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Niente miracolo all’Olimpico: la Roma vince ma non basta, United in finale.

Nessuna rimonta clamorosa come 3 anni fa con il Barcellona. All’Olimpico la Roma vince 3-2 contro il Manchester United ma non basta. Fonseca decide di cambiare modulo, schierando il 4-2-3-1 (come potrebbe fare il suo successore Mourinho) e alzando Mancini come mediano, affiancato da Cristante; sulla trequarti Pellegrini si posiziona con Pedro e Mkhitaryan ai lati. Alle loro spalle Edin Dzeko. Lo United, forte del largo 6-2 dell’andata, schiera gli stessi 11 dell’Old Trafford tranne Lindelöf, Rashford e McTominay, sostituiti comunque da altrettanti giocatori di livello come Bailly, Greenwood e Van De Beek.

PRIMO TEMPO CON TANTE OCCASIONI

Un primo tempo equilibrato con tante occasioni. Cavani davanti alla porta viene fermato prima dalla traversa e poi daMirante. Altro infortunio per la Roma: al 28′ Smalling viene sostituito per un problema muscolare. Alla mezz’ora palla gol per la squadra di casa con Mkhitaryan che si divora l’1-0, colpendo di testa a lato della porta difesa da De Gea (probabilmente l’armeno era in fuorigioco). La Roma attacca e ha un’altra occasione con Pellegrini. Ma è lo United a passare in vantaggio al 39′: innescato da Fred, la conclusione potente e precisa del Matador  questa volta non perdona. A fine primo tempo ancora una volta Mkhitaryan centra la porta, ma trova De Gea a bloccare il suo tiro.

RIPRESA DI ORGOGLIO DA PARTE DELLA ROMA

A inizio secondo tempo, due sostituzioni per il Manchester: entrano i terzini Williams e Telles. Al 57′ sul cross dell’ispirato Mkhitaryan, il tiro-cross di Pedro viene deviato di testa in rete da Džeko . Tre minuti dopo i giallorossi passano addirittura in vantaggio grazie alla botta da fuori area di Cristante. Superato De Gea.

DUE MINUTI DI PURA FOLLIA PURA ALL’OLIMPICO

Dal 61′ al 63′ succede di tutto. Prima Džeko che, sul traversone di Karsdorp, colpisce di testa sul primo palo trovando l’opposizione di De Gea. Poi arriva Pedro che prova a ribattere il pallone in rete; ma c’è ancora una volta ,incredibilmente, l’intervento del portiere ospite. Un minuto dopo Pedro serve Mkhitaryan sul secondo palo: l’armeno calcia da posizione defilata, con il pallone che attraversa tutta la linea di porta senza superarla. Si potevano riaprire i giochi con questa realizzazione, mancando solamente due gol da segnare in poco meno di 30 minuti rimasti. È una Roma molto sfortunata.

Fonte foto: profilo Instagram @officialasroma

IL MATADOR SPEGNE I SOGNI GIALLOROSSI

Fonte foto: profilo Instagram @manchesterunited

Come si dice: “Goal sbagliato, goal subito” . La dura legge del calcio colpisce la Roma. A poco più di 20 minuti dalla fine viene punita ancora una volta da Cavani, che, sulla palla geniale di Bruno Fernandes, trova una deviazione aerea che supera Mirante. Al 74′ i giallorossi colpiscono il palo con Mkhitaryan, il quale non inquadra la porta da posizione defilata. Una piccola e meritata gioia per la squadra di casa arriva 10 minuti dopo grazie al gol siglato dal giovane Zalewski, talento polacco classe 2002.

Finisce 3-2. La Roma vince ma non basta per approdare in finale. Tante emozioni, piccole speranze e tanta sfortuna. Il cammino europeo dei giallorossi si ferma in semifinale. Al cospetto del Manchester United, che vola in finale dove incontrerà il Villarreal di Unai Emery.

Fonte immagine in evidenza: profilo Facebook @AS Roma

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