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Non solo la 9, le maledizioni dei numeri di maglia

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Per gli amanti del calcio, ci sono molti elementi che possono acquisire un valore simbolico speciale, per qualcuno incomprensibile. Questi elementi possono essere molto diversi tra loro: un calciatore, un allenatore o un presidente, lo stadio di una finale o una data che diventa storica. Un altro di questi simboli non può che essere il numero di maglia. Per molti calciofili, un semplice numero si collega istantaneamente e inevitabilmente ad un campione, un idolo, una leggenda. Esistono poi molti aneddoti legati ai numeri sulle spalle dei calciatori che li rendono ancora più unici. Non si parla solo del mitico Diez, al quale questa testata è – ovviamente – molto affezionata. In alcuni casi questi numeri assumono un peso tanto grande da rallentare chi li sceglie. L’ultimo caso è quello della maglia numero 9 del Milan, che sembra vittima di una sorta di maledizione da quando un suo fantastico proprietario l’ha dovuta abbandonare, Filippo Inzaghi. Esistono però altre “maledizioni” simili a questa, tutte con protagonisti illustri, ecco quali.

LA 9 DEL CHELSEA

L’ultima vittima del sortilegio di Pippo Inzaghi è Gonzalo Higuain. Dopo essere arrivato dalla scorsa estate dalla Juventus, il Pipita sembra poter spezzare questa sfortunata tradizione, ma nemmeno il bomber argentino è riuscito nell’impresa. Come tutti sanno, Higuain ha preso il volo per Londra, sponda Chelsea, lasciando il posto a Krzysztof Piątek, che però si è guardato bene dall’ereditare anche la maglia del collega. Quello che però in molti probabilmente ignorano è che anche la casacca numero 9 dei Blues non è molto fortunata. Gli ultimi a vestire quella maglia sono stati nell’ordine Boulharouz, Sidwell, Fernando Torres, Falcao e Morata. Il primo della lista era addirittura un difensore e aveva preso la 9 dopo l’addio di Hernan Crespo perché era uno dei pochi numeri liberi. Fernando Torres e Radamel Falcao sono stati due centravanti formidabili ma entrambi hanno vissuto periodi complicati nella loro esperienza alla corte di Abramovic, collezionando una ventina di reti in due. Nemmeno Alvaro Morata, voluto fortemente da Conte e pagato a peso D’oro al Real Madrid, è riuscito ad invertire questo trend negativo, finendo col rinunciare al 9 in favore del 29 (data di nascita dei suoi due gemelli). Ora che Morata è ad un passo dal salutare l’Inghilterra, Gonzalo dovrà ritrovare la forma per porre fine a quest’altra maledizione, dopo aver fallito nell’impresa in rossonero. Dalla padella alla brace?

Higuain fresco di firma con il Chelsea.

LA 10 DELL’INTER

22 maggio 2010. Per i tifosi dell’Inter, non servono ulteriori spiegazioni. Per tutti gli altri, o almeno per chi non ci fosse arrivato, si tratta della data in cui i nerazzurri si sono aggiudicati la finale di Champions League, completando così il famoso Triplete. Protagonista assoluto di quel 2010, fu proprio un 10: Wesley Sneijder. L’olandese, reduce dall’esperienza al Real Madrid, arrivò a Milano nell’agosto del 2009 e soli tre giorni dopo debuttò nel derby conquistando i tifosi con una prestazione sontuosa. Da quel giorno fino al suo addio nel 2013, Sneijder ha sempre onorato la responsabilità della Diez con il suo talento e la sue classe. Dopo di lui però, le cose non sono andate altrettanto bene. Dopo l’ex merengue la sua maglia è finita tra le mani di Mateo Kovacic, Stevan Jovetic e Joao Mario, prima di arrivare al suo attuale possessore, Lautaro Martinez. Se per il croato si può sorvolare, data l’età del ragazzo e le prestazioni tutt’altro che negative, il montenegrino e il portoghese hanno a dir poco deluso. Il primo, dopo un esordio col botto si è perso tra infortuni e scarso rendimento. Il secondo è stato un autentico fallimento nella sua prima esperienza in Italia, ma quest’anno si sta ritrovando. Ora tocca al Toro riscattare quella maglietta tanto importante. Anche lui come Kovacic è ancora molto giovane, ma ha avuto il coraggio di caricarsi il peso della 10 sulle spalle e ha l’appoggio dei tifosi, che sperano di trovare in lui il protagonista di nuovi successi.

Sneijder nella notte del Bernabeu.

LA 7 DELLO UNITED

Come si diceva in apertura, certi numeri evocano nella mente un unico giocatore. A Manchester però, nei quartieri frequentati dai tifosi dello United, quando qualcuno invoca la 7, la storia è leggermente diversa. Quella 7 è una delle maglie più importanti al mondo. Una maglia appartenuta ad alcuni dei più talentuosi fenomeni di tutti i tempi. Certamente quel numero rimarrà per sempre avvolto dalla memoria di George Best, ma dopo di lui sono arrivati altri giocatori che hanno scritto la storia di questo sport. Nell’ordine sono impossibili da dimenticare Eric Cantona, David Beckham e Cristiano Ronaldo. Il portoghese ha segnato però la fine – almeno per ora – di questa gloriosa successione. Dal 2009, anno in cui CR7 ha lasciato i Red Devils, la 7 ha avuto cinque diversi proprietari: Owen, Valencia, Di Maria, Depay e Sanchez. Nessuno di questi giocatori si è però dimostrato all’altezza di quella tradizione. Sugli ultimi tre in particolare si erano create grandissime aspettative, viste anche le qualità di ognuno di loro. L’unico in grado di illudere l’ambiente era stato Memphis Depay. L’olandese, costato 34 milioni di euro, aveva cominciato con ottime prestazioni, salvo poi perdersi. Con l’argentino e il cileno invece, non è mai sbocciato l’amore. Nulla da fare però, anche in questo caso sembra che un maleficio abbia colpito chi porta quel numero stampato sulla schiena. Ad oggi, complice il periodo storicamente difficile dello United, non sembra esserci via d’uscita. I tifosi dei Diavoli si augurano di trovare presto un degno erede per quella maglia.

