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Basket

La rincorsa di LeBron e dei Cavaliers, non succede ma se succede…

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Corsi e ricorsi storici? Come l’anno scorso siamo 3-1 ,Gara 5 è all’Oracle Arena. Punto. La domanda più semplice che pone questo scenario è: riusciranno i Cavaliers a ripetere la già impossibile impresa dell’anno scorso?

GIOCATORI RITROVATI

Il tempo di parlare di tattica è finito, la franchigia dell’Ohio è con le spalle al muro, solo una partitaeccellente sotto ogni punto di vista ha rovinato la perfect postseason dei Warriors e già molti rimpianti vanno veloci verso quella Gara 3 che, con un finale gestito in modo quantomeno decente, avrebbe significato un 2-2 pericolosissimo per i giallobiancoblù. Insomma, Gara 4 è stata veramente una partita fuori da ogni logica: i Warriors perdono con 116 punti realizzati, i Cavaliers ne segnano quasi 50 nei primi 12 minuti di apertura con LeBron che orchestra un attacco semplicemente irreale forte anche di alcune letture da vero allenatore. Dall’altra parte del campo, la scelta di battezzare Green dall’arco si è rivelata giusta: 1/6 dall’arco per Draymond (che a lungo andare ha fatto pagare caro ai Warriors la sua serata freddissima al tiro) faticando da morire nel trovare spazio in area grazie anche ad un Tristan Thompson in versione “dono dell’ubiquità”. Golden State non è stata assolutamente efficace nel difendere l’aggressività dei Cavs, sorpresi forse dal trovare una squadra ed un atteggiamento in campo che voleva sfidarli apertamente nel loro stesso terreno ed un Curry spesso e volentieri messo fuori gioco dal particolarmente dinamico attacco dei padroni di casa. Possiamo già prendere un paio di spunti da questa partita per quello che ci aspetta stanotte: Thompson è fondamentale, la sua presenza genera (in ordine di importanza): più possessi (per una squadra che in questa serie dimostra di avere una mano più fredda dell’avversario, outplayarli a livello di tiri presi è vitale), protezione del ferro (spingendo Green lontano dalla sua comfort zone) e quell’energia sui due lati del campo che è visibilmente mancata durante le precedenti partite. Secondo: a Cleveland serve una percentuale migliore, anche in quei circus shot che Curry e Durant mettono con imbarazzante frequenza. In particolare, Irving e Smith devono cambiare marcia e prendersi più responsabilità quando l’attacco comincia a faticare, essenziale per ritrovare ritmo e fiducia nei propri mezzi. Golden State deve invece rimanere in quello spartito, deve continuare a giocare in quella maniera e deve trovare contromisure a Thompson ammesso e non concesso che l’ex scelta N°4 del Draft 2011 non torni a giocare come nelle prime 3 partite. Altri appunti su Draymond, fattore al contrario (anzi, totalmente mancante) nella Gara 5 dell’anno scorso e finito nelle grinfie degli arbitri anche in questa serie per le sue solite intemperanze. Ecco, se c’è qualcosa che ha insegnato l’anno passato è l’importanza dell’Orso nell’economia di squadra dei californiani, importanza che non può essere messa in discussione dai soliti comportamenti sopra le righe che spesso lo contraddistinguono. Altro giocatore ritrovato durante Gara4, Love: triple, rimbalzi e outlet pass clamorosi, ormai un po’ il suo marchio di fabbrica.

https://www.youtube.com/watch?v=9AnfBqbNmfI

E I COACH?

