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Non fermate quell’orologio

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Bundesliga

Chiamatelo miracolo, chiamatelo destino, chiamatelo come vi pare e piace. Quello che per l’ennesima stagione consecutiva sta accadendo in Bundesliga è qualcosa da non credere: l’Amburgo, squadra celebre e storica del calcio teutonico, lotta da anni per non retrocedere, a dispetto di quelle che sono le aspettative di ogni inizio stagione; data per spacciata ormai da un mese abbondante, l’HSV si sta sorprendentemente riprendendo e, grazie anche alla débacle di qualche squadra apparentemente già tranquilla, si è clamorosamente rimesso in gioco.

Ma perché così tanto clamore per questa storia?

Come abbiamo detto, l’Hamburger Sport-Verein (da qui la sigla HSV) è la squadra di una delle città più importanti e più vaste di Germania, dunque per lo stesso motivo anche una delle più importanti. Vincitore per ben 6 volte nel campionato tedesco, vanta anche nel suo albo d’oro 3 Coppe di Germania, 1 Intertoto, 1 Coppa delle Coppe e ha come fiore all’occhiello del suo palmares una Champions League, o meglio unaCoppa dei Campioni com’era chiamata all’epoca, quella del 1983 vinta contro la Juventus di Trapattoni grazie al gol di FelixMagath, allenatore tra le altre dello stesso Amburgo, del Werder Brema e anche del Bayern.

Un palmares tutto sommato abbastanza ricco, degno di una grande squadra, e che curiosamente vede tutti titoli ottenuti in competizioni di spessore sia a livello nazionale che internazionale. Il motivo è molto semplice, perché dalla nascita del campionato tedesco – oggi noto a tutti col nome di Bundesliga – l’Amburgo non è mai retrocesso in Seconda Divisione. Mai. Dal 1963-64, stagione nella quale cambiò la formula della massima competizione nazionale teutonica, l’Amburgo è sempre stato presente; per questo motivo il club del Nord della Germania è noto con il soprannome di Urgestein (il veterano) o con il più curioso Bundesliga-Dino, il dinosauro della Bundes, la squadra più longeva.

Non il Bayern, non il Borussia Dortmund, non lo Schalke o lo Stoccarda. L’Amburgo è l’unico club sempre presente. E questo è sicuramente uno dei motivi di maggior vanto per i tifosi che ogni settimana affollano il Volksparkstadion, tanto da ricordarlo a tutti coloro che vi entrano grazie ad un orologio che segna esattamente da quanto tempo risiedono nella massima serie del calcio tedesco.

Allo stadio…

… E sul sito ufficiale

L’HSV però non se la sta passando un granché bene nelle ultime stagioni: l’ultimo decennio ha regalato sicuramente più terrore e paura che gioia, anche se in un modo o nell’altro i tifosi della squadra biancoblu hanno trovato il modo per festeggiare; dal 2010, anno in cui l’Amburgo arrivò 7° in classifica e riuscì anche a raggiungere la semifinale di Europa League – eliminati dal Fulham che perse la finale contro l’Atletico Madrid proprio ad Amburgo – il Dinosauro tedesco non ha più raggiunto la qualificazione europea, anzi, ha praticamente sempre lottato per non retrocedere. Nel 2014 e nel 2015 ha dovuto ricorrere allo spareggio, al playout per non retrocedere, vincendo in entrambi i casi rispettivamente contro Greuter Furth e Karlsruhe, sebbene nelle altre stagioni abbia raggiunto la salvezza non senza patemi.

E come vi abbiamo preannunciato all’inizio di questo articolo, la stagione in corso sta seguendo la strada tracciata dalle scorse annate. Anzi, forse questo campionato è nettamente il peggiore tra quelli visti ultimamente.

Mancano ormai soltanto due giornate alla fine di questa Bundes, dominata in lungo e in largo dal Bayern prima di Ancelotti e poi dell’eterno Jupp Heynckes, e l’Amburgo si ritrova mestamente al penultimo posto, davanti soltanto al Colonia già retrocesso in Zweite Liga. 7 vittorie soltanto sulle 32 partite finora disputate, con solo 27 gol realizzati – peggior attacco del campionato, pensate che i due capocannonieri hanno realizzato 5 gol a testa – e 49 subiti. Evidente che il campionato è stato un disastro, nonostante un inizio apparentemente roseo con una doppia vittoria nelle prime due partite dell’anno, salvo poi tornare a vincere soltanto a novembre e aggiungendo un altro lungo digiuno, durato fino ad aprile. 

