Ormai tutti sanno delle abitudini di Radja Nainggolan: beve, fuma, a volte fa tardi la sera. Si è arrivati al punto che le notizie su di lui ormai non fanno più molto clamore. L’ultima vicenda che arricchisce le avventure del Ninja si è svolta in un casinò. Una notte brava costata 150 mila euro (per via di una truffa) e l’etichetta di giocatore d’azzardo. Nelle scorse settimane invece, molti giornali hanno riportato la notizia del pessimo comportamento di Ousmane Dembelè. A quanto pare, il giovane talento del Barcellona e della nazionale francese spende gran parte della sua giornata giocando ai videogiochi. Come se non bastasse, questa attitudine è aggravata da frequenti pasti a base di cibo spazzatura e da continui ritardi agli allenamenti. Ovviamente i due giocatori non sono i soli con qualche vizietto di troppo. Da quelli più classici di Nainggolan, a quelli più particolari di Dembelè, ecco una rassegna dei vizi dei giocatori di oggi e del passato.

CALCIATORI FUMATORI

La lista dei calciatori col vizio della sigaretta è sorprendentemente lunga. Il belga dell’Inter non è dunque il solo con questa pessima abitudine, specialmente per un calciatore professionista. Alcuni potrebbero restare stupiti scoprendo che grandi campioni come Buffon, ancora in attività a 41 anni, o Roberto Carlos, dotato di una corsa impressionante, siano stati (e forse siano tuttora) dei fumatori. Al contrario non sorprenderà sapere che Mario Balotelli, ormai marchiato da molti come il bad boy per eccellenza, si concede qualche sigaretta di tanto in tanto. E sono famosi gli scatti di Marco Verratti e Lorenzo Tonelli, pizzicati nel momento sbagliato. Chi non si vergogna invece è Gerard Piquè che per celebrare le sue vittorie con il Barcellona si è fatto immortalare più volte con un bel sigaro cubano.

(Fonte immagine: profilo Instagram @3gerardpique)

L’elenco dei campioni è ancora molto lungo: Messi, Neymar, Ozil, Maradona, Vialli, Rijkard, Vieri e Rombo di Tuono Gigi Riva, risaputo fumatore. Oltre a questi e molti altri impossibile non nominare Michel Platini e Dario Hubner per due loro divertenti citazioni. Le Roi, trovato a fumare negli spogliatoi da Gianni Agnelli disse: “Avvocato non si preoccupi se fumo io, l’importante è che non fumi Bonini (allora mediano della Juve): è lui che deve correre per me”. Hubner invece, durante una tournée estiva col Milan venne colto sul fatto da Ancelotti, ma lo tranquillizzò subito dicendogli: “Tranquillo mister, è una vita che faccio così”  confermando la sua abitudine di fumare prima di ogni partita.

(Fonte immagine: profilo Instagram @dariohubner1967)

CALCIATORI BEVITORI

Il bisonte non si faceva mancare neanche qualche goccetto e lo ha sempre ammesso, ma ci sono giocatori che hanno avuto problemi ben più seri con l’alcol rispetto a lui. Ad esempio sono ben note a tutti le disavventure di Paul Gascoigne, più volte trovato ubriaco nei bar, in giro per le città dove giocava e viveva o addirittura al volante. Gazza ha avuto serissimi problemi sia durante la sua carriera che dopo, tentando più volte di disintossicarsi ma finendo sempre col ricascarci. Un personaggio unico nel suo genere, un genio folle del calcio, divorato dalla dipendenza. Oltre a lui è impossibile non pensare a uno dei più grandi di tutti i tempi: George Best. Il leggendario numero 7 del Manchester United ha condotto per tutta la sua carriera una vita a dir poco sregolata, tra donne e bottiglie. “Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte, al bar quello che beveva di più.Questa è una delle sue più celebri citazioni, che la dice lunga sul grande campione e sull’uomo che era. Nonostante un trapianto di fegato morì nel 2005 per un’infezione epatica all’età di 59 anni.

 

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Più recenti sono le storie di Cicinho, ex Real Madrid e Roma, o di Ronaldinho. Il primo ha confessato di aver sperperato praticamente tutto il suo patrimonio in feste ed alcol. Il secondo, da sempre amante della vita notturna e del divertimento, ha avuto problemi principalmente sul finire della sua carriera e ora sembrerebbe in una seria crisi economica.

ALTRI VIZI

Detto in apertura della dipendenza videoludica di Dembelè, il campione del mondo non è il solo ad avere abitudini strane. Ad esempio anche Jamie Vardy, attaccante simbolo del Leicester aveva reso nota la sua passione per i videogiochi, in particolare per Call of Duty. Sebbene non sia mai arrivato ai livelli del collega blaugrana, l’inglese ha raccontato di aver giocato contro alcuni compagni nei ritiri della nazionale dei tre leoni. Inoltre pare che l’attaccante delle Foxes, nelle ore che precedono una partita, si scoli tre lattine di bevande energetiche. Di nuovo in tema videogiochi, Marco Materazzi ha parlato di un aneddoto relativo al giorno della finale dei mondiali nel 2006. Lui, Totti e Iaquinta si sfidarono alla Play Station poche ore prima della partita contro la Francia per stemperare un po’ la tensione. Visto il risultato verrebbe da dire che la tecnica ha avuto gli effetti sperati.  Il già citato Francesco Totti invece, sembra ossessionato dalle carte da gioco. Tornando alla storica finale di Berlino, il Pupone ha dichiarato che la notte precedente al grande giorno, Gattuso bussò alla sua porta in preda all’insonnia e che rimasero svegli fino alle 6 del mattino giocando a scopa.

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Ancora le carte protagoniste di un’altra storia dell’eterno capitano giallorosso. Durante la prima esperienza con Spalletti, lui e altri compagni vennero sorpresi nel cuore della notte proprio dal tecnico toscano. Totti amava organizzare tornei di scopa e briscola e in quella nottata, prima di una partita, andarono a Trigoria per la finale di uno di questi tornei. Un episodio simile sembra essere la miccia di una lite tremenda scoppiata tra i due negli ultimi giorni da calciatore di Francesco. Forse non ne valeva la pena…

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @radja_nainggolan_l4)