Parlando invece un po’ dei due coach (Lue ed il rientrante Steve Kerr) dobbiamo dare atto a Tyronn dell’ottima gestione di questa partita, lasciando riposare il giusto le sue punte di diamante e abbattendo le possibili dei Warriors di imporre i classici parziali che avrebbero permesso un’altra rimonta alla Quicken Loans. Kerr invece si è preso un po’ una giornata di pausa (del resto LeBron e soci sono stati ingiocabili almeno quanto Golden State alla Oracle) ma possiamo trarre degli ottimi spunti sugli schemi chiamati in uscita dalle rimesse e dalle uscite dai timeout, nei quali la difesa degli wine and gold ha sofferto moltissimo. In particolare, da sottolineare la “bunch”: Durant, Curry e Thompson ad aspettare la rimessa dal fondo sul lato avversario in prossimità del canestro ed il restante compagno fuori ad attendere eventuali scarichi. Il caos che si viene a creare con almeno 7 giocatori in area sviluppa praticamente un buon tiro in automatico, sfruttando i fadeaway di Curry e Thompson o l’altezza e la delicata mano di Durant direttamente dal post creando una situazione di gioco improvvisata dalle ottime letture di questi giocatori e difficilmente contrastabile dalle difese avversarie. Andando verso Gara 5 quindi, Cleveland deve affidarsi su ognuno dei suoi titolari e non può più permettersi passi falsi mentre per Golden State un’eventuale Gara 6 sarebbe una lotta psicologica contro il fantasma dell’anno passato che aleggia da venerdì su questa serie. Seppur con presupposti diversi dalle scorse Finals, Cleveland non è ancora fuori dai giochi e scommettere contro LeBron non è mai una buona idea ma insomma, un fulmine non cade mai due volte sullo stesso punto ed un back-to-back dei Cavaliers si aggira sulla stessa percentuale di fattibilità. Domani mattina avremo una risposta ad una serie che potrebbe portare il primo titolo nella carriera di Durant (dando validità alla sua “Decision” di quest’estate) oppure tornare ad un’inaspettata Gara 6 a Cleveland.

https://www.youtube.com/watch?v=5tfdgCg6_Xg

JR Smith twittò un “Cavs in 7” dopo Gara 3, non succede ma se succede...

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Basket

Palacio dal calcio al basket, la nuova vita del ‘Trenza’

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Cambia lo sport ma non l’entusiasmo per Rodrigo Palacio, l’argentino comincia la sua nuova avventura nel mondo del basket. Ritiratosi dal calcio giocato dopo la parentesi al Brescia nello scorso anno in Serie B, il Trenza si è subito cimentato in una nuova avventura all’età di 40 anni.

Palacio è sceso in campo nella partita di basket del Garegnano Milano, in occasione di un torneo amichevole. La società cestistica milanese milita attualmente nel campionato di Serie D. L’argentino ex Inter e Genoa ha giocato contro il Basket Trezzano, mettendo a referto 4 punti.

Dopo aver segnato 101 gol in Serie A in carriera e aver fatto cantare i tifosi con la palla tra i piedi, per Palacio adesso è giunto il momento di rimettersi in gioco con la palla tra le mani.

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Basket

DAZN si allarga: arrivano la Serie C e la Serie A di Basket

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Peluso

Come riportato sui propri canali social, Dazn allarga i propri orizzonti inglobando ElevenSports. Arriveranno la Serie C e la Serie A di Basket.

NOVITÀ SU DAZN

Dazn assorbe e ingloba ElevenSports all’interno della propria piattaforma. Pare che fosse tutto confermato dallo scorso 25 agosto.

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Altri Sport

Eurobasket 2022, cosa è mancato all’Italia?

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Eurobasket 2022

Mercoledì si è interrotto il sogno azzurro. Per l’Italia l’Eurobasket 2022 è terminato contro la Francia ai quarti di finale, in una maniera a dir poco rocambolesca. A poco più di 2 minuti dalla fine della partita, Fontecchio aveva regalato il +7 azzurro con una tripla impossibile. Da lì in poi l’Italia non si è più mossa. A 14 secondi dalla fine e + 2 Italia, sempre Fontecchio è protagonista, stavolta in negativo, sbagliando entrambi i tiri liberi a disposizione. Heurtel realizza un veloce canestro da 2 punti e pareggia i conti, quindi overtime. Una volta ai supplementari però, l’inerzia era tutta dai francesi, che infatti hanno portato a casa la vittoria. Senz’altro ci sono state cose positive dell’Italia in questo Eurobasket, ma cosa è mancato alla nazionale di Pozzecco in questa folle partita contro la Francia?