Non certo una stagione da incorniciare per l’Amburgo, che ha tentato anche di risalire la china cambiando più volte allenatore: prima Markus Gisdol, poi a gennaio è arrivato Bernd Hollerbach, mentre a marzo si è deciso di ricorrere alla soluzione interna Christian Titz.

Già, perché nell’ultimo mese l’HSV ha proposto il suo solito sprint di fine campionato: come spesso accade nelle ultime stagioni, il veterano ha trovato il modo di ingranare la giusta marcia soltanto nelle ultime 5/6 partite; nel mese di aprile l’Amburgo ha totalizzato 9 punti in 4 partite, perdendo soltanto contro l’Hoffenheim di Nagelsmann e soprattutto vincendo le altre tre partite, tre match portati a casa contro il quotatissimo Schalke 04 di Domenico Tedesco – forse la sorpresa più bella di quest’anno in Germania – e contro due rivali per la salvezza, rispettivamente il Friburgo e il Wolfsburg. Per l’ennesima volta, da spacciato l’Amburgo è ritornato clamorosamente in corsa. 

Sì, perché a 180′ dal termine della stagione il Wolfsburg è a -2, mentre il Friburgo è leggermente più avanti rispetto i Lupi, a 5 punti di distanza. Niente appare impossibile, visto che l’Amburgo sta risalendo a grande velocità, mentre le rivali più vicine sono clamorosamente in caduta libera. Il calendario della squadra di Titz non è dei più terribili, visto che prima incontreranno l’Eintracht del neo allenatore del Bayern Niko Kovac che ormai divide i suoi pensieri tra la sua prossima avventura in terra bavarese e la finale di Coppa di Germania proprio contro il suo futuro, mentre l’ultima giornata arriverà al Volksparkstadion il Gladbach, che ormai naviga in acque tranquille.

Rimane difficile capire cosa potrà fare l’Amburgo in queste due ultime partite: la squadra ha delle individualità di valore, basti pensare al tecnico centrocampista Lewis Holtby, all’ex incursore di Siena e Cagliari Albin Ekdal, ad un’altra ex comparsa italiana come il terzino brasiliano Douglas Santos (ex Udinese), senza dimenticare Papadopoulos, il centrale ex Leverkusen che qualche anno fa era accostato alle grandi europee, e l’attuale capocannoniere della squadra, il serbo Kostic. L’unico problema è stato l’assenza di amalgama tra giocatori di talento, i giovani in rampa di lancio e quelli di esperienza: un mix letale che ha portato l’Amburgo ad affondare malamente per l’ennesima volta. Forse.

Perché se il Friburgo ha un calendario abbordabile (prima a Gladbach e poi l’ultima con l’Augsburg in casa), il Wolfsburg non può certo star tranquillo: prima il Lipsia, che vuole conquistarsi un posto in Europa, mentre all’ultima il Colonia che è già retrocesso, ma comunque voglioso di onorare l’ultima in Bundes. Probabilmente il massimo che potrà ottenere l’HSV è un posto agli spareggi, ma già parleremmo dell’ennesimo miracolo: sembra esserci qualcosa di magico in quell’orologio, una batteria perenne che impedisce lo spegnimento, un meccanismo a noi sconosciuto che non vuole mandar giù il BundesDino.

Gli uomini di Titz stanno tentando il miracolo, cercando di accaparrarsi gli sguardi delusi di un pubblico che meriterebbe da anni di più, e che ultimamente stanno osservando terrorizzati quell’orologio, che da cimelio storico potrebbe diventare soltanto un ricordo. 

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Sampdoria, CdA confermato: il comunicato ufficiale

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Sampdoria

Con un comunicato ufficiale la Sampdoria ha confermato, dopo la riunione che si è svolta nel pomeriggio, l’attuale Consiglio di Amministrazione. Ecco la nota ufficiale del club ligure:

Il Consiglio di Amministrazione di U.C. Sampdoria S.p.a. si è riunito questa mattina, nella sua interezza e alla presenza del Collegio Sindacale, per deliberare l’approvazione della situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre 2022 ai sensi dell’art. 85 delle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF).