Come direbbero da quelle parti “No caption needed”.

LA 10 DEL REAL

Il club più prestigioso al mondo. La camiseta più importante di tutte. Oggi la 10 del Real Madrid è nell’armadietto del Pallone d’Oro Luka Modric, ma fino a non troppo tempo fa le cose non andavano altrettanto bene. Il problema in realtà non è dato dalla qualità del gioco offerta dai calciatori che hanno provato l’ebbrezza di scendere in campo al Bernabeu con quella maglietta. Il fatto è che  il pubblico di quello stadio è senza ombra di dubbio il più esigente in assoluto. Riavvolgendo il nastro infatti si trovano James Rodriguez, Ozil, Diarra, Sneijder (come anticipato), Robinho, Figo e Seedorf. Leggere questi nomi fa pensare immediatamente a grandi giocate e si fatica a capire come ci si possa lamentare di loro. A Madrid però si respira un aria diversa e non basta essere forti per convincere gli aficionados. Tutti questi campioni sono stati lasciati partire senza troppi rimpianti e prontamente sostituiti. Modric invece è riuscito a far breccia nel cuore dei sostenitori del Real, forse anche per quel Pallone d’Oro soffiato a Ronaldo nell’anno del tradimento alla Casa Blanca. Tuttavia anche il futuro del croato nella capitale spagnola è stato più volte messo in dubbio, specialmente dalle voci che lo vedrebbero all’Inter. Forse in questo caso si tratta di una maledizione diversa, una che porta i campioni lontano da Madrid.

Quando ancora Modric non aveva la 10.

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I convocati di Rastelli per Avellino-Taranto: recuperato Zanandrea

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Vergara

Massimo Rastelli, tecnico dell’Avellino, ha diramato la lista dei convocati per il match contro il Taranto, in programma domani alle 14:30 allo Stadio Partenio Lombardi.

L’allenatore biancoverde dovrà fare i conti con numerose assenze. Manuel Ricciardi e Claudiu Micovschi, così come Dall’Oglio e Di Gaudio, stanno continuando il programma di recupero mentre Aya tornerà in gruppo lunedì. L’unico recuperato è il difensore Zanandrea.

Di seguito la lista dei convocati.

Portieri: 1 Pane, 16 Pizzella, 22 Forte;

Difensori: 2 Rizzo, 3 Tito, 31 Illanes, 32 Zanandrea, 34 Auriletto, 42 Moretti;

Centrocampisti: 4 Franco, 8 Garetto, 20 Casarini, 21 Matera, 28 Maisto;

Attaccanti: 7 Kanoute, 9 Gambale, 10 Russo, 11 Murano, 18 Ceccarelli, 26 Guadagni, 29 Trotta.

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La Roma blinda Pisilli: rinnovo fino al 2026

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Dybala

Arriva un rinnovo importante in ottica futuro per la Roma. Secondo il noto giornalista Nicolò Schira, il giovane talento Niccolò Pisilli, classe 2004, ha prolungato il suo contratto fino al 2026.

Per il  giovane centrocampista italiano, che al momento milita ancora in primavera, si prospetta un futuro tutto giallorosso. 

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Spagna-Germania, le parole di Luis Enrique: “Sarà sfida alla pari, Gavi può segnare una nuova epoca”

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Dove vedere Spagna-Costa Rica

Alla vigilia del big match tra la Spagna e la Germania, partita valevole per la seconda giornata della fase a gironi della Coppa del Mondo di Qatar2022, il ct iberico Luis Enrique è intervenuto in conferenza stampa. L’ex allenatore di Barcellona e Roma tra i vari argomenti ha analizzato gli avversari e ha paragonato il gioco tedesco molto simile a quello delle furie rosse, ecco le sue parole: “La Germania è la squadra che assomiglia più alla Spagna, gioca sempre in attacco cercando di mettere pressione nella metà campo avversaria e avere sempre la palla. La Germania è una squadra che sa competere, ha una storia vincente e alcuni fra i migliori giocatori al mondo, ma noi siamo convinti di poter vincere, ma non dobbiamo essere troppo sicuri di noi altrimenti la fiducia può dare alla testa“.

LUIS ENRIQUE SU GAVI

Il tecnico spagnolo ha poi elogiato una delle sorprese di questo Mondiale Gavi: “La cosa più sorprendente è che qualcuno a 18 anni e 100 giorni abbia quella fiducia in s stesso, abbia l’intelligenza per posizionarsi in campo e dominare gli aspetti tecnici del calcio. Bisogna andarci piano coi giudizi, ma può segnare un’epoca”.

 

Sulla formazione che intende schierare contro la Germania: “Di solito non ripeto lo stesso undici e al momento non ho ancora fatto le mie scelte, le farò domani mattina. I cambiamenti sono fondamentali e io ragiono non sugli undici titolari, ma sui 16 che giocheranno“.

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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