I PUNTI DI FORZA DELL’ITALIA

Come ogni cosa, bisogna analizzare i pro e i contro. Si parte quindi prima dalle cose positive, perché comunque ce ne sono state parecchie nel corso dell’Eurobasket 2022. La cosa migliore è stata la forza e l’unione di questo gruppo, memore della bella esperienza affrontata l’anno scorso alle Olimpiadi, conquistate contro la difficile Serbia. La vittoria contro gli stessi serbi si è ripetuta anche nel corso degli europei, nonostante stavolta ci fosse anche il due volte MVP NBA Nikola Jokic.

Chi ha funzionato alla grande è stato Fontecchio, leader indiscusso di questa nazionale. L’infortunio di Gallinari lo ha spinto ancora di più a caricarsi l’Italia sulle spalle. Ha avuto però ottimi guerrieri al suo fianco, soprattutto Nik Melli e Marco Spissu. Il playmaker sardo si è conquistato in questo Eurobasket 2022 il posto da titolare un po’ a sorpresa, ma contro la Serbia è stato fenomenale con la serie di triple realizzate. Ottimo anche Melli, che pur non essendo un centro puro, è riuscito a tenere a bada gente come Jokic, ma ha anche fatto sudare qualche camicia pure a Rudy Gobert.

I PUNTI DI DEBOLEZZA DELL’ITALIA

La cosa particolare di questa nazionale, è che alcuni punti di forza sono allo stesso tempo punti di debolezza. Per esempio Pozzecco ha sicuramente unito ancora di più un gruppo già affiatato, grazie al suo atteggiamento esuberante. A volte però un allenatore deve avere anche del self-control, ma il Poz è davvero troppo emotivo.

C’è poi lo stesso Melli. Per carità, per come ha giocato in l’ Eurobasket 2022, non gli si può dir nulla contro. Sorge però sempre il solito problema della mancanza di un vero centro per gli azzurri. Purtroppo è una mancanza che ci si porta dietro da anni. Tessitori e Biligha non sono all’altezza di certi palcoscenici, e non possono reggere più di qualche minuto in campo contro squadre come la Francia.

Un punto di debolezza purtroppo è stato Fontecchio nell’ultima partita. L’eroe della nazionale è stato lui, ma chissà dove sarebbe ora l’Italia in questo Eurobasket 2022 se avesse realizzato anche solo uno dei due tiri liberi. Probabilmente in finale, dopo aver visto come la Polonia in semifinale è stata spazzata via malamente dai Blues. Nessuno potrà mai dirlo. Questa situazione ricorda per certi versi Baggio al mondiale di USA 1994. Il divin codino fu il migliore dell’Italia, e grazie a lui gli azzurri arrivarono in finale. Quel rigore sbagliato però fu decisivo, proprio come lo sono stati i liberi sbagliati da Fontecchio.

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Altri Sport

Italbasket, che impresa! Battuta la Serbia di Jokic

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L’Italbasket vola ai quarti di finale degli europei di pallacanestro. Gli azzurri, dopo aver vinto contro la Serbia di Jokic, se la dovranno vedere con la Francia di Gobert e compagni. La squadra allenata da Gianmarco Pozzecco si è resa protagonista di una vera e propria impresa. Di fatti, prima del match, nessuno avrebbe mai lontanamente pensato che il quintetto italiano avrebbe potuto battere una delle favorite alla vittoria finale.

Gli azzurri hanno chiuso i primi due quarti in svantaggio di soli sei punti: 51-45. Ma dal terzo quarto in poi, la storia è cambiata. I ragazzi di Pozzecco; espulso per proteste, sono riusciti grazie alle straordinarie prestazioni di Spissu (mvp del match), Melli, Fontecchio e Polonara a guadagnarsi uno storico quarto di finale. Ai serbi non basta l’immensa prestazione di Luka Jovic, autore di una doppia doppia. Adesso, agli azzurri, non rimane che continuare a sognare.

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