Il CdA all’unanimità ha confermato l’attuale governance della società e la piena coesione interna e la massima fiducia nell’operato di tutti i dirigenti che hanno agito e agiscono nell’esclusivo interesse del club. In questo momento storico il CdA ribadisce infine l’importanza di mantenere una imprescindibile unità di intenti tra tutte le componenti“.

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Report allenamento e convocati Turris per la sfida con la Fidelis Andria

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Juve Stabia

Domani sera alle 21 andrà in scena allo stadio Liguori, TurrisFidelis Andria, match valevole per la sedicesima giornata di Serie C – Girone C. I corallini proveranno a dare continuità alla vittoria ottenuta contro il Messina davanti ai propri tifosi. Oggi pomeriggio la squadra ha svolto la sessione d’allenamento in vista dell’impegno di domani.

LA TURRIS SI PREPARA ALLA SFIDA CONTRO LA FIDELIS ANDRIA

La Turris domani cercherà di ottenere la seconda vittoria consecutiva, e potrà sfruttare l’entusiasmo della sua tifoseria per spingersi verso un risultato positivo. Poco fa è stato diramato il report sull’allenamento odierno della Turris tramite i canali social della società campana.

“Prosegue la preparazione in vista della gara di domani sera con la Fidelis Andria. La squadra ha svolto un allenamento questo pomeriggio allo stadio Liguori. Il lavoro si è articolato in due fasi. Nella prima il gruppo ha svolto lavoro di attivazione e velocità nell’altra prove tattiche sulla fase di non possesso e sulle uscite difensive. Sessione finale dedicata ai calci piazzati”.

Questo il comunicato in merito all’allenamento svolto nel pomeriggio dalla Turris in vista della sfida contro la Fidelis Andria.

I CONVOCATI DELLA TURRIS PER LA SFIDA CONTRO LA FIDELIS ANDRIA

I corallini oltre al report hanno diramato anche l’elenco dei convocati per la gara contro la Fidelis Andria. Non figurano tra i convocati i seguenti giocatori a causa di un infortunio: Di Nunzio, Santaniello, Taugourdeau, Finardi, Invernizzi, Aquino e Varutti.

Questa la lista dei convocati:

Portieri: Donini, Fasolino, Perina

Difensori: Boccia, Contessa, Frascatore, Manzi, Vitiello

Centrocampisti: Acquadro, Ardizzone, Di Franco, Ercolano, Gallo, Haoudi, Primicile

Attaccanti: Giannone, Leonetti, Longo, Maniero, Nocerino, Stampete

 

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Olanda, parla Van Dijk: “Si può e si deve fare meglio”

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Con la vittoria di oggi contro il Qatar, l’Olanda si conferma al primo posto del Gruppo A e passa agli ottavi di finale. Nella conferenza stampa post partita ha parlato il capitano dell’Oranje Virgil Van Dijk, non totalmente soddisfatto delle prestazioni della sua squadra. Ecco le sue parole:

Volevamo acquistare fiducia con questa partita e penso che ci siamo riusciti. Sapevamo di dover far meglio, soprattutto dopo l’Ecuador. È chiaro che non possiamo più permetterci una giornata così negativa. Ovviamente potevamo fare meglio oggi, ma non abbiamo concesso molto e siamo riusciti a concludere la partita senza subire gol. Ci sono stati dei momenti in cui abbiamo lasciato troppi spazi nel mezzo, abbiamo anche perso alcuni palloni rischiosi nei primi venti minuti. La sensazione è che si possa e si debba ancora fare meglio. Lavoreremo per questo. Forse questa fase del torneo ci insegnerà qualcosa“.

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La nota di Allegri: “Ringrazio Elkann, grande amicizia con Agnelli”

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Juventus

Prime parole del tecnico dei bianconeri, Massimiliano Allegri, in seguito alla dichiarazione rilasciata oggi da John Elkann. Parole di ringraziamento a cui seguiranno di certo altre dichiarazioni nella prossime ore.

“È sempre molto positivo sentire la vicinanza degli azionisti e, quindi, ringrazio John Elkann per queste parole. In questi anni di lavoro, passione e vittorie, ho sempre potuto contare sul sostegno di Andrea Agnelli, al quale mi lega un rapporto di amicizia, che non si interromperà con la fine della sua presidenza. Andrea e John sono figure di riferimento per il mondo bianconero che deve rimanere concentrato sul lavoro quotidiano in campo per ottenere i risultati che tutti vogliamo”.

 

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