Al di là di quello che si è visto in campo, è stato un match interessante solo per i responsi che ha dato sulle due genovesi.

Una Samp scarica, un Genoa sazio. Due squadre che a 7 partite dalla fine del campionato arrancano verso la fine della stagione. Non una dimensione ideale per due squadre importanti del nostro calcio. Il derby ha dimostrato che serve altro, nonostante occorra precisare che la Sampdoria per larghi tratti del’anno ha entusiasmato e non poco. Ma serve altro per crescere e affermarsi. Lo dimostra un derby che stavolta non ha avuto davvero nulla da dire.

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Ora scricchiola la panchina di Flick: Tuchel il primo nome

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Germania

Il futuro dell’attuale tecnico della Germania, Hans-Dieter Flick, dopo la clamorosa eliminazione ai gironi di Qatar 2022 potrebbe essere all’epilogo.

L’ex allenatore del Bayer Monaco non ha nessuna intenzione di lasciare il posto di commissario tecnico della Nazionale tedesca, ma secondo Nicolò Schira la Federcalcio della Germania sta valutando di cambiare la guida tecnica e tra i canditati per la panchina c’è  Thomas Tuchel, che al momento si trova senza una panchina dopo essere stato esonerato dal Chelsea.

Vedremo se queste indiscrezioni daranno il via a una vera e propria trattativa per l’arrivo di Tuchel sulla panchina della Nazionale, anche perché il nome dell’ex tecnico dei Blues è quello che raccoglie più consensi in casa federale.

 

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Flash News

Dumfries: “Depay anima della Nazionale, vogliamo vendicarci con l’Argentina”

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Dumfries

Dopo l’ottima prestazione contro gli Stati Uniti, condita da due assist e un gol, Denzel Dumfries ha parlato aVoetbalZone del Mondiale in Qatar. L’esterno dell’Inter ha detto la sua tutto il gruppo Oranje: “Questo è un gruppo unico. In ogni caso, perché giochiamo tutti in altri club e ci vediamo solo qui in Nazionale. Quando vedi come interagiamo gli uni con gli altri e come il gruppo interagisce tra loro, è speciale.

L’ala olandese si è concentrata a parlare anche dell’uomo simbolo di questa Nazionale, Memphis Depay: “Ha un ruolo importante in questo processo: parla con tutti e ci mancherebbe molto se non fosse qui con noi“.

Secondo Dumfries, l’attaccante del Barcellona ha un ruolo chiave anche per la religione: “E anche qui, il primo che ha davvero dato inizio è stato Memphis. Qualche anno fa ha chiamato insieme alcuni ragazzi che volevano pregare. Chiunque volesse partecipare era libero di aderire e quel gruppo continuava ad allargarsi. Cody Gakpo, per esempio, è molto coinvolto nella sua fede e cerca di includermi in essa, condividere certe esperienze o stimolarmi. Spesso mi unisco a lui per iniziare conversazioni e per discutere sulla fede. Preghiamo in gruppo prima della partita. La fede può dare molta forza e ci permette di rafforzarci a vicenda. In questo modo ottieni un legame più stretto”.

Dumfries ha poi fatto il punto della situazione sull’Argentina, avversario nei quarti di finale di questo Mondiale: “È un bellissimo match, ovviamente, vogliamo vendicarci per la partita del 2014. Dobbiamo prepararci in modo ottimale questa settimana per battere l’Argentina. È una buona squadra con molte qualità individuali, ma penso che abbiamo anche una squadra davvero fantastica e ho molta fiducia in essa. Questa settimana analizzeremo a fondo come possiamo giocare in questi spazi”.

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Calciomercato

Il Monza pensa a Lucca per gennaio: le ultime

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Monza

Il Monza di Galliani e Berlusconi ha messo gli occhi su Lorenzo Lucca. L’ex calciatore del Pisa, che in estate è passato all’Ajax, fu preso in prestito con diritto riscatto. I lancieri su Lucca hanno dunque la precedenza sull’acquisto a titolo definitivo, ma nel caso in cui gli olandesi decidessero non esercitare questa opzione ecco che potrebbero entrare in gioco i brianzoli.

Già a gennaio, secondo TUTTOmercatoWEB, potrebbe esserci un tentativo per portare alla corte di Mister Palladino la punta italiana, anche se in quel caso ci sarebbe da trovare un accordo anche con la società di Amsterdam.

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Calcio Internazionale

Il Portogallo passeggia sulla Svizzera: il tabellone definitivo dei quarti di finale!

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Pronostico Portogallo-Svizzera

Il Portogallo avvisa le concorrenti di essere un’autentica macchina da guerra, demolendo una Svizzera mai in partita, ma comunque non l’ultima Nazionale nel ranking FIFA. Vittoria più che convincente per 6-1, con la tripletta del 2001 Goncalo Ramos, schierato titolare al posto di Cristiano Ronaldo. A segno anche Leao nel finale,

Nel pomeriggio il Marocco ha scritto la storia del calcio nazionale e africano, battendo la Spagna ai rigori e raggiungendo i quarti di finale del Mondiale. E’ la quarta squadra africana della storia del torneo ad entrare nelle migliori otto.

Ecco l’elenco completo dei quarti di finale, alla luce delle partite odierne:

Quarto di finale 1 – Argentina-Olanda (venerdì 9/12 ore 20)

Quarto di finale 2 – Croazia-Brasile (venerdì 9/12 ore 16)

Quarto di finale 3 – Inghilterra-Francia (sabato 10/12 ore 20)

Quarto di finale 4 – Marocco-Portogallo (sabato 10/12 ore 16)

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